Vampires vs the Bronx: recensione della commedia horror targata Netflix

Netflix presenta una nuova black comedy sul famoso quartiere newyorkese

Le commedie nere negli ultimi tempi hanno spopolato, invadendo il mercato distributivo internazionale. Molti titoli si sono rivelati particolarmente interessanti, mentre altri hanno evidenziato grosse lacune, sia dal punto di vista tecnico che contenutistico. A fronte di ciò Vampires vs the Bronx, film di cui vi presentiamo la recensione, potremmo inserirlo nella seconda categoria, assomigliando molto ad un B-Movie. Ad opera del regista (vincitore di un Emmy) Osmany Rodriguez, la pellicola ha in sé alcune idee interessanti, sebbene fallisca più volte nella messinscena e nella scrittura. Le tematiche sono le tipiche di una cupa teen comedy: si va dal valore dell’amicizia al superamento dell’infanzia, fino ad approfondire l’ipocrisia alla critica sociale.

Prodotto dalla Brodway Video e distribuito da Netflix, il lungometraggio presenta un cast giovane e lancia alcuni attori: Jadem Michael (The Get Down), Gerald Jones III (Benji the Dove) e Gregory Diaz IV. Tuttavia tra loro spicca la star Sarah Gadon (Cosmopolis), forse in una delle sue peggiori interpretazioni.Ora i temi e i tempi della comedy ci sono formalmente, ma il film presenta numerosi difetti – alcuni anche macroscopici  che non sono scusabili per un regista al secondo lungometraggio. Errori che fanno sorgere spontanea una domanda scomoda: che cosa voleva esattamente dire l’autore con quest’opera tanto sfaccettata quanto carente?

Indice

La trama: Vampires vs the Bronx recensione

Miguel (Jadem Michael), Bobby (Gerald Jones III) e Luis (Gregory Diaz IV) sono tre adolescenti del Bronx che passano le loro giornate a divertirsi per le vie del famoso quartiere afroamericano. Sono molto amici di Tony (The Kid Mero), il proprietario del negozio “la Bodega”, attualmente in difficoltà economiche per l’aumento dell’affitto. Miguel, soprannominato “piccolo sindaco”, decide così di organizzare una festa per raccogliere i soldi necessari a saldare il sovrapprezzo, dal momento che lui e i suoi amici sono molto legati al posto. Cionondimeno nella zona stanno aumentando le vendite dei negozi, in particolare a beneficio di un’azienda immobiliare: la Murnau Properties. Essa è guidata da Frank Polidori (Shea Whigham), determinato ad impossessarsi di tutta la zona, avvicinando tutti i negozianti vicini a Tony.

Tuttavia nessuno di loro sa a che cosa vada incontro, poiché quelli che essi considerano acquirenti non sono altro che vampiri assetati di sangue. Questi si servono di Polidori, loro “famiglio”, come tirapiedi durante il giorno, giacché egli continua ad essere umano. A capo della famiglia e della stessa operazione c’è Vivian (Sarah Gadon), vampira anziana e determinata a creare un “nido” per la propria specie. Il suo obiettivo è riempire gli immobili di bare, in maniera da poter ospitare tutta la comunità si succhiasangue. Nonostante tutto essa dovrà fare i conti con i tre ragazzi che, resisi conto di quanto sta succedendo nella zona, si mobiliteranno in prima persona e cercheranno di chiamare a raccolta l’intero Bronx. Riusciranno  i giovani a prevalere o verranno sopraffatti dalle forze del male?

Vampires and the Bronx recensione

Broadway Video, Caviar

Caos, molto caos: Vampires vs the Bronx recensione

Vampires vs the Bronx è un titolo che, come rimarcato poc’anzi, ha dei piccoli spunti interessanti e notevoli difetti. Questi ultimi hanno pero un’ unica origine: il caos. La pellicola difatti è intrinsecamente caotica, con una serie di eventi e di espedienti narrativi che si susseguono senza un vero e proprio filo logico. Molti dei colpi di scena non tornano, le decisioni dei ragazzi sono opinabili (altrettanto quelle dei vampiri) e si finisce spesso con il chiedersi il perché o il per come di determinate azioni. La prima parte dell’opera evidenzia questo aspetto in maniera più che lampante e sovente è come se il regista, di fronte ad un bivio, non scegliesse una strada precisa, ma improvvisasse. Ne viene fuori un pastiche mal assortito, che ricerca le atmosfere anni Ottanta e gli stilemi della black comedy senza però trovarli mai realmente.

