Maggie Moore(s) – Un omicidio di troppo: la recensione del film con Jon Hamm e Tina Fey

John Slattery dirige Jon Hamm e Tina Fey in Maggie Moore(s) - Un omicidio di troppo, black comedy intriso di love story, thriller, humor e gag: la nostra recensione

Dopo God’s Pocket, John Slattery, per il suo secondo lungometraggio da regista, torna a lavorare, e questa volta a dirigere, Jon Hamm, iconico collega sul set di Mad Men. Nel film Maggie Moore(s) – Un omicidio di troppo, accanto a Hamm l’attrice e comica Tina Fey, insieme a Nick Mohammed, Happy Anderson, Micah Stock, Louisa Krause, Mary Holland, Christopher Denham, Nicholas Azarian e moltissimi altri. Maggie Moore(s) – Un omicidio di troppo (qui il trailer) parte da una buona base, ma si perde facilmente nello svolgimento negli eventi e nell’evoluzione dei personaggi.

Indice

Trama – Maggie Moore(s) – Un omicidio di troppo, la recensione

Tutto parte da un flashforward in cui vediamo una donna, senza via di scampo, inseguita da un uomo, anche lui sicuro che la donna non abbia modo di scappare. Il cadavere di lei viene infatti ritrovato la mattina successiva e si scopre che si chiamava Maggie Moore. Il capo della polizia Sanders e l’agente Reddy sono sorpresi del nome della vittima: tornando indietro si capisce che si tratta della seconda Maggie Moore uccisa, trovata poco tempo prima e assassinata in circostanze brutali.

Maggie Moore(s) - Un omicidio di troppo

A ordinare l’omicidio della prima Maggie era stato però il marito, Jay, dopo che lei aveva scoperto alcuni dei suoi affari e minacciava di dire tutto alla polizia. Mentre la seconda non ha alcun collegamento con Jay. Sanders sa però che c’è qualcosa che lega Jay anche alla seconda Maggie, non si fida di lui e a guidarlo solo l’intuito, perché tra alibi e prove, nulla incriminerebbe Jay. Tra vicini invadenti, complicità inaspettate e uno scambio di identità che forse ha più nessi di quanto si potrebbe immaginare, le vittime aumentano e mandanti e sicari sembrano incapaci di fermarsi.

Assenza di pathos – Maggie Moore(s) – Un omicidio di troppo, la recensione

A Maggie Moore(s) – Un omicidio di troppo manca irrimediabilmente qualcosa: uno scatto, un salto, quella componente essenziale che realmente muove la storia. Se nella black comedy non è il mistero a dover essere risolto, tutto si punta sui personaggi, sulle loro gag e battute taglienti o meno, sul loro essere ridicoli, simpatici, spiritosi, capaci  o del tutto fuori luogo. Il tentativo di creare questo tipo di racconto c’è, ma né la sceneggiatura, né la costruzione delle figure principali né tantomeno la trama hanno davvero  colto il tipico stile che una commedia thriller o crime dovrebbe avere. L’unico pregio del film sono Jon Hamm e Tina Fey, con qualche elemento che colora di interesse il personaggio di Kosco, il villain e di Reddy, la spalla del protagonista, ma si tratta di fattori che passano troppo inosservati nella confusione e nella poca partecipazione che suscita il film.

Maggie Moore(s) - Un omicidio di troppo

Sky Cinema

I due generi opposti ai quali la pellicola si avvicina, senza però essere né un crime detection né un crime comedy, sono comunque fin troppo altalenanti. Si mescolano creando un’atmosfera e un tono indefinito, portando lo spettatore a chiedersi se si tratti di un thriller e un investigation senza pathos o di una commedia nera che non fa ridere. L’idea iniziale del doppio omicidio e di 2 donne con lo stesso nome non era un cattivo incipit, anzi rendeva anche il titolo simbolico in base a cosa si celava dietro questo duplice assassinio e relativamente alla vicenda narrata. Anche la figura del poliziotto interpretato da Hamm aveva una sfruttabile personalità fuori dagli schemi, che poteva far sorridere nei botta e risposta con il collega Reddy, mentre la Fey era il connubio perfetto tra comedy e drama, personificazione dell’amara ironia che mai guasterebbe a una commedia nera.

Conclusioni – Maggie Moore(s) – Un omicidio di troppo, la recensione

Il rapporto degli unici 2 personaggi che funzionano, tra interpretazione e breve caratterizzazione non ha però una vera evoluzione, un vero corso, così come loro stessi. Arrivano ad assomigliare a delle macchiette, scritti anche senza particolare impegno, affidandoli a 2 noti e amati volti del piccolo e grande schermo. Regia e fotografia non brillano nell’assolata cittadina statunitense tra rapporti di vicinato, matrimoni distrutti, imprenditori assorbiti da manie di grandezze e promettenti cateni di fast food che si rivelano sull’orlo del tracollo.

Maggie Moore(s) - Un omicidio di troppo

Sky Cinema

Gli stessi antagonisti della storia, anche loro personaggi principali del film, non sono esplorati nei loro sentimenti, che sembrano non avere, ma neanche nel loro sembrano dei manipolatori, truffatori con tendenza sociopatiche. In Maggie Moore(s) – Un omicidio di troppo tutto appare approssimativo, incompleto e manchevole in fin troppi ambiti. Un’occasione sprecata, dove si salva solo l’interpretazione degli attori, in particolare di quelli principali.

Maggie Moore(s) - Un omicidio di troppo

Voto - 6

6

Lati positivi

  • Buona interpretazione degli attori principali
  • Lati negativi

    • Nessun coinvolgimento emotivo
    • La narrazione procede lenta

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