I migliori thriller da non perdere assolutamente!

Ecco la lista di alcuni tra i migliori film thriller da vedere secondo FilmPost

Oggi parleremo dei migliori film thriller da vedere. Partiremo dagli anni 50 fino ad arrivare ai giorni nostri. Il thriller è un genere molto in voga fin dalla nascita del cinema, per cui questa lista di film consigliati vi tornerà utile quando sarete davanti alla tv a cercare un buon film da vedere! Ogni film thriller di cui si tratterà avrà una breve introduzione con i caratteri generali, in più vi parleremo della trama, del perché vederlo e degli eventuali riconoscimenti ricevuti. Per alcuni film, tra le altre informazioni, troverete anche delle divertenti curiosità che non tutti sanno!

Premettiamo subito che essendo il thriller un genere molto popolare e quindi molto sviluppato, noi di FilmPost abbiamo dovuto fare una selezione dei migliori titoli, che non per forza sono i più famosi o i più iconici. Ci saranno quindi anche dei titoli meno conosciuti o delle piccole perle da vedere. Per cui, che aspettate? Continuate la lettura per sapere subito quale film thriller vedere!

Indice

Film thriller da vedere: dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta

La finestra sul cortile (1954)

Bisognava aprire le danze con stile, quale sarebbe il miglior modo se non con un bel film di Hitchcock? Colui che viene ritenuto da tutti uno dei migliori registi della storia del cinema e soprattutto il maestro della suspance. Il thriller è un genere che Hitchcock masticava in ogni film, oggi vi consiglieremo uno dei suoi più famosi e meglio riconosciuti film ovvero

La finestra sul cortile. Film del 1954, ha come protagonisti James Stewart e Grace Kelly, nei panni di Jeff, un fotoreporter forzato a stare in casa con una gamba rotta, e Lisa, la sua fidanzata. Dalla finestra che da sul cortile di un condominio, Jeff si diletta guardando con un binocolo quello che succede negli appartamenti. Tra litigi di coppia, vita quotidiana e qualche stranezza, un omicidio sarà quello che innescherà lo stupore e la ricerca del colpevole da parte dell’infortunato fotoreporter, che sarà aiutato da Lisa, per scoprire come veramente è andata la vicenda.

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La finestra sul cortile viene considerato un capolavoro e un classico del genere, grazie alla sua regia, alla sua suspance e risoluzione dell’enigma. Una cosa che non tutti sanno è che il set su completamente costruito, per cui tutto il condominio era stato fatto su misura per le riprese del film!

Vertigo – La donna che visse due volte (1958)

La donna che visse due volte è un film del 1958 diretto dal maestro Alfred Hitchcock. Da sempre annoverato come uno dei migliori film del regista britannico, Vertigo è un esempio di thriller perfetto. Con questo film, Hitchcock ha ispirato tantissime nuove leve registiche, da sempre è stato un modello da cui prendere spunto per qualsiasi tipo di film che abbia a che fare con la suspense. La donna che visse due volte ha come protagonisti due star memorabili del cinema classico americano ovvero James Stewart e Kim Novak, in cui interpreta due facce dello stesso personaggio. Da questo punto di vista, non possiamo che citare l’influenza che ha avuto questo fattore su registi come David Lynch che spesso nel suo cinema ci mette davanti a ”doppelganger”, ovvero a due versioni di una stessa persona.

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Vertigo – Paramount

Dal punto di vista storico invece, questo film ha all’interno una innovazione stilistica ovvero l’uso dell’effetto vertigo, che consiste nell’utilizzo di una carrellata all’indietro unita allo zoom in avanti. Questo mix di ripresa da allo spettatore un senso di vertigine, che è proprio quello che aveva il protagonista Scottie all’interno del film. A livello narrativo, l’azione si svolge nella città di San Francisco. Scottie è un agente della polizia che si è ritirato in seguito ad un incidente durante un inseguimento. La normalità viene sconvolta quando un suo ex collega di nome Galvin gli chiede di investigare su sua moglie, che da un po’ sembra avere comportamenti inusuali e sospetti.

L’occhio che uccide (1960)

L’occhio che uccide è un film del 1960 diventato negli anni un vero e proprio cult nel genere thriller psicologico. Infatti, dal punto di vista stilistico, questo film si pone come un mix tra il genere thriller e un uso più autoriale del genere per mettere in scena delle sequenze meta cinematografiche. Micheal Powell, il regista, si concentra sulla ossessione del guardare, del osservare. Sotto questo punto di vista, Tom, il protagonista, è un esempio lampante. Tom è infatti da una parte un operatore cinematografico, dall’altro un “guardone” che sfocia anche nell’omicidio.

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Tom è sicuramente un personaggio tormentato, reso tale dalle gesta negative che ha subito da bambino, rendendolo instabile. Questo film è molto importante per il genere thriller, perché porta una folata di aria fresca al genere, mettendo all’interno delle scene una vena autoriale degna di nota. Pur non essendo molto famoso tra i nuovi cinefili, L’occhio che uccide ha sicuramente molto da dare sia allo spettatore sia ai cinefili, che resteranno allibiti di fronte alla forza di certe immagini ma rimarranno anche ancorati alla canonica ricerca del serial killer.

