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Serie tv coreane: dieci titoli interessanti dalla Corea

Uno sguardo ad alcune delle migliori produzioni televisive coreane

Serie tv coreane. Già dall’ultimo ventennio del XX secolo, ma specialmente dal 2000 i poi, la Corea (si intende quella del Sud, per ovvi motivi) si è affacciata prepotentemente nel panorama cinematografico mondiale. I festival internazionali hanno ben accolto il fenomeno, sulla scia del più longevo e famoso cinema giapponese e cinese. Diventata sempre più una potenza economica e politica, la Corea del Sud ha cominciato ad investire in prodotti che, ad oggi, vantano apprezzamenti in tutto il mondo. Tra gli autori più celebri ed elogiati figurano i nomi di Bong Joon-ho, Park Chan-wook, Lee Chang-dong e Kim Ki-duk, solo per dirne alcuni.

Ma se il cinema è ben conosciuto, i prodotti televisivi fanno più fatica ad affacciarsi in Occidente, restando spesso dei fenomeni (tra l’altro di successo incredibile) nel continente asiatico. Grazie alle varie piattaforme di streaming accessibili a tutti e al supporto di Netflix – che ha distribuito in Occidente tantissime serie tv coreane – negli ultimi anni si attesta un interesse maggiore verso questi prodotti. In questo articolo vogliamo dare uno sguardo a quelle che sono tra le più interessanti serie tv coreane spaziando dal poliziesco al teen drama, fino ad arrivare al fantasy e all’horror. Una selezione di prodotti per tutti i gusti e di diverso genere per poter, chissà, fare avvicinare un pubblico sempre più vasto alle serie tv coreane.

Indice

Kingdom – Serie tv coreane

Cominciamo questo percorso con la più nota tra le tante, almeno in Occidente. Stiamo parlando di Kingdom (킹덤), survival zombie orginale Netflix. I sei episodi riescono a tenere incollato lo spettatore allo schermo grazie ad una perfetta commistione di generi e una componente luministica, registica e scenografica strabiliante. Kingdom si distanzia dai prodotti di genere e spazia con scioltezza dall’horror al film in costume, mantenendo sempre alto il ritmo e la tensione drammatica. Le intense prove attoriali del cast danno ancora più valore a quella che di diritto entra tra le migliori serie prodotte in Oriente negli ultimi anni. La serie è stata rinnovata per una seconda stagione e le aspettative sono altissime.

Protagonista è Chang il principe ereditario nella Corea imperiale. Il sovrano, gravemente malato, viene accudito e tenuto in vita non facendo avvicinare nessuno al suo corpo. Neanche a Chang, suo figlio, è permesso di vederlo e questo desta sospetti e curiosità nel ragazzo che cercherà di capire la verità mentra pian piano accadono fatti sempre più strani, come la voce insistente sulla morte di suo padre. Ciò che lo attende è terrificante: è scoppiata un’epidemia e i morti si risvegliano affamati di carne umana. Ciò, inoltre, sembra esser collegato con i misteriosi intrighi di corte che non riesce a decriptare.

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My First First Love

La serie coreana di otto episodi My First First Love (첫사랑은 처음이라서) è opera dalla regista Oh Jin-seok. Una storia di amicizia e di formazione, che fa legare emotivamente lo spettatore ai suoi personaggi e gli fa vivere le loro storie con leggerezza. Un prodotto che non osa tecnicamente e narrativamente, che si rivolge ad un pubblico più giovane e si propone come un titolo adatto a chi predilige qualcosa di leggero, giovanile e che possa far sorridere con una commedia dai tocchi romantici, contemporanea e fresca. Il suo successo, inoltre, lo ha reso uno dei pochi show coreani con doppiaggio italiano, a testimonianza di come My First First Love sia una delle migliori serie adolescenziali in circolazione.

