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Il Grinta: recensione del western dei fratelli Coen

Analizziamo il film scritto e diretto da Joel e Ethan Coen

Il Grinta recensione.Al solo nominare questo nome, i più remoti citeranno John Wayne ed Henry Hathaway e i cari film western di una volta che mancano. Scazzottate nei saloon, deserti immensi, uomini dal grilletto facile, duelli all’ultimo sangue, bande di fuorilegge che assalivano una carovana. Uno scenario che è rimasto nell’immaginario collettivo di chiunque, il cui fumetto Tex cerca, ancora oggi con le sue ultime pubblicazioni, di tenere in vita. Eppure c’è chi ha tentato di (ri)valutare questo genere. James Mangold propose un brillante Quel treno per Yuma, con Russell CroweChristian Bale. Poi c’è stato il turno di Tarantino con il celebre Django e l’originale The Hateful Eight. Rifacimenti, solo in parte. Ma pur sempre ottimi film, da cui vale la pena riscrivere questo genere.

Anche nel 2010 c’è stato un rifacimento. Ed è stato proprio il turno de Il Grinta diretto dai fratelli Coen. Essi nella loro smania citazionista, approdano al western riproponendo un vero e proprio classico, strutturando un film del tutto originale. Ci divertono raccontando molto bene una storia avvincente, molto fedele all’omonimo romanzo dello scrittore Charles Portis, rispetto al suo predecessore su pellicola del 1969. Il tutto imbevuto di cinismo e crudeltà, giusto per non essere troppo sentimentale. Insomma, una buona dose manieristica tipica dei fratelli.

Il Grinta recensione: trama

Il Grinta: recensione

Il film inizia con una narrazione di colei che sarà la protagonista del film: Mattie Ross (Hailee Steinfeld). A seguito di un furto di cavalli, perde il padre per colpa del fuorilegge Tom Chaney (Josh Brolin), ma sin dai primi minuti apprendiamo che la storia si è conclusa con la sua vendetta. Caso insolito, perché ella, all’epoca della vicenda, aveva solo 14 anni. Ciò che viene narrato è come la giovane Mattie abbia messo a punto la rivalsa, muovendosi all’interno di un mondo per niente facile.

Non è una sprovveduta, ha la testa sulle spalle. Sa che deve contare sull’aiuto di qualche esperto in materia di cattura di un comune fuorilegge. Così, per problemi legati alla giurisdizione, le consigliano di rivolgersi a qualche sceriffo federale. Senza pensarci due volte, dopo vari nomi elencati, decide di ingaggiare il temerario Reuben J. “Rooster” Cogburn (Jeff Bridges), conosciuto da tutti con il nome de Il Grinta.

Inizialmente titubante e scettico, il Grinta accetta il caso e parte alla ricerca della sua preda. I due saranno accompagnati da La Boeuf (Matt Damon), un ranger texano anche lui sulle tracce di Chaney, il quale sarà di grande aiuto alla compagnia, grazie anche alla sua abilità con il fucile. Tra Le Boeuf e Cogburn si instaura un rapporto conflittuale, lealtà e rispetto reciproco. Infatti, riusciranno a fare squadra quando la piccola Mattie si troverà in difficoltà, spinti, forse, dalla probabile e ricca ricompensa. Ma desiderosi, in fondo, di compiere il loro dovere e di far rispettare la legge

Il Grinta recensione: buon vecchio cinema di una volta

Il Grinta: recensione

Quando i fratelli Coen lanciarono il film, nonostante i pareri positivi della critica, il pubblico sembrò non essere soddisfatto. L’accusa fu quella di una classicità ritrovata che assomiglia molto ad una forma di manierismo. Eppure è risaputo che i fratelli Coen hanno sempre preferito realizzare cinema citazionista, con tanto di materiali da repertorio da adattare in pellicola. Il Grinta riscrive, rimanda e cita il western classico. Tra l’altro scegliendo un film per niente casuale. Il remake, infatti, di quel mastodontico e monumentale film del 1969, che ha premiato John Wayne dell’unico premio Oscar vinto nella sua lunga carriera. Un Oscar che, tra l’altro, si avvicina molto a quello che ricevette qualche anno fa Leonardo Di Caprio: un riconoscimento tardivo ad un grande attore di Hollywood.

I fratelli Coen hanno saputo creare – come al loro solito – una storia avvincente, divertente, ben strutturata, di quelle che tengono vigili e attivi gli spettatori fino alla conclusione. Il Grinta si avvicina al vecchio cinema di una volta: caro, ottimo e apprezzato dai molti. Si può accusare il tutto di mero citazionismo. Ma è un modo per raccontare e a realizzare un film, la cui trama, l’ambiente e i personaggi sono gli aspetti più importanti.

I due registi riescono a fondere i due spiriti del western: l’avventura classica, fatta di sparatorie e cavalcate, e il crepuscolo malinconico, in cui le pistole giacciono nelle rispettive fondine. Il Grinta  rispetta e omaggia la grande epopea western. Lo stesso personaggio è spunto di riflessione, di malinconia, del vecchio che deve cedere il posto al futuro. Diverso dal classico eroe johnwayiano, sprezzante di ogni pericolo e impavido dinanzi alle avversità. Il Grinta dei Coen è colui che si inginocchia con il fiatone per consegnare la ragazza a chi la salverà.

Il Grinta: aspetti tecnici

Il Grinta: recensione

Il film è, tra l’altro, ben scritto. Non vi sono tempi morti e pause; le inquadrature tengono dalla prima all’ultima scena, sono ben strutturate e il ritmo è molto travolgente. Le vicende della ragazzina, del vecchio sceriffo e del ranger texano sono narrate affinché lo spettatore non stacchi gli occhi dallo schermo, senza guardare quanto tempo resti alla fine. Il risultato è del tutto ottimo.

All’interno di questo remake, i Coen aggiornano mediante quel gusto contemporaneo, inserendo quel cinismo, quella crudeltà, quella brutalità che i vecchi western non avrebbero mai tollerato. La protagonista, questa adolescente, non è un angelica e carina, al contrario: è brutale, dura, ad inizio film si gode lo spettacolo, senza batter ciglio, di tre fuorilegge condannati all’impiccagione. È mossa dalla vendetta, dalla voglia di uccidere colui il quale ha assassinato il padre.

È un film in cui si spara, si uccide anche per poco. Sembra essere una eterna lotta per la sopravvivenza, entro cui i vinti non hanno spazio, e c’è solo spazio per i vincitori. Ma in tutto questo scenario, vi è della storia: i Coen ci mostrano cosa è stata l’America, quella della frontiera, dell’individualismo estremo, della dura lotta per la vittoria. Allo stesso tempo, in quel selvaggio west  vige un sistema di fondo, in cui vengono rispettate le regole, la cui giustizia, vivendo in un mondo di fuorilegge, è altrettanto crudele.

Il Grinta

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Trama
  • Riadattamento del remake
  • Musiche

Lati negativi

  • Equilibrio tra i personaggi

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