Chinatown (1974)

Chinatown è un film thriller da vedere assolutamente. Classico per quanto riguarda il genere noir, è anche uno dei migliori film di Roman Polanski. Nel cast troviamo un’eccellenza della recitazione come Jack Nicholson e Faye Dunaway. La storia è semplice ma molto coinvolgente: ci troviamo negli anni ’30 a Los Angeles e l’investigatore J.J. Gittes viene incaricato da una donna di indagare sulla vita privata di suo marito, sospettato di tradimento. Il marito lavora per il dipartimento per l’acqua e l’energia elettrica e mentre Gittes indagherà, scoprirà cose che vanno ben oltre alla solita storia di infedeltà. Qui Polanski scrive un film perfetto, con una tensione pari a pochi film, una raffinatezza e uno stile di regia pari solo ai grandi registi della storia del cinema. Piccola curiosità: il regista appare in una piccola parte del film in cui minaccia e taglia il naso a Gittes, interpretato da Jack Nicholson.

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Frantic (1988)

Ci permettiamo di fare una doppietta con il regista polacco Roman Polanski. Questa volta parliamo di un film del 1988, chiamato Frantic. In questa pellicola troviamo protagonisti il grande Harrison Ford e la bellissima Emmanuelle Seigner, che interpretano rispettivamente Richard, un medico fuori città per una riunione di lavoro, e Michelle, una giovane ragazza che finirà in mezzo alla vita del medico. Tutto inizia quando il dottor Richard va a farsi una doccia in camera di hotel a Parigi, dove lui e sua moglie sono andati per assistere alla riunione medica.  Al ritorno del marito in camera da letto la moglie è sparita. Da qui inizierà la sua scalata in un mondo di segreti e complotti all’interno della città francese, tutto per ritrovare la sua amata consorte.

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Qui Polanski torna a dirigere un film quasi perfetto, senza mai uno stacco, senza mai annoiarti. Come in tanti altri suoi film, anche qua il regista polacco fa un cameo prima nelle vesti di un tassista poi con la voce in un interrogatorio.

Film thriller da vedere: anni Novanta

Misery non deve morire (1990)

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Misery. Nelson Entertainment, Castle Rock Entertainment

Il film che ha consacrato Kathy Bates nel panorama cinematografico internazionale, portando l’attrice a vincere Oscar e Golden Globe come miglior attrice protagonista per aver interpretato uno dei personaggi più diabolici del cinema statunitense. Misery non deve morire è l’adattamento del romanzo di Stephen King, diretto da Rob Reiner (Stand By Me), incentrato su una psicopatica fan di un autore di romanzi rosa. Con grande maestria e aiutato dalle potenti performance di Bates e James Caan, Reiner mette in scena un thriller claustrofobico di grande tensione, riflettendo con genialità sul rapporto tra autore, critica e lettori.

Lo scrittore di successo Paul Sheldon (Caan), autore di una saga di romanzi rosa con protagonista una donna di nome Misery, subisce un grave incidente stradale durante una tormenta di neve. L’uomo viene salvato dall’infermiera Annie Wilkes (Bates), un’accanita ammiratrice dei suoi romanzi che lo porta in casa sua per curarlo. Quando scopre che Misery muore nell’ultimo romanzo, la donna finisce per segregare lo scrittore, torturandolo e costringendolo a scrivere un nuovo libro che faccia resuscitare la sua eroina.

Il silenzio degli innocenti (1991)

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Quando parliamo di thriller, credo sia nell’immaginario collettivo pensare ad Hannibal. Ebbene, nel film del 1991, Il silenzio degli innocenti, con Jodie Foster e Anthony Hopkins, troviamo un mix perfetto per l’amante del thriller. La trama è molto famosa: la recluta Clarice Starling dovrà investigare sul caso emblematico di Hannibal Lecter, un serial killer molto particolare. La sua particolarità è infatti quella di essere cannibale. Qui Anthony Hopkins da il meglio di sé, vince anche un Oscar sebbene sia stato sulla schermo non tanto di più che 20 minuti. Il film fu così tanto un successo che furono girati altri quattro film sulla figura di Hannibal. Il regista, Jonathan Demme, vinse sia il premio Oscar per il miglior film sia per la miglior regia.

Questo è il classico film thriller con un serial killer, che come sarà per i film successivi a questo, mette al centro della trama la ricerca e la cattura dell’assassino. La pellicola è un po’ uno spartiacque tra tutti i film thriller che verranno dopo di lui, mettendo dei paletti nel genere.

Cape Fear (1991)

Non poteva mancare in questa selezione uno dei migliori registi americani ancora in vita, ovvero Martin Scorsese. Dopo capolavori come Taxi Driver, Toro Scatenato e Goodfellas, il regista italo americano torna a dirigere uno dei suoi film più memorabili. Protagonista è l’ormai solito Robert De Niro, che in questo film prende i panni di un ex carcerato che cerca vendetta. Tatuato, muscoloso e spaventoso, in queste vesti De Niro metterà il panico all’interno di una famiglia americana. La sua preda sarà la figlia, Danielle.

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Il film è anche un ottimo esempio di come sia possibile fare un bellissimo film anche se remake di una precedente pellicola. Diversamente da come accade al giorno d’oggi, Scorsese fa suoi sia la storia che il genere, costruendo la tensione a puntino e dirigendo uno dei thriller più interessanti degli anni ’90. Agli Oscar non riuscì a vincere nulla anche se ottenne due nominations. Nota di merito va anche alla colonna sonora, sempre molto curata nei film di Martin Scorsese.

La mano sulla culla (1992)

Claire Bartel (Annabella Sciorra) subisce delle molestie da parte del dottor Mott durante una visita medica. La donna decide di farsi avanti e denunciarlo, insieme ad altre pazienti che hanno vissuto la stessa esperienza. Scoppiato lo scandalo, il dottore si suicida e in seguito sua moglie Peyton (Rebecca DeMornay) perde il bambino di cui era incinta. Incolpando Claire delle tragedie avvenute, Peyton cambia identità e si fa assumere come babysitter dalla famiglia Bartel, in cui è appena nato il piccolo Joe. La donna inizia così a insinuarsi nell’ambiente familiare, programmando una vendetta lenta ma spietata.

