Black Widow: recensione del nuovo film Marvel con Scarlett Johansson

Tra gli eventi di Civil War e Infinity War, Natasha Romanoff ha dovuto vivere da fuggitiva e fare i conti con il proprio passato

Sin dal primo Iron Man uscito ormai nel lontano 2008, i Marvel Studios non hanno mai smesso di rilasciare film e ampliare il loro universo di supereroi. Avengers: Endgame è stato l’apice di un percorso durato più di 10 anni e la curiosità per ciò che sarebbe arrivato dopo era tanta. Purtroppo a causa della pandemia tutto è stato rinviato, e per circa due anni l’assenza dei film Marvel al cinema si è fatta sentire. Dopo un’attesa spasmodica e una miriade di rinvii ecco finalmente arrivare Black Widow, il primo film della fantomatica Fase 4 di cui vi proponiamo la recensione. Nel 2021 la Marvel è tornata con il botto; le serie distribuite su Disney+ sono state un successo incredibile e, visto che l’anno non è ancora finito, c’è ancora una moltitudine di prodotti che ci aspetta.

Black Widow è però un caso molto particolare. Al di là dell’annuncio fatto ormai un secolo fa, che quindi ha alimentato l’attesa e l’aspettativa, questo è il primo prequel del MCU, fatta esclusione per Captain Marvel che, più che un prequel, è ambientato in un’epoca differente. Black Widow ci mostrerà infatti ciò che è successo alla Vedova Nera negli anni che ha trascorso da fuggitiva in seguito agli avvenimenti di Captain America: Civil War e precedenti ad Avengers: Infinity War. Quello della Johansson è sempre stato un personaggio secondario che nel corso degli anni ha però guadagnato sempre più fan ed affezionati. Black Widow è così il canto del cigno di un personaggio già morto, che a quanto pare, però, aveva ancora qualcosa da dire.

Indice

Trama: fantasmi dal passato – Black Widow, la recensione

Durante la Guerra Civile dei supereroi la Vedova Nera si era schierata con Iron Man, a favore degli Accordi di Sokovia; ma come ogni spia che si rispetti, tradisce la propria fazione attaccando Black Panther e permettendo a Captain America di fuggire. In seguito alle sue azioni, Natasha Romanoff è ora ricercata dal governo degli Stati Uniti e costretta alla fuga. Una volta scampato il pericolo e trovato un luogo sicuro, Nat prova a condurre una vita normale ma i fantasmi del passato tornano per darle la caccia. Sua sorella, Yelena Belova (Florence Pugh), la contatta per chiederle aiuto. La Stanza Rossa, luogo in cui venivano addestrate e “lobotomizzate” le vedove, è ancora attiva e migliaia di giovani ragazze continuano ad essere rapite e sottomesse. 

Natasha era convinta di aver chiuso la faccenda a Budapest, quando con l’aiuto di Occhio di Falco aveva ucciso Dreykov; ma a quanto pare il capo dell’organizzazione è ancora vivo e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Le due Vedove Nere, dovranno riunire la vecchia famiglia per smantellare una volta per tutte la stanza rossa, ma non sarà facile. Il loro “padre” è infatti Red Guardian (David Harbour), la risposta sovietica a Captain America, ma dopo tutti questi anni neanche lui è più quello di una volta. Mentre la loro madre, Melina (Rachel Weisz), è scomparsa da tempo e nessuno ha idea di dove sia finita. Natasha Romanoff non ha ancora chiuso i conti con il suo passato.

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Black Widow. Marvel Studios.

Famiglia disfunzionale – Black Widow, la recensione

Nell’introduzione della recensione abbiamo detto che Black Widow è il primo prequel dei Marvel Studios. Questa operazione è ancora più particolare dal momento che la Vedova Nera è un personaggio ormai deceduto ed un film su un personaggio morto è sempre un rischio; soprattutto per quanto riguarda la Marvel, che in ogni pellicola porta avanti la macro-trama. Dal nostro punto di vista infatti, Black Widow è un film fine a se stesso, che non aggiunge molto al personaggio di Nat né all’universo Marvel. Natasha Romanoff non è mai stata approfondita a dovere, pur comparendo in numerose pellicole e neanche questa volta riesce a spiccare. Black Widow prova ad esplorare il passato, presentando la “famiglia” di spie russe composta da Red Guardian, Yelena Belova e Melina. Tre spie addestrate e un super soldato, che hanno vissuto insieme per un breve periodo con la consapevolezza che il loro rapporto era una montatura.

