Kill Boksoon : la recensione del nuovo action coreano di Netflix

Dal 31 marzo è disponibile sulla piattaforma Kill Boksoon, il film con protagonista Jeon Do-yeon. Un John Wick al femminile fatto di violenza, drammi famigliari e un pizzico di umorismo. La nostra recensione.

Diretto da Byun Sung-hyun, interpretato dalla star coreana Jeon Do-yeon (già Miglior Attrice a Cannes nel 2007) e presentato all’ultimo Festival di Berlino, dal 31 marzo è disponibile anche su Netflix il thriller Kill Boksoon. Un action coinvolgente che rinnova la tradizione delle donne sicario toste e spietate, mettendo al centro della sua vicenda una madre single alle prese con la sua doppia vita di genitore e killer su commissione.

Un film che guarda tanto ai revenge movies d’oltreoceano, da Kill Bill a John Wick, quanto a un certo gusto per il black humour, il dramma famigliare e un’estetica derivata dagli anime tipico delle produzioni nazionali. A uscirne fuori è un’opera ben salda nel filone e nel genere di appartenenza che diverte e coinvolge senza troppe pretese. Forte di una protagonista ben caratterizzata e di un ritmo capace di restare costante nonostante i cambi di tono e una durata forse eccessiva.

Indice:

Trama – Kill Boksoon recensione

Non si uccidono minori. Si accettano solo lavori approvati dalla compagnia. I lavori vanno portati a termine. Sono queste le tre regole che Mr. Cha (Sol Kyung-gu), CEO della MK, ha gettato per creare l’unione delle più importanti compagnie di sicari di Seoul. Non sa ancora, però, che sarà proprio la sua pupilla, la leggendaria e spietata Gil Bok-soon (Jeon Do-yeon), a infrangerne una, scatenando una reazione a catena di portata inimmaginabile.

Gil, dal canto suo, oltre che all’attività di sicario numero uno della MK, è impegnata a gestire il rapporto turbolento con Jae-yeong (Kim Si-a), la sua figlia adolescente, tra incontri genitori-insegnanti, litigi e incapacità di comunicare. A rincarare la dose ci si metterà anche un collega/amante insoddisfatto (Koo Kyo-hwan) e la direttrice della MK, Cha Min-hee (Esom), morbosamente legata al fratello Cha e da sempre gelosa di Gil. Riuscirà la nostra (anti)eroina a trovare un equilibrio tra queste due vite agli antipodi?

Kill Boksoon recensione

Kill Boksoon. See At Film

Storia di una vocazione – Kill Boksoon recensione

È una storia d’amore a dir poco prolifica quella tra l’action e il cinema coreano degli ultimi anni. Un idillio fatto di decine di titoli capaci di spaziare dal capolavoro al trascurabile, dall’esperimento adrenalinico al classico prodotto di genere. Era solo questione di tempo, allora, perché Netflix, dopo il vorticoso Carter, tornasse a presentare un altro action coreano curioso e sopra le righe.

Kill Boksoon è infatti il classico prodotto che, da una parte, rispetta, sin dalle sue premesse e dai suoi snodi narrativi, tutte le regole del genere e, dall’altra, ha quel qualcosa in più capace di farne un film interessante e a suo modo originale. Assecondando il topos del killer stanco alle prese con l’ultimo lavoro prima di ritirarsi e ascrivendosi, allo stesso tempo, in quel filone fatto di protagoniste femminili abili e spietate, il film si colloca così in un sottogenere ben preciso contaminandosi, però, con spunti differenti ed eterogenei.

Kill Boksoon recensione

Kill Boksoon. See At Film

John Wick è stato qui – Kill Boksoon recensione

Seguendo la lezione del recente e ottimo The Killer, contaminando, cioè, la parabola di un protagonista freddo e spietato con una dimensione più intima e famigliare, sono così le relazioni tra i personaggi – non solo quella tra Gil e sua figlia, ma anche tra lei e il suo capo, tra lei e il suo amante, o quella tra Mr. Cha e sua sorella – a diventare fondamentali per la vicenda e a rendere il film più interessante della media del filone.

In una realtà criminale che fa il verso al mondo di sicari di John Wick, tra summit segreti e regole di condotta, va così in scena una storia capace di unire azione e commedia nera, dramma famigliare e un pizzico di critica sociale (le compagnie di killer viste alla stregua di multinazionali). Un insieme di toni e suggestioni differenti tenuto insieme da Gil e dalla sua assurda situazione famigliare e lavorativa. È la sua doppia vita di madre e di sicario a consentire infatti le svolte e i cambi di tono più repentini e interessanti, rendendo fluida un’operazione che fa propri i linguaggi del gangster movie e del dramma, della commedia e del fumetto.

Kill Boksoon recensione

Kill Boksoon. See At Film

L’azione prima di tutto (o quasi) – Kill Boksoon recensione

A fare il resto ci pensa una regia abile nel gestire differenti registri ma soprattutto nel rendere originali (e sopperire così alle mancanze marziali degli interpreti) le scene d’azione. È qui, tra un ralenti e un movimento funambolico della macchina da presa, che Kill Boksoon regala i suoi momenti migliori. Una regia inventiva e stimolante che accompagna alla sovrabbondanza di combattimenti – alcuni di essi addirittura proiezioni virtuali della protagonista, capace di prevedere le azioni dell’avversario – l’importanza dei sentimenti e delle relazioni.

È proprio questa la formula vincente che fa del film di Byun Sung-hyun un ibrido interessante e ben bilanciato. Un mix adrenalinico e dal ritmo sostenuto, fatto di violenza pop ed estetica cartoonesca, che non dimentica il cuore e gli affetti ma su cui pesa un minutaggio forse eccessivo. Un peccato perché, fosse stato meno debordante e dispersivo, Kill Boksoon avrebbe avuto tutte le carte in regola per essere un piccolo cult.

Kill Boksoon

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Le scene d'azione sono inventive e adrenaliniche
  • Il mix tra generi diversi funziona ed è ben gestito

Lati negativi

  • La durata eccessiva rischia di rendere il film troppo dispersivo e debordante

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