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The Hand That Rocks the Cradle. Hollywood Pictures, Interscope Communications, Nomura Babcock & Brown

Diretto da Curtis Hanson (L.A. Confidential, 8 Mile), il film è un thriller anni Novanta che con il tempo ha acquisito il titolo di piccolo cult, grazie a diversi elementi positivi. La pellicola mette in scena le azioni di un personaggio spietato (interpretato abilmente dalla DeMornay) deciso a riacquistare ad ogni costo la maternità perduta tragicamente. Il tutto è gestito correttamente da Hanson che sa dosare in modo giusto emozioni e tensione, costruendo bene ogni scena e lasciandosi andare a quel tipo di finale un po’ sopra le righe che andava di moda all’epoca. Un thriller da vedere per gli amanti di trame in cui si intrecciano sostituzioni di ruolo, estranei che si insinuano in gioiosi ambienti familiari e vendette fredde e spietate.

Seven (1995)

David Fincher è un maestro contemporaneo quando si parla di thriller e non poteva certo mancare in questa nostra lista di film thriller da vedere. Il film, uscito nel 1995, è il secondo film del regista americano, e il primo ad affrontare un genere che sarà poi molto utilizzato da Fincher. Dopo l’esordio con il film Alien 3, che non fu proprio un successo, torna sul grande schermo questa volta con una storia su di un killer. Parliamo di John Doe, interpretato da un inedito Kevin Spacey, ricercato da due detective, interpretati da Brad Pitt e Morgan Freeman. La particolarità di questo killer è che sembra uccidere secondo un certo modus operandi, ovvero quello di seguire i sette peccati capitali.

Questo film è importantissimo per la storia del genere thriller nella nostra epoca, infatti è stato un film che ha aperto tantissime possibilità narrative. Dopo John Doe nel 1995, tanti serial killer troveranno la loro gloria nelle successive pellicole del genere. Non ebbe particolare risonanza a livello di premi, se non qualche nomination, mentre al botteghino incassò molto più di quello speso. Con il tempo, e con l’ascesa di David Fincher nel cinema contemporaneo, fu sempre di più considerato un cult da vedere per gli amanti del thriller e delle storie di serial killer.

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I soliti sospetti (1995)

Sempre nel 1995 uscì al cinema un altro film molto importante, con sempre tra i protagonisti il chiacchierato Kevin Spacey: I soliti sospetti. Per questo film, l’attore vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista. La regia questa volta è assegnata a Bryan Singer che in questo film, mette in scena un perfetto film thriller. In questo viene aiutato da un cast stellare: Kevin Spacey, Benicio del Toro, Gabriel Byrne, e Giancarlo Esposito, che sicuramente ricorderete per il personaggio di Gus in Breaking Bad. Questo film è uno di quelli di cui si deve dire molto poco a livello di trama, se non le linee generali. Il bello di questa pellicola è proprio il suo sviluppo pieno di colpi a sorpresa che tengono lo spettatore incollato per tutta la sua durata.

Arrivati al finale, una visione ulteriore sarà quasi necessaria per capire bene e per gustarsi la meglio l’eccezionale sceneggiatura portata sullo schermo dal grande Singer. Ci sono delle interessanti e simpatiche curiosità da raccontare in merito a questo film. Benicio del Toro, che interpreta un personaggio alquanto particolare e con un accento molto strano, si dice che si fosse presentato al provino parlando fin da subito in quella maniera, incuriosendo sin da subito Singer e la produzione. Sempre Del Toro, nella famosa scena dell’interrogatorio insieme a tutti gli altri sospettati, improvvisa molte delle battute e soprattutto emette delle sonore “scorreggie” che provocano le risate reali degli altri personaggi. Vedere la scena per credere!.

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Schegge di paura (1996)

Tra i migliori thriller da vedere degli anni Novanta non può mancare Schegge di paura, diretto da Gregory Hoblit e interpretato da Richard Gere e un giovanissimo Edward Norton candidato all’Oscar come Miglior Attore non protagonista. Gere interpreta l’avvocato Martin Vail, interessato unicamente ai casi maggiormente vantaggiosi a livello economico a discapito di qualunque fine morale. L’avvocato decide di occuparsi del caso di un giovane chierichetto (Norton), accusato di aver brutalmente ucciso l’arcivescovo di Chicago. Il ragazzo potrebbe avere un validissimo movente ma è veramente lui il colpevole?

Schegge di paura si pone nel filone di tanti thriller giudiziari anni Novanta, ma lo fa ottimamente, riuscendo ad appassionare lo spettatore e tenendolo incollato alla visione fino al sorprendente epilogo. Non mancano poi i giusti ingredienti per una storia torbida in grado di tenere sempre alta l’attenzione, senza mai scadere in elementi sopra le righe. Richard Gere è come al solito un buon protagonista affascinante, mentre Edward Norton esordisce con un’interpretazione davvero lodevole.

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Primal Fear. Paramount Pictures, Rysher Entertainment

Strade Perdute (1997)

Tra i film thriller da vedere assolutamente non possiamo non citare il maestro dell’onirico, dell’inconscio e del mistero, David Lynch. Tutta la sua filmografia meriterebbe una visione per un amante dei thriller, pur essendo però un artista fuori dai canoni soliti. Per questa volta scegliamo la pellicola che ha girato del 1997, con Bill Pullman e Patricia Arquette, intitolato Strade Perdute. Iniziamo a parlarvi di questo film con una curiosità molto interessante ma allo stesso tempo inquietante. David Lynch, in casa sua, una sera riceve una telefonata in cui una voce sconosciuta gli dice “Dick Laurent è morto”. Proprio questo episodio ha ispirato il regista americano per la produzione di questo film.

