Scarlett Johansson sulla causa contro Disney: “È importante conoscere il proprio valore”

Nel ritirare il premio dell’American Cinematheque, l'attrice commenta la causa legale contro il colosso

Scarlett Johansson ha commentato la causa intentata contro Disney, risolta all’inizio di quest’anno, durante una recente apparizione a un evento dell’American Cinematheque, rivelando di aver imparato l’importanza di conoscere il proprio valore. L’attrice ha voluto intentare questa causa anche per lasciare un precedente, riuscendo a far valere i propri diritti di fronte a una multinazionale miliardaria come la Disney, con cui lavorava da più di 10 anni per mezzo dei Marvel Studios. Parlando con l’Associated Press, ha dichiarato:

Penso che sia importante conoscere il proprio valore e sapersi difendere. Lavoro da così tanto tempo in questo settore. Sono passati quasi 30 anni e sono cambiate molte cose. Qualche tempo fa forse avrei pensato: “Oh, cavolo, se mi difendo da sola potrei non lavorare mai più o potrei essere inserita nella lista nera’. Per fortuna, questo sta cambiando nello spirito del tempo. E onestamente, penso che ciò che accade in un’industria così vasta e universale come quella dell’intrattenimento possa guidare quella carica.

Scarlett Johansson commenta la sua causa con Disney

La causa di Scarlett Johansson contro la Disney è scaturita in seguito all’arrivo di Black Widow su Disney+ in contemporanea con l’uscita americana. Dopo la richiesta dei legali dell’attrice di un risarcimento di 100 milioni di dollari per le percentuali sugli incassi perdute; le due parti hanno trovato un accordo. I dettagli non sono stati resi noti, ma la conclusione è stata accolta positivamente da entrambe le parti, tanto che la Johansson ha già firmato per lavorare ad altri progetti con lo studio, tra cui un progetto “segreto” che produrrà con i Marvel Studios. L’accordo raggiunto è significativo perché riconosce di fatto il diritto degli attori principali a rivendicare una parte più importante dei proventi sulla trasmissione digitale dei propri titoli. Fatto sempre più comune, in un’epoca in cui si riducono sempre di più le finestre temporali fra l’uscita dei film nelle sale e la loro diffusione in streaming.

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