Sul più bello: recensione del film disponibile su Amazon Prime Video

Una storia d'amore tra due adolescenti che riesce ad aggirare il rischio cliché

Marta è giovane, a suo dire bruttina e molto autoironica: si presenta così la protagonista di Sul più bello, di cui vi proponiamo la recensione. Il film ha debuttato, con successo, sia al Giffoni Film Festival, che nella sezione Alice nella Città della Festa del Cinema di Roma, e approda ora su Amazon Prime Video. Esordio alla regia di Alice Filippi ed esordio sul grande schermo per la fantastica Ludovica Francescone. La storia è semplice e allo stesso tempo importante; rientra, in apparenza, nella lista dei film come Colpa delle Stelle, I passi dell’amore o Io prima di te.

Ha tutte le carte per essere un film romantico e strappalacrime, con quella punta di tragico che contraddistingue i titoli sopracitati. Invece, Sul più bello si rivela un film che fa indubbiamente riflettere, e al contempo riesce a strappare più di qualche sorriso. Ad affiancare la Francescone c’è un cast di giovanissimi: Giuseppe Maggio, Jozef Gjura, Gaja Masciale e Eleonora Gaggero, tutti credibili nell’interpretare i loro personaggi. Senza dilungarci ulteriormente, analizziamo nella nostra recensione cosa di questa pellicola ci ha convinto e cosa no. 

Indice:

La storia di Marta – Sul più bello recensione

Marta ha 19 anni e, dopo aver perso i genitori da piccola, ha scoperto di essere affetta da fibrosi cistica, malattia che lei chiama mucoviscidosi o muco. Deve fare attenzione all’aria che respira ed evitare posti umidi, che possano provocare l’accumulo di muco nei suoi polmoni. Con la ragazza vivono i suoi due migliori amici Federica e Jacopo, entrambi omosessuali. I tre si sono trasferiti da poco nella casa che i genitori hanno lasciato a Marta; la ragazza si divide tra università, un supermercato dove legge le offerte del giorno e, suo malgrado, l’ospedale.

In occasione di una festa Marta vede Arturo, bello, affascinante e apparentemente perfetto. Marta cerca in tutti i modi di scoprire di più su di lui, fino ad un incontro che sarà il primo di tanti. Tra alti e bassi, Marta convive con la sua malattia impedendole che questa la definisca.

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Ciò che la rende speciale 

La storia di Marta poteva inserirsi nella lista dei film romantici, strappalacrime e tragici. Fortunatamente Alice Filippi ha evitato questo errore e ha realizzato un film che, sebbene tratti questa tematica, non lo fa in modo lacrimevole. Questo è chiaramente uno dei punti di forza della pellicola. La malattia viene trattata con delicatezza e non invade la vita di Marta con la sua ombra opprimente. Quello che si percepisce è una perfetta consapevolezza da parte della ragazza del suo stato di salute, ma anche un irrefrenabile desiderio di vivere la vita e non farsi controllare dalla malattia. Marta è intelligente, dolce, sensibile, autoironica e coraggiosa. Ha uno spirito combattivo che le permette di percepire la sua malattia non come un ostacolo insormontabile, ma come qualcosa con cui convivere senzao sminuirne la gravità.

Al suo fianco ci sono Federica e Jacopo. Amici che la conoscono come nessuno, che la supportano e con cui la ragazza condivide tutto. Anche grazie a loro Marta non si percepisce come manchevole per via della sua malattia. Sebbene lei stessa, in modo ironico, non si percepisca bella come le protagoniste dei film in cui si narra una storia simile alla sua, Marta insegna che la bellezza è estremamente sopravvalutata. Cosa che le sarà confermata dall’incontro con l’apparentemente inarrivabile Arturo. Anche lui si dimostrerà ben diverso da come lei in lo aveva percepito inizialmente. La storia di Marta insegna non solo a vivere con dignità la malattia, ma rivela che spesso coloro che ne sono affetti hanno più forza degli altri. Marta abbatte i pregiudizi e, con il suo essere dolcemente sbarazzina e ironica, regala una ventata di positività.

