Due donne – Passing: recensione del film con Tessa Thompson e Ruth Negga

La delicata e complessa storia di due donne nere e dei loro stili di vita nella New York degli anni '20

Due donne – Passing è una storia complessa, fatta di silenzi e apparenze, ed è l’oggetto della nostra recensione. Proprio le apparenze hanno un ruolo fondamentale in questa storia, soprattutto l’idea di “passare” per qualcuno che non si è. Tutti lo hanno immaginato una volta nella vita; l’idea di fingersi qualcun altro può essere interessante, curiosa, persino affascinante. Permette di allontanarsi dalla propria identità ed assumerne un’altra. Chi lo fa per divertimento, chi lo fa per mestiere indossando letteralmente i panni di un personaggio e chi lo ha fatto per sopravvivere. Il titolo del film si riferisce alla scelta fatta da molti uomini e donne di origine afroamericana che avevano la pelle di una tonalità abbastanza chiara da poter essere considerati come bianchi e che decidevano di identificarsi come tali. Nella New York degli anni venti questa pratica era molto usata per evitare limitazioni e attacchi da parte di bianchi.

La storia che il film ci racconta è tratta dall’omonimo romanzo di Nella Larsen del 1929. È una riflessione sulla condizione degli afroamericani e la loro convivenza con i bianchi in un periodo delicato. Al debutto dietro la macchina da presa c’è l’attrice Rebecca Hall che realizza un prodotto tecnicamente quasi impeccabile, con una fotografia e una regia dal valore altamente metaforico. Nel cast due bravissime, Tessa Thompson e Ruth Negga che dominano la pellicola. La narrazione, sebbene tocchi tematiche importanti e inneschi riflessioni significative su questa scelta e sull’impatto che ha avuto sull’ identità di tanti afroamericani, risulta poco amalagamata e troppo segmentata. Il film, disponibile dallo scorso 10 novembre su Netflix, è stato presentato anche al Sundance Film Festival ottenendo pareri positivi dalla critica. Approfondiamone meglio nella nostra recensione alcuni dei lati positivi  insieme a quelli che risultano invece poco convincenti. 

Indice: 

La storia  – Due donne – Passing, recensione

Nel caldo afoso di una New York degli anni ’20, Irene Redfield (Tessa Thompson) è alla ricerca di un gioco per suo figlio. Decide di rinfrescarsi con un te freddo ed è proprio ai tavolini di un prestigioso hotel che incontrerà una vecchia conoscenza: Clare Bellew (Ruth Negga). Dopo un’iniziale distacco le due cominciano a parlare delle loro vite e Irene scopre con grande sorpresa che Clare si fa passare per bianca. La donna ha preso questa decisione convinta che solo così potesse avere una vita perfetta, cosa che è riuscita ad ottenere avendo sposato un uomo ricco e benestante. La scelta di Clare lascia Irene alquanto scossa, che invece ha sposato un medico nero e vive nel vivace quartiere di Harlem, centro culturale della vita afroamericana. Nonostante Irene cerchi di non riallacciare i rapporti con Clare, la donna si fa prepotentemente strada nella sua vita. 

Quest’ultima sembra lentamente rendersi conto di aver commesso un errore a passare come donna bianca. Ha perso i contatti con le sue vecchie conoscenze, ha finto di essere qualcuno che non era pagando anche il prezzo di non poter essere mai veramente se stessa. Il rapporto con Irene le permette esattamente questo e le due iniziano a frequentarsi sempre più assiduamente. Clare è sempre più presente nella vita di Irene e della sua famiglia. Si riavvicina al mondo culturale e sociale degli afroamericani partecipando a balli e serate dedicate alla musica jazz. Tutto questo fino a quando Irene non comincia a rendersi conto che la presenza di Clare ha ormai invaso la sua vita in molti aspetti, cosa che la mette sempre più in difficoltà. 

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AUM Group, Flat Five Productions, Forest Whitaker’s Significant Productions, Hungry Bull Productions, Picture Films

Identità 

Come abbiamo già accennato nella nostra recensione di Due donne – Passing, il motore della storia è la scelta di Clare di passare come donna bianca rinnegando le sue origini. La pratica del passing era particolarmente diffusa e permetteva di accedere a privilegi, posizioni e guadagnare il rispetto dei bianchi. Alla scelta di Clare si pone in maniera diametralmente opposta quella di Irene. La donna ha infatti scelto di rimanere se stessa sposando un afroamericano e vivendo una vita rispettabile non rinnegando le sue origini. L’importanza culturale che questa scelta ha è sicuramente innegabile e il film innesca delle riflessioni dalle quali non si può escludere il contesto culturale. Non tutte le donne come Irene avevano la possibilità o la forza di fare questa scelta, soprattutto considerato il modo in cui i neri venivano trattati. Tuttavia se Clare pensava di aver fatto la cosa giusta scopre ben presto di esserci sbagliata. 

