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Black Mirror Bandersnatch: denunciato e chiamato in causa

Netflix è stato chiamato in causa per Black Mirror: Bandersnatch per aver utilizzato una frase promozionale

Non c’è pace per Black Mirror: Bandersnatch, il nuovo prodotto interattivo della serie di Charlie Brooker. Non apprezzato dalla critica né dal pubblico, criticato per il potenziale, il film ora rischia di trovarsi di fronte a un ostacolo insidioso. Il prodotto sembrerebbe infatti essere stato preso di mira per una causa legale che vedrebbe Netflix al centro della vicenda.

Secondo quanto riportato da Variety, l’azienda di pubblicazione libri situata in Vermont, Chooseco LLC, starebbe facendo causa a Netflix. Il motivo è da ricondursi alla campagna pubblicitaria Choose Your Own Adventure, che ha dominato nella promozione di Black Mirror: Bandersnatch. Fu infatti proprio la Chooseco LLC negli anni ’80 e ’90 ad utilizzare questa frase per la catena di libri Choose Your Own Adventure, molto amati in quegli anni. Netflix è quindi accusata di aver deliberatamente sfruttato il brand della serie di libri per promuovere lo show.

Black Mirror: Bandersnatch – Denuncia

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Il nuovo prodotto targato Black Mirror è stato chiamato in causa dall’azienda Chooseco LLC per aver sfruttato la stessa identica campagna pubblicitaria utilizzata dalla compagnia negli anni ’80 e ’90. Ciò che afferma l’azienda è che Netflix abbia utilizzato questa specifica frase per richiamare la nostalgia nelle persone, senza però aver acquisito alcuna licenza. Più di 256 milioni di copie furono vendute in quegli anni e ora la Chooseco chiede a Netflix almeno 25 milioni di danni.

La società ha anche confessato che nel 2016 ci sarebbero state delle trattative da parte di Netflix per acquistare la licenza, ma le negoziazione non raggiunsero mai alcun risultato. La Chooseco si fa inoltre forte del fatto che è proprio il protagonista di Black Mirror: Bandersnatch, Stefan Butler (Fionn Whitehead), a pronunciare l’iconica frase promozionale. Chiaro segno della colpevolezza di Netflix, per la compagnia accusatrice.

Non si tratta della prima volta che l’emittente si imbatta in una denuncia successivamente al successo di un proprio prodotto. Un po’ di tempo fa, Netflix ha dovuto affrontare anche altre accuse per la serie televisiva Le terrificanti avventure di Sabrina. Ma tutto si risolse a favore dell’emittente streaming.

 

 

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