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IT capitolo 2: recensione del film di Andrès Muschietti

Lo spaventoso finale della saga di Pennywise nato dalla fantasia di Stephen King

Dopo circa due anni dall’uscita del capitolo uno siamo finalmente giunti all’attesissimo finale del remake di un grande classico dell’horror uscito dalla mente geniale di un certo Stephen King. L’argentino Andrès Muschietti, regista del primo film, ha diretto anche questa seconda e ultima parte, IT capitolo due, di cui vi proponiamo la nostra recensione. Attesissimo sequel e finale di quel film che conquistò i botteghini nel 2017, con l’incasso record di oltre 700 milioni di dollari. Un’ impresa non da poco considerando che il riadattamento del libro di Stephen King non era assolutamente dei più semplici vista la lunghezza della storia e la complessità dell’intreccio narrativo.

In campo cinematografico l’impresa era già stata tentata nel 1990 da Tommy Lee Wallace, con il pagliaccio assassino interpretato niente meno che da Tim Curry. La pellicola (ndr. miniserie tv), cult dell’horror, non ebbe comunque la fortuna aspettata; inoltre, rivedendolo a distanza di anni, possiamo dire che è uno di quei film “invecchiati” male, privo di suspence e con troppi tempi morti. Il Pennywise interpretato dal bravissimo Tim Curry è comunque diventato un personaggio iconico. Andrès Muschietti propone invece una versione del clown più maligna e demoniaca, penalizzata però da tanta computer grafica, spesso applicata anche sul viso. Stiamo parlando di Bill Skarsgård, l’attore che ha “prestato il volto” a Pennywise in questa nuova versione.

It capitolo due recensione

Indice:

IT capitolo due recensione

Veniamo dunque nel merito del nostro articolo, la recensione di It capitolo due, episodio conclusivo della storia, ambientato a distanza di circa 27 anni dai fatti avvenuti nella prima parte. Tornano nella loro “versione adulta” i componenti del club dei perdenti, legati da un antico patto di amicizia. Sono ormai passati 27 anni da quando i componenti del club dei perdenti sconfissero It unendo tutte le loro forze. I ragazzi hanno quindi preso strade differenti, sono cresciuti, ognuno con la sua vita ed i suoi problemi. Sono tuttavia rimasti legati da un patto sacro che sancisce il loro ritorno a Derry qualora It si rifacesse vivo.Il tempo è finalmente giunto.

Dopo 27 anni dall’accaduto un’aura sinistra si riabbatte nuovamente sulla tranquilla e anonima cittadina del Maine; sparizioni, uno strano delitto e delle raccapriccianti scritte di sangue sui muri lasciano presagire a Mike il peggio. It sembra essere tornato, affamato di sangue e paure più di prima. Dopo un giro di chiamate Mike cerca di riunire il vecchio club dei perdenti, ricordando ad ognuno l’antica promessa fatta anni prima. È ormai giunto il momento di rifondare la vecchia amicizia e far fronte ai nuovi incubi del clown assassino tornato più potente di prima.

IT capitolo due: un confronto con il primo episodio

Prima di entrare nel vivo dell’analisi del film con la nostra recensione di It capitolo due è bene fare un piccolo passo indietro. La grande impresa di rispolverare un mostro sacro dell’horror e di farlo conoscere a chi ancora ne fosse completamente a digiuno è stata pienamente centrata con It capitolo uno. L’argentino Andrès Muschietti ha completamente reinventato un genere, mettendoci dell’horror, dei momenti humor e tante scene actions in un film dove la computer grafica è stata ampiamente utilizzata, facendoci un po’ rimpiangere quel bel trucco bianco sul volto di Tim Curry.

Ne è uscito un film esplosivo, senza tempi morti, dal ritmo incalzante, divertente, a tratti pauroso, ma soprattutto adatto ad un pubblico ampio per età e gusti. Grazie a questa “formula” It capitolo ha riscontrato successo anche tra chi non ama il genere horror. Questa miscela esplosiva ha garantito lo strepitoso successo ai botteghini con la cifra record di oltre 700 milioni di dollari di incassi.

It capitolo due recensione

Andrès Muschietti, la gallina dalle uova d’oro di casa Warner Bros, è il padre di un horror reinventato, ha saputo riadattare una storia complessa al grande schermo e dare nuovamente risalto e successo ad uno dei personaggi horror più iconici mai creati. Non parliamo assolutamente di un film capolavoro, ma, in un’era in cui tutto è remake/sequel di scarso livello aver creato un’opera come It capitolo uno è sicuramente un’ottima impresa. E non parliamo certo dei dati ai botteghini che in fin dei conti non essendo soldi che entrano in tasca nostra poco ci interessano. Adesso chiudere in bellezza con questo secondo capitolo senza deludere un pubblico che si aspetta molto è sicuramente un’impresa di pari livello, se non superiore.

