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Inception: recensione del film di Christopher Nolan

Preparatevi alla recensione di Inception, il film di Christopher Nolan divenuto già una delle sue opere più amate e discusse

Inception è uno dei film più discussi degli ultimi anni e oggi noi di filmpost.it vi vogliamo dare la nostra opinione su questa pellicola. In precedenza vi abbiamo parlato di 5 curiosità su Inception ma era indispensabile anche una recensione che parlasse di questo film complesso. Vista la difficoltà di parlare di un film con così tante sfaccettature la modalità sarà un po’ differente: la nostra sarà una vera e propria narrazione che andrà a toccare vari punti focali di trama, tecnica ed emozione. Sperando che questo modo di trattare l’argomento vi piaccia non ci dilunghiamo ulteriormente e cominciamo.

Innanzitutto è essenziale dare una prima spiegazione di cosa è effettivamente questo film. Inception è un film del 2010 sceneggiato, diretto e prodotto da Christopher Nolan. La pellicola, che vede la partecipazione di un cast stellare (che approfondiremo successivamente) ha vinto 4 Oscar nel 2011: miglior fotografia, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali. Inception, con un budget di circa 160 milioni di dollari, è stato un grande successo al botteghino incassandone quasi 300. Il film ha ricevuto ottime recensioni da parte della critica: ha ottenuto un voto medio di 74 su 100 (basato su 42 recensioni) per Metacritic e dell’87% (basato su 246 recensioni) per Rotten Tomatoes.

Inception Recensione: un sogno divenuto realtà

Che piaccia o meno, ormai Christopher Nolan è considerato uno dei registi più di successo (e redditizi) di Hollywood. Ogni suo lavoro si accosta a un genere differente ma “inquinandolo”, rendendolo sempre un qualcos’altro. Come per ogni cosa, vi sono fans (ai limiti quasi del fandom) e detrattori (che criticano i film ancora prima dell’uscita), ma una cosa è certa: ogni nuova pellicola di Nolan diventa sempre un caso mediatico per addetti ai lavori e non. Non è mistero, inoltre, che ciò che fa brillare maggiormente il genio artistico di Nolan sia, oltre alla regia sempre capace, un eccellente versatilità nella sceneggiatura. Su quest’ultima spesso lavora con il fratello ma nel caso di Inception sia il soggetto sia la sceneggiatura vera e propria sono firmate dalla sua sola mano.

La sceneggiatura, la trama, la storia… sono questi i fattori da cui intendo cominciare per questa analisi. In molti, dopo la visione del film, hanno “accusato” Nolan di aver copiato da altre pellicole quali, una tra tutte, Paprika (di cui vi abbiamo accennato nell’articolo sui migliori film intrippanti). Nonostante il regista abbia confermato l’influenza che questo film ha avuto sulla creazione della sua idea, è altrettanto stupido vederlo come un clone, dato che sono molto più le differenze che le somiglianze. I riferimenti presenti in Inception, inoltre, provengono da molti universi narrativi differenti (da Tron a Matrix, da Escher a Borges) ma la sceneggiatura finale possiamo confermare essere un prodotto totalmente originale e innovativo.

La sceneggiatura ha avuto una gestazione molto lunga e travagliata; il film è stato trattato fin dal principio come un progetto top secret di cui gli stessi attori spesso non conoscevano tutti i dettagli. In maniera simile a quanto siamo abituati a vedere attualmente con i Marvel Studios, Nolan ha voluto mantenere dal principio alla fine un alone di mistero su questa opera.

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Inception: una trottola che ruota su sé stessa

La trama di Inception, come tutte le opere di Nolan, non è semplice. Può accadere che possa servire una seconda (o terza) visione per cogliere dettagli non solo secondari, ma anche essenziali alla comprensione del disegno. L’idea dietro al tutto (sulla quale il regista stesso ha affermato di aver lavorato per anni) è relativamente semplice. In un futuro non troppo distante, grazie ad alcuni strumenti, è possibile entrare nei sogni di altre persone. Il protagonista, Dominic Cobb (DiCaprio), sceglie di accettare un lavoro molto rischioso in vista di un’assoluzione ormai quasi impossibile. Durante la pellicola saranno molti i personaggi “assoldati” per questa missione quasi suicida, ognuno con una certa specializzazione.

