Ferrari: recensione del film di Micheal Mann – Venezia 80

Micheal Mann racconta Enzo Ferrari in un biopic che non affronta la sua intera vita, ma i 4 mesi più cruciali in cui a rischio c'è l'amore, la famiglia e la sua intera reputazione

A 8 anni dal bistrattato (ingiustamente) Blackhat, Micheal Mann torna finalmente alla regia con Ferrari, di cui vi proponiamo la recensione, in concorso alla 80 Mostra d’arte cinematografica internazionale di Venezia. È da tanti anni che si vocifera di un biopic su Enzo Ferrari, il cui ruolo spettava prima a Christian Bale, poi Hugh Jackman e infine ad Adam Driver. Il regista ha inseguito per lungo tempo, quello che potremmo quasi definire un dream project, al punto da essere chiamato come consulente per Ford v Ferrari di Mangold, data la competenza in materia.

Dopo una lunghissima ricerca di finanziamenti è finalmente riuscito a dare il via al progetto, le cui riprese si sono svolte principalmente in Italia. Il film infatti, nonostante il budget di 90 milioni, è una produzione indipendente, motivo per cui attori e regista hanno potuto presenziare al festival nonostante lo sciopero in corso ad Hollywood. Con progetti del genere il rischio flop è purtroppo sempre dietro l’angolo e si spera il pubblico premierà l’ennesimo grande lavoro del regista, o c’è il rischio che Ferrari diventi l’ultimo film di Micheal Mann, autore eterno ma con un età non indifferente, anche lui come Ferrari in corsa contro il tempo.

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Ferrari, Forward Pass, Storyteller Productions, Moto Productions, Rocket Science, Iervolino & Lady Bacardi Entertainment, Bliss Media, Le Grisbi Productions, STX Entertainment

Indice

Trama: una vita in corsa – Ferrari, recensione

Enzo Ferrari è il fondatore della più importante e rinomata scuderia d’Italia, un ingegnere impareggiabile, determinato e vincente la cui vita purtroppo non segue lo stesso corso delle sue macchine. Nonostante la rapida crescita dell’azienda infatti, a causa dell’ossessione per le corse la Ferrari versa in gravi condizioni economiche e l’unico modo per salvarla è vincere la gara delle Mille Miglia. Vincere significa avere la macchina migliore, il che significa vendere più macchine e incassare più soldi.

Nonostante il genio in campo ingegneristico, però, Ferrari non è altrettanto vincente da un punto di vista umano, in costante conflitto con la moglie, devastato dalla morte del figlio Dino e intento a nascondere la relazione extraconiugale con Lina Lardi, dalla quale ha avuto anche un bambino. Nel 1957 le corse erano di una pericolosità estrema e nel mentre i piloti continuano a morire, l’ingegnere dovrà destreggiarsi su più fronti diversi nel tentativo di salvare l’azienda, la reputazione ed il futuro della sua famiglia.

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Ferrari, Forward Pass, Storyteller Productions, Moto Productions, Rocket Science, Iervolino & Lady Bacardi Entertainment, Bliss Media, Le Grisbi Productions, STX Entertainment

I fantasmi del passato – Ferrari, recensione

Bianco e nero, in quelli che sembrano vecchi filmati d’archivio vediamo un giovane Ferrari alla guida di un auto da corsa, sguardo serio, imperturbabile, taglia il traguardo per primo e sorride. Delle didascalie su sfondo nero spiegano rapidamente quando Enzo e sua moglie Laura fondarono la scuderia Ferrari ed eccoci nel letto di casa, Enzo abbraccia una donna, da un bacio a suo figlio, esce e torna da sua moglie. L’inizio del film è emblematico, quasi una dichiarazione di intenti del regista nel voler raccontare il conflitto e le colpe di un uomo fallace, nel gestire i rapporti sentimentali, le responsabilità paterne e la più grande azienda automobilistica d’Italia. Micheal Mann non sembra interessato a fare un biopic, non vuole raccontare nascita, vita e morte di Enzo Ferrari, gli bastano quattro di mesi della sua vita.

Quattro mesi in cui rischia di perdere ogni cosa e soccombere sotto i cadaveri accumulati nel corso del tempo. Per l’intera durata del film il protagonista non cambia mai espressione, sempre serio, costretto a guardare avanti perche guardarsi indietro equivarrebbe a fare i conti con i fantasmi del passato. Una vita segnata dalla morte quella di Ferrari, la morte del fratello, poi del figlio, poi degli amici e dei piloti che puntualmente finiscono ammazzati nelle macchine da lui costruite. È lui stesso a dire di aver costruito un muro intorno a sé, forse una scocca di metallo, per proteggersi dalla sofferenza che in un modo o nell’altro dovrà affrontare. Enzo incita i suoi piloti a non frenare, non importa a cosa andranno incontro, se accetti di correre lo fai per vincere e sei consapevole che la strada su cui ti stai immettendo è estremamente pericolosa. Quello stesso sguardo che appare sempre disinteressato, il cui pensiero sembra sempre rivolto verso altro è soltanto una via di fuga per un uomo sulle cui spalle grava un peso enorme. 