Fred Madison, musicista jazz, dopo aver ricevuto la famosa telefonata, sospetta tradimenti da parte della compagna Renee, che in seguito verrà trovata morta nell’appartamento di Fred. Questo è l’incipit che porterà uno sviluppo molto fuori dai canoni dei soliti thriller anni ’90, ma che proprio per questo merita di essere visto. Per chi poi si appassionerà al film, consigliamo di immergersi nella filmografia di David Lynch e guardarsi tutti gli altri suoi film, non rimarrete delusi.

π – Teorema del delirio (1998)

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Nel 1998 fa il suo esordio alla regia il regista statunitense Darren Aronofsky, che scrive e dirige il suo π- Il teorema del delirio. Molto interessante e atipico come thriller, la trama tratta di un matematico un po’ troppo appassionato di numeri. Maximillian Cohen, il nome del matematico, diventerà completamente pazzo per risolvere un teorema molto particolare, che potrebbe cambiare la vita dell’uomo.

Pellicola indipendente, è interessante notare l’utilizzo della camera a mano, che dà un senso di instabilità alla narrazione, così come la mente del personaggio. In questo film poi è stato utilizzato il bianco e nero, un uso massiccio della grana in post produzione e di un montaggio molto dinamico. Grazie anche alla colonna sonora, il film ritrae benissimo il quadro di un uomo solitario, alienato dalla società. Grazie al film, il regista vinse il premio alla regia al Sundance Film Festival. π- Il teorema del delirio è, perciò, uno dei film thriller da vedere a tutti i costi!

Film thriller da vedere: dal 2000 al 2010

American Psycho (2000)

Apriamo il nuovo secolo con un film thriller molto fuori dal normale. Per la regia di Mary Harron, parliamo del film American Psycho, con protagonista Christian Bale. Nel film Bale interpreta un belloccio, broker, ossessionato dal suo aspetto estetico. Sappiamo bene che l’attore americano è noto per essere un trasformista, infatti in questo film ha una massa di 90 kg, mentre nel 2004, ne L’uomo senza sonno, intepreterà il ruolo di un uomo rachitico, a dir poco scheletrico. Detto questo, nel cast troviamo anche Jared Leto, Reese Witherspoon e Willem Dafoe. Nel film, Patrick Bateman è appunto un broker yuppie dedito all’aspetto estetico. La sua vita sembrerebbe tutta rosa e fiori, ma dopo pochi minuti scopriamo che Bale è in realtà un crudele assassino.

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Il film è un viaggio nella mente e nelle azioni di questa pazza identità, che raffigura molte persone all’inizio del nuovo millennio. Molto bella è anche la colonna sonora, che includi pezzi dei Cure, David Bowie e New Order. Sicuramente è uno tra i film thriller da vedere, che rimarrà nella vostra mente per più di una nottata, costringendovi a guardare un’altra volta la pellicola.

Le verità nascoste (2000)

Alcuni grandi registi sono instancabili, amano sperimentare in molti generi e lavorare su più progetti totalmente opposti contemporaneamente. È quello che fece Robert Zemeckis nel 2000 quando girò Le verità nascoste, mentre era in pausa dalle riprese di Cast Away. Dal dramma e l’avventura di quest’ultimo, il regista passa a una storia a tinte hitchcockiane, dove il thriller si mescola al sovrannaturale in un gioco filmico dal risultato molto convincente. In una casa sul lago del New England, Claire (Michelle Pfeiffer) e Norman (Harrison Ford) sono rimasti soli dopo la partenza per il college della loro unica figlia. La tranquillità del luogo tuttavia è turbata da eventi inaspettati: dopo aver assistito ad alcuni episodi accaduti nella casa accanto, Claire crede che il vicino abbia assassinato la moglie. Inoltre sembra che una presenza sovrannaturale abbia iniziato a perseguitare la donna. La mente di Claire inizia a vacillare. Qual è la verità?

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What Lies Beneath. DreamWorks Pictures, 20th Century Fox, ImageMovers

Le verità nascoste è un apprezzabile thriller di inizio secolo, in grado di depistare continuamente lo spettatore costruendo ottimamente un racconto basato su false piste che non diminuiscono mai la tensione, tenendo incollato alla poltrona il suo pubblico fino alle rivelazioni finali. Il grande valore aggiunto è il gioco cinematografico messo in atto da Zemeckis, tra continue citazioni e rimandi a Hitchcock mescolati con un nuovo genere, quello dell’horror sovrannaturale. Harrison Ford e Michelle Pfeiffer, bravissimi e bellissimi, restituiscono inoltre una performance impeccabile. Una piccola curiosità: la sceneggiatura è firmata da Clark Gregg, l’agente Coulson del Marvel Cinematic Universe.

Old Boy (2003)

Old boy è un film del 2003 diretto dal regista sud coreano Park Chan-wook. Fa parte di una trilogia denominata della vendetta, in cui oltre al film citato, fa parte anche Mr Vendetta e Lady Vendetta. Il film è uno dei thriller coreano più conosciuti, ottenendo un grande successo anche in America. Testimone di ciò, è il fatto che nel 2013 sia stato fatto un remake del film da Spike Lee.  Il film fu presentato a Cannes nel 2004 e fu elogiato anche da Quentin Tarantino, giurato del festival, che lo definì come “il film che avrei voluto fare”. Il film ha alla base temi come la prigionia, la vendetta e il perdono. Il protagonista Oh Dae su, interpretato da Choi Min-sik, viene rinchiuso in una cella per quindici lunghi anni poi all’improvviso viene rilasciato senza sapere ne il motivo ne l’artefice di ciò.

