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Mine Vaganti: recensione del film di Ferzan Özpetek

La recensione di Mine Vaganti, uno dei migliori film del regista turco Ferzan Özpetek, ormai importante autore del cinema italiano

Mine vaganti è l’ottavo film del regista di origine turche Ferzan Özpetek, ormai da diversi anni adottato dal cinema italiano. L’impronta di Özpetek ormai è conosciuta da tutti gli spettatori italiani: cast di gran livello; temi importanti come la famiglia, l’omosessualità e l’amore; colonne sonore suggestive; continui intrecci tra il presente e il passato. Anche Mine Vaganti ha tutti questi ingredienti sapientemente mescolati, uniti a un perfetto intreccio tra commedia e film drammatico, in cui il cast riesce a dare il meglio di sé anche nelle scene minori.

Özpetek ambienta il film nella bellissima città di Lecce e racconta di una famiglia pugliese di oggi, in cui due fratelli affrontano le difficoltà di essere omosessuali in un ambiente ancora retrogrado e pieno di pregiudizi, una realtà ancora presente in molte zone d’Italia. La storia si potrebbe pensare immediatamente in una versione drammatica; il regista invece gli dà i toni di una commedia brillante e molto divertente. Scopriamo in questa recensione cosa rende Mine Vaganti uno dei migliori film di Ferzan Özpetek.

Mine Vaganti: recensione

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I Cantone sono una grande e importante famiglia di Lecce, proprietari di un pastificio fondato dalla nonna (Ilaria Occhini) e suo cognato, il suo vero grande amore. Ora a capo della grande azienda c’è il figlio Vincenzo (Ennio Fantastichini), sposato con Stefania (Lunetta Savino) e padre di Tommaso (Riccardo Scamarcio), Antonio (Alessandro Preziosi) ed Elena (Bianca Nappi). Tommaso, trasferitosi a Roma per studiare Economia secondo il volere della famiglia, ha in realtà intrapreso un’altra strada studiando lettere per diventare scrittore. Inoltre decide di tornare a Lecce per rivelare la sua omosessualità ed essere finalmente libero dai legami familiari che lo vogliono a capo del pastificio e rispettoso di tutto quel perbenismo borghese.

Durante una cena aziendale, Tommaso è pronto a fare la sua rivelazione ma improvvisamente Antonio sconvolge tutti rivelando di essere omosessuale e di aver avuto una relazione con un ragazzo del pastificio. Vincenzo decide di cacciare Antonio ma la notizia lo ha talmente scosso da provocargli un malore. A quel punto Tommaso, per non aggravare ulteriormente la situazione, decide di rimanere a Lecce e prendere le redini dell’azienda, costretto a mantenere il segreto sulla sua omosessualità e i suoi veri interessi.

Mine Vaganti: dramma familiare e comicità

Özpetek con Mine Vaganti fa un passo deciso verso territori già da lui esplorati ne Le Fate Ignoranti e La Finestra di Fronte e abbandona il tono eccessivamente drammatico dei suoi film più discussi, Cuore Sacro e Un Giorno Perfetto. La famiglia, l’amicizia e l’omosessualità vengono qui nuovamente approfonditi ma in direzione della commedia. Una commedia sofisticata, ben scritta, molto divertente e ben recitata. Le situazioni più divertenti sono garantite dalle mine vaganti della famiglia, una più singolare dell’altra: i genitori Vincenzo e Stefania che vedono l’omosessualità come una sorta di virus e un vero e proprio affare di stato; la zia Luciana (Elena Sofia Ricci) che regala momenti di pura comicità con il suo amore per l’alcool e la sua miopia; la nonna, una figura un po’ triste ma in grado di dare battute a effetto; gli amici gay di Tommaso, i cui siparietti sono imperdibili.

Ovviamente il film non si basa solo sulla comicità ma anche su riflessioni più profonde su temi tuttavia non così originali: i tormenti per un amore segreto mai rivelato, le difficoltà nella scelta della direzione per la nostra vita, gli ostacoli incontrati in questa strada e altre tragedie personali. La bravura di Özpetek sta proprio nel saper dosare tutti questi elementi all’interno di un dramma familiare dove però non manca il sorriso e la comicità più elegante, mai idiota o volgare.

Mine Vaganti: il cast

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Mine Vaganti può vantare la presenza di un grande cast in piena forma in grado di restituirci interpretazioni da elogiare. Spiccano sicuramente Elena Sofia Ricci (la sua zia stravagante è assolutamente uno degli elementi migliori del film); la grande interpretazione di Ilaria Occhini dal volto vissuto, l’ormai bravo e maturo Riccardo Scamarcio e Nicole Grimaudo, la cui bravura avevamo potuto apprezzare in Un Giorno Perfetto.

Probabilmente la maggior linfa vitale del cast proviene dal versante femminile, dove troviamo anche la grande Lunetta Savino e Bianca Nappi, mentre nel versante maschile risulta poco incisiva l’interpretazione di Alessandro Preziosi; da elogiare ci sono però Ennio Fantastichini e gli interpreti dei divertentissimi amici gay di Tommaso.

Mine Vaganti: un grande successo italiano

Con questo film Özpetek ha conquistato un grande successo non solo nazionale (2 David di Donatello, 5 nastri d’argento, 4 Globi d’oro e 4 Ciak d’oro) ma anche internazionale, ricevendo ottime critiche al Festival di Berlino del 2010 e vincendo il Premio Speciale della Giuria al Tribeca Film Festival. La giuria motivò la sua scelta affermando che il film esplorava in maniera divertente la storia di due fratelli gay alla ricerca della felicità in una tradizionale famiglia italiana ed era in grado di combinare il dramma familiare e la farsa trattando i temi principali con grazia e calore.

Mine Vaganti: giudizio finale

Mine Vaganti è sicuramente uno dei migliori film di Ferzan Özpetek, insieme a Le Fate Ignoranti e La Finestra di Fronte. Questo grazie a un cast eccezionale, una storia profonda ma divertente e tutti gli elementi tipici del cinema di Özpetek perfettamente assemblati. Molti dei momenti comici sono memorabili, grazie alle ottime interpretazioni e alla sceneggiatura, scritta dallo stesso Ozpetek insieme a Ivan Cotroneo. Alcune scene forse sapranno di già visto (ad esempio l’intreccio tra presente e passato del finale) ma questo è solo un piccolo difetto di un ottimo prodotto italiano. Fortunatamente una commedia brillante e non volgare e caricaturale come quelle a cui purtroppo ci ha abituato tanto cinema italiano.

Mine Vaganti

Voto - 8

8

Lati positivi

  • Ottimo intreccio tra commedia e dramma
  • Il cast
  • Momenti di grande comicità

Lati negativi

  • Il "già visto" di alcune scene

Voto Utenti: 1.1 ( 1 Voti)
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