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Russian Doll: recensione e spiegazione del finale della serie tv Netflix

Riuscirà Nadia ad uscire dal loop di morte e resurrezione in cui è finita?

Russian Doll recensione. Russian Doll è una serie televisiva originale Netflix del 2019 ideata da Natasha Lyonne, Amy Poehler e Leslye Headland. La prima stagione della serie tv è composta da 8 episodi della durata di circa 30 minuti ognuno. La prima stagione è stata distribuita dalla piattaforma streaming il 1º febbraio 2019. La “particolarità” di Russian Doll è che risulta essere un prodotto interamente ideato, scritto e prodotto da donne. Il risultato è una serie tv di qualità che seppur trattando tematiche già note le rinnova in una chiave più dark e profonda. Un personaggio bloccato in un inquietante loop di morte e resurrezione si era infatti già visto in Ricomincio da capo (1993) con Bill Murray e più di recente in Auguri per la tua morte (2017) con Jessica Rothe.

La visione di Russian Doll è consigliata a tutti coloro che sono in cerca di una serie breve ma ricca di spunti di riflessione. Sarà impossibile per chiunque rimanere indifferente a Nadia (interpretata dalla stessa Lyonne), protagonista indiscussa di ogni puntata. Un personaggio irritante e irritabile che non perderà occasione per allontanare da sé chiunque provi ad avvicinarsi, spettatori compresi. La protagonista, interpretata da Natasha Lyonne, sarà costretta a rivivere di continuo il giorno del suo compleanno. Nel corso delle puntate ad accompagnare Nadia nel suo loop troveremo Alan, ragazzo depresso e maniaco ossessivo compulsivo, che subisce lo stesso destino della protagonista.

Indice

Russian Doll recensione della serie originale Netflix

Se si realizza una serie tv con poche puntate e dalla durata ridotta è necessario avere un protagonista forte che riesca a tenere sulle sue spalle tutta la narrazione. Per nostra fortuna, e di chi ha scritto la sceneggiatura, Nadia non solo è un personaggio forte ma è l’unico che avrebbe potuto tenere in piedi la storia. La travagliata vita di Natasha Lyonne sembra legarsi a doppio filo con quella di Nadia. L’attrice ha raggiunto la ribalta grazie al ruolo di Nicole “Nicky” Nichols in Orange Is The New Black ma prima ne ha dovute passare di cotte e di crude.

Un rapporto difficile con i genitori l’ha spinta a trovare molto presto la propria indipendenza. Quando si è troppo giovani e si cerca la propria via il rischio è quello di imboccare un sentiero sbagliato, soprattutto senza l’adeguata guida. La Lyonne nel corso del tempo di scelte sbagliate ne ha fatte, da arresti per guida in stato di ebbrezza a problemi con la droga e la legge.

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A tutto questo sono seguiti gravi problemi di salute che l’hanno costretta a subire un’operazione a cuore aperto nel 2012. Questi imprevisti non l’hanno però scoraggiata, continuando a recitare ha trovato definitivamente la sua dimensione. Natasha Lyonne scrivendo per sè il proprio ruolo ha sicuramente cercato di scacciare tutti i suoi fantasmi e tutti i suoi demoni. Quello di Nadia risulta così essere un personaggio tanto complesso quanto sincero, con tutti i suoi difetti riuscirà sicuramente a conquistare il pubblico. In occasione di un’intervista sul suo personaggio in OITNB ha dichiarato:

Aver vissuto i traumi dei personaggi che interpreti ti rende più onesta davanti alla telecamera.

Affermazioni che a posteriori possono calzare benissimo anche per la protagonista di Russian Doll.

Russian Doll recensione della serie con Natasha Lyonne

La brevità delle puntate rappresenta sicuramente un’arma a doppio taglio. Se da un lato ci permette di focalizzare l’attenzione sulle azioni della protagonista nel presente dall’altro ci impedisce di conoscerla più a fondo. Nonostante nel corso delle puntate venga introdotto il personaggio della madre la sensazione è quella di un’occasione persa. Il tempo dedicato al loro rapporto turbolento sembra decisamente poco, soprattutto in relazione ai grandi traumi che Nadia manifesta da adulta. Lo stesso si può dire del co-protagonista della serie, Alan. Il suo personaggio con tutte le sue problematiche viene introdotto all’improvviso, senza quasi approfondire l’origine dei suoi mali. Questo permette alla serie di essere un vero e proprio “One woman show” dove la crescita emotiva di Nadia prende tutto lo spazio possibile, soffocando altri possibili aspetti.

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Le scrittrici hanno deciso di provare a dare una spiegazione al fenomeno che coinvolge Nadia ma senza essere davvero incisive. È la stessa protagonista a fornirci la “soluzione” del mistero, anche se sembra farlo in modo poco chiaro e convincente. Il risultato è comunque un’opera dal forte impatto emotivo che in modo quasi inaspettato riesce a offrire diversi spunti di riflessione. Il tema principale della serie è sicuramente la solitudine che viene sviscerata in molti dei suoi aspetti. Allo stesso tempo viene però celebrata la capacità dell’essere umano di migliorarsi se inquadrato all’interno di un gruppo sociale funzionante. Un messaggio che travolge lo spettatore con la forza della sua semplicità.

Russian Doll spiegazione finale (ATTENZIONE SPOILER)

I due protagonisti, uniti da un destino comune, scelgono di unire le loro forze per risolvere i propri problemi, battendosi per tornare a vivere una vita normale. L’inizio dell’ultimo episodio sembra portare verso un finale tutto rose e fiori ma una chiosa del genere avrebbe stonato con l’atmosfera generale delle precedenti puntate. Il lieto fine è infatti soltanto un’illusione perché ben presto i protagonisti si rendono conto di non condividere più la stessa linea temporale dell’altro, essendo stati catapultati in due universi paralleli. La chiave per risolvere l’intricato finale viene fornita dalle stesse autrici e viene rappresentata dal titolo dell’ultima puntata: Arianna. Quest’ultima non è altri che la fanciulla della mitologia greca, la ragazza donò a Teseo un gomitolo per permettergli di scappare dal Minotauro; il giovane riuscì ad avere salva la vita seguendo il filo e riuscendo a uscire dal labirinto.

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Lo stesso avviene per i protagonisti, ognuno dei due ha lasciato al proprio compagno di viaggio degli indizi su come farsi aiutare. Alan e Nadia sono gli unici a possedere i mezzi emotivi utili all’altro per uscire dal dedalo di sofferenza in cui sono piombati. Nadia per la prima volta proverà empatia per il prossimo, sfruttando questa sua nuova capacità riuscirà a salvare il suo amico. Dal canto suo Alan capisce che una mente razionale come quella della protagonista può essere convinta solo da altrettanta razionalità. Riesce così a convincerla ad abbracciare la vita lasciando perdere le sue pessime frequentazioni. La parata in cui i due si ritroveranno sembra simboleggiare l’avvenuta fuga da quel purgatorio in cui erano involontariamente finiti. La doppia inquadratura si riunisce in un’unica immagine che ci suggerisce l’avvenuta riconciliazione dei due personaggi e dei due universi.

Russian Doll

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Personaggio principale
  • Messaggio finale
  • Non scade nei cliché del genere

Lati negativi

  • Puntate brevi
  • Mancato approfondimento dei personaggi

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