May December: recensione del film di Todd Haynes

Il nuovo film di Todd Haynes sul tema del doppio, del trauma e sulla realtà distorta dai media.

Dopo l’acclamato Carol e Io non sono qui, il regista e sceneggiatore Todd Haynes torna nelle sale cinematografiche dal 21 marzo con May December. Con protagoniste Natalie Portman e Julianne Moore, Todd Haynes porta sullo schermo le tematiche care al cinema classico come il doppio e l’identità miscelate con una storia soffocante che strizza l’occhio ad atmosfere angoscianti.

Indice

Trama – May December, la recensione

Elizabeth Berry (Natalie Portman) è un’attrice che si sta approcciando ad un nuovo ruolo: interpretare Gracie Atherton-Yoo (Julianne Moore), una donna che vent’anni prima è finita in prigione per aver avuto un rapporto con l’allora tredicenne Joe (Charles Melton), un compagno di scuola del figlio. La storia di Gracie, diventata di dominio pubblico dal momento del suo arresto al successivo matrimonio con Joe, diventa un ottimo materiale per il film a cui Elizabeth sta partecipando e per seguire il suo metodo attoriale che consiste nell’entrare in completa simbiosi con il suo personaggio e – in questo caso – con la sua musa, l’attrice decide di trascorre più tempo possibile con la coppia.

May December.

May December. MountainA, Gloria Sanchez Productions, Killer Films.

L’oramai adulto Joe si diletta nell’allevare farfalle, mentre Gracie prepara torte per il vicinato che le acquistano più per l’affetto che provano per la donna piuttosto che per riconoscenza alle sue doti culinarie. Elizabeth si introduce nel loro matrimonio prima vivendo con loro a stretto contatto, poi conoscendo le persone della loro vita attraverso interviste e domande ai loro amici e familiari, ma è quando si approccia alla coppia che il loro matrimonio rivela tutte le crepe sul quale è fondato.

Storia di un matrimonio – May December, la recensione

Tutto in May December è misurato. Dalla regia esperta e mai intrusiva di Haynes, alla sceneggiatura ben studiata scritta a quattro mani da Samy Burch e Alex Mechanik che mette al centro una relazione più di potere che d’amore e che mette in risalto tutti i personaggi coinvolti. Natalie Portman torna ad interpretare una protagonista simile a quella de Il cigno nero dove il tema dello specchio e del doppio la fanno da padrona: il metodo recitativo di Elizabeth prevede l’entrare in stretto contatto con il personaggio che deve interpretare, avere fisicamente a portata di mano la musa del suo film le farà travalicare dei confini che rendono la già insicura Gracie ancora più vulnerabile.

May December.

May December. MountainA, Gloria Sanchez Productions, Killer Films.

Quello che accade tra le mura domestiche è che il rapporto di Gracie e Joe si basa su una dinamica di potere qui invertita e mai palesemente dichiarata, anche se esiste. Per Gracie, il film sulla sua vita è un’occasione di rivalsa e di redenzione per questo ci tiene particolarmente che l’interpretazione di Elizabeth sia il più neutrale possibile. Gracie cerca in tutti i modi di non essere ricordata come una pedofila, una donna adulta che ha manipolato un ragazzo e che ha partorito in carcere. Joe, dal canto suo, non riesce ad accettare l’idea che lui sia una vittima e che il suo matrimonio è costruito su una menzogna. Quel che fa Elizabeth, in maniera macabra quanto netta, è far emergere la reale dinamica tra i due.

Il doppio e l’imitazione – May December, la recensione

Il reale sguardo neutro è quello del regista, Haynes non giudica i suoi protagonisti perché non ha bisogno di farlo, sono le loro azioni che parlano per loro. Quel che Haynes fa è portare sullo schermo il tema dell’imitazione, del doppio e di come l’imitazione si specchi nei media. La vita di Gracie viene frammentata e analizzata principalmente da Elizabeth che la saluta dicendole “sembri più alta in televisione, invece siamo praticamente identiche” dando vita a un rapporto tra le due fatto di sottrazioni ed imitazioni, anche se le due uguali non lo saranno mai.

May December.

May December. MountainA, Gloria Sanchez Productions, Killer Films.

Come è di tradizione nel tema del doppio, caro al cinema classico, l’imitazione non si conclude mai con una copia perfetta, ma con una mutazione che porta entrambe al cambiamento. Se la storia di Gracie ed Elizabeth si rifà al cinema classico e cita – fin dalla copertina del film – Persona di Bergman, è con Joe che il regista e la coppia di sceneggiatori danno al film quel tocco in più che serviva, quel personaggio che si ritrova inevitabilmente vittima ancora una volta. Se per Gracie l’incontro con Elizabeth rappresenta un’opportunità di redenzione, per Joe è una svolta che non aveva previsto. Haynes tratta il personaggio con delicatezza senza mai far scordare allo spettatore che la reale vittima è lui.

May December

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • La regia mette in luce le tematiche affrontate
  • Le due attrici protagoniste e il loro rapporto che si tramuta in fretta in una relazione malsana
  • La sceneggiatura incalzante e che si focalizza su Joe e sul suo essere, suo malgrado, una vittima

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