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Tolo Tolo: recensione del nuovo film di Checco Zalone

Debutto da regista per Luca Medici, alias Checco Zalone, al cinema con Tolo Tolo dal 1° gennaio

A distanza di tre anni da Quo Vado?, Luca Medici in arte Checco Zalone torna al cinema con un film che segna un punto di svolta nella sua carriera. Tolo Tolo, di cui vi proponiamo la nostra recensione, è infatti il primo lungometraggio che vede Zalone impegnato nella doppia veste di protagonista e regista. Il comico pugliese firma la sceneggiatura insieme a Paolo Virzì e, come consuetudine, si occupa della composizione di tutte le musiche originali. A produrre, ancora una volta, la Taodue Film di Pietro Valsecchi, il cui sodalizio con Luca Medici continua da Cado dalle nubi, il film di Gennaro Nunziante che ha segnato l’esordio del personaggio Checco Zalone sul grande schermo. Nel cast di Tolo Tolo, Souleymane Sylla (Oumar), Manda Touré (Idjaba) e il giovanissimo Nassor Said Birya (Doudou).

Il titolo del film nasce da un episodio accaduto sul set e da una buffa storpiatura linguistica di Nassor Said Birya. Durante alcune riprese in acqua, Zalone dava indicazioni agli attori africani specificando che ciascuno avrebbe dovuto nuotare “solo solo“; il giovane interprete ha ripetuto l’espressione trasformandola in “tolo tolo“. Le riprese sono durate circa 9 mesi, hanno coinvolto centinaia di comparse fra il Kenya, il Marocco, Malta, Roma, Bari e Trieste. Tolo Tolo vede la partecipazione di Barbara Bouchet nel ruolo della ricca signora Inge e di Nicola Di Bari nei panni dello zio Nicola.

Indice:

La trama – Tolo Tolo recensione

Stanco delle vessazioni imposte dallo Stato e alle prese con una carriera da imprenditore a dir poco controversa, Checco Zalone decide di costruirsi una nuova vita in Africa, ripartendo da zero. Nel resort dove lavora come cameriere, Checco fa amicizia con Oumar, un giovane collega con l’aspirazione di diventare regista e una passione per l’Italia. Lontano dall’odiosa burocrazia italiana Checco, soddisfatto della sua nuova vita, vorrebbe conquistare il cuore della bella Idjaba che, però, sembra non volerne sapere nulla. Mentre Oumar e Checco si recano nel centro abitato più vicino al resort per fare acquisti, scoppia una guerra civile; si scatena il caos e lo stesso villaggio turistico dove i due lavorano viene distrutto. Nemmeno il villaggio di Oumar, dove trovano rifugio, sembra essere sicuro e l’unica soluzione è quella di fuggire in Italia.

Checco, insieme a Oumar, Idjaba e il piccolo Doudou, intraprende, da migrante, l’odissea del viaggio verso la madrepatria, che aveva volentieri abbandonato. I quattro attraversano il deserto e arrivano in un campo profughi fra mille peripezie; il rapporto fra Doudou e Checco si fa sempre più stretto e quando Idjaba sceglie di non abbandonare l’Africa è a lui che la donna affida il piccolo affinché affrontino insieme il viaggio in mare. Quale destino attenderà Checco e Doudou in Italia? E i familiari di Checco, lasciati alle prese coi debiti, come accoglieranno il loro sgangherato eroe al rientro?

tolo tolo recensione

Buona la prima

Come accennavamo in apertura della nostra recensione, Tolo Tolo segna una svolta importante nella carriera di Luca Medici alias Checco Zalone. Il comico e musicista pugliese supera la prova dietro la macchina da presa; è Luca Medici che dirige Checco Zalone, costruendogli addosso ogni scena, in un progetto ben architettato ed armonico. In Tolo Tolo c’è tutto il Checco Zalone che buona parte del pubblico apprezza e che ha fatto dei film diretti da Gennaro Nunziante dei successi al botteghino, ma c’è molto di più. Alla base della pellicola c’è un lavoro articolato, complesso e ambizioso, che ha visto Luca Medici protagonista di uno sforzo collettivo ben orchestrato fra reparto produttivo, cast artistico e tecnico.

Le gag e gli stereotipi ben consolidati (e forse un po’ ripetitivi) del personaggio Zalone trovano una necessaria evoluzione in un impianto solido, di respiro più ampio e frutto di una visione chiara. Siamo di fronte a una regia che, pur senza strafare, non è un mero “contenitore” per le gag comiche e a una serie di soluzioni narrative che le arricchiscono di un senso che prima, in parte, mancava. Ci voleva Luca Medici dietro la macchina da presa affinché Checco Zalone, finalmente, maturasse. Come vedremo poco più avanti, il soggetto scritto a quattro mani con Paolo Virzì gioca un ruolo determinante, ma possiamo dire che Medici ha superato con mestiere la prova dall’altra parte della cinepresa.