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Un mondo di colori – Sul più bello recensione

Altro punto di forza di Sul più bello, di cui vi proseguiamo la recensione, sono i colori. Fucsia, giallo, blu, rosa; un’esplosione cromatica come la personalità di Marta. La fotografia regala inquadrature simmetriche e monoprospettiche, filtrate da un contrasto che esalta soprattutto gli interni. Gli stessi colori sgargianti si ritrovano anche nei costumi, accentuando la diffusa atmosfera gioiosa e giocosa. È esattamente questo caleidoscopio di colori che permette al film di differenziarsi. Ad aggiungere il tocco finale, poi, è l’interpretazione fantastica della giovane Ludovica Francescone. Tutto in lei funziona; dagli sguardi intensi, ai sorrisi sbarazzini per arrivare alla voce che conquista, e che narra la sua storia agli spettatori. Una performance che trasmette l’essenza di Marta, la sua genuinità e indipendenza. L’attrice è riuscita a cogliere le giuste sfumature di sarcasmo e determinazione che rendono il suo personaggio unico.

A contribuire poi all’atmosfera leggera ci sono dialoghi semplici ma d’effetto, così come anche una colonna sonora fresca che fa da sfondo alla storia. Va aggiunto poi che il film, con Federica e Jacopo, non solo inserisce personaggi omosessuali, garantendo una maggiore rappresentazione, ma con loro accenna a tematiche che sono ancora frutto di pregiudizi. La famiglia di Marta insegna che l’amore può avere tantissime forme ed è davvero la forza che trascende tutto, dai legami di sangue alle identità di genere. Tra i lati negativi segnaliamo un mancato approfondimento sul personaggio di Arturo. Il tipico ragazzo proveniente da una famiglia ricca che, nonostante questa ricchezza e un’apparente perfezione, è triste. Questo viene accennato solo, ma sarebbe stato interessante esplorare di più la sua interiorità. Stesso discorso vale per il passato di Marta, schizzato solo sullo sfondo.

Considerazioni finali 

Giunti alla conclusione della nostra recensione di Sul più bello, possiamo certamente consigliarvene la visione. Come già accennato, è un film che nonostante la tematica trattata poteva scadere nell’ovvio. Il taglio autoironico, leggero e dalle tinte accese, ha reso il film molto piacevole da guardare. È importante precisare inoltre che questa leggerezza non è assolutamente indice di una superficialità nel trattare la malattia. Il fatto che sia accennata o ci venga mostrato relativamente poco di essa e delle sue conseguenze, non è un modo per sminuirne l’importanza. Il film della Filippi ha semplicemente scelto di trattare una tematica già di per sé complessa e difficile, da una prospettiva diversa.

Attraverso il suo atteggiamento, il film offre una prospettiva per riflettere su questa situazioni, e su quanto nei momenti bui sia possibile cercare di reagire e di mantenersi aggrappati alla vita; a provare a vivere e sentire tutto intensamente anche se in maniera fugace. Qualche difetto forse nella gestione di alcuni personaggi, ma nel complesso un film che merita di essere visto. Merita per il messaggio che vuole mandare, per la leggerezza e la prospettiva ottimistica da adottare anche nei momenti complessi. Un inno a questo e soprattutto alla leggerezza con cui possiamo cercare di affrontare anche questi tempi difficili in cui ci troviamo. E sicuramente, grazie a Marta e alla sua unicità, il pubblico potrà riuscire anche in questa impresa.

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Voti

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Ottima interpretazione di Ludovica Francescone
  • Storia complessa che rischiava di scadere nel banale, ma che riesce a distinguersi per l’uso di una prospettiva narrativa più leggera

Lati negativi

  • Mancato approfondimento delle storie di alcuni personaggi

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