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Point Blank – Conto alla rovescia: recensione del film Netflix

Recensione di Point Blank - Conto alla rovescia, film Netflix con Anthony Mackie e Frank Grillo

Point Blank recensione. Il film prodotto da Netflix è diretto da Joe Lynch (Knights of Badassdom, Mayhem) e scritto da Adam G. Simon. Si tratta di un remake del thriller francese À bout portant del 2010, diretto da Fred Cavayé. La pellicola ebbe un discreto successo e vi furono remake nel giro di pochi anni: The Target del 2014, produzione sudcoreana diretta da Yoon Hong-seung; The Password, proveniente dal Bangladesh, copia-carbone del film coreano. Per quanto la trama diverga in più frangenti, è probabile l’ispirazione al film di John Boorman Senza un attimo di tregua (titolo originale Point Blank, appunto).

Netflix, di cui già i detrattori ne vociferano la caduta, fra debiti e perdite di abbonamenti, continua nel suo intento di sfornare remake di facile consumo, come successo col fallimentare ultimo Shaft. Nonostante un Samuel L. Jackson in buona forma e il ritorno di Richard Roundtree, la qualità di un prodotto davver superfluo era scarsa. Questa volta il cast è in mano a due interpreti presi in prestito dall’universo Marvel e lanciati nell’immaginario collettivo: Anthony Mackie (viso di Falcon, futuro faro MCU dopo i risvolti di Avengers: Endgame) e Frank Grillo (Crossbones, nemico di Captain America negli ultimi due film della trilogia) Può bastare ad un film un parco attori di vecchie glorie o di giovani sulla cresta dell’onda per essere godibile?

Indice:

Point Blank recensione – Stessa storia, stesso posto, stesso bar

Point Blank - Conto alla rovescia: recensione film Netflix

A Cincinnati, Paul (Anthony Mackie) vive con la moglie Taryn (Teyonah Parris) che è in cinta e in procinto di partorire. Nello stesso ospedale dove l’uomo lavora come infermiere viene ricoverato per incidente d’auto un malvivente, Abe Guevara (Frank Grillo). Egli la sera prima si è introdotto nella casa di un procuratore e lo ha assassinato. A causa di ciò, Paul viene aggredito dal fratello del delinquente e, minacciato, si ritrova a dover affrontare una corsa contro il tempo per far uscire Abe dalla clinica. Sulle tracce della scia di sangue e di un misteriosa chiavetta USB si muoveranno gli agenti di polizia Lewis e Masterson.

Si configura dunque lo schema di un classico buddy-movie: armi, droga, malavita locale, poliziotti corrotti. Accodandosi alla lunga serie di pellicole originali Netflix dimenticabili, Point Blank – Contro alla rovescia non convince mai nella messa in scena né nella credibilità degli eventi. Paga lo scotto di non provare ad accompagnare l’andamento adrenalinico con una coerenza narrativa che abbia mordente e tralascia ogni possibile spunto.

Point Blank recensione – Usato non più sicuro

Point Blank - Conto alla rovescia: recensione film Netflix

Analizzando la trama di Point Blank è chiaro da subito come non vi sia stato alcuno sforzo di rielaborazione né degli eventi né dei personaggi. Per quanto nell’ambito del remake la fedeltà a molte scelte dell’opera originale sia un elemento mirabile e generalmente apprezzato, la mano di Joe Lynch guida la pellicola attraverso un rifacimento senza spessore alcuno. Parte delle scene d’azione, in particolare di inseguimento automobilistico, possono suscitare nello spettatore qualche minima reazione; però la caratterizzazione blanda di personaggi che non evolvono in seguito agli avvenimenti ma che si limitano a correre qua e là per 86 minuti e un montaggio spesso disorientante confezionano un prodotto standardizzato e deludente.

Un usato (non più) sicuro dunque. Si spinge l’acceleratore sul tentativo di intrattenere con un ritmo incalzante ma perdendosi in passaggi farraginosi, azioni poco credibili e relazioni appena abbozzate. Un impasto di scelte e colpi di scena oramai riproposti in ogni modo, prevedibili e mai avvincenti, se non per qualche guizzo sporadico affidato a Mackie. La pellicola zoppica anche nella commistione di toni. Un continuo e caotico balzo fra dramma spicciolo e battute ripetitive e mai divertenti che non trova la sua amalgama. Non si salva nemmeno la gag dei gangster cinefili con la passione per John Carpenter.

Sembra di essere in Metal Gear Solid

Point Blank - Conto alla rovescia: recensione film Netflix

Durante uno dei numerosi inseguimenti di Point Blank, il personaggio di Anthony Mackie dice: “Sembra di essere in Metal Gear Solid“. Questa battuta è una delle poche riuscite e divertenti, simpaticamente coerente col contesto in cui viene pronunciata. È interessante notare come questo omaggio, sostanzialmente gratuito, sarebbe potuto fiorire in una riflessione più accorta sugli sviluppi di un sequestro. L’opera videoludica ideata dal giapponese Hideo Kojima ha, fra gli elementi di pensiero, un occhio particolare per i concetti di convivenza forzata, sottomissione, rapimento, tortura. Questi fattori portano gli individui a grandi cambiamenti, li sconvolgono nell’anima: alla fine di un viaggio terribile non si può essere gli stessi di prima.

Fra i difetti più evidenti del film vi è proprio il labile impianto di legami e parallelismi fra vittima e carnefice. La trama fonda le proprie radici sulle violente vicissitudini di alcune coppie di individui ma non riesce mai a calare gli interpreti in uno stato emotivo convincente. I personaggi accettano passivamente ciò che accade, non soffrono mai davvero, non evolvono. La moglie di Paul è incinta, ma ciò non ha una reale influenza sugli eventi o sulla sua psicologia: è solo un modo povero di generare compassione. Così facendo, i soggetti diventano aride macchiette ed anche l’azione perde di senso e di interesse, sopratutto se l’impianto visivo non propone quasi mai soluzioni accattivanti.

Point Blank recensione – Conclusione

Point Blank, originale targato Netflix, è dunque un film deludente sotto quasi ogni aspetto. A parte un paio di scelte d’azione incisive, per tutta la sua durata non offre nulla che non sia già stato preconfezionato e lo serve male. Film dimenticabile ma almeno di corta durata, finirà nel mare magnum degli scarti finché non se ne decreterà un altro remake. Nonostante il loro sicuro valore – hanno lavorato con cineasti del calibro di Kathryn Bigelow, Jonathan Demme, Spike Lee e Clint Eastwood – neppure la coppia Mackie-Grillo è stata convincente, ma le condizioni per un un buon prodotto erano precarie. A conti fatti, la scelta di fare all-in su un cast di nomi conosciuti è servita ad attirare qualche utente in più. Ciò, però, non ha dato alcun apporto concreto ad un film già fragile.

Voto - 4

4

Lati positivi

  • Qualche scena d'azione frizzante
  • Dura poco, solo 86'

Lati negativi

  • Personaggi non pervenuti
  • Trama scarna, banale e prevedibile fin dai primi momenti
  • Citazionismo spesso inutile o forzato
  • Commistione fra dramma e commedia mal riuscito
  • Soluzioni visive che non lasciano mai il segno

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