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Steins;Gate: non una recensione, ma una dichiarazione d’amore

Perché dovreste guardare Steins;Gate, anime fantascientifico disponibile su Netflix e VVVVID? Cerchiamo di rispondervi in quest'articolo!

Parlare di Steins;Gate non è facile. Puzza di cliché, I know, ma è effettivamente ciò che provo al momento. Una terribile incapacità critica, l’ansia da prestazione di chi vuol giudicare qualcosa di così lontano. Così alto, catartico, fuori dallo spazio-tempo (e non è un caso!). Sì, concedetemi il lusso di usare la prima persona, almeno in questa parte introduttiva. Non è facile, dicevo.

Tant’è che è da tre giorni, ovvero dalla chiusura dell’ennesimo re-watch, che penso “dovrei scrivere di Steins;Gate”. Tre giorni in cui rimugino sul possibile titolo dell’articolo. “Devo rendergli grazia, a partire da qui”, mi confidavo. Ma nell’istante in cui batto queste parole, brancolo contestualmente nel buio più totale. E ho perso tre giorni in cui avrei potuto, quantomeno, iniziare a scrivere.

steins gate

Ecco perché sono in difficoltà: riassumere la straordinaria anomala bellezza dell’anime Steins;Gate con delle semplici parole, è un’ardua impresa. Ritorniamo ai cliché, ma effettivamente chiunque dovrebbe conoscerlo; tutti dovrebbero averlo visto almeno una volta nella vita. Anche il portinaio in salamoia che crede la fantascienza essersi fermata a Matrix. O l’amico birichino che “ma è un cartone! Ed io sono troppo maturo per un cartone, ora ti lascio che è uscito un nuovo Marvel cinecomic”. Tutti. E se così non fosse, nel mio piccolo, cercherò di convincervi a guardarlo con quest’articolo. Farete un favore a voi stessi, e io mi sentirò un po’ meno inutile.

Steins;Gate: la recensione dell’anime disponibile su Netflix e VVVVID

Capitolo 1 – Prologo dell’inizio e della fine

Una recensione che si rispetti dovrebbe partire dalla trama di un’opera, ma noi eviteremo di farla. Anche solo accennare la trama, significherebbe spoilerarvi in parte il primo episodio. Blasfemia pura, data l’importanza che questo avrà col prosieguo della storia. Ma cos’è, dunque, Steins;Gate? Per sommi capi, si tratta dell’adattamento animato dell’omonima visual novel giapponese sviluppata da 5pb. e Nitroplus.

La versione anime è stata curata dallo studio White Fox in 24 episodi; la regia, affidata alle sapienti mani di Hiroshi Hamasaki (Texhnolyze) e Takuya Sato (Serial Experiments Lain, Kino no Tabi). Non gli ultimi due scemi del villaggio. Ed è la storia di Rintaro Okabe, uno scienziato pazzo, che scoprirà come poter influenzare e stravolgere lo spazio-tempo. Una storia fantascientifica, quindi, a tratti spensierata, poi via via più drammatica e dal contorno thriller-complottistico.

Capitolo 2 – Omeostasi di una vita insieme

Tra gli assoluti punti di forza di Steins;Gate rientra sicuramente il suo nutrito roster di personaggi. Ancor prima dell’intreccio, occorre saper tratteggiare figure realistiche, umane, capaci di muoversi e relazionarsi all’interno dello stesso; dulcis in fundo, che possano farci entrare in empatia con essi stessi. Steins;Gate non soltanto lo fa, ma nel farlo attua anche una, seppur blanda, decostruzione dei normali archetipi quotidianamente presentateci dal Sol Levante.

Vincendo, in tal modo, due volte. A prima vista, infatti, sembrerebbe di imbatterci nel classico harem che graviterà intorno al protagonista: c’è la tsundere, la megane, la moe, il trap, l’amica d’infanzia. Ogni personaggio segue, invece, percorsi differenti rispetto al decorso facilmente pronosticabile; nasconde ben più di uno scheletro nell’armadio; presentandosi, in tal modo, come entità distinte, complesse e caratterizzate al punto giusto.

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Chiaramente ciò vale anche e soprattutto per i protagonisti, il già citato Rintaro Okabe e la controparte femminile Kurisu Makise. La cui evoluzione psicologica è così virtuosamente sviscerata da farceli apparire come vere e proprie persone: lì, davanti a noi, in carne ed ossa. Ma hanno da dire, e tanto, anche i personaggi secondari, pur limitati dalla posizione minore assunta. Tutto ciò si riverbera sulla struttura narrativa, divisa nettamente in due tronconi. I primi 12 episodi rappresenteranno la base, la costruzione lenta ma essenziale di personaggi e contesto, il mattone dopo mattone. Proprio come una montagna russa in salita, prima dell’esplosione di conseguenze, della caduta libera innescatasi nei restanti 12. Dove colpi di scena entusiasmanti e spasmodici feels prenderanno il sopravvento.

