R4: recensione del film originale Netflix con Jean Reno

Jean Reno in una commedia on the road girovaga per il deserto in cerca di un vecchio amico

R4 recensione. Netflix sforna sempre dei contenuti originali sia che siano serie tv che film, R4 è uno di questi. Due uomini partono dalla Spagna con la loro R4, per raggiungere un vecchio amico in Mali. Un viaggio on the road per il deserto del Sahara che li porterà a sviscerare i loro problemi interiori. R4 è un film che mescola assieme comicità e dramma dando vita ad un prodotto melodrammatico di puro intrattenimento. Infatti, il film non va oltre il divertimento poiché non si sofferma su alcune tematiche sensibili, che sfiora soltanto.

Nel cast, completamente spagnolo, compare e spicca su tutti la figura di Jean Reno, che mette in gioco tutta la sua esperienza e comicità. Al suo fianco troviamo Hovik Keuchkerian nella parte di Tocho uomo burbero e dalle maniere forti. Il resto del comparto tecnico è buono ma con qualche carenza.

Indice

Trama – R4 recensione

Jean Pierre e Tocho sono due amici di vecchia data, che assieme al loro terzo amico Joseba, trasportavano macchine dalla Spagna al deserto del Mali. Tocho dopo aver appreso che Joseba sta per morire ricontatta, dopo anni di oblio, Jean Pierre. I due decidono così di fare visita per un’ultima volta all’amico in fin di vita. Prima di partire convincono anche la figlia di Joseba, Ely, ad unirsi al viaggio. La ragazza dapprima titubante, si convince a partire, però non in aereo, come avevano programmato i due uomini, ma con una R4: macchina utilizzata per le corse automobilistiche negli anni ’80. I tre partono con destinazione il Mali, più precisamente Timbuctu. Lungo la strada incontrano Soriano, un narcotrafficante, Mamadou, un immigrato che cerca di rientrare clandestinamente in Africa e Alain, una vecchia conoscenza dei tre uomini. Il viaggio sarà lungo e difficile e non mancheranno di certo le peripezie.recensione R4

Temi sensibili ma poco sviluppati – R4 recensione

Il film R4 tratta temi e argomenti sensibili come il rapporto interrotto tra padre e figlia, l’immigrazione e il traffico illegale di droghe. Tutte le tematiche però vengono solo sfiorate, senza approfondirne i retroscena. Non sono totalmente sviluppate e a volte restano così tanto in superficie che sono difficili da comprendere. Del rapporto che intercorre tra Ely e Joseba sappiamo ben poco fin dall’inizio. La ragazza acconsente al viaggio, ma rimane con delle remore e dei rancori che durante il film non vengono portati alla luce. Viene tralasciato il motivo per cui Joseba è in Mali e per il quale abbandona Ely. Il film sarebbe stato sicuramente più apprezzato se questo argomento fosse stato sviluppato maggiormente. Anche il rapporto tra i tre amici viene poco approfondito, senza fare riferimento alcuno al passato o a come si siano conosciuti.

Viene solo ricordato attraverso dei video il loro lavoro di venditori di macchine europee in Africa. Tocho e Jean Pierre attraversano il deserto del Sahara in nome dell’amicizia per Joseba ma senza racconti o aneddoti di come e quando si sono conosciuti o senza toccare alcun tipo di ricordo. Un peccato per la riuscita del film, poiché tutta la pellicola si concentra sul loro legame. Tutte le tematiche che incontriamo durante il film vengono purtroppo poco analizzate e sviluppate lasciando lo spettatore all’oscuro delle dinamiche e degli sviluppi. Si da troppo per scontato che chi guarda possa cogliere i retroscena delle vite dei protagonisti. Lo spettatore viene invece lasciato senza alcun indizio a riguardo e per questo può rimanere esterrefatto dalla leggerezza con cui si parla di alcuni temi.

