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Italiano medio: recensione del film di Maccio Capatonda

Maccio Capatonda e la sua tragicomica visione dell'Italia

Italiano Medio è un film del 2015 scritto, diretto e interpretato da Maccio Capatonda, al suo debutto cinematografico, con la partecipazione di Herbert Ballerina e Ivo Avido. Il film è una commedia satirica dove Maccio Capatonda mostra la situazione dell’italiano medio, quello che vive guardando la TV, che si interessa di reality piuttosto che interessarsi della propria realtà e che trascura le cose importanti della vita come gli amici, la famiglia e la propria integrità intellettuale.

Italiano medio: recensione

Italiano medio recensione

Nato da due genitori teledipendenti che non lo consideravano mai, Giulio inizia fin da giovane a provare un odio profondo per la TV e per tutto ciò che ad essa è collegato; diventa inoltre ambientalista, animalista, vegano e contrario a qualsiasi tipo di spreco. Crescendo non riesce più a sopportare la situazione familiare e decide di andare via da casa. Frequenta quindi la facoltà di scienze ambientali, dove si laurea a pieni voti, e lì conosce Franca, che la pensa come lui sull’ambiente e con la quale si fidanza e va a convivere.

Una sera, dopo un litigio con Franca, esce di casa. Una volta rincasato, sente suonare al campanello: va ad aprire e trova il suo ex compagno di scuola Alfonzo, che, per tentare di rincuorarlo, gli fa provare una pillola che riduce temporaneamente l’utilizzo del proprio cervello dal normale 20% al 2%.

Italiano medio: recensione – La comicità

Italiano Medio si può definire come una trasposizione cinematografica del “Teatro dell’assurdo”. Il teatro dell’assurdo è la messa in scena di eventi senza una costruzione razionale, dove i dialoghi sono serrati e le battute non hanno un senso logico e riescono a suscitare la risata nello spettatore nonostante il momento tragico che vivono i personaggi.

Il film di Maccio Capatonda è “una ventata d’aria fresca” per la commedia italiana abituata allo stesso tipo di commedia ormai troppo abusata. Un tipo di comicità che spiazza lo spettatore, non solo per la battuta in sè, ma anche per il momento in cui la battuta viene detta. La storia, oltretutto, permette a Maccio Capatonda di svariare su più argomenti: dalla comicità classica fino alla critica. “Italiano Medio” è una vera e propria critica all’Italia attuale, servita in chiave comica per, appunto, aprire la mente degli italiani ormai diventati quasi una “barzelletta” senza essersene accorti.

La recitazione

Riuscire a recitare in un film del genere non è un’impresa facile. Prima di tutto, bisogna avere degli ottimi tempi comici per poter restituire al pubblico quel che gli sceneggiatori hanno creato. E in secondo luogo, serve una grande concentrazione. Come abbiamo già detto, le situazioni in sé non favoriscono la battuta, per questo riuscire a trovare il tempo e il modo giusto per dirla è molto complicato. Maccio Capatonda e soci ci riescono egregiamente, riuscendo a suscitare la risata nello spettatore anche in momenti si estrema drammaticità. Herbert Ballerina si dimostra un’ottima spalla comica per Maccio Capatonda, facendo capire perché la collaborazione fra i due sia iniziata e continui tutt’ora.

Cos’è l’Italia oggi secondo Maccio Capatonda

Italiano medio recensione

Secondo Maccio Capatonda, l’Italia ha perso tutti i valori, ha perso quella voglia di essere migliori, ha perso, se si può essere così drastici, l’intelligenza. Il personaggio di Giulio Verme, nel corso del film, smetterà di usare il 18% della sua intelligenza cadendo in quello che secondo Maccio Capatonda è l’italiano di oggi. Un italiano privo di contenuti, che, come rappresentato nel film, usa solo una minuscola parte del suo potenziale intellettivo. Maccio Capatonda usa questo film come tela per dipingere il quadro generale dell’Italia moderna, arrichendola con alcune pennellate gialle per mostrare quanto sia tragicomica la situazione.

L’uomo e la doppia personalità

A fine film veniamo a conoscenza del fatto che il Giulio Verme “animalista, ambientalista, vegano” e il Giulio Verme “famiglia, prostituzione, gassosa”, sono semplicemente i due lati della personalità del vero Giulio Verme. Maccio Capatonda, alla fine del film, mostra l’uomo nel suo perfetto equilibrio, perché sì, è vero che la versione “Giulio Verme che usa solo il 2%” sia una rappresentazione di tutto ciò che c’è di sbagliato qua in Italia, ma nemmeno la sua versione “al 20%” è da meno. La prima rappresenta una persona senza pensieri logici, ma che almeno non era corrosa dai su detti pensieri. La seconda invece era una persona totalmente razionale, che però non lo aiutava a vivere con chi aveva intorno. Quindi, nell’epilogo, possiamo vedere l’uomo che tutti dovremmo cercare di essere, con sani principi ma che sa anche godersi la vita.

Italiano medio: conclusioni

Italiano medio recensione

Il film di Maccio Capatonda è un piccola perla della quale il cinema italiano dovrebbe essere fiero. Una commedia divertente e dinamica che da molti spunti per la riflessione, che mostra un tipo di comicità che mancava al nostro paese.

Il film ci porta a riflettere su quale sia la situazione attuale dell’Italia, facendoci capire che, come viene detto nel film, “Bisogna mettere le mani nella merda per trovare l’oro”. Sotto tutto quello che c’è di sbagliato, in fondo siamo sempre uno dei paesi più belli al mondo. Il film mostra sì i difetti del nostro paese, ma anche che in fondo in fondo del buono ci sta, e di questo, sopra ogni cosa, dobbiamo essere sicuri.

Italiano medio

Voto - 8

8

Lati positivi

  • Film divertente e dalla comicità alternativa
  • Storia coinvolgente
  • Una grande riflessione sull'Italia di oggi

Lati negativi

  • Stile di comicità non adatto a tutti

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