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La Llorona – Le lacrime del male: recensione del nuovo horror del Conjuring Universe

Un nuovo inaspettato tassello si aggiunge all'universo di The Conjuring: La Llorona, basato su una leggenda folkloristica

La Llorona recensione. L’universo cinematografico horror di The Conjuring non smette di ampliarsi a sorpresa. La Llorona – Le lacrime del male, uscito nelle sale questo aprile, è infatti un nuovo inaspettato tassello di questo universo condiviso. Annunciato lo scorso anno allo ScareDiego, evento che anticipa il Comic-Con di San Diego, il film ha rivelato a sorpresa all’inizio del 2019 un collegamento con il Conjuring Universe. La produzione gestita da James Wan (regista dei due capitoli della saga horror in questione) era in effetti un chiaro indizio. Inevitabilmente da quel momento la curiosità per gli appassionati horror è aumentata.

La Llorona – Le lacrime del male porta al cinema una personaggio noto nel folklore latino-americano, più precisamente messicano. Si parla dello spirito di una donna, vestita di bianco e coperta da un velo, che in vita ha annegato i suoi figli, a seguito di una pena d’amore che l’ha sconvolta, per poi suicidarsi. In forma di spirito malefico, La Llorona perseguita le famiglie con l’obiettivo di ucciderne i bambini, annegandoli. Questa terrificante leggenda viene riletta nel film, diretto da Michael Chaves, sfruttando il personaggio per creare un nuovo mostro horror cinematografico.

Nonostante il collegamento col Conjuring Universe, la pellicola non è assolutamente all’altezza dei lavori di James Wan e di alcuni spin-off della saga. Tra atmosfere thriller e tanti jumpscares, La Llorona non si distanzia molto dai tanti horror contemporanei e non risulta spaventoso come vorrebbe. Lo spirito protagonista è poco approfondito e il collegamento con la saga di The Conjuring risulta alla fine non necessario. Scoprite qui di seguito nella nostra recensione quali sono i motivi che rendono La Llorona un horror non memorabile.

Indice

La Llorona recensione

la llorona recensione

Los Angeles, 1973. L’assistente sociale Anne (Linda Cardellini) si sta occupando del caso di una madre sospettata di violenze sui suoi due figli. Quest’ultima, latino-americana, le comunica che la colpevole di quelle violenze è La Llorona, uno spirito malefico. Non prendendo sul serio la storia, Anne sottrae i bambini alla madre. Poco dopo i due saranno ritrovati morti per annegamento. A partire da questo momento La Llorona inizierà a tormentare Anne e, soprattutto, i suoi due figli.

L’obiettivo della Llorona è privare le madri dei figli, come ha fatto lei in vita annegando i suoi per punire il marito. Scampare a questa orribile maledizione non sarà facile. La soluzione per liberarsi da tale persecuzione sarà un ex sacerdote che non opera più secondo metodi canonici: un curandero. Attraverso strani riti e particolari oggetti, l’uomo cercherà di difendere la famiglia di Anne dalla Llorona.

La Llorona: dal folklore al cinema horror

Uno dei pregi del film di Chaves è far conoscere agli amanti del genere horror una leggenda del folklore latino-americano. La Llorona infatti è una delle figure più popolari nell’ambito folkloristico del Sudamerica, temuta per ciò che è in grado di fare. Una credenza in una creatura sovrannaturale la si collocherebbe in comunità e contesti sociali più poveri, in cui la superstizione la si pensa più dilagante, a causa di un maggior livello di ignoranza. La donna con due figli su cui indaga la protagonista all’inizio appartiene proprio a quello strato sociale. Ed è per questo che Anne, ritenendo colpevole la madre, non crede al fatto che sia La Llorona la carnefice dei poveri bambini. Quando questi poi muoiono tutto si ribalta: lo spirito malefico comincia a perseguitare i figli di Anne e lei stessa inizia a credere all’esistenza di tale spirito.

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La Llorona di per sé è anche una figura suggestiva: uno spirito femminile, vestito e velato di bianco, che racchiude una tristezza pronta a tramutarsi in furia omicida. I suoi pianti attirano innocenti bambini, che verranno poi annegati. Tuttavia questo personaggio è sfruttato in modo totalmente errato: il film inizia proprio svelando parte dalle atrocità che ha fatto la malefica donna quando era in vita, giocandosi così una gran parte dell’effetto sorpresa. In seguito si abusa eccessivamente della sua presenza solamente per i canonici jumpscares (quelli efficaci si contano sulle dita di una mano). Un vero peccato perché l’entità in questione è per certi versi affascinante, anche perché proviene da leggende popolari esistenti.

La Llorona: horror ed errori

Le premesse interessanti di cui abbiamo parlato vengono dunque in seguito disattese. Nel lavorare sulla paura tramite l’entità protagonista, il film fallisce poiché esagera con troppi jumpscares, soprattutto nella parte finale della pellicola. Questa è totalmente incentrata su un assedio dello spirito alla casa dei malcapitati protagonisti. Innumerevoli apparizioni della Llorona e continui rumori sinistri alla lunga stancano, soprattutto se uniti a scelte dei personaggi veramente al limite dell’intelligenza. In questo contesto l’atmosfera horror sembra unirsi a quella thriller, con una situazione che ricorda molti film di stampo home invasion.

Si fatica, inoltre, a comprendere l’inserimento de La Llorona nel Conjuring Universe, soprattutto perché il collegamento è molto debole tanto da risultare inutile. Probabilmente si tratta di una scelta molto furba, in grado di garantire al film un maggiore successo di pubblico, vista la notorietà della saga avviata da James Wan nel 2013. Questa scelta sembra non garantire però nessun altro affaccio della Llorona nel Conjuring Universe ed è proprio questo che ci auguriamo per il futuro della saga.

La Llorona recensione: conclusioni

Tirando le fila, possiamo affermare che La Llorona – Le lacrime del male è un horror con ottime premesse, che purtroppo vengono smentite lungo la durata del film. Il suggestivo spirito protagonista, realmente esistente in diverse leggende folkloristiche, non è sfruttato come dovrebbe, senza avere alcun approfondimento interessante. Lo sfruttamento che viene adottato è finalizzato alla semplice creazione di un nuovo mostro horror. Purtroppo anche l’ambientazione storica e il contrasto sociale, per quanto riguarda la superstizione, non riescono a far stare in piedi la struttura del film. Questo infatti si perde in troppi jumpscares e in una parte finale che, invece di spaventare, alla fine annoia.

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Essendoci lo zampino di James Wan, ci si aspettava un qualcosa di più interessante e spaventoso, ma così non è stato. L’occhio di Wan ha però individuato le capacità registiche di Michael Chaves, tanto da renderlo regista del terzo capitolo di The Conjuring, in arrivo l’anno prossimo. Per concludere si può tranquillamente mettere tra parentesi La Llorona all’interno del Conjuring Universe: una parentesi inutile, ma non orribile come quella di The Nun – La vocazione del male. Non ci resta altro che attendere Annabelle 3, in uscita a luglio 2019, sperando che sia un tassello più interessante di questo universo horror.

La Llorona - Le lacrime del male

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • Il film permette di conoscere una suggestiva leggenda folkloristica
  • L'ambientazione storica e i contrasti sociali legati alla superstizione

Lati negativi

  • L'entità della Llorona è sfruttata soprattutto per i jumpscares
  • Il collegamento con il Conjuring Universe è debole e inutile

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