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La trama va avanti cercando di far capire come e perché, portando Dae su a scoprire la verità incontrando diversi personaggi e indagando sulla vicenda. Il film riesce nel difficile compito di intrattenere, stupire e destabilizzare lo spettatore che si ritrova proiettato in una storia avvincente e mozzafiato. Molte scene sono rimaste iconiche da questo film come quella in cui il protagonista si mangia un polpo vivo o quella in cui combatte contro un intero gruppo di scagnozzi da solo.

Memorie di un assassino (2003)

Memorie di un assassino è un film thriller coreano diretto dall’oramai celebre Bong Joon-ho. Il regista viene ispirato alla vera storia del primo assassino seriale coreano conosciuto, attivo fra il 1986 e il 1991 a Hwaseong. Il film è stato distribuito da poco in Italia, dopo che all’uscita in Corea del Sud ottenne un successo inaudito. In poco tempo è infatti diventata uno delle pellicole più popolari nell’intero Paese.

La storia segue la struttura di un classico thriller. Abbiamo sì un detective alla ricerca dell’assassino ma la differenzia sta nel come mostra la società coreana e come tratta la figura del colpevole. Il protagonista è l’attore feticcio di Bong Joon Ho ovvero Song Kang-ho. Il detective segue le tracce di un uomo che si pensa abbia ucciso una donna, il corpo brutalmente violentato viene trovato su un canale lungo una strada in campagna. Poco dopo, un’altra vittima viene scoperta e questo getta le basi per potere definirel’assassino “seriale”. Se vi piacciono i film sui serial killer come Seven, Zodiac o Il silenzio degli innocenti, questo film fa al caso vostro.

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Memorie di un assassino, Sidus Pictures, CJ Entertainment

The Life of David Gale (2003)

Al suo ultimo lavoro da regista, Alan Parker (Saranno famosi, Mississippi Burning) firma un thriller giudiziario controverso e sorprendente. David Gale (Kevin Spacey) è un professore di filosofia dell’Università del Texas e attivista di un movimento di protesta a favore dell’abolizione della pena di morte. La sua vita subisce un improvviso cambiamento quando viene accusato di stupro da una studentessa che aveva tentato di sedurlo. Dopo aver perso il lavoro e l’appoggio della sua famiglia, l’uomo viene poi accusato e condannato a morte per l’omicidio della sua collega Constance (Laura Linney), anche lei fervente attivista contro la pena di morte. Pochi giorni prima dell’esecuzione, l’uomo chiede l’aiuto dell’ambiziosa giornalista Bitsey Bloom (Kate Winslet), la quale tenterà di scagionarlo trovando delle prove in una vera e propria corsa contro il tempo.

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The Life of David Gale. Saturn Films

The Life of David Gale è un thriller che mescola ambiente giudiziario e storia di impegno sociale per riflettere non solo sulla fallibilità di un sistema che favorisce la pena di morte, ma anche sul ruolo dell’attivismo, che può spingersi in territori fin troppo estremi per giustificare la causa che ha abbracciato. Controverso per le interpretazioni che si possono ricavare, il film è l’ultimo importante lavoro di Alan Parker, che si trova a dirigere un grande e talentuoso cast capeggiato da Kevin Spacey, affiancato da Kate Winslet e Laura Linney. Un thriller da vedere potente, drammatico e importante. 

Collateral (2004)                     

Sempre ad inizio secolo, precisamente nel 2004, esce nelle sale Collateral, diretto dal grande Micheal Mann. Dopo il successo del suo film precedente, Alì, dove Will Smith interpreta il famoso pugile Muhammed Alì, questa volta Mann si da al thriller. Interpretato da Jamie Foxx e un Tom Cruise in formissima, Collateral segue le vicende di un taxista che una notte si ritrova uno strano passeggero. Vincent, che si scoprirà essere un sicario, chiede a Max, l’autista, di portarlo in cinque diverse località della città di Los Angeles. Il film si sviluppa per gradi, Max lentamente si rende conto del piano di Vincent e cerca di fare qualcosa per fermarlo.

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Molto interessante rimane il rapporto tra i due, Vincent, spietato sicario, prende in amicizia Max e cerca di mantenersi calmo per tutta la durata della sua missione, finché qualcosa andrà storto. La tensione che percorre la pellicola, la regia e il montaggio sopraffino, confezionano un thriller fatto con i fiocchi, che si lascia vedere dall’inizio alla fine tutto di un fiato.

Match Point (2005)

Incredibilmente in questa lista di film thriller da vedere ad ogni costo inseriamo un film di Woody Allen, il re della commedia. Conosciuto per lo più per le sue gag, i suoi svarioni psicologici, c’è un lato del regista newyorkese che non tutti conoscono, ovvero quello più noir o thriller. Lo dimostra bene in questo film del 2005, Match Point, con Jonathan Rhys-Meyers e Scarlett Johansson. Al centro della narrazione c’è un pericoloso triangolo amoroso, che porterà delle tragiche conclusioni.