Yoon Tae-oh è un ventitreenne che per rendersi indipendente, sotto consiglio paterno, vive da solo ormai da qualche anno. Casa sua, però, è da tempo diventata rifugio per i suoi amici: ognuno con una storia diversa, più o meno drammatica e complessa. Insieme troveranno una stabilità emotiva attraverso numerose avventure giornaliere che rappresentano perfettamente i drammi esistenziali di tutti i giovani. Tra litigi, problemi con i genitori e altro, gli stati d’animo sono destinati a subire squilibri quando di mezzo ci si mettono i sentimenti.

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Persona – Serie tv coreane

Tra tutti i prodotti coreani che qui vi proponiamo, Persona è sicuramente quello più atipico. La serie originale Netflix si distacca molto dalle altre per la sua struttura antologica: è composta, infatti, da quattro cortometraggi, ognuno a sé stante e con regole registiche e narrative proprie. Il punto in comune, però, oltre la protagonista di tutti e quattro (la star k-pop IU), è l’altissimo livello tecnico: lavorando su corti autoconclusivi, i quattro registi differenti hanno sfruttato la possibilità di dare un tocco originale ed una propria identità ad ognuno di essi. Assolutamente consigliato per la messa in scena e la struttura narrativa dei singoli episodi ma soprattutto per la composizione stessa della serie.

Nell’episodio Il set dell’amore, due donne si sfidano fino a sanguinare su un campo di tennis. La posta in palio? Un compromesso familiare. Ne La collezionista vediamo la storia di un uomo che, frustrato per il suo amore non ricambiato, arriva a compiere un gesto estremo per comprendere la donna che desidera. In Baciare è un crimine una ragazza sostiene che i segni sul suo corpo sono dovuto a dei baci ma una sua amica capisce che non si tratta di questo e prova ad aiutarla. Nell’ultimo corto, Passeggiata notturna, assistiamo al romantico passeggiare di una coppia in un percorso che mischia sogno e realtà.

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Stranger – Serie tv coreane

Conosciuta ai più come Secret Forest o Forest of Secret, Strager  (비밀의 숲) è una serie tv coreana crime, diretta da Ahn Gil-Ho e con protagonisti Jo Seung-woo, uno degli attori più apprezzati in patria, e Bae Doo-na, attrice nota per la serie Sense8. Il pubblico ha risposto più che positivamente alla messa in onda della serie che è arrivata su Netflix raggiungendo anche sulla piattaforma di streaming buoni risultati. Un dramma con la forma del poliziesco, che indaga sull’animo umano corrotto e gli intrighi di potere dietro le grandi istituzioni. Il New York Times lo ha inserito nella lista delle migliori serie tv del 2017: ciò evidenzia il grande interesse della critica nei confronti delle produzioni provenienti dall’Oriente.

Il procuratore Hwang Shi-mok da piccolo ha subito una delicata operazione al cervello: per via di tutto ciò sembra aver perso ogni tipo di emozione. L’uomo è razionale, freddo, schivo e non ama la compagnia; è considerato da tutti come uno dei pochi procuratori di Seoul non corrotti. Grazie all’aiuto della scaltra e agile tenente Han Yeo-jin, il protagonista cercherà di indagare, attraverso gli indizi forniti da un misterioso omicidio, all’interno della gigantesca rete di corruzione che ha avvolto la polizia e la magistratura. Le indagini, inoltre, puntano verso la una serie di omicidi coperti dal procuratore distrettuale.

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Something in The Rain

Una delle serie tv coreane più amate, anche in Occidente per via della distribuzione di Netflix, è sicuramente Something in The Rain. La sceneggiatura intelligente dello show porta lo spettatore di fronte ad una storia anticonvenzionale, ad un amore fuori dai canoni della società e contro gli stereotipi di quest’ultima. L’humour risulta sempre gradevole ed equilibrato e gli attori offrono delle intense performance che alzano il livello della serie, che se pur non mostra grandi evoluzioni tecniche ci presenta una scrittura capace di far passare in secondo piano alcuni “difetti”. Un racconto maturo e delicato quanto insolito, capace di spiccare in mezzo alle centinaia di commedie romantiche provenienti dalla Corea del Sud.

