Napoli Velata, di Ferzan Ozpetek – La recensione

In un anno particolarmente impegnato ed impegnativo, Ferzan Ozpetek arriva al cinema per la seconda volta. Dopo aver raccontato la Turchia di Rosso Istanbul, il regista di formazione italiana approda in sala con una Napoli Velata. 

“La gente non sopporta troppa verità”

 

Napoli Velata di Ferzan Ozpetek, ecco la nostra Recensione:

La Napoli di Ferzan Ozpetek è velata sin dalle prime sequenze. Una città in cui si intrecciano l’arte, il mistero, l’amore ed il delitto. La protagonista Adriana – alias Giovanna Mezzogiorno – viene travolta dal fascino e dalla passione di Andrea – interpretato da niente popò di meno che Alessandro Borghi, sempre più star del momento. Ma un omicidio cambierà tutto.

napoli velata

La scelta del cast

Dalle prime sequenze ci si palesano davanti due protagonisti niente male: tra i migliori della scena attoriale italiana. Peccato che non fossero adatti per questi ruoli. Le interpretazioni dei due già noti interpreti, che non hanno bisogno di presentazioni, sono impeccabili. Il problema risiede sostanzialmente nell’averli scelti. Da una parte un Alessandro Borghi molto bravo a mettere in scena due personaggi ben distinti tra loro e abilissimo nel cambiare modo di recitare ad opera in corso.

Ma diciamocelo senza cattiveria: il dialetto napoletano non è il suo forte e l’attore romano incappa in un palese sforzo recitativo, che lo fa perdere di credibilità. Nello stesso fotogramma vi è una Giovanna Mezzogiorno che mostra tutte le nevrosi e le difficoltà a cui necessariamente il personaggio di Adriana deve andare incontro. Oltre ad aver, però, lo stesso problema “dialettico” di un Borghi forse troppo fresco di Suburra, la talentuosa attrice non ha il physique du rôle adatto. Infine, vanno fatti i complimenti a due attori in particolare che ci restituiscono due ottime interpretazioni: Luisa Ranieri e Biagio Forestieri. 

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Il sesso

Le scene di sesso girate da Ferzan Ozpetek sono figlie di una visione registica ben delineata. Il modo in cui il regista inquadra i corpi degli attori è particolarmente sinuoso, ed anche se la realizzazione pratica e logistica del sesso in sé lascia un po’ l’amaro in bocca – perché forse si poteva realizzare meglio – l’eros è una componente forte in questa pellicola. Ma soprattutto l’eros c’è.

Nel cinema italiano c’è eros, ed è forse più importante di tutto il resto. Non siamo più abituati a vedere interpreti mainstream – come i protagonisti di questo racconto – “sporcarsi” e mostrarsi per come la natura li ha fatti. Per non parlare di quanto manchi la componente sessuale nel cinema nostrano. È importante ricordarci che il sesso al cinema deve esistere.

Una sceneggiatura inconsistente

Raccontare tutti i buchi di sceneggiatura e le scene totalmente sconnesse l’una dall’altra del film di Ozpetek è davvero impresa ardua, con il rischio spoiler dietro l’angolo. La pellicola delude su moltissimi piani. Possiamo considerare Napoli Velata come un mero esercizio voyeuristico o come una pratica puramente estetizzante da parte di un regista che qui non trova la sua migliore ispirazione. I silenzi, le pause, la sensuale enigmaticità che dovrebbero avvolgere lo spettatore, sono scanditi puntualmente da una sceneggiatura che fa a cazzotti con sé stessa.

Ferzan Ozpetek, con quest’opera, vorrebbe lasciare allo spettatore la libertà di viaggiare con l’immaginazione. Peccato che non gli si diano delle valide alternative. Il senso di questa pellicola, probabilmente risiede nella sequenza iniziale, in cui la zia di Adriana chiude un sipario – anch’esso velato – dicendo: «La gente non sopporta troppa verità.» 

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Napoli Velata, di Ferzan Ozpetek

Rating - 4

4

The Good

  • Componente sessuale

The Bad

  • Sceneggiatura inconsistente
  • Scelta del cast
  • Scene totalmente sconnesse
  • Buchi di sceneggiatura

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