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My Holo Love: recensione della serie Netflix sudcoreana

Un K - drama fra romanticismo e spionaggio

È arrivata il 7 febbraio su Netflix la serie tv sudcoreana di cui vi proponiamo la nostra recensione, My Holo Love, K – drama in 12 puntate diretto da Lee Sang – yeop. Una storia ricca di sfaccettature e trame con al centro il rapporto fra esseri umani e tecnologie avanzatissime. Questo lo spunto principale, attorno al quale si sviluppano le storie dei protagonisti e le riflessioni mano a mano proposte allo spettatore. Può una sofisticata intelligenza artificiale diventare un valido compagno di vita per un essere umano? E in che modo può essere sfruttata se finisce nella mani sbagliate?

Nel cast, fra gli altri, i protagonisti Go Sung – hee nei panni di Han So – yeon e Yoon Hyun – min in quelli di Go Nan – do/Holo. E proprio Holo è il nome dell’intelligenza artificiale che, sotto forma di un ologramma super realistico, accompagna la giovane protagonista in tutte le puntate della serie. My Holo Love si compone di 12 episodi della durata di 50 minuti ciascuno. Vediamo insieme di cosa si tratta, fra chiavi di lettura e dati tecnici, nella nostra recensione.

Indice:

La trama – My Holo Love, la recensione

Han So – yeon è una giovane donna che lavora in un’azienda che si occupa di ottica. È molto brillante e capace nel suo lavoro, ma ha difficoltà a relazionarsi con le persone; cosa, questa, che le attira addosso le antipatie dei colleghi. La giovane soffre di prosopagnosia: a seguito di un trauma infantile non è in grado di riconoscere i volti delle persone. So – yeon diventa la beta tester di Holo, un’intelligenza artificiale sofisticatissima creata per essere una sorta di assistente personale perfetto per le persone. Il test è condotto dalla GIO Lab, la compagnia informatica di cui Go Yoo – jin è amministratrice delegata. Holo è modellato sui tratti somatici di suo fratello Go Nan – do e ben presto scopriamo che quest’ultimo ha un ruolo chiave nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.

So – yeon può vedere e sentire Holo solo indossando uno speciale paio di occhiali; giorno dopo giorno la ragazza gli si affida sempre più, lasciandosi guidare in ogni aspetto della sua vita. Grazie all’intelligenza artificiale, la ragazza riesce a vivere più serenamente i rapporti sociali; parallelamente si affeziona sempre più a Holo, che sembra essere addirittura in grado di provare emozioni. Nel frattempo, altre compagnie informatiche sono interessate al prototipo creato da Nan – do, in particolare la Magic Mirror del presidente Baek. Una serie di vicissitudini e colpi di scena portano So – yeon e Nan – do a incontrarsi e conoscersi, anche per proteggere Holo da una serie di insidie e pericoli…

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Due solitudini che si toccano

Procediamo nella nostra recensione di My Holo Love toccando il punto centrale della storia, senza fare spoiler. Vedremo più avanti che la carne al fuoco, dal punto di vista narrativo e tematico, è tanta, ma la serie sudcoreana è principalmente una riflessione sulla solitudine. La protagonista, a causa della sua incapacità di riconoscere i volti, è schiva, solitaria e non è in grado di gestire le relazioni. La sua condizione è frutto di un trauma infantile e la sua è una solitudine forzata, non ricercata, uno scudo che è stata costretta a crearsi. L’affetto che So – yeon prova per Holo è un porto sicuro in cui la ragazza si rifugia e che, paradossalmente, anzi che isolarla ancora di più, la spinge verso gli altri.

Anche Nan – do è solitario e freddo a causa di un episodio traumatico che lo ha segnato da bambino: il suicidio della madre. Carico di rabbia e dolore, è convinto di non meritare di essere amato. Anche lui, come So – yeon, è incapace di avere relazioni affettive e si rifugia nel suo lavoro di programmatore informatico; in questo campo riesce a tenere tutto sotto controllo e nulla può farlo soffrire. Senza svelare troppo sulle sorprese che la trama riserva, possiamo dire che è grazie a Holo che Nan – do si avvicina a So – yeon. In quest’ottica, l’intelligenza artificiale è il catalizzatore che spinge due diverse solitudini a toccarsi, guarendosi a vicenda.

Osservazioni tecniche – My Holo Love, la recensione

Iniziamo le considerazioni tecniche della nostra recensione soffermandoci sulla narrazione e la sceneggiatura di My Holo Love. In questo aspetto il pregio maggiore della serie tv sudcoreana è la chiarezza, sia complessiva che all’interno di ogni singolo episodio. Le sottotrame che arricchiscono la principale sono molte, e ciascuna di esse ha un inizio, uno sviluppo centrale e una conclusione coerente. Dettaglio non da poco, questo, nell’ottica di una serie impegnativa per il numero degli episodi e per la durata di ciascuno di essi. My Holo Love non è una serie che si presta facilmente al binge watching, anche a causa di qualche lentezza nel ritmo; la storia però scorre nel complesso leggera e piacevole. Per quanto riguarda la commistione dei generi, gli elementi drama, romantici, e spy story sono ben bilanciati e interconnessi.

Buona la prova del cast nel suo complesso, attori non protagonisti compresi. I protagonisti Go Sung – hee e Yoon Hyun – min rendono al meglio le sfaccettature dei loro personaggi e l’evoluzione psicologica che li caratterizza. Il loro è il ritratto di personaggi credibili, con cui è facile entrare in empatia, a cui ci si affeziona facilmente. Qualche piccolo eccesso o esagerazione a livello interpretativo è funzionale ai momenti più divertenti e ironici che, nella serie, non mancano. La fotografia privilegia i colori vividi e i dettagli, sia nelle riprese in interni che per quanto riguarda i paesaggi. La colonna sonora è quella tipica delle serie tv asiatiche e risulta ben inserita e utilizzata nei vari momenti della narrazione.

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Conclusioni

Arrivati alla fine della nostra recensione di My Holo Love, ci sentiamo senza dubbio di consigliarvene la visione. La serie sudcoreana coinvolge e intrattiene; certamente lo spunto di partenza (rapporto intelligenza artificiale – essere umano) non è dei più innovativi, ma qui è senz’altro ben declinato. Gli appassionati di storie romantiche troveranno pane per i loro denti; una caratteristica, questa, che rende il K – drama adatto anche per il pubblico dei giovanissimi. L’elemento più legato al filone spionistico e thriller, certo molto soft, salva la storia dallo scivolare in meandri troppo zuccherosi o stucchevoli. Non mancano neppure graditi intervalli ironici e sinceramente divertenti. La serie è così gradevole e ben strutturata che le si perdonano volentieri anche qualche cliché un po’ inflazionato e alcuni cali nel ritmo.

Questo accade soprattutto verso la metà della stagione: il ritmo rallenta e alcuni tempi sono un po’ troppo dilatati, lasciando spazio a qualche momento di noia. Gli episodi finali risollevano l’andamento della narrazione e portano a una conclusione coerente delle varie trame. Il season finale culmina con un happy ending con una punta di amaro e malinconia. My Holo Love è stata pensata per essere una serie limitata, composta di una sola stagione e autosufficiente; buona quindi l’idea di partenza di non spezzare il racconto in 2 stagioni da 6 puntate ciascuna. My Holo Love è infine un prodotto originale Netflix piacevolmente coinvolgente, sicuramente da promuovere.

 

My Holo Love

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Narrazione lineare e coerente
  • Buona prova del cast

Lati negativi

  • Ritmo a tratti un po' lento

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