Protagonista della serie è Yoon Jin Ah, una manager trentenne. Si mostra come una donna semplice ma è evidente il malessere per una vita che le appare priva di senso. Il fratello minore della sua migliore amica è di ritorno in Corea dopo aver vissuto tre anni all’estero, lavorando per una compagnia di videogiochi. Quello che per la donna sembrava solo un giovane poco interessante, adesso assume un nuovo aspetto agli occhi della donna. Joon-Hee sembrava infantile e immaturo ma dopo il suo ritorno la donna rimane piacevolmente sorpresa di un cambiamento che avrà forti ripercussioni sul loro rapporto.

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Black – Serie tv coreane

Tra i thriller più interessanti che vengono dalla Corea troviamo anche Black (블랙), serie tv del 2017 con protagonista Song Seung-heon, distribuita da Netflix. Un prodotto con alla base una sceneggiatura estremamente solida che lascia incollati davanti lo schermo: ogni indizio, ogni dettaglio può essere utile e la minima distrazione può essere fatale. Black basa la sua trama sul noir, sul thriller, ma non disdegna la componente umoristica e quella dell’indagine sociologica. Il più delle volte, però, la serie tv coreana ci porta in un’atmosfera cupa in cui potrebbe succedere di tutto e nella quale alcune immagini forti possono destabilizzare più di uno spettatore.

Protagonista della serie è Black, un mietitore che per indagare su una serie di omicidi scende sulla Terra, impossessandosi del corpo di un detective. Egli instaurerà un rapporto con Kang Ha-ram, una ragazza chiaroveggente che lo aiuterà. Quest’ultima infatti, fin da piccola, ha un potere speciale ma inquietante: riuscire a prevedere la morte delle persone che la circondano. Questo è il motivo per cui la ragazza porta sempre gli occhiali. Ma quando i due cominceranno a legare la situazione diventerà emotivamente sempre più instabile, nella loro mente e soprattutto in tutto ciò che li circonda.

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Chicago Typewriter

Chicago Typewriter (시카고 타자기) è uno dei drama coreani più interessanti degli ultimi anni. La serie tv ha riscontrato un enorme successo in patria, anche se poco conosciuta all’estero. Una storia che tra passato e presente riesce a coinvolgere pienamente anche grazie ad una scrittura mai appesantita dagli sbalzi temporali e da una ricostruzione delle scenografie e dei costumi eccellente. Nota di merito soprattutto per il cast e le prove recitative dei singoli. Consigliata per chi volesse perdersi nelle atmosfere vintage senza però distaccarsi troppo dal contesto contemporaneo.

Han Se Joo è uno scrittore che sta vivendo un brutto blocco creativo. Le sue giornate, però, sono destinate a cambiare quando incontrerà Jeon Seol e Yoo Jin Oh: il primo un suo fan sfegato, il secondo un ghostwriter che può aiutarlo a superare la crisi. Il loro rapporto si intensifica nel presente ma ciò che sconvolgerà le loro esistenze verrà dal passato: i tre, infatti, sembrano essere legati da qualcosa che proviene direttamente dagli anni Trenta. I personaggi cercheranno di scoprire allora sempre più sul loro passato e sulle loro storie e identità. Ma il passato, una volta venuto a galla, può modificare irrimediabilmente il presente.

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Goblin – Serie tv coreane

Goblin (쓸쓸하고 찬란하神 – 도깨비) è uno dei drama coreani più visti nella storia della tv via cavo coreana. Acclamata da pubblico e critica, la serie è presto diventata un fenomeno popolare. Goblin nasce dalla penna di Kim Eun-sook, scrittore di altre serie di successo in patria, tra cui The Heirs e Descendants of the Sun. Un dramma che gioca con il genere fantasy per raccontare una storia d’amore in cui magia e destino mettono alla prova le vite dei protagonisti e dell’intera società. Un percorso che tocca passato e presente innescando una miriade di emozioni, dalla gioia al profondo dolore.

