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The Family: recensione del documentario a episodi di Netflix

The Family: recensione del documentario che parla di un’organizzazione cristiana che sembra governare il mondo.

Ultimamente abbiamo parlato molto dei documentari presenti su Netflix. La piattaforma californiana, infatti, ha nel suo catalogo un numero di documentari. Si spazia dai documentari storici fino ad arrivare a quelli musicali: i vari palati del pubblico sono certamente accontentati. Uno dei generi su cui Netflix sembra puntare molto è quello dei documentari a sfondo politico, spesso con tinte cospirazionistiche e di denuncia politica. Netflix non ha mai fatto mistero delle sue simpatie politiche, nettamente contrastanti con quelle dell’attuale presidente statunitense, Donald Trump.

Tuttavia sulla piattaforma possiamo trovare numerosi documentari sulla vita del magnate texano. Documentari che se da un lato denunciano molte delle sue scelte politiche e comunicative, dall’altro sembrano dargli una presenza mediatica ancora più marcata. Fra questi documentari possiamo annoverare The Family, un prodotto ufficiale Netflix che, tuttavia, si discosta sia stilisticamente sia a livello di contenuti dal resto. Il documentario, presentato in forma di miniserie, parla di un’associazione cristiana, o almeno così pare, che negli ultimi decenni ha influenzato pesantemente la politica mondiale. Ecco la nostra recensione di The family.

Indice

The Family Recensione – La trama

The Family è composto da cinque episodi che tendono a narrare la nascita e l’attualità di un’entità difficile da definire e da collocare nel panorama politico. Un’associazione cristiana che, durante il prosieguo del documentario, ci apparirà sempre meno qualcosa di sacro e spirituale. È indubbio negare che l’avere un credo o meno possa influenzare sia la visione, sia il giudizio che si da dopo aver terminato il documentario. Di certo, nessun argomento divide tanto quanto la religione. Ma The Family ci mostrerà come quest’associazione abbia ben poco a che fare con la religione.

Il documentario ruota intorno a questa associazione fondata negli Stati Uniti alla fine del 1800 da un immigrato norvegese. Questa, utilizzando la comune lingua della preghiera, è riuscita a creare un vero e proprio “network” che, partendo dagli USA, è riuscito a coinvolgere le maggiori figure politiche mondiali. I cinque episodi che compongono il documentario si dividono nettamente; il primo racconta, alternando interviste e scene di repertorio con parti sceneggiate, l’entrata nell’associazione del narratore; la seconda, che si estende per i restanti quattro episodi, si concentra sulla parte prettamente documentaristica.

Il narratore è lo scrittore Jeff Sharlet, già autore del libro da cui il documentario è tratto. Il quale, in passato, ha fatto parte proprio della Family. Dopo aver passato anni all’interno di quest’ultima, l’autore ha deciso di raccontare al mondo in maniera più dettagliata la storia e la fisionomia di quest’entità così misteriosa.

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 Un network mondiale

La parte sceneggiata vede la partecipazione di un attore di eccezione come James Cromwell. Qui Cromwell interpreta, in alcune apparizioni, l’enigmatico e quasi machiavellico Doug Coe. Il fondatore della Fellowship, la compagnia. O, come preferiscono chiamarsi fra di loro, la famiglia. The Family. Cosa può esserci di tanto interessante e inquietante da raccontare su un’associazione di questo tipo? Guardando il documentario Netflix la risposta è senza dubbio: tanto. I presupposti della narrazione sono da romanzo thriller politico, con la differenza che qui si sta parlando di fatti reali. O quantomeno molto verosimili. Ciò che denota tende a dar credito alla narrazione del documentario è l’aver dato voce egualmente sia agli appartenenti dell’associazione, sia a chi la denuncia. Ed è interessante notare come, durante tutta la durata degli episodi, si è portati a chiedersi se Netflix volesse davvero denunciare, o quantomeno porre qualche domanda, o raccontare quasi esaltando l’associazione.

Il documentario crea una tensione che, a ben vedere, risulta a volte fin troppo montata. Il tutto nonostante i racconti dei testimoni e dei membri o ex membri risultano spesso inquietanti e sinistri. Racconti che ci parlano di un’associazione che, attraverso la parola di Gesù, tenta di regolare il mondo attraverso un network di governatori uniti dalla parola di Cristo. Un network che, tuttavia, non vede al suo interno solo uomini moralmente e spiritualmente cristiani, ma anche leader di altre culture. Fin qui, potrebbe sembrare un qualcosa di essenzialmente positivo. Se non fosse che, attraverso il nome di Gesù, l’associazione abbia appoggiato regimi dittatoriali, presidenti di estrema destra per governare secondo una visione ultraconservatrice. Incluso l’attuale presidente, Donald Trump.

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The Family Recensione – Un nuovo ordine mondiale

La storia che viene narrata, dunque, è quella che riguarda un’entità che si proclama segreta. Quando, in realtà, è sempre stata sotto gli occhi di tutti, anche se a molti potrebbe essere sfuggito. Attraverso l’evangelizzazione dei paesi l’organizzazione compie la propria missione. E questa missione sarebbe quella di cercare e scovare uomini dalla morale fortemente conservatrice (non per forza cristiana) per far sì che le forze progressiste e quindi antireligiose possano essere contrastate da questi.

Una ricerca che ha come obiettivo ultimo quello del “prescelto“, ossia un presidente degli Stati Uniti che possa incarnare perfettamente questa visione delle cose; e applicarla rigidamente nel paese e nella politica estera, creando così un nuovo ordine mondiale. Il documentario non nasconde come spesso l’attuale presidente Trump, molto vicino come detto all’organizzazione, abbia usato spesso proprio questi toni per riferirsi a se stesso. Gli ingredienti per un thriller politico c’erano tutti, e si vedono. Gli episodi tentano, fotogramma per fotogramma, di raccontare una storia che dovrebbe far aprire gli occhi a tutti. Tuttavia, dovendo giudicare anche il lato più “d’intrattenimento” del prodotto, The Family pecca di un pizzico di adrenalina che rende il tutto un mero susseguirsi di vari eventi.

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The Family Recensione – Conclusioni

Fra questi possiamo citare sicuramente le ingerenze della “Compagnia” nelle vite private di governatori statunitensi, per non far perdere fiducia nell'”uomo di fede e cristiano”. O delle ingerenze sociali in Romania per rendere illegale il matrimonio fra omosessuali. O, ancora, dei legami fra alcuni membri dell’organizzazione con la Russia di Putin, rea di aver favorito l’ascesa del presidente Trump. Eventi che sarebbero potuti essere raccontati in maniera più dinamica; ma che, complice anche una quasi esaltazione (forse involontaria) dell’associazione, non ci fanno percepire quella tensione che Netflix voleva farci percepire. Quella di una organizzazione che, attraverso l’abuso delle scritture religiose, ha condizionato e continua a condizionare il mondo, regolandolo secondo antiche regole conservatrici.

Quindi, The family: promosso o bocciato? Sicuramente il materiale di riferimento è di quelli che scotta e che fa discutere. Quindi, per chi è interessato agli intrighi politici, ci sentiamo di consigliarlo. Ma non aspettatevi salti sulla sedia.

The family

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Storia vera molto intrigante
  • Primo episodio ben costruito

Lati negativi

  • Manca di mordente
  • Non si capisce se Neflix voglia denunciare o esaltare l'associazione

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