Recensioni

La ballata di Buster Scruggs: la recensione del film dei fratelli Coen

Tra sparatorie, sentimentalismi e parabole di vita: ecco l'esordio dei Coen su Netflix

La ballata di Buster Scruggs recensione – La piattaforma Netflix si arricchisce dell’ennesimo contenuto di qualità e questa volta a firmarlo sono i leggendari fratelli Coen. La Ballata di Buster Scruggs ha già riscosso un notevole successo a Venezia 2018 dove si è aggiudicato il premio “miglior sceneggiatura”. Dal 16 novembre questo nuovo western coeniano è disponibile per tutti su Netflix. Si tratta dell’ennesima prova di maestria dell’ acclamato duo premio Oscar. Tornano i personaggi, le storie e quei virtuosismi tecnici tipici dell’universo Coen.

Questa volta veniamo catapultati nel selvaggio western, raccontatoci attraverso 6 brevi episodi indipendenti. Nel cast spiccano anche i nomi di Liam Neeson e James Franco, protagonisti rispettivamente delle loro mini-storie. Se sei curioso di sapere cosa ne pensiamo noi di Filmpost.it dell’ ultimo lavoro dei Coen non vi resta che mettervi comodi e leggere qui di seguito la nostra recensione de La ballata di Buster Scruggs.

La ballata di Buster Scruggs: la recensione del nuovo film dei Coen

Un libro di storie si apre e pagina dopo pagina racconta la vita del Far West in 6 brevi episodi. Dalla ballata di un letale pistolero fuorilegge che uccide e canta le sue gesta alle sventure di uno sfortunato bandito fino al dramma di uno spettacolo teatrale ambulante passando poi per i cercatori d’oro… Infine un tuffo in un sentimentalismo freddo e distaccato fino ad un allegorico viaggio in una notte fredda e nebbiosa. La ballata di Buster Scruggs si svolge così, tra duelli da Far West, canzoni, violenza, rapine, scontri tra razziali ed amore.

La ballata di Buster Sruggs recensione

La ballata di Buster Scruggs: il film in breve

Immaginate di mettervi degli stivali, un cappello da cowboy, un cinturone ed entrare in un saloon del far West respirando l’aria polverosa, l’odore di whiskey, ascoltando le note musicali di un vecchio pianoforte e il brusio proveniente dal chiacchiericcio dei clienti. Questa è La ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen: un viaggio nel pericoloso e spietato mondo del Far West. Dall’idiozia di una ballata comica ad una storia d’amore che nasce tra le carovane fino alle fatiche e speranze di un vecchio cercatore d’oro.

Sei storie con trame, ambientazioni e personaggi differenti. Un unico filo conduttore: la crudeltà, l’odio e l’avidità che ha da sempre contraddistinto l’essere umano. Si respira un pò di quel pessimismo cosmico già visto in A serious man e, volendo rimanere nella cinematografia coeniana, anche di quello spietato cinismo alla No country for old man. 

Ma non è assolutamente tutto qua! Le storie dei Coen non sono mai monotematiche e lineari. Sono un’esplosione di figure, significati, pseudo-significati e no-sense in una mescolanza di dramma, sentimentalismo e black humor. Vedere una pellicola di Joel ed Ethan Coen è come ammirare un quadro di Jackson Pollock da vicino: si viene travolti da un’energica esplosione di possibili significati e sensazioni che non comprendiamo mai appieno.

La ballata di Buster Scruggs si contraddistingue anche per l’elevato livello tecnico, come ci ha ormai abituato questa coppia di registi. Partiamo con la magistrale gestione delle luci, soprattutto negli interni, con quei raggi di sole che trafiggono i pulviscoli e l’illuminazione selettiva di personaggi ed oggetti. L’immensità dei paesaggi del Far West viene resa con una serie di frame minimal, fatti di silhouette all’orizzonte o di pochi elementi disposti nel “mid-ground“, seguendo la classica regola dei terzi (occhio in particolare al secondo episodio nel film). Altro elemento che contraddistingue la ballata di Buster Scruggs è la post-produzione. Ogni episodio ha infatti uno stile differente. Si passa da una fotografia desaturata con cieli “slavati” e luminosi per poi passare ai colori accesi dei paesaggi naturali fino ai viraggi monocromatici nell’ultimo capitolo.

La ballata di Buster Scruggs: recensione – Conclusioni

La ballata di Buster Scruggs è una pellicola con uno stile particolare che potrebbe non essere apprezzato da tutti. Non classificabile in un unico genere il film è un insieme di storie narrate in maniera molto originale con attenzione ai dettagli, ai personaggi, alle trame e alla tecnica. La capacità di creare dei contenuti coinvolgenti ed innovativi con degli episodi della durata di pochi minuti è stata una sfida ampiamente vinta dai due filmakers. Forse nel complesso il film non ha quella forza narrativa che ha contraddistinto alcuni dei capolavori dei Coen; ma siamo comunque un passo avanti rispetto alla media generale. Un film che vi consigliamo di vedere. Disponibile su Netflix dal 16 novembre. Vi auguriamo una buona visione.

Voto - 7.5

7.5

The Good

  • Sceneggiatura, regia, fotografia
  • Personaggi
  • Innovativo

The Bad

  • un film con uno stile non per tutti
  • alcuni episodi più sottotono di altri

Voto Utenti: Vota per primo !
Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Adblock Rilevato

Per favore supportaci disabilitando il tuo Ad Blocker