Lo strangolatore di Boston: recensione del film con Keira Knightley

Matt Ruskin dirige il film che racconta la storia delle indagini che portarono alla scoperta dell'identità del famigerato Strangolatore di Boston

Arriva su Disney+ il nuovo film del regista e sceneggiatore Matt Ruskin (l’apprezzato Il coraggio di lottare), Lo strangolatore di Boston, di cui vi presentiamo la recensione. La pellicola, prodotta da Ridley Scott, racconta la vera storia delle giornaliste del Boston Record-American, che hanno contribuito a rivelare l’identità dello strangolatore di Boston, autore di numerosi omicidi negli Stati Uniti degli anni Sessanta. Protagonista Keira Knightley nei panni della giornalista Loretta McLaughlin, affiancata da Carrie Coon, che interpreta invece la reporter Jean Cole.

Lo strangolatore di Boston unisce due generi molto apprezzati: il film d’inchiesta, un filone cinematografico che raccoglie pellicole come Tutti gli uomini del presidente, Il caso Spotlight, The Post o il più recente Anche io; il thriller investigativo, che si incentra sulle indagini per la cattura di un serial killer (Il silenzio degli innocenti è uno dei pilastri di questo genere). Questa unione non è nuova in ambito cinematografico: Zodiac di David Fincher era riuscito a fondere magistralmente i due generi, regalandoci un film degno di nota. Lo strangolatore di Boston (qui il trailer) sarà riuscito a eguagliare tale impresa?

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Lo strangolatore di Boston. 20th Century Studios, Scott Free Productions, LuckyChap Entertainment

Indice

La trama – Lo strangolatore di Boston recensione

Loretta McLaughlin (Keira Knightley) è una giornalista del Record-American che lavora nella redazione di moda e costume. Le sue ambizioni però sono altre: vorrebbe occuparsi di articoli seri e storie importanti. La sua attenzione ai dettagli la portano a collegare diversi omicidi di donne, che sembrano compiuti dallo stesso uomo. Loretta sfida così l’autorità di forze dell’ordine non molto competenti e il maschilismo della redazione per portare alla luce una cruda realtà dei fatti: nella città di Boston si aggira un killer implacabile, che sarà definito lo Strangolatore di Boston.

A Loretta verrà affiancata la reporter Jean Cole (Carrie Coon), la quale ha più esperienza e la aiuterà a portare avanti le indagini su questo oscuro caso di cronaca. Sfidare le logiche sessiste dell’epoca non sarà facile, ma Loretta e Jean porteranno avanti la storia in tutti i modi possibili, con l’obiettivo di rivelare la verità e fare giustizia. In questo lavoro le due donne finiranno per mettere a repentaglio la loro vita familiare e a rischiare la loro stessa vita.

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Lo strangolatore di Boston. 20th Century Studios, Scott Free Productions, LuckyChap Entertainment

Un resoconto di eventi reali

Zodiac era un thriller atipico, in cui il focus non era la sequenza degli omicidi del killer dello zodiaco, ma tutte le persone che ruotavano attorno a questa figura, come poliziotti e giornalisti. Anche ne Lo strangolatore di Boston c’è un’impostazione simile: il film si concentra sull’inchiesta avviata dalla reporter Loretta McLaughlin, una donna determinata a sfidare il sessismo dell’epoca e a scoprire la verità su dei brutali omicidi per dare giustizia a tante donne morte nell’ombra. Accanto a lei un’altra giornalista, Jean Cole, anche lei madre e non disposta a cedere a meccanismi maschilisti. I due personaggi però non sono così approfonditi, in particolare quello di Jean, lasciato più ai margini (un peccato visto che è interpretato dalla talentuosa Carrie Coon di Gone Girl e Mindhunter). Il ritratto delle due donne appare infatti generalizzato, desideroso di apparire fedele alla realtà storica, ma superficiale nel ritrarle in alcune situazioni importanti.

Non sono approfonditi a dovere i conflitti che Loretta e Jean affrontano per quanto riguarda il sessismo dell’epoca, il loro ruolo nella famiglia e nella società, il mondo del lavoro eccessivamente maschilista. Tutto viene appena abbozzato, senza mostrare quindi il lato umano di questi personaggi. Matt Ruskin opta dunque per una narrazione lineare, un resoconto di tutti gli eventi riguardanti il caso dello Strangolatore, tra scene del crimine e indagini giornalistiche. Un metodo che porta a non entrare in piena empatia con i personaggi e che non riesce a creare la giusta tensione per un film di questo genere. Con questo approccio freddo si perde anche quell’elemento appassionante che caratterizza tanti film d’inchiesta giornalistica, in grado di trascinare lo spettatore nei meccanismi di quel tipo di giornalismo, tra domande, ricerca delle fonti e sfida alle autorità.

Un film asciutto – Lo strangolatore di Boston recensione

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Lo strangolatore di Boston. 20th Century Studios, Scott Free Productions, LuckyChap Entertainment

Lo strangolatore di Boston è dunque un film asciutto, freddo nel suo approccio ai personaggi e troppo cronachistico nel suo svolgimento. Nel film di Ruskin si percepisce anche la mancanza di diversi elementi: un’impronta autoriale, un tocco che distingua l’opera da altre pellicole simili e la capacità di creare un coinvolgimento forte durante la visione. Tutto si svolge come dovrebbe, senza particolari sorprese, con una rivelazione finale che forse arriva troppo tardi e in modo leggermente sbrigativo. Peccato che risiedano qui gli elementi più interessanti su cui ci si sarebbe dovuti concentrare di più, in particolare l’influenza dei media su determinate figure.

In conclusione di questa recensione de Lo strangolatore di Boston, qualche osservazione sul lato tecnico e recitativo del film. L’estetica è senz’altro notevole, curata ma molto derivativa: le tinte slavate, le cromie desaturate e le atmosfere fredde e fumose sono figlie del già citato Zodiac e di uno stile prettamente fincheriano. La regia di Ruskin è semplice, non presenta guizzi particolari e rende la narrazione un po’ troppo statica. Per quanto riguarda le performance del cast, infine, queste sono convincenti ma non degne di nota: Keira Knightley, sempre impeccabile nei ruoli in costume, questa volta non appare al massimo delle sue capacità; Carrie Coon invece non ha spazio sufficiente per esibire il suo talento. Un vero peccato perché un ottimo lavoro del cast avrebbe potuto contribuire a una riuscita migliore di questo film.

 

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Lo strangolatore di Boston

Voto - 6

6

Lati positivi

  • Il mix di film d'inchiesta e thriller investigativo
  • L'estetica fincheriana

Lati negativi

  • Il film si concentra sui personaggi che ruotano attorno al killer, ma non li sviluppa in modo approfondito
  • La mancanza di un'impronta autoriale
  • Cast di talento che non ha modo di brillare

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