Kim Shim (interpretato da Gong Yoo, protagonista di Train to Busan) è un valoroso guerriero che viene accusato dal suo re di tradimento e condannato a morte. La sua ultima preghiera, però viene ascoltata da una divinità che gli consente di restare in vita ma pagando con una vita eterna ma in piena solitudine, trasformandolo in un dokkaebi. Per porre fine a tutto ciò dovrà trovare la sua sposa umana, l’unica in grado di fermare la maledizione e liberare la sua anima. Dopo circa un migliaio di anni, l’uomo incontra Ji Eun-tak, studentessa diciannovenne capace di comunicare con i fantasmi, che afferma di essere la sua sposa. Da qui una serie di vicende e personaggi si intrecceranno attorno al rapporto tra Kim Shim e Ji Eun-tak.

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Mr. Sunshine – Serie tv coreane

Altra serie tv in costume proveniente dalla Corea è Mr. Sunshine. Diretta dal duo di registi e sceneggiatori Eung-bok Lee e Eun-sook Kim, la serie si ispira ad eventi realmente accaduti: una spedizione americana in Corea nel 1871. Tra i protagonisti  Byung-Hun Lee (I magnifici 7). Un interessante period drama capace di coinvolgere e appassionare, pur non conoscendo in molti i fatti storici raccontati. La splendida fotografia e le straordinarie scenografie e ricostruzioni fanno invidia alle grandissime produzioni americane ed europee. Netflix, infatti, ha ben visto le potenzialità del prodotto distribuendolo in Occidente.

La storia è quella di un soldato innamorato della figlia di un aristocratico. Tutto inizia nel 1871 quando il protagonista, ancora bambino, sale a bordo di una nave militare americana durante lo Shinmiyangyo, una sanguinolenta spedizione militare Americana in Corea. Il ragazzo, ormai trasferitosi negli Stati Uniti si troverà, anni dopo, agli inizi del Novecento, a tornare nella madre patria che lo ha abbandonato, nelle vesti di soldato americano. Durante la permanenza in Corea, però, scatterà la scintilla sentimentale nei confronti della figlia di un aristocratico locale, generando una serie di inconveniente che metteranno a dura prova entrambi.

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Memories of Alhambra – Serie tv coreane

Concludiamo questa lista con una serie tv coreana che è tra le tante che più si avvicinano alla cultura Occidentale e forse per questo una delle consigliate per chi non ha mai visto nessun prodotto orientale. Memories of Alhambra mette in scena una curiosa storia che affronta la tecnologia dal punto di vista sociale, oltre che una relazione intensa e dinamica. Con un ritmo altissimo e una tensione derivata dal mistero, la serie tv coreana ci immerge in atmosfere ricercate e in un contesto fantascientifico che la rende fruibile per un pubblico piuttosto vasto. Una riflessione sulla società e la tecnologia condita dalla spettacolarizzazione visiva di alto livello: uno spin-off di Black Mirror in salsa orientale.

Yoo Jin-woo è il CEO di un’azienda che produce dispositivi ottici per la realtà aumentata. Viene contattato dallo sviluppatore di un rivoluzionario videogioco in AR sulle battaglie medievali di Alhambra, Jung Se-joo e decide di recarsi a Granada per incontrarlo. Lo sviluppatore, però, non si presenta e il protagonista conosce Jung Hee-joo, sorella di Se-joo che è la proprietaria dell’ostello in cui alloggerà. Dopo un incidente i due rimarranno intrappolati in una situazione imprevista, in cui la realtà che conoscono sembra essersi fusa con il gioco creato da Jung Se-joo.

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