L’altro aspetto infatti che il film evidenzia, mano mano che il rapporto fra le due si ricostruisce, è la necessità da parte di Clare di sentirsi di nuovo se stessa; di sentirsi a casa con Irene e con gli afroamericani, con la loro cultura e storia. Tutto questo viene rappresentato dal film mostrando l’attività culturale afroamericana e il suo centro per eccellenza di quegli anni: Harlem. Qui uomini e donne neri, affermati e con posizioni rispettabili, hanno portato avanti le loro tradizioni e hanno riaffermato la loro identità. In relazione a questo il film mostra anche il doppio atteggiamento dei bianchi. Se da una parte infatti troviamo chi li repelle, dall’altra ci sono anche uomini e donne bianche profondamente incuriositi ed attratti da loro, tanto da prendere parte ad eventi culturali. Una doppia riflessione sia in relazione alle identità che ai privilegi che il colore della pelle concede. 

Sapienti bianco e nero – Due donne – Passing, recensione

Due donne – Passing, di cui state leggendo la recensione, trova il suo punto di maggiore realizzazione nel lato tecnico. ll film è interamente in bianco e nero il che dimostra la sottile abilità, da parte di Rebecca Hall, di comunicare il messaggio agli spettatori attraverso forme visive diverse. L’ utilizzato del bianco e nero impedisce allo spettatore di vedere chiaramente le tonalità della pelle dei personaggi. Una scelta questa che, ad un livello metaforico, ci invita a riflettere sul ruolo del colore. La regia è particolarmente attenta ai primi piani, regala delle inquadrature che separano un blocco narrativo dall’altro e che si ripropongono durante tutto il film. La fotografia è altrettanto curata: propone inquadrature sulle strade di New York utilizzando a volte sia una tecnica di messa a fuoco che di dissolvenza. Questa attenzione viene però meno da un punto di vista della struttura narrativa.

La storia manca infatti di una solidità. Le tematiche sono importanti e vengono trattate con serietà, tuttavia gli eventi narrati hanno un ritmo che può risultare lento ed intermittente, il che penalizza la scorrevolezza del film. Altro elemento degno di nota è poi l’attenzione alla ricostruzione storica attraverso costumi e ambientazioni. I costumi sono spesso usati come uno strumento che va a supportare il messaggio di base del film. Infine una nota indubbiamente positiva è legata alle performance di Tessa Thompson e Ruth Negga. La prima lavora molto di più con i silenzi e con gli sguardi riuscendo a trasmettere la difficoltà emotive del proprio personaggio. La seconda riesce a testimoniare i tormenti e le difficoltà della sua controparte grazie ad espressioni del viso e al tono di voce. Altro elemento da elogiare è poi la musica, prevalentemente jazz, che contribuisce a creare l’atmosfera in tutto il film.

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AUM Group, Flat Five Productions, Forest Whitaker’s Significant Productions, Hungry Bull Productions, Picture Films

Conclusione 

Giunti al termine della nostra recensione di  Due donne – Passing, ne consigliamo la visione. Riconosciamo come il film sia indubbiamente di qualità, soprattutto da un punto di vista tecnico. Dimostra di saper usare in maniera sapiente la regia, la fotografia e i toni cromatici. Un utilizzo che va ben oltre l’aspetto meramente estetico ma si fa veicolo del messaggio fondamentale del film. Come già detto risulta invece più debole la struttura narrativa.  I dialoghi risultano in alcuni punti salienti altri nella media, ma il messaggio di base riesce ad arrivare in alcune scene significative. Rebecca Hall ci propone l’adattamento di un romanzo che racconta Il rapporto tra due donne afroamericani profondamente diverse.

Ci invita a riflettere su sul ruolo del colore della pelle e della potenza e dei privilegi che concede sia allora e – purtroppo –  anche oggi. Attraverso questa scelta del passing il film ci esorta anche a riflettere su quanto le convinzioni del passato abbiano spinto molte persone a rinunciare ai propri valori, in nome di una vita apparentemente migliore. Un altro elemento che sicuramente aggiunge al film una punta di maggiore tensione e drammaticità è la rivalità che le due protagoniste cominciano a covare con l’avanzare dei minuti. Una pellicola qualitativamente ben realizzata che segna l’ottimo debutto di Rebecca Hall, ma che manca di una fermezza e solidità narrativa. 

 

Due donne - Passing

Voto - 7

7

Voto

Lati positivi

  • Ottima fotografia
  • Buone performance attrici protagoniste
  • Ottimo uso del bianco e nero per rafforzare la tematica del film

Lati negativi

  • La struttura narrativa manca di una solidità e risulta frammentata
  • Ritmo che a volte può risultare eccessivamente lento

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