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Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memory Doll – Recensione del film distribuito da Netflix

Il gioiello della Kyoto Animation ritorna su Netflix con una nuova storia

Il primo film della serie Violet Evergarden, intitolato Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memory Doll è sbarcato su Netflix e qui ne presentiamo la recensione. La serie animata Violet Evergarden, sin dal suo debutto sulla piattaforma nel 2018, ha riscosso un grande consenso sia da parte del pubblico che dalla critica. Il successo è stato tale da spingere Netflix a mandare in onda gli episodi disponibili doppiati in italiano nello stesso giorno di quelli usciti ufficialmente sulla piattaforma giapponese. L’opera è stata prodotta dallo sfortunato studio Kyoto Animation, che lo scorso anno è stato vittima di un tragico incendio in cui sono andati persi molti lavori.

L’anime e i relativi film annessi sono basati sulla serie omonima di light novel scritte da Kana Akatsuki e illustrate da Akiko Takase; quest’ultima è una delle illustratrici più famose e apprezzate nel panorama dell’animazione giapponese. Con molti suoi disegni e altrettante illustrazioni ha contribuito al comparto tecnico di innumerevoli film e serie animate. In Violet Evergarden il suo tratto elegante è stato messo al servizio dell’incredibile lavoro svolto dallo studio Kyoto come si può notare dal’attenzione messa nel far risaltare ogni particolare.

Cavalcando l’onda del successo della serie erano stati annunciati due film. Il primo, Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memory Doll, è uscito nelle sale giapponesi nel settembre 2019 e su Netflix il 2 Aprile 2020. Mentre il secondo, Violet Evergarden: the movie, sarebbe dovuto uscire inizialmente a Gennaio 2020, ma a causa del coronavirus il suo debutto è stato rimandato a data da destinarsi. Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memory Doll tecnicamente sarebbe dovuto essere solo un lungometraggio di preparazione in vista del vero film. Questo va in parte a giustificare le carenze dal punto di vista della trama, che sebbene sia interessante risulta essere abbastanza prevedibile.

Indice

Una trama, due storie complementari – Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memory Doll, la recensione

La protagonista della prima parte della storia è Violet, una giovane ragazza che viene convocata in un collegio femminile da una nobile famiglia gli York. Il suo compito sarà quello di educare nel galateo la giovane Isabella York. Questo lavoro durerà tre mesi, fino alla sera del ballo nel quale la giovane debutterà in società. Inizialmente Isabella si presenta come una ragazza molto chiusa, scontrosa, che non riesce a relazionarsi con le sue compagne di collegio e tanto meno ad apprendere le buone maniere. Più il tempo passa però, più Isabella inizia ad aprirsi con Violet rivelandosi così una ragazza sola e con un triste passato. Sarà proprio al termine del ballo che Isabella racconterà a Violet, considerata ormai come una buona amica, le sue origini. L’ultima richiesta che Isabella farà a Violet prima di salutarsi, sarà quella di scrivere una lettera da recapitare a sua sorella Tylor.

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Violet Evergarden Eternity and the Auto Memory Doll, Kyoto Animation

La seconda parte della storia è ambientata a tre anni di distanza dai fatti narrati nella prima parte e vede come protagonista la piccola Tylor. Questa è fuggita di nascosto e ha raggiunto la compagnia postale dove lavora Violet. L’unico scopo di Tylor è quello di diventare una postina e portare felicità con le lettere, nonostante le sue difficoltà nel leggere e scrivere. In attesa di trovare una soluzione per la ragazza, la compagnia decide di insegnarle a leggere e scrivere mentre offre il suo aiuto come postina. Una volta apprese le regole di lettura e scrittura, Tylor decide di scrivere una lettera da spedire alla sorella, di cui non si hanno più notizie da un paio di anni. Dopo una serie di ricerche, si scopre dove vive Isabella e Tylor partirà insieme al postino Benedict per consegnare la sua lettera.

