Scream: recensione del nuovo capitolo della saga horror

Ghostface è tornato a seminare violenza e morte nella cittadina di Woodsboro in questo nuovo capitolo di Scream

Gli appassionati del cinema slasher possono gioire nel vedere il ritorno in sala dell’ennesimo capitolo di uno di quei “franchise” che ha fatto la storia di questo genere negli ultimi venti anni. Non ci riferiamo però ad un nuovo Halloween, horror lanciato inizialmente nel 1978 dal leggendario Carpenter e che ha già visto l’ennesimo sequel nel 2021. Stiamo parlando invece dell’ultimissimo Scream di cui vi proponiamo la nostra recensione. Sono passati ormai 25 anni dagli eventi e stragi del primo film. Ghostface sembra essere tornato nuovamente a Woodsboro seminando morte e terrore tra gli adolescenti proprio come avveniva in passato. Si tratta del quinto film della celebre saga di Scream, il primo a non essere diretto da Wes Craven deceduto purtroppo nel 2015.

La saga, lanciata inizialmente negli anni Novanta, come spesso succede ha perso in parte consensi ed attenzioni con il passare del tempo. L’ultimo capitolo era uscito su grande schermo nell’ormai lontano 2011 sempre diretto da Wes Craven. Questa volta alla regia è il turno di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett. Mentre nel cast non poteva di certo mancare Neve Campbell nei panni della storica Sidney Prescott anche se non sarà l’unico personaggio storico a tornare. Come ci si aspetta in queste situazioni sono grandi le responsabilità che gravano sulle spalle dell’ennesimo capitolo di una saga che ha praticamente rilanciato i teenage-movie horror dagli anni Novanta in poi. Se volete conoscere la nostra opinione sull’ultimo Scream proseguite con la lettura della nostra recensione.

Indice:

Scream, la recensione – La trama

“Quale è il tuo film horror preferito?”. Inizia essenzialmente così questo ultimo Scream, proprio come era iniziato il primo. Ma i due film hanno molte più analogie in comune, già a partire dal titolo identico, quasi a sottintendere che non si tratti di un semplice sequel numerico. C’è infatti un rimando continuo alla trama e ai personaggi del primo film, come se si volesse chiudere un cerchio. Ma allo stesso tempo si tratta anche del primo Scream senza Wes Craven dietro la cinepresa. Ecco allora che la scomparsa della numerazione dal titolo ci porta anche a pensare ad un probabile nuovo inizio. Si ritorna dunque a Woodsboro, a distanza di 25 anni dalla strage del primo.

Ghostface è tornato per l’ennesima volta. Le sue vittime predilette sono sempre gli adolescenti e questa volta sembrano avere tutti dei legami di parentela con i protagonisti delle stragi avvenute in passato a Woodsboro. Ma quale è il nesso che porta a questi nuovi efferati omicidi? E soprattutto chi si cela questa volta dietro quella terrificante maschera con la smorfia di un urlo? Ancora una volta tornano sulle scene del delitto Sidney e Gale per cercare di fermare l’ennesima strage. La trama del film verrà apprezzata dagli amanti della serie ma è di facile comprensione anche a chi non ha mai visto Scream; questo, ovviamente, per logici fini commerciali.

Scream recensione

Scream. Paramount Pictures, Radio Silence Productions,Project X Entertainment, Outerbanks Entertainment,
Spyglass Entertainment Group

Scream, la recensione – Lo slasher

Prendete un serial killer sadico e psicopatico, mettetegli una maschera, un coltello in mano, mandatelo a macellare comitive di teenager, aggiungete un po’ di comicità ed otterrete uno slasher movie. Questo genere andò molto di moda dagli anni 70 in poi grazie ad Halloween La notte delle streghe di John Carpenter considerato un po’ il capostipite degli slasher. Ma tra i vari numerosi film appartenenti al genere ricordiamo anche Venerdì 13 e So cosa hai fatto, titoli che sicuramente avrete quantomeno sentito nominare. Eppure i “germi” di questa tipologia di horror erano presenti già molto tempo prima. Pensiamo ad esempio a Non aprite quella porta di Tobe Hooper, ai gialli-horror di Dario Argento (Profondo Rosso) ed allo stesso Psycho di Alfred Hitchcock tanto per citarne qualcuno.

