A Day: recensione del film coreano sul loop temporale

Un loop temporale costringe a vivere in eterno lo stesso giorno ai protagonisti del film coreano A Day

Quante volte avete desiderato rivivere un giorno anche solo per cambiare qualche dettaglio che potrebbe fare la differenza su un evento importante della vostra vita. L’argomento del loop temporale è stato largamente trattato sia in campo cinematografico che letterario. C’è da dire, ovviamente, che dall’eterno ritorno di Nietzsche alla sceneggiatura di un film, la questione viene affrontata con un approccio del tutto differente. A Day, di cui vi proponiamo la recensione, è un film coreano del 2017 che incentra la sua trama proprio sul loop temporale. Come già detto non è di certo il primo lungometraggio a sperimentare tale formula: pensiamo ai vari Ricomincio da capo con Bill Murray del 1992 o a Source Code tanto per citarne un altro. Il film in questione, diretto da Cho Sun-Ho, esordiente alla regia, riprende questo filone tentando di arricchirlo con un punto di vista più originale.

A Day racconta la storia di Kim John-Young, un chirurgo di fama mondiale che sta tornando a casa per il compleanno della figlia. Il destino vuole che mentre sta guidando si imbatta in un incidente stradale dove è stata coinvolta anche la sua bambina; purtroppo l’impatto è mortale. Neanche il tempo di rendersene conto che Kim si ritrova a vivere lo stesso giorno da capo. I suoi tentativi di cambiare il destino della figlia sono però fallimentari: ogni giorno è destinato a concludersi sempre con la sua morte. Fino a quando non scopre che, come lui, anche altre persone sono condannate a rivivere all’infinito lo stesso giorno. Scavando più a fondo Kim scopre che tutto ha una spiegazione che affonda le radici direttamente nel suo passato; un oscuro passato. Se volete saperne di più di A Dday diretto da Cho Sun-Ho proseguite leggendo la nostra recensione.

Indice:

La trama – A Day, la recensione

Kim John-Young (Kim Myung-Min) è un chirurgo di fama internazionale che a causa del suo lavoro ha avuto più di qualche mancanza come padre. Dopo l’ennesimo viaggio sta tornando a casa per festeggiare il compleanno di sua figlia cercando di recuperare un rapporto che in parte si è deteriorato. Mentre è in auto assiste però ad un incidente stradale dove sembrano esserci diversi morti. Tra le vittime scopre che purtroppo c’è anche Eun-Jung, sua figlia. Senza rendersene conto però si ritrova a vivere la stessa giornata dall’inizio. Kim crede inizialmente di aver sognato tutto. Quando poi vede che accadono cose che ha già vissuto capisce che qualcosa non va. Neanche il tempo di realizzare che si trova incastrato in un loop temporale che è già costretto a rivivere lo stesso giorno dall’inizio. Ogni volta però il breve vissuto della giornata termina sempre allo stesso modo: la morte della figlia.

A day recensione

A Day. Film Line

In poco tempo Kim capisce che per mettere fine a tutto questo deve fare in modo di evitare che avvenga il tragico incidente stradale. Come se qualcuno volesse dargli la possibilità di salvare sua figlia e fargli capire quanto sia veramente importante rispetto al suo lavoro. Ma per quanto si sforzi di cambiare il corso della giornata gli eventi convergono sempre allo stesso epilogo: la morte di Eun-Jung. Preso dallo sconforto Kim è sempre più disperato nei suoi tentativi. Improvvisamente però qualcosa cambia. Qualcuno gli si accosta, una persona che si è accorta di rivivere lo stesso giorno all’infinito, proprio come il nostro chirurgo di fama internazionale. Cercando di approfondire la cosa i due si troveranno legati ad un unico destino, a qualcosa avvenuto anni prima che potrebbe spiegare tutto quello che sta accadendo adesso.