Capitolo 3 – Lo Steins;Gate di frontiera

Altro punto di forza, assolutamente da incorniciare, è la gestione del viaggio nel tempo. Di esempi, nella storia cinematografica e televisiva, ne potremmo fare a bizzeffe. Ma il risultato, tolta qualche doverosa eccezione, è in larga parte lo stesso. Altissimo è il rischio di mandare tutto in malora, quando ci si barcamena tra buchi di sceneggiatura e paradossi temporali di ogni sorta. Steins;Gate, basandosi sostanzialmente sull’ipotesi del multiverso già vista, ad esempio, in Doctor Who, raggira qualsivoglia incongruenza narrativa. Coniugando tre aspetti fondamentali nell’impianto spazio-temporale: da un lato la complessità della sua realizzazione, che ci apparirà tutto men che banale; dall’altro la capacità di stenderlo nero su carta, coinvolgendo anche gli spettatori meno avvezzi a tali tematiche; infine la già citata perfezione, o quasi, in sede di sceneggiatura.

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Il tutto è infine arricchito dai numerosi riferimenti scientifici, filosofici e culturali: da John Titor e l’IBN 5100, ai buchi neri di Kerr, il SERN (in realtà CERN) e l’LHC; dalle DeLorean Mail ai continui rimandi alla mitologia norrena; dall’essere temporale di Heidegger agli echi distopici in pieno stile orwelliano. Che da un lato strizzano gli occhi ai più appassionati, dall’altro hanno il merito di non presentarsi pedanti, fuori-luogo o eccessivamente centrali; impedendo, fortunatamente, di fossilizzarsi su un target esclusivo.

Capitolo 4 – Prologo della fine e dell’inizio

Cos’altro dire su Steins;Gate? Nulla, se non che è un’opera totale, anche dal punto di vista tecnico. La regia fa il suo, sapendo farsi dinamica quando occorre, ma privilegiando inquadrature sbollate e grandangolari, coerenti all’atmosfera straniante; ciò si riversa sulla claustrofobica costruzione scenografica, dove prevale l’utilizzo di ambienti interni ombrosi ad esterni che, parimenti, e quando non notturni, si presentano con una luce così viva da risultare paradossalmente soffocante; la colonna sonora è angosciante al punto giusto; le animazioni, infine, non calano mai di livello. Vi servono altri motivi per vederlo? Ok, potete trovarlo comodamente su Netflix oppure gratuitamente su VVVVID! In entrambi i casi con tanto di OVA (episodio speciale 25) e film conclusivo “Steins;Gate: The Movie – Load Region of Déjà Vu”. In entrambi i casi, per grazia di Dynit, potendo scegliere tra il doppiaggio originale giapponese e quello, egualmente eccezionale, italiano. Tenete poi presente che l’11 aprile verrà pubblicato il seguito (di cui parleremo nel paragrafo spoiler successivo), Steins;Gate 0. Siete ancora in tempo per mettervi in pari.

Capitolo 0 – La divergenza 23ß (SPOILER!)

SPOILER – Avete appena finito Steins;Gate? Perfetto, vi sarete resi conti che un sequel sarebbe inutile se non deleterio. Un attimo: tornate indietro con la memoria all’episodio 23, precisamente al primo fallimento del salvataggio di Kurisu Makise. Adesso gustatevi (cercatelo in giro) l’episodio 23ß – Open the Missing Link, che altro non è che il preludio a Steins;Gate 0. L’avete visto? Esatto! Steins;Gate 0 sarà una sorta di midquel incentrato sul Rintaro Okabe che si è arreso. Cosa l’avrà portato, nel 2025, a ritornare indietro sui suoi passi inviando un videomessaggio al sé stesso del 2010, convincendolo in questo modo a salvare Makise Kurisu? Lo scopriremo in Steins;Gate 0! Che dire, se non che è LA mossa geniale. Chi lo distribuirà? Per ora tutto tace, ma si attendono notizie dalla conferenza VVVVID al Romics. Una distribuzione Netflix significherebbe l’assenza del simulcast, oppure un doppiaggio differente. O entrambi. Incrociamo le dita e speriamo in VVVVID.

STEINS;GATE - I PREGI E I DIFETTI

Steins;Gate: la dichiarazione d'amore termina con un voto di cuore - 10

10

The Good

  • i personaggi
  • il viaggio nel tempo
  • la storia, ricca di feels e colpi di scena
  • l'apparato tecnico

The Bad

  • qualche elemento non concretamente spiegato (Reading Steiner) su cui si spera Steins;Gate 0 metterà una pezza, ma che non inficia sulla bontà totale dell'opera
Voto Utenti: 5 ( 1 Voti)
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