Alex Cross 2: recensione della seconda stagione della serie Prime

Il detective e psicologo forense nato dalla penna di James Patterson torna su Prime Video con una seconda stagione che guarda ancora una volta a temi caldi della contemporaneità senza perdere di vista la sua solida anima thriller

Con il caricamento dell’ottavo e ultimo episodio si è conclusa su Prime Video la seconda stagione di Alex Cross 2, la serie dedicata al poliziotto e psicologo forense creata da Ben Watkins e ispirata ai romanzi di James Patterson. Un’annata che rafforza la formula della precedente ma introduce interessanti variazioni sul tema, a partire da uno sguardo sul presente e l’attualità mai (troppo) scontato o prevedibile. A giovarne è prima di tutto una narrazione che riesce a farsi subito avvincente e mantenere alta la tensione, anche grazie a new entry azzeccate (su tutti, i “villain” Matthew Lillard e Jeanine Mason) e solide conferme.

Messi da parte i traumi e i lutti della prima stagione è così che l’Alex Cross di Aldis Hodge, senza rinunciare alla complessità del suo personaggio, si confronta con un mondo sempre più difficile da gestire e con il suo ruolo di uomo di legge dentro un sistema sempre più razzista, classista e corrotto. Premesse interessanti per una serie che dimostra di sapersi rinnovare senza rinunciare ai suoi tratti più distintivi, attenta ai cambiamenti della contemporaneità e ai suoi paradossi.

Indice:

Trama – Alex Cross 2 recensione

Dopo aver fermato un pericoloso serial killer, rinsaldato il legame con la comunità afroamericana della sua Washington D.C. e fatto i conti con l’omicidio di sua moglie, Alex Cross viene richiamato a collaborare con l’FBI per trovare il responsabile di una strana catena di omicidi rituali di personaggi di spicco dell’economia e della finanza. Uno dei principali obiettivi del killer, il capo delle Crestbrook Industries Lance Durand (Matthew Lillard), miliardario convinto di risolvere il problema della fame nel mondo con un sistema rivoluzionario, sembra però più preoccupato a nascondere alla polizia i segreti del suo successo che a collaborare.

Che dietro a quei sanguinari e misteriosi omicidi ci sia qualcosa di differente rispetto a una mente contorta e disturbata? Che il killer o i killer agiscano forse per qualche oscuro senso di vendetta se non mossi da un vero e proprio desiderio di giustizia sociale? Con il passare dei giorni i dubbi di Alex Cross su chi sia davvero la vittima e chi il carnefice aumentano, mettendo a dura prova le sue stesse convinzioni e il suo ruolo di poliziotto.

Alex Cross 2 recensione

Alex Cross. Amazon MGM Studios

Nuovi mostri

Nemmeno il tempo di elaborare il lutto per la perdita della moglie e di ricucire le fratture con una comunità sempre più lontana dalle forze dell’ordine, che Alex Cross torna in pista con un nuovo, intricatissimo caso. Lo fa da protagonista assoluto di una seconda stagione più compatta e per certi versi ancora più legata all’attualità della precedente, guardando nuovamente a corruzione, sfruttamento e privilegio ma da un’angolazione differente.

Mettendo da parte (almeno inizialmente) la comunità afroamericana e il suo rapporto con una polizia spesso e volentieri violenta e razzista, questa volta Alex Cross 2 sembra infatti guardare scopertamente al presente e a un dibattito pubblico dominato dai file Epstein (il primo episodio si apre su un’isola dove un gruppo di miliardari abusa di giovani ragazze), dallo strapotere dei tycoon, dalle leggi anti-immigrazione e da un desiderio di vendetta e giustizia sociale destinato a deflagrare nei modi più sanguinosi (impossibile non pensare all’omicidio del CEO di UnitedHealthcare da parte di Luigi Mangione) e imprevedibili.

Alex Cross 2 recensione

Alex Cross. Amazon MGM Studios

Un mondo senza più regole

Sembra nascere proprio da qui la figura dell’imprendibile Rebecca, alias “Luz” (Jeanine Mason), una donna mossa da vendetta e da un forte desiderio di giustizia che, unendo in sé la figura del serial killer (gli omicidi rituali) e quella del giustiziere, prende di mira CEO senza scrupoli, perfetti esemplari di un capitalismo affetto da manie di grandezza e senza alcuna morale. È tra queste due forze contrapposte, tra una violenza vendicativa e una più sottile, nascosta e (spesso) impunita, che si mette ancora una volta Alex Cross, anche lui scisso tra il senso del dovere e l’indignazione per un sistema inevitabilmente corrotto (“Il sistema funziona solo se tutti ne rispettano le regole”, è il suo motto).

Come e più che nella prima stagione Alex Cross 2 gioca così, prima di tutto, sui dilemmi morali dei suoi protagonisti (a fianco di Alex prende maggior consistenza la figura dell’agente FBI Kayla Craig, a sua volta alle prese con le conseguenze del suo lavoro), sui loro sforzi di rimanere professionali e coerenti con se stessi dentro un mondo che brucia e che, tanto in basso quanto in alto, non sembra avere più regole.

Alex Cross 2 recensione

Alex Cross. Amazon MGM Studios

Anima thriller

È forse proprio grazie a questa struttura solida, complici anche personaggi mai bidimensionali (la spietata e allo stesso tempo fragile Rebecca), che la formula di Alex Cross 2 si dimostra capace di assecondare la contemporaneità senza comunque perdere di vista la sua principale vocazione thriller. Sì, perché la serie, al di là dei riferimenti politici all’attualità, resta soprattutto un classico poliziesco, con regole e strutture che tornano come da manuale, senza alcun desiderio di infrangerle o reinventarle.

Eppure ad Alex Cross 2 basta qualche intuizione felice, personaggi capaci di essere a un tempo plausibili e sopra le righe (lo psicopatico Bobby Trey di Johnny Ray Gill) e una scrittura rigorosa (benché, a questo giro, la storia parallela sul collega John Sampson non sia particolarmente avvincente) per distinguersi positivamente dalla media del filone. Dimostrandosi una serie ormai matura per andare ad affiancare senza complessi di inferiorità altri titoli dedicati a eroi letterari della piattaforma come Reacher e Jack Ryan.

Alex Cross 2

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Anche questa stagione affronta temi caldi della contemporaneità amalgamandoli bene con una struttura thriller e poliziesca solida e avvincente
  • La tensione emotiva e morale tra il personaggio e il suo ruolo all'interno della comunità trova una nuova, efficace declinazione

Lati negativi

  • Una storia parallela poco incisiva e la solita durata sostenuta degli episodi a volte rischiano di far calare la tensione

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