Quello che avviene in un lunghissimo viaggio aereo sembra follia: sogni, dentro sogni, dentro sogni. Una matrioska che sarà difficile da comprendere non solo per gli spettatori ma per gli stessi personaggi. Nolan mette in piede un gigantesco lavoro di trame e sotto-trame che permettono al film di funzionare (anche se sempre sul filo del rasoio) perfettamente; ogni cosa, in un qualche maniera, va al suo posto. Il regista, però, non contento di questo filo ingarbugliato (anzi, più fili intrecciati), sceglie di osare ancora di più: il finale stesso risulta quasi aperto e in dubbio. Cosa è realtà, cosa è sogno? A tal riguardo sono intervenuti attori o il regista stesso a parlarne e illustrare teoria, possibilità e chiusure (qui e qui nel caso foste interessati).

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Inception: siete disposti a fare un atto di fede?

Siete disposti a fare ciò che ha fatto Nolan con il suo cast? Un atto di fede? Questa non solo è una delle tag-line del film, ma una vera e propria verità dietro al progetto. Il regista ha deciso di scegliere per la sua pellicola un nutrito gruppo di attori, necessari allo svolgimento, ma chi sono? Nel film spicca immediatamente Leonardo DiCaprio che ormai è sempre una certezza nelle sue interpretazioni.

Oltre a lui, però, sono tanti gli interpreti, conosciuti o meno, che compaiono nel film. Una grande scommessa Nolan l’ha fatta con Tom Hardy. Quest’ultimo non era ben visto (nè molto conosciuto) ad Hollywood ma il regista scelse di dargli un ruolo, e non un ruolo minore. Lo stesso attore ha più volte ringraziato Nolan sottolineando come probabilmente quel ruolo gli abbia salvato la vita. Non è un mistero che Hardy abbia avuto un passato di dissolutezza e droga, ma dopo Inception è divenuto uno degli attori più apprezzati e benvoluti di Hollywood.

Uno dei veri punti forti di questo film rimane il cast e i personaggi da questo interpretati. da Cillian Murphy a Ellen Page, da Marion Cotillard a Michael Caine, passando per Joseph Gordon-Levitt e Ken Watanabe: non c’è attore che non risulti eccellente, non c’è personaggi che non ci intrighi e riempia di interesse. Ogni co-protagonista di questa pellicola riesce a ritagliarsi nel film un suo spazio, in cui riversa sentimenti e pensieri, senza mai sovrastare gli altri ma allo stesso tempo non risultando piatto o scontato. Davvero da applausi.

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Inception: ritorno a casa

Christopher Nolan è, forse, il regista più discusso di Hollywood, l’abbiamo detto. C’è chi lo ama, c’è chi lo odia: eppure se ne parla sempre. Non volendo entrare troppo in faide, discussioni e diatribe, però, possiamo dire una cosa: è un grande artista. A partire dalla sua ottima capacità registica, che si mostra nella fluidità e l’intelligenza con cui dirige la macchina da presa, fino alla sceneggiatura, in cui riesce sempre a stupire con idee a volte visionarie, a volte quasi incomprensibili.

Nolan punta sempre, nei suoi film, allo spettatore: non siamo nel campo di un Allen o di un Sorrentino, in cui spesso l’autoreferenzialità si mostra (nel bene e nel male). Nolan tende a scomparire nell’ombra per lasciare che il suo film parli da sè, generando l’universo che ha avuto in mente e senza volerlo appesantire con eccessiva autoralità. Quadri senza firma, potremmo chiamarli, o, meglio, quadri con una firma lieve e visibile solo a chi ha occhio.

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Inception: conclusioni e voto

In Inception, quindi, il regista riesce a confezionare un prodotto davvero di altissimo livello ma, purtroppo, senza riuscire a raggiungere la dicitura di “capolavoro”; in tempi moderni quest’ultima viene elargita spesso a mano troppo aperta dal pubblico e troppo chiusa dalla critica. C’è da dire che il film, però, è già riuscito a divenire parte della cultura pop (e non solo) trasformandosi in modi di dire e sostituendo quasi il “semantic-field” di matrioska, appunto. Un risultato che, sebbene faccia quasi sorridere, non è da sottovalutare dato che sottolinea l’enorme forza cultura e l’impatto generalizzato di questa opera.

Per concludere, dunque, questa recensione, c’è poco da aggiungere. Inception è un film da vedere, non ce lo si può perdere. Terminati i 148 minuti sentirete una commistione di molti sentimenti ma tra questi siamo certi non vi sarà l’indifferenza. Dedicatevi una serata a visionare questa pellicola prodotta con rara diligenza e attenzione e parlatene: lasciatevi immergere in un mondo fantastico ma anche terribilmente realistico. E dolci sogni.

Inception

Voto - 8.5

8.5

Lati positivi

  • Trama coinvolgente
  • Cast eccezionale

Lati negativi

  • Non di facile interpretazione, macchinoso

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