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The Nest: recensione dell’esordio al lungometraggio di Roberto De Feo

Uno sguardo al film che segna il debutto al cinema di Roberto De Feo

Conosciuto per aver scritto e diretto corti molto interessanti come Ice Scream (2009) e Child K (2014), Roberto De Feo debutta finalmente al lungometraggio con The Nest (Il nido). Nel cast, vediamo tra i protagonisti il giovane Justin Korovkin (al debutto assoluto), nei panni del protagonista Samuel, affiancato da Francesca Cavallin (I babysitter; Vita smeralda), nei panni della madre Elena, Maurizio Lombardi (Metti la nonna in freezer; Non è vero ma ci credo) e Ginevra Francesconi (anche lei esordiente), nei panni di Denise. Proseguite con la lettura per leggere la nostra recensione di The Nest!

Il film è ambientato quasi esclusivamente all’interno della Villa dei Laghi (il reale Castello dei Laghi presente nel Parco naturale La Mandria, in Piemonte). All’interno, il giovane Samuel, costretto su una sedia a rotelle a causa di un incidente avuto da piccolo, vive una vita monotona e isolata; insieme a sua madre Elena e lo staff che si prende cura della casa.

Indice

The Nest recensione: sinossi

La storia prende avvio a partire da un incidente che coinvolse Samuel e suo padre. L’uomo, difatti, prende il ragazzo in una notte nebbiosa e prova a portarlo fuori dalla villa, con intenti chiaramente d’evasione; ma un incidente in macchina avvenuto durante la fuga li ferma. Con un salto temporale di dieci anni, si viene a sapere che il padre non è sopravvissuto all’incidente, mentre Samuel, su una sedia a rotelle, vive con la madre Elena in questa villa dai toni oscuri, cupi, isolata dal resto del mondo da un lago attorno all’isola dove è stato costruito. Un luogo dove gli viene ripetuto più volte di essere al sicuro, ma che, con l’arrivo di Denise, una giovane ragazza in casa, capirà essere un luogo dove viene bloccato. Non avendo idea di cosa ci sia fuori.

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Infatti Denise, figlia di un amico di Elena, viene affidata alla donna da un suo amico, il quale le domanda di prendersene cura a seguito della sua morte. Qui Denise farà amicizia con Samuel, affezionandosi al ragazzo. Allo stesso tempo facendogli scoprire cose di cui lui non è potuto mai venire a conoscenza, come la musica rock. E sarà proprio a partire dal rock che Samuel pian piano evaderà sempre di più dalla forma mentis della madre, e non solo, scoprendo, alla fine, da cosa è protetto.

Tecnica e casting

Il film diretto da Roberto De Feo si presenta come un thriller con qualche spunto dal genere horror, che si manifesta in poche ma esemplari scene. Già dalla fotografia di Emanuele Pasquet, che con un verde ingombrante e a tratti soffocante richiama pilastri del genere come Vertigo di Alfred Hitchcock e Rosemary’s Baby di Roman Polanski; la scenografia si presenta come un’ambientazione tetra e claustrofobica. E sotto lo strato di eleganza visiva data dalla cinepresa, una presenza ingombrante è data dalle persone che, nella villa, stanno attorno a Samuel. A cominciare dalla madre, interpretata da una Francesca Cavallin in grande spolvero, che pur avendo, come si scoprirà alla fine, ottime ragioni, opprime la vita del ragazzo non permettendogli nessuno svago reale. Costringendolo ad una vita sedentaria lontana da qualunque coetaneo.

Le personalità della casa, tutte uguali nella loro apparente pacatezza e nei loro rituali, come Elena, nascondono un segreto comune. E tra loro, c’è un personaggio che rispecchia appieno la follia della situazione, il medico della casa (ma non solo, anzi), interpretato da Maurizio Lombardi. Una scelta di casting lodevole poiché pochi altri attori all’interno del nostro cinema avrebbero potuto, con il suo sguardo, interpretare con la stessa credibilità il personaggio. Personaggio senza nome che rappresenta il grado più alto della pazzia che l’isolamento nella villa comporta.

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The Nest recensione: conclusioni

In conclusione, l’esordio di De Feo conferma la poetica dei primissimi lavori del regista. Il cineasta difatti non è nuovo a lavoro in cui i mali interiori dei protagonisti si vengono a scontrare in un ambientazione macabra. Si tratta di una ambientazione che, tra l’altro, rispecchia – nel caso di The Nest -, la situazione presente al di fuori della villa; come scoprirà il protagonista Samuel mano a mano che la trama si sviluppa. Un film, quello di Roberto De Feo, che mostra il lavoro di un nuovo talento nel nostro cinema, pur non approfondendo fino in fondo nessun genere. Questo perché si va dal dramma familiare, al thriller, fino, come accennato, all’horror, finendo per non avere quell’impatto che richiederebbe in alcune circostanze. The Nest è, in definitiva, quello che potremmo definire senza esitazione un unicum nel panorama nazionale di quest’ultimi anni. E che si spera acquisisca una certa continuità.

The Nest

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Resa scenografica
  • Casting

Lati negativi

  • Poco approfondimento sui generi

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