Veerappan: recensione della nuova docuserie true crime Netflix

Dal 4 agosto è disponibile su Netflix la docuserie true crime sull'uomo che per quindici anni fu il criminale più ricercato dell'India. Una storia interessante anche per quello che, tra le righe, dice sul proprio paese.

Veerappan: l’uomo più ricercato dell’India (The Hunt of Veerappan) è la nuova docuserie Netflix per gli amanti del true crime. Una storia, diretta da Selvamani Selvaraj, sconosciuta ai più ma che per gli indiani rappresenta una ferita profonda, capace di segnare la storia sociale e politica del loro paese. In quattro episodi prende così forma la cronaca di una caccia all’uomo che ha impegnato due stati, il Karnataka e il Tamil Nadu, per quasi vent’anni, facendo emergere problematiche, tensioni e paradossi di un intero sistema.

La storia di una figura controversa e inafferrabile, dunque, ma anche di un mondo irrimediabilmente complesso e distante da noi, in cui quella figura ha potuto nascere e proliferare. Un documentario che se, da una parte, segue quasi pedissequamente le tappe della classica storia criminale di ascesa e caduta, dall’altra rimanda alla specificità di un contesto unico e complesso. Quanto basta, insomma, per rendere Veerappan una storia interessante e degna di essere conosciuta anche dal pubblico occidentale.

Indice:

Trama – Veerappan recensione

1989. Foresta del Karnataka. Un uomo della zona, Veerappan, a capo di un gruppo di bracconieri di elefanti, dopo essersi sposato con la giovane Muthulakshmi, decide che i tempi sono maturi per un nuovo business. Ritornato coi suoi uomini nella foresta comincia così a contrabbandare legno di sandalo suscitando sempre più l’attenzione delle autorità locali. I poliziotti incappati sulla sua strada che ucciderà saranno solo i primi di una lunga lista. È l’inizio di una guerra senza quartiere tra le task force di due stati e gli uomini di Veerappan, nel frattempo sempre più forte e spietato.

Sarà quest’aura da bandito ed eroe popolare ad attirare, dieci anni dopo, l’interesse dei gruppi militari di liberazione della zona. È così che Veerappan, da brigante e contrabbandiere diventerà militante rivoluzionario, mettendo a segno uno dei più clamorosi sequestri nella storia del paese. Ma il suo regno di terrore, da questo momento, sarà destinato ad avere vita breve.

Veerappan recensione

Veerappan. Awedacious

“Lo Stato ha le sue leggi, io le mie”

Sembrerebbe quasi una storia uscita da qualche action indiano, magari uno sopra le righe come il celeberrimo RRR, quella di Veerappan. Eppure la cronaca della nascita e della caduta dell’uomo che per 15 anni dichiarò guerra alle forze dell’ordine di due stati, causando la morte di decine di uomini e donne, è tragicamente vera. Una storia di banditismo, guerriglia e vendetta che, come ogni storia di banditi che si rispetti, finisce per restituire, inevitabilmente, anche il ritratto del Paese dove ha avuto luogo, con tutte le contraddizioni, le storture e le tensioni del caso.

È dalle foreste immense del Karnataka, nel sudovest dell’India, che inizia così l’epopea di Veerappan. Una carriera sanguinaria, fatta di 120 omicidi (di cui 44 agenti di polizia), che però, come spesso accade in questi casi, finì col rendere questo personaggio una figura quasi mitica, una sorta di Robin Hood per la popolazione più povera, che vedeva nel bandito una sorta di riscatto contro un governo ingiusto e opprimente.

Veerappan recensione

Veerappan. Awedacious

Tra documentario e gangster movie

È proprio seguendo le tappe obbligate delle storie di fuorilegge, che Veerappan fa del suo protagonista una sorta di moderno Jesse James (con un epilogo che è quasi un calco della storia del celebre bandito statunitense). Quello che ne esce è così il ritratto sfaccettato di un uomo spietato ma leale, violento ma non sadico, ossessionato dal denaro ma anche vicino a ideali rivoluzionari. Una fascinazione prevedibile per un prodotto di questo tipo ma che, a tratti, rischia di compromettere l’obiettività della narrazione, spesso giocata sull’ambiguità di una guerra in cui nessuno è mai davvero innocente (i metodi poco ortodossi delle varie task force che si succedono per sgominare la banda).

Ma se il ritratto del criminale resta controverso più interessante è sicuramente il contesto socio-politico che la serie, episodio dopo episodio, racconta tra le righe. Un contesto con al centro il difficile rapporto, fatto di divergenze politiche e tensioni etniche, tra i due stati coinvolti nelle scorribande. È qui che acquisisce ulteriore importanza la vicenda di Veerappan, di origine tamil e, negli anni, sempre più vicino alle milizie di liberazione, fino a diventare uno strano ibrido tra bandito e guerrigliero.

Veerappan recensione

Veerappan. Awedacious

Un protagonista imprendibile

Attraverso testimonianze dirette di testimoni e figure chiave della vicenda (la moglie, i fiancheggiatori, gli agenti di polizia) e materiali di repertorio, è così che la serie, senza dover ricorrere all’uso di re-enactment o ricostruzioni varie, traccia un percorso preciso e ben ancorato ai meccanismi del genere. Tra true crime e western, documentario e gangster movie va così in scena la classica parabola di un antieroe, dall’ascesa inarrestabile fino all’altrettanto inevitabile e rovinosa caduta.

Un personaggio controverso, capace di cavalcare lo scontento del popolo (“se un cittadino è disposto a fare di un ricercato dal governo un eroe cosa ci dice questo del governo?”, viene detto nella serie) e allo stesso tempo di compiere crimini efferatissimi. Un uomo insondabile nei suoi propositi che la serie insegue senza mai riuscire ad afferrare veramente. Indignata (“non c’è niente di coraggioso nell’uccidere qualcuno”, dice l’intervistatore alla moglie del bandito) ma allo stesso tempo affascinata da una figura sempre e comunque imprendibile.

Veerappan: l'uomo più ricercato dell'India

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • La serie racconta una storia interessante e (a noi) poco nota con completezza e con il giusto ritmo
  • Interessante il contesto socio-politico di una regione poco conosciuta

Lati negativi

  • Il rischio di rendere la figura di Veerappan affascinante, dimenticando per un momento la gravità dei suoi crimini, è sempre dietro l'angolo

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