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Searching – Recensione del film ambientato…in un computer!

Ecco la recensione di Searching, film d'esordio di Aneesh Chaganty interpretato da John Cho e ambientato interamente in un computer

Searching è un debutto davvero particolare. Opera prima del regista Aneesh Chaganty e interpretata da John Cho, è una storia che si svolge interamente all’interno di un computer. Ogni snodo di trama, ogni colpo di scena, ogni dialogo arriva allo spettatore attraverso lo schermo di un pc o quello di una app. La tecnica dello screencast (la registrazione delle attività di un computer per realizzarvi un video) declinata dal punto di vista narrativo, insomma.

Prodotto da Timur Bekmambetov, che aveva già diretto il malriuscito Profile (2018) con il medesimo espediente, Searching si rivela una sorpresa cinematografica capace di regalare momenti brillanti e un uso accorto dell’idea formale di base. Girato in meno di due settimane ha poi richiesto un enorme lavoro di post-produzione per ricreare la complessità della vita online del protagonista e il risultato è notevole. Ne parliamo dettagliatamente nella nostra recensione.

Searching: la recensione

Searching Recensione Film

David era un marito e padre felice fino alla drammatica morte della moglie per un tumore al seno. Pensava di essere riuscito a ritrovare un equilibrio con la figlia adolescente Margot, ma quando la ragazza sparisce nel nulla ogni certezza crolla inesorabilmente. David scopre che la figlia gli ha mentito su molte cose e che la sua vita non era così serena come credeva. Con l’aiuto del fratello e di un’appassionata detective di polizia (la ritrovata Debra Messing) l’uomo dovrà indagare su questo mistero e le conseguenze saranno imprevedibili.

Tutto qui? So che molti di voi penseranno questo, una volta letta la sinossi. Non c’è nulla di particolarmente originale o avvincente in questa trama, non c’è nulla che non si sia già visto in altre centinaia di film. Infatti Searching non si distingue per cosa racconta ma per come decida di farlo. Lo schermo del computer di David si anima di finestre, app, schede del motore di ricerca che srotolano la storia davanti ai nostri occhi. Non esiste un utilizzo del computer nell’anno 2018 che non venga adottato ed esplorato per raccontare questa vicenda. Dalle chiamate via Skype o FaceTime passando per l’uso dei social fino al GPS applicato a GoogleMaps; l’epoca della iperconnessione diventa il motore della narrazione.

Searching – la storia attraverso la tecnologia

Searching Recensione Film

Il film ha un incipit folgorante: la vita di una famiglia narrata attraverso l’evoluzione dei sistemi operativi di un computer e di Internet. Dalle prime chiacchierate tramite MSN all’apertura di un profilo Facebook fino alla condivisione di video su Youtube assistiamo alla crescita della giovane Margot. Una sequenza strepitosa per l’uso di una soundtrack che sembra pescata da un film Pixar e che rende il tutto una citazione Hi-Tech dell’incipit di Up (2009). Ma è anche un’apertura ricca di creatività nell’utilizzo degli strumenti tecnologici per generare emozione. Un esempio è come il regista narra la malattia della moglie: una nota che annuncia la sua dimissione dall’ospedale che, nel calendario di Windows, viene spostata di settimana in settimana fino a venire rimossa. Semplice e straziante.

Il regista Chaganty si ritrova nella difficile situazione di porre un’idea tecnica e visiva alla base del suo racconto e sappiamo tutti quanto sia rischioso. Il pericolo maggiore è quello di stancare lo spettatore e di forzare la mano sull’uso di un espediente visivo fino a compromettere la riuscita del film, come abbiamo visto accadere recentemente in Ride. Per correre ai ripari, la sceneggiatura opta per lo sfruttamento intensivo dello sterminato mondo del Web e delle sue possibilità. Raccontare una storia che si snoda su Facebook sarebbe mortalmente noiosa ma raccontarne una che si snoda su Internet offre molteplici possibilità.

Vita Reale vs. Vita sul Web

Searching Recensione Film

Sappiamo tutti quale sia il rapporto che i media tradizionali hanno con il Web. Quasi sempre tendono a dipingere internet come il Diavolo Incarnato, culla di ogni pericolo e strumento incontrollabile. Sovente, i film che mettono il rapporto con internet al centro della loro storia non lesinano nel raccontarne i lati più oscuri (lo ha fatto anche il nostrano Youtopia, ad esempio) e a mettere in guardia sui rischi che comporta il suo utilizzo. Searching non vuole sorvolare sull’argomento ma non vuole nemmeno offrire una visione miope della realtà contemporanea. Il David di John Cho, infatti, si ritrova a dover indagare sulla sparizione della figlia esplorando i suoi profili social e i post su blog come Tumblr. Setacciare la vita online di Margot lo porterà a scontrarsi con il fatto che la ragazza fingesse spesso e volentieri una serenità che non aveva.

La morte della madre e la maniera con la quale il padre ha cercato di andare avanti ha generato l’effetto contrario, portando la figlia a sentirsi l’unica in famiglia a vivere il lutto. La sua solitudine, a quel punto, diventa pane per i denti dei social, spesso accusati di alimentarla anziché sconfiggerla. Esemplare la sequenza che vede David contattare gli amici Facebook della ragazza in cerca di informazioni per poi scoprire che quasi tutti non sono amici reali ma solo contatti sparsi per il mondo che non l’hanno mai nemmeno incrociata. La stessa interconnessione, però, risulta lo strumento chiave per svelare il mistero della scomparsa. Lo spettatore percepisce subito come, senza le possibilità offerte da Internet e in un mondo meno evoluto tecnologicamente, un caso come quello di Margot sarebbe rimasto insoluto.

Searching: la recensione – in conclusione

Searching è un thriller che riadatta meccaniche già inaugurate in passato da autori come De Palma o Hitchcock perché, a tutti gli effetti, sembra il figlio tecnologico di Omicidio a Luci Rosse o La Finestra sul Cortile. A fronte di una storia che non brilla per originalità contrappone una messa in scena curatissima e originale. L’espediente dello screencasting non appesantisce la narrazione e fornisce spunti brillanti per diversificare le varie fasi dell’indagine. Un film che sfrutta il genere per raccontare un periodo storico e lo fa senza risultare pedante e senza giudicare. Nonostante l’uscita infelice nelle sale, a ridosso di Halloween, la nostra recensione vuole convincervi a recuperarlo perché, ne siamo certi, sarà una sorpresa anche per molti di voi.

Searching Recensione Film

Searching

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Una tecnica narrativa brillante ben gestita
  • Grande cura nei dettagli della messa in scena virtuale

Lati negativi

  • L'espediente tecnico può stancare se reiterato per un intero film
  • La sceneggiatura si impone forzature logiche per giustificare l'utilizzo dell'espediente

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