In questo film Allen prende ispirazione da grandi classici della letteratura come Delitto e Castigo di Dostoevskij e rielabora concetti già espressi nel precedente suo film Crimini e Misfatti. In particolare, si parlerà molto di sorte, di senso di colpa e di destino: in effetti, queste sue visioni sono raccolte all’interno di una ideale trilogia che vede i primi due film citati e Irrational Man, uscito nel 2015.  Per questa pellicola, Woody Allen vinse anche il premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Oltre ad essere un film alleniano al 100%, ha interessanti e cupe riflessioni e sviluppi che lo avvicinano al genere thriller, perciò vi lo consigliamo la visione di questo piccolo gioiellino.

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Zodiac (2007)

Torniamo a consigliarvi David Fincher, come potremmo fare il contrario. Zodiac, uscito nel 2007, potrebbe essere il miglior film mai realizzato dal regista americano. Una volta superato lo scoglio delle due ore e quaranta, basterà riprodurre il film per immergersi nell’inquietante storia del celebre serial killer Zodiac. Nel cast troviamo attori di spicco come Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo e Robert Downey Jr. Il film fu presentato fuori concorso al festival di Cannes, e si ispira al libro di Robert Graysmith, che parla in prima persona della vicenda dei killer che seminò il panico in California agli inizi degli anni 70. Rimane sicuramente un thriller atipico in quanto più che focalizzarsi sul caso e sugli omicidi, mette in primo piano i personaggi e la loro caratterizzazione.

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Detto questo, Zodiac è un film thriller da vedere assolutamente. Sia per la storia, che potrete approfondire leggendo il libro da cui è tratto oppure cercare articoli o dichiarazioni sulla storia (a questo proposito, vi rimandiamo all’ articolo da noi scritto sul dubbio che Zodiac e Il mostro di Firenze siano la stessa persona), sia per il lavoro tecnico fatto attorno al film. Fotografia, montaggio e regia sono cupe, discontinue e adatte a questo tipo di pellicola.

Piccola curiosità: ad un certo punto sul set c’era un atmosfera abbastanza tesa, tanto che Robert Downey Jr. si innervosì con il regista e per ripicca, lasciò delle tracce di sue urine ed escrementi nelle location!

Film thriller da vedere: dal 2010 ai giorni nostri

Shutter Island (2010)

Shutter Island - Spiegazione del finale

Questo film era in bilico tra l’essere ed il non essere aggiunto a questa lista, non perché non sia valido ma proprio perché è talmente conosciuto da non aver bisogno di ulteriore pubblicità. A ripensarci però, un thriller del genere deve essere sempre nominato. Diretto da Martin Scorsese, il film di cui parliamo è Shutter Island. Adattato per il cinema dal romanzo omonimo di Dennis Lehane, autore già di Mystic River, Gone baby Gone e il recente La legge della notte. Nel cast troviamo Leonardo Di Caprio e Mark Ruffalo nei panni di due detective, intenti ad investigare i segreti di un manicomio, situato in un’isola.

Senza dilungarsi sulla trama, bisogno dire che la forza di questo film è sicuramente l’intreccio e i colpi di scena che porta con se, accompagnato da interpretazioni magnifiche come quelle di Ben Kingsley e Michelle Williams, oltre che dei protagonisti, e una regia che solo un maestro del cinema come Scorsese sa donare. Questo film fa parte del filone thriller psicologico. Infatti, gioca con la nostra mente più volte durante la visione, destabilizzando il nostro inconscio, come quello dei personaggi. Curiosità: il manicomio e l’isola non esistono veramente, o meglio non hanno set realistici. Tutto è stato ripreso tramite modellini.

The Ward (2010)

L’ultima fatica di John Carpenter, The Ward, è un thriller psicologico particolarissimo e sicuramente da vedere. Interpretato dalla splendida Amber Heard, il film è ambientato ancora una volta in un ospedale psichiatrico. Kristen, dopo aver dato fuoco ad una proprietà, ci finisce dentro anche se ai suoi occhi lei è innocente. Col tempo farà la conoscenza delle altre ragazze residenti nell’edificio e, insieme ad alcune di esse, progetterà un piano per fuggire. Ma niente è certo, anzi le certezze in questo film crollano continuamente.

Prodotto con un budget esiguo, questo film è più che valido, anzi fa mangiare la polvere a tanti film dello stesso genere con una produzione hollywoodiana (tutti i riferimenti a Sucker Punch di Zack Snyder sono puramente casuali). Qui Carpenter torna a stupire, dopo nove anni di inattività, e investiga temi importanti come quello del rifiuto, del senso di colpa, la malattia mentale e i trattamenti che i pazienti devono subire all’interno delle strutture dove vengono rinchiusi.

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Curiosità: il film si è girato in un vero ospedale psichiatrico, e molte scene del film furono riprese con all’interno veri pazienti, tanto che la protagonista Amber Heard raccontò in un intervista di essere stata realmente inquietata e spaventata dal luogo.

Il cigno nero (2010)

Grazie a questo bellissimo thriller di Darren Aronofsky, la protagonista Natalie Portman si aggiudicherà l’Oscar per la miglior interpretazione femminile. Il cigno nero è un magistrale esempio di thriller moderno. Il film mostra i lati fragili e delicati della mente della ballerina Nina Sayers, che combatte contro una possibile nevrosi data dalla propria instabilità e dal difficile rapporto con la madre. Il film è liberamente tratto dal romanzo di Fedor Dostoesvkij, Il Sosia. Il tema è  il possibile sdoppiamento che avviene nel Lago dei cigni, in cui la ballerina protagonista interpreta sia il cigno bianco che quello nero.

