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Il Lato Positivo, di David O. Russell : la Recensione

” Vuoi scherzare? La domenica? Io adoro la domenica, vivo per la domenica, la famiglia si riunisce, mamma fa gli involtini, papà si mette la maglia e guardiamo la partita. Si, mi fa impazzire.”

Inizia proprio così il film scritto e diretto da David O. Russell, del 2013. L’incipit della pellicola va a caratterizzare subito il protagonista, che spiega quanto adorasse la domenica, prima che le cose però andassero in un modo diverso da come egli avrebbe voluto che si evolvessero.

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Pat Solitano, alias Bradley Cooper, esce dopo otto mesi di cure dall’ospedale psichiatrico. Il tempo passato in clinica è dovuto al fatto che egli ha perso tutto: moglie, casa e lavoro, e così è caduto in un disturbo bipolare, emerso soprattutto dopo che, nolente, assiste al tradimento della moglie. Pat vive con i genitori e tiene un incontro settimanale con un dottore che lo aiuta a capire quello che prova. Ad una cena a casa di un suo amico, egli incontra Tiffany, interpretata da Jennifer Lawrence, una giovane vedova dipendente dal sesso e dagli psicofarmaci. Lei gli promette di aiutarlo nel riconquistare la moglie Nikki, in cambio di una sua partecipazione ad un ballo per un concorso.

 

David O. Russell, basandosi sulla novella di Matthew Quick, firma un film molto intenso e coinvolgente. Il lato positivo è capace di alternare momenti di buonissima comicità ad altri più intensi, che sono conseguenza del fatto che la pellicola ci fa ridere ma anche tornare spesso alla realtà dei fatti.

Una realtà molto difficile quella del protagonista Pat e della giovane Tiffany, che sono accomunati proprio da disturbi quali il bipolarismo, in lui per alcuni motivi ed in lei per altri. Sin dalla prima scena nella quale si incontrano, durante la cena, si capisce quanto questi due personaggi siano svitati e che, probabilmente, le loro problematiche potrebbero essere un qualcosa che li fa avvicinare l’un l’altro. Saranno proprio questi i punti in comune che li faranno avvicinare e scontrare, ma anche una caratteristica fondamentale che è il vero punto d’incontro tra loro: la sofferenza. Incredibile come i due si “spiattellino” la dura verità in faccia ogni qual volta gli animi si accendono. Quasi come se uno servisse all’altro, perchè gli ricorda che la vita, la loro vita nello specifico, non è facile. Quello che sapientemente riesce a fare O. Russell è bilanciare questa pesantezza di fondo, riuscendo a giocare molto anche con gli elementi drammaturgici più pesanti del film, come nei casi in cui Pat prende quasi in giro Tiffany sulla morte del marito. In realtà le sue parole sono pesanti, ma la messa in scena fa sì che in certi casi risultino anche simpatiche alcune sue battute su quell’argomento.

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Il lato positivo è un film che vuole sottolineare l’importanza dell’avere intorno persone che ti vogliono bene, ma soprattutto di saper cogliere i segnali che la vita ci manda, perchè probabilmente certi treni non passano più. Già con la pellicola The Fighter, David O. Russell aveva dimostrato di essere molto bravo nel raccontare le dinamiche familiari, ed anche qui non si smentisce. Il rapporto padre-figlio è rappresentato anch’esso con toni comici, ma in verità il loro rapporto è abbastanza conflittuale. Il padre di Pat, interpretato da Robert De Niro, nella sua ennesima fantastica interpretazione, è un  tifoso accanito dei Philadelphia Eagles e scommettitore incallito che sogna di aprire un ristorante. Anche qui i toni comici aiutano a farci capire quanto De Niro in realtà voglia riavvicinarsi al figlio, dicendogli più volte che se gli Eagles vincono le partite è perchè è lui che porta fortuna alla squadra. O. Russell è molto bravo in questo, riesce ad usare la simpatia di De Niro in chiave sentimentale. De Niro è stato infatti candidato all’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista. La sua interpretazione fa particolarmente trasparire la sincerità del padre di Pat, che era tra le componenti fondamentali nella scrittura del personaggio.

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Uno dei motivi per cui il film è piaciuto così tanto all’Academy, tanto da conferirgli ben 8 Nomination agli Oscar, è sicuramente il cast. Bradley Cooper arriva, forse, alla sua interpretazione più difficile, e riesce perfettamente ad impersonare un ragazzo con un disturbo importante come quello di Pat. Riesce a bucare lo schermo, conferendo al protagonista un bipolarismo che va a sfociare sempre in qualcosa che egli vuole trasformare in positivo. Jennifer Lawrence raggiunge, a soli 22 anni, la sua consacrazione. Già apprezzata per Un Gelido Inverno, arriva in questa pellicola a dare un’interpretazione semplicemente perfetta, per cui ha vinto, infatti, l’Oscar per la Migliore Attrice Non Protagonista. Tiffany è una ragazza che soffre per la morte del marito, e si sfoga nella dipendenza, sia dagli psicofarmaci che dal sesso. Il suo viso è quasi perennemente cupo, soprattutto all’inizio del film, ma in esso riesce ad insinuarsi una sensualità presente sin dalla prima scena in cui i due si conoscono. La sua bravura è palese particolarmente nella scena della cena alla tavola calda, quando la Lawrence riesce a passare in men che non si dica dalla sensualità e tranquillità alla pazzia, dovuta ad una sofferenza interiore a cui non riesce a sottrarsi. Quando si accorge che, dopo tanto tempo, qualcuno fa qualcosa per lei, e cioè Pat, capisce che forse non è il caso di perdere quella persona. Riesce a cogliere il segnale che la vita le ha dato, per tornare al messaggio che il film vuole dare.

Il film è una splendida metafora di come, nella vita, non ci si deve abbattere, di come non bisogna buttarsi giù. E David O. Russell questo lo sa bene, lui che nella sua carriera cinematografica, prima di tornare alla ribalta con The Fighter, ha avuto un momento non troppo positivo, durato dieci anni, nei quali è riuscito a fare un solo film. Ma poi è tornato, ed in pochi anni è riuscito a tirar fuori delle pellicole fantastiche, da The Fighter a Il Lato Positivo, fino ad American Hustle, facendo risaltare la sua maestria nel dirigere gli attori. Con The Fighter Christian Bale vince l’oscar, mentre qui il premio se lo aggiudica Jennifer Lawrence, ma riesce anche a far ottenere diverse nomination agli altri attori che dirige. In questa pellicola la sua macchina da presa segue i personaggi, che fanno molto movimento, camminano tanto e corrono altrettanto. Tiffany appare all’improvviso nelle corse per strada di Pat, così come all’improvviso entra a far parte della sua vita, creando gradualmente scompiglio, più di quanto non ce ne fosse già nella sua, e nella loro, testa.

“Prenderò tutta questa negatività e la userò come carburante per trovare il lato positivo”. Questo è quello che nell’incipit del film, durante le prime discussioni con i genitori, Pat dice. Riuscirà a trovarlo?

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