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Lady Bird – Recensione del film di Greta Gerwig

La nostra recensione di "Lady Bird", il film rivelazione della stagione cinematografica

Di esperimenti filmici sul tema coming of age se ne sono visti a iosa, specialmente negli ultimi anni. Eppure trovare un’opera pienamente coerente, o ancor meglio, un’esperienza coinvolgente, è assai complicato. Con “Lady Bird”, la nota attrice Greta Gerwig passa per la prima volta da sola dietro la macchina da presa e si ritrova di colpo con un film  candidato a 5 Premi Oscar e vincitore di 2 Golden Globe.

Lady Bird – La Recensione

A Sacramento, California vive Christine “Lady Bird” McPherson (Saoirse Ronan), studente di un istituto cattolico con una spiccata personalità. Tra i sogni di fuga verso la east coast, le continue discussioni con la madre, gli amori e le difficoltà economiche la ragazza affronta l’ultimo periodo della sua adolescenza in costante attesa della svolta. È il 2002/2003, anno di diploma per la protagonista e periodo particolare per l’America intera dopo gli eventi dell’11 settembre.

A differenza di molti altri teenage movie questo film evita di concentrarsi troppo sugli aspetti amorosi e le turbe adolescenziali; se c’è infatti un particolare che sprizza da qualsiasi spiraglio è l’autenticità, sia dei toni che degli eventi narrati. La regista mantiene sempre il focus su ciò che accade senza mollare un centimetro. Ogni scena diviene pregna di significato attraverso scambi ironici e attimi coinvolgenti che rispecchiano il turbamento di chi raggiunge l’epilogo della propria, ingenua gioventù.

Greta Gerwig – L’ebrezza della prima volta, lo stile di una veterana

Esalta e si esalta, la Gerwig, che nella sua opera descrive con minuzia di particolari gli eventi, le problematiche di una figlia e di una madre che diventano imprescindibili l’una dall’altra sin dalla prima sequenza. La pellicola rappresenta un’esplorazione quasi auto-biografica della regista, che in quella Sacramento ci è cresciuta e ha trovato il coraggio di volare via. Seppur si tratti del suo debutto da regista, Greta Gerwig vanta già 7 sceneggiature e diverse collaborazioni con il compagno Noah Baumbach.

Con quest’ultimo condivide anche alcune idee registiche,ma si differenzia subito nello stile: Baumbach racchiude spesso il suo mondo in una New York elegante e brillante, la Gerwig sceglie invece la provincia e racconta le sue origini – le distanze, la famiglia, gli amori. Un occhio attento ai dettagli e un gusto raffinato – soprattutto nell’uso delle musiche – bastano a soprassedere su eventuali imperfezioni tecniche (non si spiega la nomination a Miglior Regia).

Saoirse Ronan e un cast ben assortito

Buona parte del merito va alla sceneggiatura, che nei suoi dialoghi taglienti esalta la bravura di un cast giovane e talentuoso. Saoirse Ronan è semplicemente incantevole nell’incarnare i drammi e i dubbi della protagonista, ma ciò che colpisce della sua performance è la totale spontaneità che rende credibile ogni scena.

Menzione speciale per altri due giovani talenti, Lucas Hedges e Timothée Chalamet, e per un grande Tracy Letts nei panni di un padre depresso e affettuoso. Ultima, ma non per importanza,  Laurie Metcalf: il suo ritratto di una madre sofferente, esasperante ma piena d’amore rappresenta la vera anima del film.

Lady Bird recensione

Lady Bird – Distanze e Radici

“Lady Bird”, in fin dei conti, è un film sulle distanze e sulle radici. Dalle quattro mura di casa a quelle (immaginarie) di Sacramento, chiunque ha paura di non riuscire mai a prendere il volo; che sia nell’amore, nel lavoro o nella vita in generale. Se si potesse riassumere soltanto a parole, l’adolescenza diventerebbe un vocabolario sensazioni uniche: passione, turbamento, passività; ma anche amore, affetto, successo e malinconia. Un pregio in particolare di “Lady Bird” è proprio quello di aver rappresentato meglio di molti altri il disincanto. Così il coming of age diventa un’Ode alle radici cui tutti torneremo un giorno, alla madre che sempre ameremo, alla casa che tutti ricorderemo.

“Hai mai pensato alla prima volta che hai guidato verso casa?”

Quello del film è un realismo disarmante ed emozionante al tempo stesso: l’intreccio costante tra madre e figlia, casa e mondo, dentro e fuori porta l’opera su un altro livello. Facendo una similitudine con un momento finale del film: “Hai mai pensato alla prima volta che hai guidato verso casa?”. Proprio come in quei momenti di eterno ritorno, dove ogni curva è un sussulto e ogni tramonto è un tripudio di emozioni, “Lady Bird” rappresenta egregiamente la perfetta imperfezione della vita e l’effimero incanto dell’adolescenza.

Lady Bird - L'effimero incanto dell'adolescenza

Rating - 8.5

8.5

The Good

  • Uno stile unico e coinvolgente
  • Un cast pieno di talento in cui spicca una Saoirse Ronan in stato di grazia
  • Una direzione che punta ai dettagli e sorprende con la sua cura per i particolari, dai riferimenti alle musiche
  • L'abilità scrittoria di Greta Gerwig

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