Scream raccoglie dunque un’eredità pesante rilanciando lo slasher verso la fine degli anni Novanta con il suo esordio su grande schermo grazie a Wes Craven. A seguire sono arrivati altri 4 film (compreso quest’ultimo) ed una serie tv che hanno diviso non poco il parere del pubblico. Questo nuovo Scream celebra il genere slasher con una serie di rimandi diretti ed indiretti a vari capolavori, in primis proprio Halloween di Carpenter. Ma più in generale nella storia c’è un rimando continuo al genere horror: dal cartello stradale con scritto Elm Street (Nightmare), alla scena che allude alla doccia di Psycho ma anche pellicole recenti come Babadook. Ma ancor prima di tutto c’è l’autocitazione ed anche tanta autoironia sul genere slasher.

scream recensione

Scream. Paramount Pictures, Radio Silence Productions,Project X Entertainment, Outerbanks Entertainment,
Spyglass Entertainment Group

Scream, la recensione – Analisi

Quello che rende divertente un film come Scream oltre alla tensione, a movimentate scene di violenza ed un ritmo incalzante è che ci trasforma un po’ tutti in piccoli investigatori. Ci sentiamo coinvolti nel risolvere il grande rompicapo che affligge i protagonisti della storia. E da bravi conoscitori degli horror e dei gialli di Agatha Christie cerchiamo fin dai primi minuti di fiutare l’assassino. In questo senso, un po’ come i suoi predecessori, il nuovo Scream sfida effettivamente il pubblico. Già prima di entrare in sala la locandina ci avverte “l’assassino è nel poster“, quasi a volerci lanciare un guanto di sfida. Scream ripete volutamente tutti quegli schemi già visti nei precedenti film della saga, ironizzando spesso anche sulle tempistiche e logiche di un film dell’orrore. Nonostante la dovuta ripetizione di quelle meccaniche narrative che rappresentano l’anima della saga la trama è divertente e scorrevole.

Tuttavia per evitare un po’ di noia sul finale, a seguito appunto di quegli schemi ripetitivi, si poteva effettivamente tagliare qualcosina dei 114 minuti di girato. A parte questo c’è però una qualità che proprio non ci aspettavamo in questo Scream. La costruzione della tensione è quello che più ci ha sorpreso del nuovo capitolo con una serie di inquadrature ed espedienti volti a farci contorcere come radici di un albero sulle nostre poltrone per poi magari farci rilassare nel momento in cui irrompe veramente nella scena l’assassino. C’è un senso hitchockiano nel modo in cui la regia costruisce pazientemente la suspense. A questo si aggiunge una fotografia tendenzialmente dark che incarna lo spirito della pellicola come alludono anche, in una delle prime scene, dei tomi di Goya. Aggiungete tanti jumpscares, una violenza al limite con lo splatter ed il sano divertimento è assicurato.

Le nostre conclusioni

L’ultimo capitolo della saga di Scream diverte e spaventa allo stesso tempo grazie anche ad un ritmo incalzante senza praticamente tempi morti. Un film che celebra la passione per gli slasher movie ma più in generale per l’horror, autocitandosi anche più volte fino ad arrivare al “cinema che parla di sé stesso“: il metacinema. Tutti elementi che ci hanno piacevolmente stupito e che appassioneranno ancora di più i fan del genere horror. Allo stesso tempo però la trama è ricca di sequenze che volutamente ironizzano sui luoghi comuni dei teenage movie horror anni 90 senza però sdrammatizzare o ridicolizzare eccessivamente la materia. Ma oltre all’espressione di questo senso di appartenenza e celebrazione del cinema horror c’è anche una storia che convince sotto diversi punti di vista.

In primis la costruzione della suspense, e poi la resa delle scene action, la violenza nonché lo stile delle varie kills. Aggiungiamo la voglia di scoprire fino all’ultimo il volto dell’assassino, curiosità che ci tiene appesi e con il fiato sospeso per quasi due ore. E nell’avanzare ipotesi e sospetti scopriamo di non essere dei semplici spettatori passivi. In conclusione di questa nostra recensione dell’ultimo Scream possiamo dire che probabilmente Wes Craven sarebbe stato fiero. Il film non è  innovativo sotto diversi punti di vista (come anche giusto e normale che sia) e forse dura un po’ troppo rischiando di diventare ripetitivo negli schemi già noti a tutti. Tanta suspense e tensione, la giusta dose di violenza, ma in fin dei conti poca paura psicologica a fine proiezione. Consigliato ai fan ed agli amanti dell’horror.

Scream

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Suspence
  • Scene di violenza
  • Citazioni e metacinema

Lati negativi

  • Ripetitivo
  • Tolti i jumpscares non fa così paura

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