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Il regista pone l’attenzione sul personaggio tormentato di Nina, portando una suspanse e una paranoia che riescono a mantenere in tensione lo spettatore per tutta la durata della pellicola. Arrivati a conclusione del film, probabilmente non si avranno certezze, anzi si avranno dei dubbi che solo con altre visioni si potranno colmare. Lo stile metaforico e visionario del regista danese portano nuova linfa vivale al genere thriller, che in questo caso si svolge nell’ambiente della danza, dove la competizione e la tenacia sono all’ordine del giorno.

L’uomo nell’ombra (2010)

Un ghostwriter (Ewan McGregor) riceve una proposta tanto interessante quanto spinosa: occuparsi di rivedere e correggere l’autobiografia dell’ex primo ministro inglese Adam Lang (Pierce Brosnan), ritiratosi a vita privata su un’isola degli USA insieme alla moglie, assistenti e guardie del corpo. Lo scrittore accetta l’incarico, andando così a sostituire il precedente ghostwriter, morto in circostanze misteriose in seguito a una caduta da un traghetto. Giunto sull’isola, il protagonista assisterà a un crescendo di situazioni scottanti e pericolose: Lang viene accusato di aver consegnato prigionieri sospettati di terrorismo agli americani e averne consentito la tortura; inoltre, durante le sue ricerche, lo scrittore scoprirà legami politici e segreti inconfessati di portata internazionale.

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The Ghost Writer. R.P. Films, France 2 Cinéma, Elfte Babelsberg Film, Runteam III Ltd.

Roman Polański nel 2010 ritorna al thriller, adattando per il grande schermo Il ghostwriter di Thomas Harris, realizzando una pregevole opera hitchcockiana dai risvolti politici, spionistici e psicologici. Inganni, segreti e tradimenti si susseguono in un puzzle narrativo davvero ben congegnato e diretto e conducono a un finale inaspettato e sorprendente. Da sottolineare le ottime performance di Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Olivia Williams e Kim Cattrall. Il film ha ricevuto il plauso della critica internazionale, ricevendo l’Orso d’argento per la miglior regia al Festival di Berlino e ben sei premi agli European Film Awards.

Cosmopolis (2012)

film thriller da vedere

Continuiamo la lista dei migliori film thriller da vedere con un film atipico. Diretto da David Cronenberg, uno dei migliori registi americani ancora viventi, e interpretato da Robert Pattinson, che lascia ruoli effimeri come quello di Twilight per abbracciare progetti più importanti. Il film di cui stiamo parlando è Cosmopolis, tratto dal romanzo di Don DeLillo, uscito nel 2012 e presentato in concorso al festival di Cannes.  Il film tratta la storia di Eric Packer, un ragazzo miliardario che deve attraversare New York seduto nella sua limousine per far visita al suo barbiere di fiducia. Non c’è un reale motivo, decide di andare in modo improvviso ma non ha fatto i conti con gli ostacoli che la città gli mette davanti.

Il film procede a fasi, lentamente, nel viaggio di Eric. Sulla carta risulta un thriller, ma la pellicola è molto di più. Una riflessione filosofica sui giorni nostri e sulla società odierna. D’altronde conosciamo Cronenberg, un regista filosofo autore di pellicole come La mosca, Videodrome o Crash.  Consigliamo a tutti quindi la visione di questo film, e di superare lo scoglio del film un po’ lento, per accendere il cervello e riflettere durante il film.

Effetti Collaterali (2013)

Steven Soderbergh è uno dei registi contemporanei che ha saputo dimostrare di sapersi occupare del genere thriller in ogni sua forma e sottogenere. Anche quando tratta trame molto tradizionali, realizza sempre un’opera convincente in cui non manca di occuparsi di temi a lui cari. È il caso di Effetti collaterali, in cui Soderbergh si ispira vagamente ad Attrazione fatale e a certo cinema di Hitchcock. Emily (Rooney Mara) e Martin Taylor (Channing Tatum) sono una giovane, bella e ricca coppia. La loro vita lussuosa e perfetta è sconvolta quando Martin finisce in carcere per insider trading. Scontata la pena, Martin torna a casa ma Emily mostra i segni della depressione e tenta di suicidarsi. La ragazza decide di affidarsi allo psichiatra Jonathan Banks (Jude Law), il quale le prescrive un farmaco consigliatogli dalla precedente terapista di Emily (Catherine Zeta-Jones). Il medicinale tuttavia avrà pericolosi effetti collaterali sulle azioni di Emily.

film thriller da vedere

Side Effects. Filmnation Entertainment, Endgame Entertainment, di Bonaventura Pictures

Steven Soderbergh continua il suo recente percorso autoriale incentrato sull’analisi dei comportamenti umani, dei legami affettivi e dei mali della società americana, iniziato con Contagion e proseguito successivamente con Unsane. Scritto da Scott Z. Burns, questo thriller può contare su una forma composta ed elegante e un cast capace e azzeccato per i ruoli in ballo. Nonostante la trama sia tradizionale nel suo sviluppo, Soderbergh e Burns non mancano di soffermarsi sulla medicina e il sistema sanitario americano, rappresentando tutto quello che non funziona. Effetti collaterali è pertanto un film thriller da vedere, per continuare ad apprezzare l’operato di Soderbergh in questo genere cinematografico.