Un caos che si riproduce anche nella gestione dei tempi e nella creazione dei personaggi, mai veramente definiti o approfonditi psicologicamente. Per non parlare di quelli secondari, stereotipati e utilizzati in maniera per niente calibrata. Caotica è anche la regia, soprattutto nell’elaborazione di un découpage semplicistico e lacunoso. Parimenti si trova molta confusione anche nella trattazione delle stesse tematiche: ogni tema viene introdotto e lasciato cadere, non  sviluppando un discorso unitario. Ecco dunque che il film si perde e tende a girare su se stesso, dando allo spettatore la sensazione che, in fondo, dall’inizio alla fine non sia cambiato tanto. Si crea una sorta di frattura cinematografica, laddove la sensazione dello spettatore è quella di una stasi psicologica dei caratteri, mentre quella audiovisiva è di un dinamismo frenetico.

Vampires vs The Bronx recensione

Broadway Video, Caviar

Il lato tecnico

Procediamo nella recensione di Vampires vs the Bronx approfondendo il lato tecnico dell’opera. Tecnicamente la pellicola non ha sicuramente tra i suoi punti di forza le prove degli attori, in primo luogo quella di Sarah Gadon: irriconoscibile. L’unico che si salva è Gerald Jones III, che a differenza dei suoi colleghi riesce ad entrare molto bene nel suo personaggio e donargli una discreta caratterizzazione. La regia è molto confusionaria e titubante, incapace di prendere una strada e di percorrerla fino in fondo. In sostanza manca una precisa idea registica, la quale si traduce in un erroneo e smodato utilizzo dei primi piani, in delle conversazioni gestite solo con campi e controcampi e nella produzione di scene action degne di un B-Movie anni Settanta.  Inoltre il montaggio mostra dei grossissimi problemi, sia nella scelta delle sequenze sia nel loro susseguirsi.

La fotografia non colpisce mai e in certi casi è al di sotto della media dei prodotti distribuiti sulla piattaforma streaming statunitense. Non ha mai una gestione corretta della palette e dà il peggio di se nelle transizioni tra le scene diurne e quelle notturne. Un nota di demerito va spesa anche confronti della sceneggiatura, eccessivamente verbosa e piena di gag comiche che non suscitano alcuna ilarità nello spettatore, bensì una sensazione di spaesamento e imbarazzo. Ma il vero punto debole della pellicola sono gli effetti speciali al limite dell’indecenza e insensatamente brutti. Essi sono talmente carenti e invenusti che, assieme a quelli di The Anomaly, si contendono il premio per i peggiori effetti visivi nel panorama dei titoli offerti da Netflix. Infine si salva la colonna sonora, la quale fa il suo senza regalare particolari momenti o picchi di pregevole fattura.

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Broadway Video, Caviar

Considerazioni finali: Vampires vs the Bronx

Alla luce di quanto detto finora non si può che dare un giudizio fortemente negativo sull’opera, quasi mai capace di regalare momenti di cinema; essa appare l’ennesima operazione nostalgia finalizzata al profitto e al revival degli anni Ottanta. Si comprende la voglia di vendere il prodotto e di cavalcare l’onda della moda odierna, ma ciò non basta per fare un titolo interessante. L’aspetto però più desolante del lungometraggio è l’assenza di passione che traspare da ogni inquadratura, come se il film fosse stato fatto controvoglia. Così non si costruisce né cinema né intrattenimento audiovisivo, al contrario si svilisce la settima arte e tutti gli artisti che si impegnano nel settore.

In conclusione non si può che riprendere lo stesso appello lanciato recentemente da Paolo Mereghetti: cerchiamo di richiederci cosa valga la pena filmare e cosa no, al di là di calcoli pecuniari e di vendita. Infatti film come Vampires vs the Bronx non aiutano il mercato cinematografico e tolgono spazio prezioso a produzioni interessanti di cineasti talentuosi. L’unica cosa che viene da dire davanti a un film del genere è basta, o quantomeno basta alla distribuzione internazionale di opere di questo tipo, pleonastiche, superflue e inutilmente tappezzate di pubblicità occulta.

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Vampires vs The Bronx

Voto - 3.5

3.5

Lati positivi

  • La colonna sonora

Lati negativi

  • Pessima sceneggiatura
  • L'onnipresente caos del comparto tecnico-narrativo
  • Montaggio ed effetti speciali penosi
  • L'imperante prevedibilità delle situazioni

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