La Tenerezza: recensione del film francese con Valeria Bruni Tedeschi

Una delicata storia di amore materno e di rinascita

La Tenerezza (L’Attachement in originale) è un film che con delicatezza e tatto parla dell’amore materno. Un amore che può nascere in tante forme o meglio può rinascere anche lì dove non ci si aspetta di trovarlo. Diretto dalla regista Carine Tardieu è nelle sale dal 2 ottobre, dopo la presentazione nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia 2024.

Nel cast c’è una bravissima, discreta e a volte timorosa Valeria Bruni Tedeschi nei panni di una donna solitaria che rifiuta l’idea di essere madre; Pio Marmaï, con cui l’attrice aveva già lavorato, Vimala Pons, Raphaël Quenard e il piccolo César Botti al suo debutto. Il film è l’adattamento del romanzo L’Intimité della scrittrice Alice Ferney.  

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La Tenerezza  recensione4., Karé Productions

Indice: 

La Tenerezza recensione – L’arrivo di Lucille

Il film racconta la storia scandendo gli eventi con la crescita della piccola Lucille, la bambina nata all’inizio della pellicola. La madre Cecile bussa alla porta della vicina Sandra con l’intenzione di lasciarle il piccolo Eliott e andare in ospedale con il compagno Alex. Inizia così una convivenza “forzata” tra i due ma molto particolare. Eliott infatti è un bambino molto curioso e perspicace, si rende subito conto della natura solitaria di Sandra e senza preoccuparsi parla con lei come se fosse un adulto.

Il giorno successivo giunge la notizia che Cecille non è sopravvissuta al parto, gettando Alex nel dolore e nello sconcerto, trovandosi ora solo con i due bambini. Sandra si sente inevitabilmente vicina alla famiglia e diventa una fonte di conforto sia per Elliot che per Alex. Il rapporto tra lei e la famiglia sembra destinato ad evolversi in un modo da lei inatteso.

La Tenerezza recensione – Una riflessione sulla maternità

Uno dei temi centrale della pellicola è quello della maternità che nel corso della narrazione si presenta in tre personaggi diversi. Cecille, Sandra ed Emilia, ognuna di loro con un’idea diversa di cosa significhi essere madre. Cecille ed Emilia – la nuova compagna di Alex – si trovano a desiderare una famiglia e come molte donne hanno il desiderio di diventare madri. Sandra invece prende la direzione opposta decidendo di non voler figli – non ritenendosi abbastanza forte per prendersi cura di qualcun altro – e vivere da sola.

La Tenerezza  recensione3

La Tenerezza  recensione3, Karé Productions, France 2 Cinéma uMedia

In una scena dal taglio ironico, il film riflette sulla maternità e sulla scelta delle donne. La madre di Sandra si è trovata a crescere due figlie da sola e ha cercato di fare del suo meglio, adattandosi e rompendo gli schemi che le volevano una madre di famiglia con un marito che però non c’è stato; la sorella di Sandra ha avuto cinque figli desiderati e amati e Sandra andando contro-corrente ha rifiutato l’aspettativa impostale. Diventa poi lei la testimonianza di come un’altra forma di maternità sia possibile e non debba necessariamente ricadere negli schemi.

La Tenerezza recensione – “L’Attachement”

In un’altra scena molto breve ma secondo me significativa, Sandra si trova a parlare con il padre di Eliott che fa una distinzione tra affetto e amore. Non offre una vera e propria risposta ma ammette che l’amore che lo legava a Cecile era “l’amore dell’infanzia”, ovvero per quel tempo perduto da adulti al quale magari si vorrebbe rimanere legati. Credo che questa forma d’amore nel film si concretizzi nel rapporto tra Eliott e Sandra. Il bimbo è consapevole che la donna non è sua madre e non vuole sostituirla, quello che però li lega è la costanza.

Sandra è sempre presente da quel momento e accoglie Eliott quando si presenta – senza preavviso – alla sua porta. Non lo vede come un bambino ma lo tratta quasi come un adulto e tra i due scatta qualcosa che con il tempo, la costanza e la presenza di Sandra nella sua vita, diventa affetto. In maniera sorprendente e inattesa, Sandra sente l’impulso che la lega al bimbo nonostante si fosse detta disinteressata. Con sottile discrezione entra in punta di piedi nella vita di questa famiglia e ne diventa parte integrante.

La Tenerezza recensione  – Alla vita

Il terzo tema che il film affronta è quello dell’elaborazione del lutto. Non accade spesso nelle pellicole di vedere la prospettiva di un uomo prendersi cura di una famiglia, crescere una bambina appena nata, darle il latte, farle il bagnetto e portarla dal pediatra per le visite. Impostazione che si ricollega al tema della maternità e se vogliamo, in una lettura parallela, Alex è come la madre di Sandra che si trova a crescere i due figli senza una persona al proprio fianco.

Oltre a prendersi cura dei figli, Alex gestisce l’elaborazione del lutto inizialmente avvicinandosi a Sandra, e poi conoscendo un’altra donna Emilia. Nel corso di un anno e mezzo dalla nascita di Lucille, l’uomo si ricostruisce una vita; inizialmente il senso di colpa per la scelta lo mette in difficoltà, ma Sandra lo aiuta a comprendere come andare avanti non sia una mancanza di rispetto, ma significhi dare un esempio ai bambini. Mostrare che l’amore può assumere forme nuove e che i ricordi non verranno mai intaccati dal futuro.

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La Tenerezza  recensione2, Karé Productions, France 2 Cinéma uMedia

La Tenerezza recensione – Conclusioni

In chiusura di La Tenerezza recensione consiglio la visione della pellicola al cinema, non solo per tutti i messaggi che cerca di mandare, ma per quella sensazione che il titolo declama e che ho percepito in tutte le scene tra Sandra e il bambino. Questa tenerezza traspare nell’interpretazione delicata, mai invadente eppure incisiva di Valeria Bruni Tedeschi. Altrettanto folgorante quella del piccolo César Botti che oltre al visino dolce dagli occhi vispi emana una curiosità che incanta.

Commovente anche la performance di Pio Marmaï nei panni di un uomo che cerca di ripartire. La regista si è focalizzata molto sui primi piani e in tante scene, soprattutto in quelle che vedono interagire Sandra e Eliott, ci sono dei primissimi piani che ci permettono di leggere le loro emozioni. La Tenerezza quindi è un film che ci invita a riflettere su tante tematiche importanti in primis le varie forme che la maternità può assumere, ma manda anche un messaggio di rinascita e di amore. Un delicato racconto che scalda il cuore.

La Tenerezza - L'Attachement

Voto - 8

8

Voto

Lati positivi

  • Traspare la tenerezza nel rapporto tra i due protagonisti
  • Performance emozionanti e delicate
  • Buona la capacità della sceneggiattura di spaziare tra temi diversi

Lati negativi

  • Maggiore approfondimento di alcuni personaggi
  • Relazioni tra alcuni personaggi poco approfondite

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