Analisi in breve – A Day, la recensione

Una storia di colpa, vendetta e perdono: questo il trittico inossidabile che tiene insieme le trame della sceneggiatura di A Day. Come ormai da tradizione nel cinema coreano la storia parte da un pretesto per affondare poi le sue radici in qualcosa di più profondo, spesso remoto e oscuro. Un qualcosa che abbiamo già visto ad esempio, tanto per citarne uno, in Old boy. Proprio la vendetta, la colpa e l’espiazione sono i capisaldi di alcune delle storie del cinema coreano che sta avendo sempre più successo e seguito a livello internazionale. Basti pensare anche solo all’impresa di Bong Joon-ho che nel 2020 ha prepotentemente bussato alle porte di Hollywood con quel capolavoro di Parasite. Nonostante l’espediente narrativo del loop temporale non sia una novità, la storia è più originale di quello che ci si aspetta, complice una sceneggiatura con diversi punti di vista e colpi di scena.

Nel nostro caso abbiamo più di un personaggio coinvolto nel loop temporale. L’unico modo per uscirne è collaborare. Mano a mano che il film scorre scopriamo un background sempre più interessante. Da thriller/action, A Day diventa anche drammatico, una miscela di generi che non è una novità nel cinema coreano. Il tutto funziona a dovere mettendo insieme l’adrenalina con il mistero, la violenza con il pianto, la vendetta con il perdono. Una storia che parte come semplice solo in apparenza: tante implicazioni, risvolti, colpi di scena, etica, azioni e reazioni. Un gomitolo di eventi passati e presenti che anziché creare confusione si armonizzano alla perfezione creando un quadro di insieme convincente ed esaustivo, anche se un po’ troppo forzato. Una tela intricata ed allo stesso tempo complessa. Una storia che di credibile e naturale ha ben poco sotto diversi punti di vista. Ma che alla fine, in qualche modo, funziona.

Conclusioni – A Day, la recensione

A Day, esordio alla regia di Cho Sun-Ho, approda finalmente anche nel nostro Paese a distanza di circa quattro anni dall’uscita. La storia incentrata sul loop temporale si arricchisce di tante sotto-trame e colpi di scena inaspettati che completano un mosaico più complesso di quello che può sembrare inizialmente. Come avviene spesso nel cinema coreano anche in A Day c’è tanta azione ed adrenalina oltre che una trama sempre più fitta e complessa. Tornano temi cari alla tradizione coreana come la vendetta, il perdono, la colpa e l’espiazione. Un film che ha la pretesa non solo di divertire il suo pubblico ma anche di far riflettere su tematiche attuali e su ciò che abbiamo di più prezioso. Sebbene non vanti un cast internazionale come avviene per una pellicola hollywoodiana, A Day è davvero ben recitato oltre a raggiungere livelli tecnici in termini di regia e fotografia davvero niente male.

Per circa 90 minuti lo spettatore sarà bombardato da un susseguirsi di sequenze sempre più frenetiche. Il gioco temporale in cui rimangono intrappolati i protagonisti si fa sempre più duro e spietato. E proprio quando ci si proietta al futuro il film ci rimbalza al passato con flashbacks che portano luci su vicende oscure che sembravano essere ormai dimenticate. Ci sono tanti modi per raccontare l’essenza di una storia ed A Day sceglie il filone narrativo del loop temporale. Un thriller action intriso di mistero ma anche di momenti drammatici che danno quello spessore e consistenza ad una storia che non si accontenta solo divertire e sorprendere lo spettatore. Un film pienamente soddisfacente che è andato ben oltre le nostre aspettative dopo che avevamo letto la sinossi ufficiale. Concludiamo queste poche righe di recensione su A Day consigliandovi la visione al cinema. Adatto ad un vasto pubblico.

 

 

A Day

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Sceneggiatura
  • Personaggi
  • Adrenalinico e scorrevole

Lati negativi

  • Alcune vicende troppo forzate

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