The Book of Boba Fett: la recensione della serie tv di Disney Plus

La miniserie esplora il passato e il presente del più famoso cacciatore di taglie della trilogia originale

Boba Fett è – o forse è più corretto dire era – il mandaloriano più famoso dell’universo di Star Wars; un personaggio notevolmente amato dal pubblico che, però, non ha avuto una linea narrativa semplice.
The Book of Boba Fett, di cui vi presentiamo la nostra recensione, è un ponte di collegamento tra la sfortunata dipartita del personaggio in Il ritorno dello Jedi e la sua comparsa in The Mandalorian.
Nell’universo di Star Wars, il personaggio è stato più volte ripreso e le sue gesta sono entrate nel canon grazie anche al film L’attacco dei cloni della trilogia prequel – che mostra le sue origini come clone – e alla serie The Clone Wars, assieme alle molteplici apparizioni nei fumetti dedicati alla saga.

Boba Fett è un character camaleontico che ben si presta all’essere il protagonista di una serie tv, soprattutto quando quest’ultima punta ad inventare una nuova storia per il cacciatore di taglie.
L’annuncio della miniserie è stato calorosamente accolto, soprattutto dopo che The Mandalorian ha conquistato sia i vecchi fan (che sono difficili da accontentare) che la nuova generazione di fruitori seriali grazie alla sceneggiatura magistralmente scritta e ad un’estetica che si colloca senza problemi nella galassia lontana delle trilogie cinematografiche.
Purtroppo The Book of Boba Fett non regge il confronto, colpa di una regia non sempre delle migliori e del poco equilibrio tra i diversi personaggi che si susseguono nel corso delle appena sette puntate.

Indice

Il ritorno di Boba Fett -The Book of Boba Fett, la recensione

Nel Il ritorno dello Jedi, Boba Fett si schianta contro il galeon di Jabba the Hutt e finisce nelle fauci del sarlacc. Il momento in cui il cacciatore di taglie si ritrova nello stomaco del mostro coincide con l’inizio di The Book of Boba Fett, con una rinascita simbolica.
La serie si concentra sulle parti della vita di Boba Fett non ancora esplorate e sul suo rapporto con la tribù dei tusken, prima come schiavo e poi come loro compagno, tramite numerosi flashback. Nel presente, Boba Fett e Fennec – i cui destini si sono intrecciati in The Mandalorianhanno preso il controllo di Tattoine e dell’impero criminale che Jabba the Hutt aveva costruito.

Le intenzioni iniziali sono quelle di continuare a parlarci di Boba Fett a tutto tondo, di esplorare un personaggio che è stato più volte ripreso e la cui storia si è costruita passo passo attraverso film, serie tv e fumetti. Nell’universo di Star Wars, Boba Fett è tra i personaggi più prolifici e che non ha mai abbandonato il posto che si è duramente costruito. 
Invece di focalizzarsi sulle origini o sulle età classiche che vengono rappresentate quando si parla di crescita e di evoluzione, lo showrunner Jon Fraveau ha preferito concentrarsi su un personaggio iconico che ha vissuto molteplici battaglie, ma che può evolversi ancora. 

Il confronto con The Mandalorian -The Book of Boba Fett, la recensione

Ma l’idea di partenza vacilla ben presto. Il primo problema riguarda proprio la figura di Boba Fett e come il personaggio è stato modificato per differenziarsi da Din Djarin. 
Boba Fett è diventato iconico grazie al suo aspetto esteriore, dall’armatura all’elmo che non toglie mai. Più che per merito di un arco narrativo ben strutturato, la fortuna di Boba Fett si basava sul character design ben riconoscibile. 
La maschera di Boba Fett, che è tutto quello in cui il personaggio principalmente consisteva, gli viene tolta per regalarla a Din Djarin, che lo ha spodestato grazie ad una scrittura della sua storia pressoché ineccepibile. Quel che rimane di Boba Fett è un guscio vuoto.

Ma il confronto inevitabile tra i due personaggi prosegue a causa della confusione narrativa che troneggia negli episodi. Oltre ai continui e infiniti flashback non troppo interessanti e a una miscela di personaggi che spostano il focus, il vero smacco arriva nella seconda metà quando Boba Fett non diventa altro che un cameo nella sua stessa serie. Soprattutto visti gli episodi cinque e sei, che sono il continuo della seconda stagione di The Mandalorian.
In una situazione del genere, le basi già traballanti non reggono il confronto tra i due, amplificando i difetti che la serie già presentava in precedenza.

The Book of Boba Fett recensione

The Book of Boba Fett. Lucasfilm, Fairview Entertainment, Golem Creations.

Il dislivello registico – The Book of Boba Fett, la recensione

La mancata omogeneità narrativa è il secondo grande difetto che salta all’occhio ben presto. Come già accennato, i primi episodi sono costruiti su continui flashback che mostrano il rapporto travagliato tra l’ex cacciatore di taglie e la tribù dei tusken.
I salti temporali non sono un espediente nuovo, anzi la serialità degli ultimi anni li sta sfruttando in ogni modo, ma non sempre il risultato è quello sperato. In questo caso il passato e il presente mancano di coesione. Anche se diventa in fretta chiaro il motivo per cui ci viene mostrato il passato di Boba Fett, i due mondi non coesistono come dovrebbero.

A peggiorare ancor di più la già precaria situazione è la regia che è stata affidata per la maggior parte degli episodi a Robert Rodriguez.
Il regista si affida ad espedienti piatti che non riescono ad enfatizzare le idee buone che la sceneggiatura presenta. Il rapporto tra il protagonista e i tusken non ha impatto emotivo e la guerra al potere manca del giusto mordente, che compare invece dei guizzi western.
Ad aumentare il divario sono le puntate cinque e sei che spezzano il ritmo e spostano l’attenzione su altri personaggi. La regia affidata rispettivamente a Bryce Dallas Howard e a David Filoni è su un altro livello sia per le tecniche utilizzate, che per l’estetica e la cura dimostrata.

Conclusione – The Book of Boba Fett, la recensione

I sette episodi che compongono la serie non sono abbastanza per tutto il materiale che i registi e lo showrunner avrebbero voluto esplorare. 
A rendere questo progetto sotto tono e non all’altezza delle aspettative è la mancata coesione tra la creazione di un personaggio che andava ricreata in ogni sua sfaccettatura, da un arco narrativo che non decolla mai a causa dei troppi spostamenti di focus e da una regia senza nessun accenno di originalità.  L’ex cacciatore di taglie non è il protagonista assoluto, né tanto meno divide il trono. Metà stagione è dedicata a proseguire con gli avvenimenti lasciati in sospeso in The Mandalorian.

Serie che può contare su una storia di crescita e di paternità che ha conquistato tutti, da una sceneggiatura tra le migliori degli ultimi anni e una cura registica superiore. Peculiarità che proseguono nella quinta e sesta puntata, creando un divario troppo grande. 
C’è anche, però, da considerare che questo è solo il secondo progetto seriale (live action, il mondo di Star Wars è molto prolifico nell’animazione), in cantiere ci sono diversi show che possono risollevare l’asticella e impedire che sia solo The Mandalorian l’unico prodotto targato Lucasfilm dell’ultimo periodo degno di nota.

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The Book of Boba Fett

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • I guizzi western
  • La regia degli episodi cinque e sei

Lati negativi

  • La costruzione del personaggio di Boba Fett e il poco spazio a lui dedicato in una serie che porta il suo nome
  • La regia dei restanti episodi

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