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Brave Ragazze: recensione del nuovo film di Michela Andreozzi

Recensione di Brave Ragazze, con Luca Argentero e Ambra Angiolini

Arriva nelle sale il nuovo film scritto e diretto da Michela Andreozzi, Brave Ragazze, ispirato a una storia vera. Nel cast, oltre ad Ambra Angiolini e Luca Argentero, troviamo Serena Rossi, Stefania Sandrelli e Max Tortora. In questa recensione di Brave Ragazze vedremo come la regista ha portato sulla scena una storia incredibile. Si tratta della storia di un gruppo di donne francesi che, vestite da uomini, commettevano rapine nella zona di Avignone negli anni ’80.

Michela Andreozzi mantiene la collocazione temporale ma sposta la vicenda in Italia, a Gaeta, suo paese di origine. Le quattro protagoniste di questa action comedy, amiche per la pelle, rappresentano altrettanti universi femminili diversi fra loro; ad accomunarle c’è il desiderio di riscatto e rivincita da una vita che ha riservato loro più porte in faccia che opportunità. La Andreozzi affronta la sua seconda prova dietro la cinepresa in un lungometraggio, dopo Nove Lune e Mezza, uscito nel 2017.

Indice

La trama – Brave Ragazze recensione

Anna (Ambra Angiolini), Maria (Serena Rossi), Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D’Amico) sono quattro amiche alla ricerca di un po’ di felicità e di un futuro migliore. Anna è una madre single disoccupata con due figli da mantenere, Maria deve sopportare le continue violenze del marito, Chicca e Caterina sono due sorelle costrette ad affrontare da sole le avversità della vita. Tutte vorrebbero dare una svolta alla loro esistenza e condurre finalmente una vita serena senza troppe difficoltà, ma nessuna di loro sembra avere gli strumenti per farlo. Non hanno più niente da perdere e l’idea che viene loro in mente per “svoltare” è così assurda da risultare vincente: rapinare la banca del paese.

Le quattro amiche danno quindi vita a un piano ben studiato: travestirsi da uomini per non essere riconosciute, procurarsi gli attrezzi del mestiere e studiare le parti come in un film d’azione. L’operazione è un successo, al punto che le donne programmano altri due colpi. Ad indagare sulle rapine c’è il commissario Morandi (Luca Argentero), che si è da poco trasferito a Gaeta. Morandi è convinto di dover dare la caccia a una banda di spietati professionisti e le quattro amiche, fra alti e bassi, cominciano a riprogrammare le proprie vite. Presto, però, per le brave ragazze arriva il momento di fare i conti con le proprie azioni e fronteggiarne le conseguenze.brave ragazze recensione

Fra bigodini e pistole

È così che la stessa Michela Andreozzi ha definito Brave Ragazze: un film bigodini e pistole. Ci sono quindi un elemento casalingo, comune e tradizionalmente “da donna” e uno estremo e perturbante che difficilmente viene associato all’universo femminile. È principalmente su questo dualismo che si sviluppa l’intero film, ma non solo. Sono molte di più le tematiche trattate: c’è la condizione femminile, il desiderio di riscatto e la violenza domestica. Quest’ultimo tema, sviluppato nella storyline dedicata a Maria, è stato inserito dalla regista per dare ulteriore spessore e impatto emotivo alla storia.

Brave Ragazze è una pellicola tutta al femminile, che offre spunti di riflessione interessanti e lo fa tratteggiando quattro ritratti estremamente umani e poco idealizzati. Certo, l’occhio dello spettatore è portato ad essere benevolo, ma la Andreozzi non fa delle quattro amiche delle eroine. Brave ragazze, sì, ma tutte con le proprie imperfezioni e difetti. Riusciamo a comprendere il perché della scelta folle e disperata di darsi al crimine, ma non manca uno sguardo critico. Il desiderio di rivalsa in un contesto che non facilita la condizione femminile prevale sulla “morale”, ma le protagoniste, chi più chi meno, non smettono di fare i conti con la propria coscienza.brave ragazze recensione

Osservazioni tecniche

L’action comedy di Michela Andreozzi prende le mosse da una storia interessante e originale, con diverse potenzialità. Il film è complessivamente ben scritto e messo in scena, c’è il giusto equilibrio fra commedia e azione, ma non manca qualche difetto che ne indebolisce la struttura. Un esempio fra tutti è l’inserimento, un po’ forzato, dell’elemento musicale. Maria (Serena Rossi) canta nel coro della chiesa di cui Don Backy (Max Tortora) è il parroco. Le scene in cui la Rossi canta non aggiungono nulla alla storia: sembrano piuttosto inserite appositamente per mostrare le doti canore (peraltro indubbie) dell’attrice. In più di un punto la sceneggiatura veicola la narrazione in maniera un po’ scontata e “scolastica”, non rendendo giustizia a una storia potenzialmente di grande impatto.

I personaggi delle quattro protagoniste sono ben scritti e credibili; c’è qualche stereotipo, ma Michela Andreozzi e Alberto Manni si fanno perdonare dando vita a figure dai tratti ben riconoscibili e a cui è facile affezionarsi. Discreta la prova del cast, senza dubbio affiatato, ma nessuna delle performance è di quelle che si ricordano a lungo. Luca Argentero non riesce a dare colore al suo personaggio che, negli intenti degli sceneggiatori, è un omaggio al commissario Maigret di Georges Simenon. La stessa Ambra Angiolini è poco incisiva; migliori le prove di Serena Rossi e Ilenia Pastorelli. Bravo Max Tortora che riesce a intrattenere e far sorridere pur essendo poco in scena.

Conclusioni – Brave Ragazze recensione

Michela Andreozzi ha dichiarato di essere rimasta molto colpita dalla storia delle rapinatrici francesi che ha deciso di riadattare e la passione per il soggetto traspare in tutto il film. Si vede che la regista ha creduto fortemente nel progetto che ha portato avanti, ma passione e entusiasmo non bastano. La materia è trattata bene, ma il film non è mai del tutto incisivo. La Andreozzi convince più come sceneggiatrice che come regista.

Brave Ragazze scorre leggero e senza troppi intoppi, ci sono momenti coinvolgenti e un buon ritmo narrativo, ma una volta usciti dalla sala, il film ci scivola un po’ addosso. In poche parole, non ci sono difetti così grossi da renderlo un brutto film, ma nemmeno caratteristiche che ce lo facciano amare. L’amaro in bocca resta se si pensa che la storia di partenza aveva un ottimo potenziale sia sul piano narrativo che su quello propriamente stilistico. Ci affezioniamo in fretta alle brave ragazze di Michela Andreozzi ma, altrettanto in fretta, finiamo col dimenticarcene.

Brave Ragazze

Voto - 6

6

Lati positivi

  • Temi interessanti
  • Personaggi ben scritti

Lati negativi

  • Sviluppo un po' scontato
  • Cast poco incisivo

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