Considerazioni tecniche – Tolo Tolo recensione

Proseguiamo la nostra recensione soffermandoci proprio sulla sceneggiatura. Luca Medici, come sappiamo, ha sempre scritto in prima persona, ma a quattro mani, la sceneggiatura dei suoi film; in Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle e Quo Vado?, le mani in questione erano quelle di Gennaro Nunziante. In Tolo Tolo, la scrittura di Zalone incontra Paolo Virzì e il connubio creativo funziona piuttosto bene. La comicità più immediata e, se vogliamo, “di pancia” di Zalone entra in contatto con i toni più aggraziati, ironici e amari della scrittura di Virzì creando un bell’equilibrio tra divertimento e riflessione agrodolce. Equilibrio che si apprezza maggiormente nella seconda parte del film, quando la narrazione prende quota e lo sviluppo della trama si fa più coerente.

Così come la narrazione in Tolo Tolo scorre senza intoppi, altrettanto fanno le immagini, grazie al montaggio curato da Pietro Morana. Quest’ultimo si è occupato del montaggio in tutti i lungometraggi con protagonista Checco Zalone, ma anche in questo aspetto si nota un’evoluzione. Il montaggio aiuta a fluidificare il racconto, con un ritmo costante e un respiro equilibrato; anche in questo aspetto è apprezzabile una maggior attenzione ai dettagli e alla coesione fra racconto e messa in scena. La colonna sonora del film è, come sempre, composta interamente da Luca Medici, a cominciare da Se t’immigra dentro il cuore e Immigrato, il cui video ha fatto da trailer al film (con annesse polemiche) e che sentiamo in sottofondo durante i titoli di coda.

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Conclusioni – Tolo Tolo recensione

È probabile che le polemiche riguardanti Tolo Tolo non si arrestino al brano Immigrato, che ha lanciato il film fra indignazione e tanta pubblicità nel bene e nel male. Abile come sempre nel cogliere tematiche attualissime e farne materia per una critica provocatoria, Luca Medici parla di immigrazione, accoglienza, ipocrisia, razzismo e fascismo in puro stile Checco Zalone. Ancora una volta Zalone fa il verso all’italiano medio nella sua versione più stereotipica e a tratti becera; un tema scottante come quello della questione immigrazione è un terreno quantomai fertile per scoperchiare il vaso di Pandora delle bassezze umane.

Se nella prima parte del film Medici si crogiola in un limbo un po’ ruffiano dove prevale il politicamente corretto di una presa in giro che colpisce tutti ma non scontenta nessuno, verso il finale sembra schierarsi un po’ più apertamente. Come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte nel corso della nostra recensione, Tolo Tolo segna una svolta per Luca Medici, a suo agio anche dietro la macchina da presa in un progetto ben sviluppato. Buone le prove di Manda Touré e Souleymane Sylla che reggono bene i tempi comici di Zalone; piacevolissima l’interazione fra Checco e il giovane ed espressivo Nassor Said Birya al suo esordio come attore.

Tolo Tolo

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Buona prima prova di Luca Medici alla regia
  • Sviluppo coerente della trama, ben scritto

Lati negativi

  • Qua e là un po' ruffiano
  • Prima parte del film più debole

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7 Commenti

  1. APPENA USCITA DAL CINEMA, NON MI è PIACIUTO!
    É un film denuncia che mette in evidenza la tragedia dell’immigrazione, se questo era l’intento è stato fatto male.
    Se vi aspettate di vedere un film comico, sappiate che non lo è.
    La cosa che mi rattrista è che ha fatto un trailer che è fuorviante, nel film non troverete le scene che ci sono nel trailer e nessuna canzone che imita Celentano, quindi per me è una presa in giro.
    Grande delusione!

  2. Film poco comico! si certo le sue battute sono molto simpatiche, ma il tema è pesante, le scene viste nel trailer NON ci sono .. e il finale è un cartone animato . Mha mi aspettavo taaanto più da Checco.

  3. Visto ieri sera a mio modesto parere una gran puttanata….Zalone cosa non si fà per i soldi! poveri italiani come siamo finiti in basso e non è finita…..

  4. Tolo-tolo : sono andata a vedere il film pensando di vedere una commedia leggera fatta per far ridere la gente, è stata una delusione totale, non ridi,la storia non a una fine, il peggior film di Zalone! Non lo consiglio

  5. Aspettative deluse.Film noioso, per niente comico. Anche la costruzione delle scene non è ben fatta. Da Zalone ci si aspettava molta più sostanza, un prodotto decisamente migliore. Mentre i precedenti suoi film sono decisamente godibili e ben fatti, questo segna una brutta recessione di Luca Medici.

  6. Sono andata a vedere il film e non mi è piaciuto per niente, primo fossi una donna africana mi sentirei offesa di come vengono presentate queste donne, il viaggio nel deserto e poi in nave non è per niente una passeggiata e poi quando è il momento della ridistribuzione dei migranti purtroppo non funziona così, restano in Italia a fare la fame e a delinguere per poter provare a sopravvivere: Forse Zalone ha voluto strafare e non ha capito bene il dramma che vivono giornalmente questa gente

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