La bellezza sta nella cura del dettaglio

Il punto di forza del prodotto Violet Evergarden è sicuramente la bellezza dei disegni e dell’animazione. La qualità del lavoro del comparto tecnico è degna di nota, con una cura nel dettaglio dei disegni quasi maniacale,. Questa si può notare ad esempio nell’effetto del sole fra le foglie degli alberi, nei particolari degli abiti e nelle sfumature nei gioielli. Questa particolare attenzione contribuisce a rendere piacevole la visione di ogni singola scena. La serie di luoghi da sogno che vengono presentati variano dai boschi, alla montagna, ai laghi e al mare. A queste ambientazione viene dato un eccellente contrasto cromatico sia per far risaltare i personaggi stessi, che per sottolineare i momenti più emozionanti e sentimentali.

A colpire lo spettatore anche l’eccellente caratterizzazione delle personalità dei diversi protagonisti. Impossibile non provare inizialmente dei sentimenti contrastanti nei confronti di Isabella, questi andranno però a trasformarsi nel corso della visione in ammirazione. Questo è dovuto ad un ottimo lavoro in fase di scrittura che mostra in modo chiaro il suo passato e come questo abbia influenzato il suo modo di essere. Ultimo elemento su cui mettere l’accento, ma non meno importante, è la colonna sonora di Evan Call, musicista che ha all’attivo la realizzazione di numerose colonne sonore usate nel mondo dell’animazione. Le musiche riescono a completare perfettamente le scene che si alternano sullo schermo, contribuendo all’impatto emotivo del film sul pubblico.

Non è tutto oro ciò che luccica – Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memory Doll, la recensione

Pur mascherata dalla bellezza delle immagini, non si può far a meno di notare in alcuni punti la debolezza della trama. La serie animata ha conquistato e incuriosito il pubblico grazie al suo comparto tecnico, agli episodi autoconclusivi e la bravura nel descrivere la scoperta e la crescita personale della protagonista. Nel film si torna a vedere un episodio autoconclusivo più ampliato. Questi lascia spesso spazio alla banalità e all’ovvietà nella trama. Inoltre la pellicola non si concentra più su Violet Evergarden, ma sulle due nuove protagoniste di questa storia: Isabella e Tylor. La protagonista che abbiamo imparato ad amare nella light novel e nella serie viene messa in ombra. La Violet del film appare come un semplice filo conduttore che unisce e dà impulso alla trama.

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Violet Evergarden Eternity and the Auto Memory Doll, Kyoto Animation

Scelta che può deludere lo spettatore affezionato al personaggio. Una trama molto semplice che risulta essere spesso prevedibile, negando al pubblico il piacere della scoperta. Nonostante tutto vogliamo sottolinere nella nostra recensione di Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memory Doll come questo film faccia emozionare lo stesso. Nonostante alcune carenze nella trama. Questo perché il lavoro del comparto tecnico sa coinvolgere lo spettatore a tal punto da smuovere una lacrima nei momenti giusti.

Considerazioni finali

Bisogna ricordare che Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memory Doll è stato definito dalla critica solo come un antipasto in attesa del film vero e proprio. Facendo nostra questa premessa e riempiendoci gli occhi con lo stupendo lavoro grafico si possono anche mettere in secondo piano le carenze della trama. Rimarrà deluso invece chi si aspetterà di vedere Violet al centro della scena. Questo non vuol dire che il personaggio che i fan hanno imparato ad amare risulti essere meno importante. Violet si dimostra comunque essere il fil rouge che tiene insieme le diverse parti della storia. La speranza è che la Kyoto Animation in futuro non si accontenti di svolgere “il compitino” cercando di accompagnare alla cura dei dettagli anche una certa originalità e complessità dal punto di vista della narrazione.

Violet Evergarden: Eternity and the Auto Memory Doll

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Comparto tecnico estremamente curato
  • Uso dei colori e della luce nei disegni
  • Riesce ad emozionare lo spettatore

Lati negativi

  • Trama in alcuni punti debole e prevedibile

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