Poca originalità dei contenuti

R4 è un film originale Netflix che però ha poco di originale. Infatti, il film è pieno di luoghi comuni e argomenti che a volte lo fanno scadere nel banale. L’idea di fondo, ovvero quella di far ricongiungere gli amici e riprendere un rapporto padre figlia interrotto da anni, è buona ma manca di quell’originalità che ne avrebbe determinato la riuscita. Assieme all’originalità manca anche quella comicità, quello humor che ci si aspetta da una pellicola on the road di questo tipo. La sceneggiatura in alcuni punti lascia a desiderare e, oltre a dei buchi di trama, le battute lasciano il tempo che trovano. R4 rimane comunque un buon prodotto Netflix, ma non all’altezza del genere in cui si colloca. Ci sono delle mancanze troppo evidenti che fanno sì che nel complesso il prodotto non risulti completo.

Il cinema è pieno di film on the road ed anche se questo ha una buona idea di fondo e una trama avventurosa, non ricalca appieno i canoni del genere. Purtroppo, la mancanza di originalità è l’aspetto che più si nota. I luoghi comuni che vengono citati conducono il film verso una direzione nota e senza alcun tipo di pretesa. Inoltre, a completare il quadro vi è anche il fatto che gli argomenti trattati non sono ben sviluppati. R4 lascia così lo spettatore a metà. Già dall’inizio si possono intuire i diversi aspetti della vicenda e dell’intreccio. Infine, la maggior parte della pellicola verte sul viaggio nel deserto e non si sofferma sul ricongiungimento con Joseba. Un peccato dato che tutto il motivo del viaggio ruota attorno all’amico in Mali.recensione R4

Commento tecnico – R4 recensione

R4 è un film tutto sommato ben costruito. Fotografia e scenografia sono buone e ritraggono molto bene le ambientazioni. La regia affidata a Gerardo Olivares è lineare e pulita senza tanti manierismi e rispecchia per questo anche la semplicità del film. Il cast, composto da pochi elementi, fa il suo lavoro senza strafare. Spicca solo la figura di Jean Reno tra tutti. Gli altri membri non si fanno notare se non in qualche momento in cui intrattengono monologhi o dialoghi di un certo livello.

Ma quello che colpisce di più è la mancanza di una sceneggiatura importante e di una trama che regga le aspettative. Visto il tema ci si potrebbe aspettare dei dialoghi di spessore, che possano in qualche modo colpire lo spettatore. Purtroppo così non accade. Inoltre, come già accennato, il film si focalizza sul viaggio e sulle sue insidie. Cioè, si concentra sui guai durante il percorso e non sul cammino in sé, quel cammino fatto di crescita interiore e comprensione di sé stessi. Nel complesso il film intrattiene e diverte. È un prodotto semplice per chi ama i film di poco impegno. Comunque, coinvolge e trascina lo spettatore tra le peripezie e gli inconvenienti dei viaggiatori. Nonostante ciò, mancano degli elementi che permettono la totale riuscita del film.

Recensione R4

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • Buona idea di base
  • Comparto tecnico discreto
  • Lati negativi

    • Scarso sviluppo delle tematiche
    • Poca originalità nel trattare i contenuti

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1 commento

  • Armando Gaeta ha detto:

    “Infine, la maggior parte della pellicola verte sul viaggio nel deserto e non si sofferma sul ricongiungimento con Joseba. Un peccato dato che tutto il motivo del viaggio ruota attorno all’amico in Mali.”
    Beh su questo punto si potrebbe non essere d’accordo: non è forse proprio il viaggio alla fine il senso della vita, e non la meta?
    Inoltre ritengo che Jean Reno non sia l’unico attore ad emergere, anzi, resta addirittura un pò in ombra, a mio parere, e la cosa non stona affatto.
    “il film è pieno di luoghi comuni e argomenti che a volte lo fanno scadere nel banale”…Ad esempio quali?
    “La sceneggiatura in alcuni punti lascia a desiderare e, oltre a dei buchi di trama, le battute lasciano il tempo che trovano”….ad esempio?
    Sullo spessore dei dialoghi e la superficialità di alcuni temi, concordo, ma probabilmente il film voleva essere proprio un film d’intrattenimento e niente di più.

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