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Unbreakable Kimmy Schmidt: recensione della serie tv di Tina Fey

Ecco la recensione di una delle serie tv più divertenti nel catalogo di Netflix

Unbreakable Kimmy Schmidt recensione. In attesa dell’uscita della fine della quarta stagione (25 gennaio su Netflix), diamo uno sguardo più dettagliato ad una delle comedy-serie più divertente e fresca di questi anni, Unbreakable Kimmy Schmidt. La serie, distribuita inizialmente dalla NBC e successivamente venduta alla piattaforma Netflix, è stata acclamata dalla critica, raccogliendo un grande successo. Merito di tale risultato è sicuramente da attribuire allo stile e la mente creativa di Tina Fey, già sceneggiatrice di Mean Girls e produttrice di 30 Rock. Pilastro del Saturday Night Live, Tina Fey vinse nel 2010 il rinomato premio Mark Twain per la sua eccezionale carriera come comica.

Unbreakable Kimmy Schmidt è una serie televisiva decisamente fuori dall’ordinario che trasmette allo spettatore un’incredibile energia positiva, nonostante l’incipit della storia. Tale sensazione è dovuta anche ad uno dei fattori più importanti in una commedia, ovvero la risata. Tina Fey è riuscita nuovamente a costruire una narrazione costituita da un serrato ritmo comico, che non dà tempo per riprendere fiato. Interpreti perfetti di tale comicità sono sicuramente i protagonisti della serie: Ellie Kemper (Kimmy Schmidt), Tituss Burgess (Titus Andromedon), Carole Kane (Lilian Kaushtupper) e Jane Krakowski (Jacquelin Voorhees).

Unbreakable Kimmy Schmidt recensione: trama

La serie narra la vita della ventinovenne Kimmy Schmidt, una ragazza rapita da giovanissima dal reverendo Wayne Gary Wayne, a capo di una setta apocalittica. Kimmy ed altre tre donne furono rinchiuse in un bunker sotterraneo e persuase che il mondo fosse finito. Dopo quindici anni di prigionia, le donne che furono poi definite donne talpa, vennero finalmente salvate e liberate. Kimmy si ritrova così in un mondo diverso da quello che aveva lasciato. Da persona positiva ed ottimista, decide di trasferirsi a New York ed intraprendere una vita tutta nuova.

Quella che potrebbe essere considerata un’esperienza terribile, viene invece vista da Kimmy come un punto di partenza, dal quale ricominciare a vivere. Durante le varie stagioni vediamo la protagonista cercare di integrarsi al meglio in un mondo che è andato avanti e che non aspetta nessuno. Kimmy vuole vivere sulla sua pelle tutte quelle esperienze quotidiane che scandiscono la giornata, come cercare lavoro o andare a scuola.

Unbreakable Kimmy Schmidt: la nuova vita di Kimmy

Quando viene rapita Kimmy è ancora una bambina che va alle medie con poca esperienza della vita. Nonostante abbia ventinove anni nel momento in cui la salvano, non ha avuto la possibilità di crescere con il mondo, rimanendo irrimediabilmente una bambina nel corpo di una donna. A New York Kimmy non solo inizia una nuova vita, ma deve ri-imparare a vivere per potersi integrare con la società. Il suo linguaggio, il suo abbigliamento, la sua conoscenza sono rimasti bloccati nell’epoca in cui era piccola, rendendo così difficile stringere rapporti.

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Molti momenti comici derivano dal modo di comportarsi/parlare di Kimmy. Nonostante possa dare la sensazione di essere come un pesciolino fuor d’acqua, non si scoraggia e prova in tutti i modi a far parte di un mondo nuovo e complesso. Da tale atteggiamento scaturiscono situazioni esilaranti e sketch comici che rendono ancora più eccentrici i protagonisti.

Come detto precedentemente, Kimmy vuole ricominciare da zero e lo fa trasferendosi a New York. Nonostante la terribile esperienza vissuta dalla nostra protagonista, la sua bambinesca ingenuità e il suo irrefrenabile ottimismo la spingono ad affrontare la realtà con forza e coraggio. Sa di non poter nuovamente “fermarsi” e lasciare che ciò che la circonda vada avanti senza di lei. Durante le puntate assisteremo anche alla più grande prova di Kimmy, ovvero quella di affrontare il reverendo nel processo. La stucchevole ingenuità e la potenza vitale che ha, la aiuteranno anche a maturare e crescere, diventando la donna che sognava di essere.

Unbreakable Kimmy Schmidt recensione: l’umorismo

Sin dalla prima puntata percepiamo una comicità fuori dalle righe con riferimenti alla cultura pop ed un perfetto utilizzo di situazioni surreali. Il ritmo delle battute è preciso e veloce. Quando stai ancora ridendo per la battuta che hai appena sentito, ecco che ne arriva un’altra ancor più divertente. Una comicità esilarante che scandisce una narrazione lineare ma ben valorizzata. L’atmosfera che circonda ogni puntata è uno spassoso mix tra vita mondana newyorkese e il vago ricordo degli anni 80’/90’ che trasmette Kimmy.

Ad aggiungere valore all’ormai ben oleata struttura comica, ci sono i protagonisti della serie. Stravaganti ed esagerati, le persone con cui Kimmy stringe amicizia sono individui unici, in grado di far ridere attraverso le loro espressioni e i loro gesti. Chi spicca maggiormente è Titus, il coinquilino omosessuale di Kimmy, che non ha paura di essere al centro dell’attenzione e farebbe di tutto pur di farsi notare. Sogna di diventare di un attore e nel mentre si improvvisa Beyonce nel video Lemonade.

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Unbreakable Kimmy Schmidt recensione: conclusioni finali

La serie di Tina Fey ha conquistato tutti con il suo esilarante sense of humor, ma era ormai arrivata l’ora di chiudere questo capitolo. Nelle ultime puntate si avvertita un senso di stanchezza che portava inevitabilmente lo spettatore ad annoiarsi. Nonostante ciò, Unbreakable Kimmy Schmidt è un prodotto unico e inimitabile che segna ancora una volta la genialità della sua produttrice.

Ciò che più ci mancherà della serie sarà sicuramente Kimmy. Ogni ragazza dovrebbe prenderla ad esempio soprattutto per la sua positività e la sua grinta. Sebbene spesso risulti un po’ svampita ed immatura, Kimmy è il tipo di donna che non si ferma davanti ai problemi, ma trova il coraggio di affrontarli e superarli.

Unbreakable Kimmy Schmidt

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Personaggi stravaganti ed esilaranti
  • Ottimo tempo umoristico

Lati negativi

  • Linearità della narrazione

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