Mulan: Niki Caro risponde alle polemiche sulla sua nazionalità

La regista di Mulan dice la sua sulle critiche che la riguardano

Dal prossimo 4 settembre il remake live-action del film di animazione Disney Mulan arriverà sulla piattaforma streaming Disney+. Gli abbonati potranno vedere il film tramite il Premier Access; si tratta di un accesso che permetterà la visione tramite il pagamento di un extra rispetto al costo dell’abbonamento. Questa manovra di marketing è già da diverso tempo al centro di polemiche, ma le critiche non riguardano solo le modalità di visione del film. La regista di Mulan Niki Caro è infatti a sua volta oggetto di una polemica che riguarda la sua nazionalità. Le critiche dei detrattori mettono in dubbio la scelta della Caro dietro la macchina da presa per il solo fatto che la regista non è cinese.

La regista di Mulan Niki Caro al centro di una polemica

La regista del live-action Mulan Niki Caro ha detto la sua e risposto alle polemiche in questione nel corso di un’intervista con Film School Rejects. La regista ha affermato di essere ben consapevole della questione della diversità che interessa Hollywood; tuttavia pensa che ciò non debba portare a limitazioni in alcun senso.

È una discussione che si deve fare perché è molto importante e la supporto ogni volta che mi viene posta. Per quanto mi riguarda le questioni in campo sono due. La prima è che non mi piace che qualcuno possa dire a un’altra persona che non può raccontare una storia. Questo suona un po’ come una forma di censura. Gli artisti devono poter esprimere loro stessi e l’importanza di questa responsabilità è intrinseca a quest’arte. Sarà giudicato per quello.

L’altra cosa è che sempre più persone diverse devono poter avere la possibilità di raccontare storie. Per questo sono più che favorevole. Le persone chiamate a raccontare vari generi di storie devono essere più possibile diversificate. Non possono essere tutti bianchi; la nostra cultura si arricchisce sempre più man mano che aumenta la diversità. In questo modo il cinema, la televisione e l’arte saranno migliori. Più si fanno discorsi di questo genere e più artisti non bianchi avranno possibilità migliori.

 

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