Colpevole – Ferrari, recensione

Come abbiamo già detto in questa recensione, Ferrari è un uomo fallace e Mann non lesina nel mostrarne difetti e contraddizioni. A partire dal rapporto con Laura, un amore che scoppia con il conflitto e la promessa di una pistola. Più che una moglie, lei è la sua socia in affari, il contabile delle scuderie Ferrari, ma soprattuto una madre orfana di un figlio, abbandonata a sé stessa da un marito che nel frattempo si è fatto un’altra famiglia. Dall’altro lato della medaglia c’è infatti Lina Lardi, l’amante, anche se dice di non comportarsi come tale. Madre di un figlio orfano di nome, zimbello del paese e complice della distruzione di un’altra famiglia, anche lei afflitta da un senso di colpa affibbiatole dall’uomo che ama.

Enzo Ferrari è colpevole, ma non può smettere di correre seppure ogni giorno, una volta al giorno, tira il freno. Tutte le mattine, infatti, si reca al cimitero per visitare la tomba di Dino, il figlio che non è riuscito a salvare e per cui Laura non lo perdonerà mai. Il cimitero apre e chiude il film, eppure il protagonista non sembra temerlo, forse perche consapevole che nonostante non si guardi indietro, la sua vita resta una corsa e se corri per vincere accetti anche la morte. Micheal Mann riesce a delineare perfettamente la figura di Ferrari raccontando solo un momento della sua vita, divisa tra mogli, figli e macchine. 

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Ferrari, Forward Pass, Storyteller Productions, Moto Productions, Rocket Science, Iervolino & Lady Bacardi Entertainment, Bliss Media, Le Grisbi Productions, STX Entertainment

Schianto – Ferrari recensione

Il film si concentra anche sul passato dei personaggi femminili che circondano il protagonista, spesso infatti l’amore è stato trattato dal regista come un sentimento animalesco, inspiegabile e inspiegato. Non importa se Dillinger ha appena incontrato Billie, Sonny ha solo guardato Isabella come Occhio di Falco e Cora Munro, questi uomini faranno di tutto per la donna che amano e non ci è dato sapere il perché. Anche in Ferrari l’amore resta inspiegato e feroce, ma l’idillio assume i contorni del realismo che ha sempre contraddistinto la filmografia del regista.

L’amore non è eterno, scoppia all’improvviso e sfuma rapidamente lasciandosi dietro una scia di sofferenza. Il volto di Penelope Cruz è segnato dal pianto e l’assenza del marito nel momento più duro della sua vita segna un punto di non ritorno, non a caso al loro primo incontro nel film lei gli spara. Ferrari contratta su tutti i fronti, per la gestione dei soldi con Laura, per le gare con i piloti, per i finanziamenti con Agnelli, per le notizie con i giornalisti e per il cognome con l’amante.

Non è un uomo facile, né con cui è facile discutere e non importa chi sei o cosa hai da dire, se la luce verde del semaforo si accende lui spingerà il piede sull’acceleratore. Il regista costruisce un melodramma intorno alla vita di quest’uomo, in un crescendo di tensione che esplode con la famigerata corsa delle Mille Miglia. Il montaggio è frenetico, le sequenze in macchina al cardiopalma con una cura del sonoro maniacale. I rombi del motore fanno tremare la poltrona della sala e sembra di essere noi stessi all’interno della macchina, a tutta velocità e con il terrore di uno schianto che potrebbe avvenire da un momento all’altro.

Il realismo ricercato dal regista infatti non è solo nelle scenografie, o nei suoni delle macchine ed è proprio negli incidenti che il cuore si ferma per un attimo e la cruda realtà dei fatti ci colpisce in faccia a 300 all’ora. Non è un caso se la corsa di quell’anno fu l’ultima su strada e la violenza mostrata dal regista appare necessaria per trasmettere il peso di un evento del genere. Dopo The Insider e Ali, Mann torna ancora una volta al biopic e ancora una volta con un approccio non convenzionale, forse un nuovo modo di raccontare la vita, concentrandosi non tanto sugli eventi in sé ma sulle conseguenze che ne derivano. 

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Ferrari, Forward Pass, Storyteller Productions, Moto Productions, Rocket Science, Iervolino & Lady Bacardi Entertainment, Bliss Media, Le Grisbi Productions, STX Entertainment

Voto - 8

8

Lati positivi

  • Il personaggio di Enzo Ferrari ed il suo rapporto con la moglie, l'amante e le corse
  • Le sequenze in auto e gli schianti

Lati negativi

  • Gli attori parlano un inglese italianizzato per dare una maggiore, ma superflua, parvenza di realismo

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