La delusione maggiore è Red Guardian, interpretato da David Harbour e relegato a comic relief del film; affiancato dalla sua falsa moglie, interpretata da Rachel Weisz, anch’essa poco incisiva e piuttosto dimenticabile. Si vociferava anche che Black Window sarebbe stato il passaggio di testimone da Natasha Romanoff a Yelena Belova, che avrebbe assunto i panni della nuova Vedova Nera. Il personaggio interpretato da Florence Pugh è infatti quello meglio riuscito, capace di emozionare e restare impresso nella memoria dello spettatore. I Marvel Studios avevano finalmente la possibilità di rendere giustizia a un supereroe che non ha mai avuto lo spazio che meritava, ma non hanno saputo sfruttarla. Quel poco di background dato a Natasha Romanoff non basta a giustificare l’intero film e, alla fine della pellicola, ci si rende conto che il personaggio non ne ha guadagnato poi così tanto.

Villain in pieno stile Marvel – Black Widow, la recensione

Assodato che i protagonisti non siano poi così memorabili, possiamo passare ai villain, in pieno stile Marvel Studios. Nei film del MCU, infatti, i cattivi non sono mai stati un punto di forza, salvo poi raddrizzare il tiro negli ultimi anni con personaggi quali Thanos, l’Avvoltoio e Killmonger. Black Widow è quindi un ritorno ai nefasti del passato. Dreykov, il direttore della Stanza Rossa, è il classico uomo viscido, sadico e assetato di potere, senza carisma o idee originali; senza contare che il personaggio ha un minutaggio davvero risicato. Ma l’ospite della serata era il tanto atteso Taskmaster, anticipato da trailer epici e pieni d’azione. Ispirato all’omonimo personaggio dei fumetti, Taskmaster è capace di emulare gli stili di combattimento di chiunque, da Captain America fino a Black Panther. Purtroppo il personaggio è quanto più inconsistente possibile tanto da sembrare una mera citazione ai fumetti. 

La sua abilità non è sfruttata e non mette in difficoltà i personaggi, senza contare il fatto che non parla se non per dire letteralmente tre parole. D’altro canto però, è protagonista di numerose sequenze d’azione e quantomeno da quel punto di vista svolge il suo dovere. Black Widow è un mix di combattimenti, esplosioni ed acrobazie a non finire; il ritmo del film è elevatissimo e, pur considerando la sua non breve durata, scorre incredibilmente bene. Lo spettacolo è ciò che c’è di meglio in questa pellicola con sequenze al cardiopalma e coreografie mozzafiato. Cate Shortland, la regista del film, se l’è cavata piuttosto bene nel girare tutto ciò, seppure la sua regia non brilli certo per originalità. 

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Black Widow. Marvel Studios.

Considerazioni finali

Forse sarà stata l’attesa, forse l’aspettativa o forse le serie su Disney+, ma Black Widow ci ha deluso. Il film d’apertura della Fase 4 è un prequel che non aggiunge molto a quanto già sapevamo e non giustifica la ripresa di un personaggio ormai morto. Più che un tassello del’Universo, sembra un’operazione commerciale per battere il ferro finché caldo e fare uno stand-alone su Natasha Romanoff. Ciò non toglie che la pellicola funzioni e che, in fondo, trattandosi di un prodotto di intrattenimento, svolge bene il suo lavoro. Più che altro Black Widow non sembra un film della Fase 4 quanto più della Fase 2 o 1. Al di là delle varie fasi dell’universo Marvel, la pellicola presenta gli stilemi classici che hanno portato il MCU al successo. Le gag, l’azione spettacolare ed un villan che non fosse più carismatico dell’eroe sono state le caratteristiche fondanti dei primi lungometraggi degli Studios.

Con il passare del tempo però lo stile si è evoluto e si è iniziato a sperimentare un po’ di più. Ne sono un esempio lampante le serie che seppur si mantengono sempre su un certo standard, variano con i generi e le dinamiche. Black Widow appare così un film arrivato fuori tempo massimo, azzarderemo a dire vecchio. Ciò nonostante è così che il pubblico si è innamorato della Marvel e, si sa, “squadra vincente non si cambia”. In conclusione Black Widow è sicuramente un buon film d’intrattenimento, perfetto per una serata in cui si ha voglia di spegnere il cervello; ma ora che la Marvel ha raggiunto l’apice con Endgame, non basterà riproporre ancora la stessa formula per portare il pubblico in sala.

Black Widow

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Ritmo incalzante
  • Scene d'azione spettacolari

Lati negativi

  • Personaggi poco caratterizzati
  • Villain piatti e inconsistenti

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