Lady Bird: Greta Gerwig e la curiosa genesi del titolo del film

Il film con Saoirse Ronan in onda oggi in prima serata su La5

In Lady Bird di Greta Gerwig, la protagonista interpretata da Saoirse Ronan non spiega mai perché decida di farsi chiamare con quel curioso nomignolo. Christine McPherson, questo il vero nome della protagonista, vive a Sacramento con la sua famiglia; la sua città natale le sta stretta e il suo desiderio più grande è quello di abbandonarla per studiare in una prestigiosa università nell’East Coast. Decisamente ribelle e in costante conflitto con la madre, sceglie di farsi chiamare Lady Bird come ulteriore provocazione. Quando un’insegnante del liceo cattolico che frequenta le chiede se Lady Bird sia il suo nome di battesimo, la risposta della ragazza è alquanto provocatoria. Spiega che quel nome se l’è dato da sola ma anche in questo caso non chiarisce né all’insegnante né allo spettatore il perché di quella scelta.

Nel corso di un’intervista del 2017 in un programma sulla National Public Radio, il conduttore Terry Gross ha chiesto a Greta Gerwig perché avesse scelto il soprannome Lady Bird per la protagonista del suo film. Più nello specifico, le chiese se avesse qualcosa a che fare con Claudia Alta Lady Bird Johnson, moglie dell’ex Presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson. Greta Gerwig rispose in quell’occasione che la figura dell’ex first lady non aveva nulla a che fare con la scelta del soprannome di Christine. La regista si rese conto di questa particolare omonimia solo in fase di scrittura; successivamente ammise che la cosa generò non poca confusione negli Stati Uniti e in particolare in Texas, stato di origine della coppia presidenziale.

Greta Gerwig, l’inconscio e quella strana filastrocca nella scelta del soprannome Lady Bird

Niente a che vedere dunque con la moglie di Lyndon Johnson; per Greta Gerwig la scelta ricadde su Lady Bird in maniera ben più casuale. “Stavo scrivendo la sceneggiatura ed ero arrivata a un punto morto; avevo tutte queste scene in mente ma non mi portavano da nessuna parte, era come andare a sbattere contro un muro di gomma” spiegò Greta Gerwig a Terry Gross. Gerwig proseguì poi spiegando di aver messo tutto da parte e di aver scritto in cima a una delle pagine “Perché non mi chiami Lady Bird? Avevi promesso che l’avresti fatto”. Col tempo, Greta Gerwig arrivò a ricostruire la strana genesi di quella scelta, dietro la quale si cela una macabra filastrocca.

“Ladybird, ladybird, fly away home. Your house in on fire, your children shall burn!”. Così recita il ritornello, che esorta mamma oca a correre al nido dai suoi piccoli prima che questi prendano fuoco. Greta Gerwig non seppe spiegare, se non ricorrendo all’inconscio, il perché di questa scelta. “Non so come queste cose si depositino nel nostro cervello e perché vengano fuori. Ma il dispiegarsi inconscio di qualcosa che ti appartiene senza nemmeno saperlo a me sembra essere parte essenziale del processo creativo”.

 

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