La paura

Se dovessimo riassumere in un concetto quello che per noi è It capitolo due diremmo che è come un grande giocattolo rumoroso e luminoso. Un film veramente molto lungo (quasi 3 ore di girato) pieno di scene horror ed action dove si fa tanto (troppo?) ricorso alla computer grafica, rumori e urla… troppi e stucchevoli. Andrès Muschietti riprende il “genere pazzo” che aveva contraddistinto il primo film esaltando ulteriormente gli elementi action e “fantasy”. Poca suspense e paura psicologica, tanta adrenalina, molti mostri e jumpscares, spesso veramente telefonati.

It non è quel genere di horror che tormenterà il vostro rientro a casa o le vostre notti. Si tratta di un film che “spaventa” solo in sala perché sappiamo che da un momento all’altro un mostro orrendo comparirà sullo schermo mettendo a dura prova i nostri timpani. Niente di più stupido, soprattutto perché le scene di questo tipo sono veramente tante. La “caduta di stile” è questa volta fin troppo evidente. In questo sequel molte delle apparizioni di Pennywise sono sotto forma di mostri che sembrano usciti dal film cult La Cosa di John Carpenter. Nonostante tutto non mancano alcune scene horror ben congegnate che risollevano la qualità generale della pellicola.

La storia ed i personaggi

Quasi tre ore di girato in un film che non titola con le parole “C’era una volta…” sono solitamente troppe. Non fa eccezione a questa “regola mai scritta” It capitolo due. Nella prima metà del film il regista sembra utilizzi il contagocce per distribuire le poche apparizioni di Pennywise. Accettiamo la scelta ed andando avanti con la visione ci accorgiamo che la seconda parte è completamente sbilanciata: le apparizioni diventano continue e ridondanti. Mentre nel primo film veniva in parte tradito lo spirito narrativo del romanzo di Stephen King, questo secondo capitolo gioca molto più sul rapporto passato-presente, utilizzando numerosi flashbacks presenti effettivamente anche nel libro.

Ci è sicuramente piaciuta di più questa scelta rispetto alla prima parte dove la storia dal punto di vista dell’arco temporale era molto più lineare. Per il resto non c’è molto da aggiungere; il film, come nel capitolo uno, è abbastanza scorrevole e piacevole da vedere anche se oltre la seconda ora, sebbene nel complesso sia sempre divertente, la storia diventi un po’ stucchevole. I protagonisti sono i bambini del club dei perdenti diventati ormai adulti, con 27 anni in più sulle spalle. Forse a livello di coinvolgimento il capitolo uno offre qualcosa di più.

Empatia a parte avere dei bambini come protagonisti schierati contro un mostro sanguinario come It funziona decisamente meglio. Grazie comunque ai flashbacks, presenti anche nel libro di King, Andrès Muschietti è riuscito ad inserirli anche in questo secondo capitolo. Il cast si arricchisce di nomi come James McAvoy, Bill Hader e Jessica Chastain. È una storia di bambini pieni di paure che diventano adulti e di adulti che tornano bambini attraverso i loro ricordi e paure. È una storia di amicizia e fratellanza, di onore e coraggio, ed il film riesce a trasmettere bene tutti questi messaggi.

It capitolo due recensione: le nostre conclusioni

Tiriamo dunque le somme alla fine di questa nostra recensione sull’attesissimo It capitolo due diretto dall’argentino Andrès Muschietti. Il film riprende quanto lasciato nel primo episodio a 27 anni di distanza con un continuo parallelismo tra passato e presente. Si chiude così il cerchio dell’amicizia, di quel patto fatto anni addietro ma anche il cerchio della paura e dell’orrore. Le aspettative erano altissime visto l’ottimo lavoro svolto con It capitolo uno. Questo sequel conclusivo riprende la formula magica inventata nel precedente: un genere horror frammisto ad elementi humor ed action.

Rispetto al primo film però It capitolo due miscela male gli ingredienti, non ben proporzionati come nel primo film. Una trama abbastanza sbilanciata dove a volte l’horror diventa più infantile e meno intelligente con quei mostri urlanti che corrono e sbracciano sul grande schermo. Troppe sequenze puramente action che fanno sfiorire l’anima horror del film. Un ritorno che comunque diverte e funziona intrattenendo per quasi tre ore, cosa non da poco. Sicuramente rispetto alle aspettative iniziali un po’ di amarezza e delusione rimane. È stato fatto un buon lavoro ma poteva (ndr e forse doveva) essere fatto ancora meglio.

It capitolo due - 7

7

The Good

  • Divertente
  • Montaggio
  • Un nuovo genere

Lati negativi

  • Troppo lungo
  • Troppo action e troppi mostri
  • Jumpscares: tanti e prevedibili
  • Piccolo passo indietro rispetto al primo

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