Solo Dio Perdona (2013)

Solo Dio Perdona è un film del 2013, diretto da Nicolas Winding Refn e interpretato da Ryan Gosling. In Thailandia, più precisamente a Bangkok, si sviluppa la storia di Julian (Ryan Gosling), proprietario con il fratello Billy di un club di boxe thailandese. Questo viene usato come copertura per lo spaccio di droga. Il fratello maggiore stupra e uccide una prostituta minorenne e viene catturato da un poliziotto in pensione, Chang, che si erge a giudice e giustiziere del crimine. Questa è in breve la trama di un film che vive, più che di storia, di sensazioni, metafore e narrazione per immagini. Come già fatto con Drive, Refn affronta il genere a modo suo, tralasciando l’importanza basilare della trama per dare spazio al surrealismo. A fare da padrona è la fotografia, fatta di luci al neon e colori discordanti, sullo sfondo di una Bangkok rarefatta, isolata e notturna.

film thriller da vedere

Se non fosse per The Neon Demon, uscito nel 2016, si potrebbe affermare che questo Solo Dio Perdona sia la summa artistica del regista danese. Infatti oltre che alla forma, Refn indaga temi e contenuti importanti come la violenza, la vendetta, il senso di colpa. Ruolo fondamentale nel film sono le mani, simbolo della potenza dell’uomo. Fu anche la prima immagine che venne in mente al regista quando pensò al film, un uomo che osserva le sue mani, chiuse a pugni. Togli le mani ad un uomo e gli togli tutto, la suo potenza e volenza vengono mutilate.

Enemy (2013)

Enemy, film del 2013, tratto dal libro di Josè Saramago L’uomo duplicato, è diretto da Dennis Villenueve, conosciuto per il film come Arrival, Blade Runner 2049 e Prisoners. Prima però del successo che ha avuto recentemente, dirige questo thriller inconsueto che vede come protagonista Jake Gyllenhaal e Melanie Laurent. La storia è quella di Adam Bell, professore universitario di storia, che un giorno trova un film in cui un personaggio secondario è identico a lui stesso. Da questo evento inizierà la ricerca del doppio, che aprirà riflessioni sull’identità, la proprio vita, i desideri e i rimpianti.

Questo film sullo stile di Shutter Island, L’uomo senza sonno o The Ward, si differenzia dal filone in quanto possiede all’interno una potente componente di metafore e riflessioni psicologiche. A proposito di questo, molto importante sarà la figura del ragno, che tessa le ragnatele sia nella città dove vive Adam sia nella sua vita. Il film è stato presentato in concorso al Toronto International Film Festival l’8 settembre 2013 e distribuito in Italia solo il 24 ottobre 2017, dopo quattro anni le produzioni italiane hanno finalmente capito che un film del genere doveva essere portato nel nostro paese.

Enemy

Enemy, Rhombus Media, Roxbury Pictures, micro_scope, Mecanismo Films

Prisoners (2013)

In una cittadina della Pennsylvania, nel giorno del Ringraziamento, due bambine, Anna ed Eliza, spariscono senza lasciare traccia. A indagare è chiamato il detective Loki (Jake Gyllenhaal), il quale arresta un giovane ragazzo ritardato. Le prove a suo carico però sono deboli e il giovane viene rilasciato. Keller Dover (Hugh Jackman), padre della piccola Anna, reagisce negativamente e la sua irrefrenabile sete di giustizia lo porta a compiere atti estremi e poco morali per poter ritrovare sua figlia. In un labirinto di sospettati, la piccola cittadina di provincia inizia a svelare il marcio che nasconde sotto una facciata apparentemente ordinata.

film thriller da vedere

Prisoners. 8:38 Productions, Alcon Entertainment, Madhouse Entertainment

Dopo Enemy, Denis Villeneuve ritorna ad atmosfere thriller mettendo in scena un’indagine poliziesca che svela la vera identità della provincia americana. Nell’intreccio di suspense ben congegnato ogni personaggio rivela le contraddizioni dell’America moderna, dove sotto il desiderio di ordine e giustizia si nascondono il caos, l’incapacità di agire correttamente, la perdita della fede e della moralità. Ancora una volta, dunque, Villeneuve realizza un pregevole thriller, sorretto dall’ottima sceneggiatura di Aaron Guzikowski e dalla impeccabile e plumbea fotografia di Roger Deakins. Degno di nota anche il cast stellare composto da Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Maria Bello, Terrence Howard, Viola Davis, Paul Dano e Melissa Leo. Tra i miglior film thriller da vedere degli ultimi anni.

La foresta di ghiaccio (2014)

Finalmente in questa lista c’è posto per un film italiano. Diretto da Claudio Noce e prodotto da Matteo Rovere, regista di Veloce come il vento, il film è uscito nel 2014 ed è interpretato da Emir Kusturica, Ksenia Rappoport e Adriano Giannini. Il film è ambientato nel Nord Italia, il un piccolo paesino sul confine sloveno. Pietro, un giovane tecnico specializzato, viene chiamato per riparare un guasto alla centrale ma improvvisamente si troverà di fronte ad una strana sparizione. Si crea quindi un forte scontro tra il giovane Pietro e due fratelli, Lorenzo e Secondo, i quali lavorano e vivono in quella zona. Una volta che Pietro scopre l’origine dei segreti nascosti nella valle esplode ogni tensione. Prende così il via un gioco di specchi deformanti in cui nessuno, nemmeno Lana, l’esperta di orsi, è immune dal sospetto.

la foresta di ghiaccio

La foresta di ghiaccio, Ascent Film, Rai Cinema

Il film ha preso due nomination ai Nastri D’Argento nel 2014, una delle quali alla fotografia, che mostra un lato del nord Italia inedito, fatto di distese di neve, centrali elettriche e miniere sotterranee. Non ha avuto grande successo ma è sicuramente un approccio diverso al cinema italiano, con una buona trama, una buona ricerca di tensione e di suspance. Per questi motivi, ci sentiamo di consigliarvi questa pellicola.

Predestination (2014)

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Predestination è un film del 2014, diretto dai gemelli Spierig ed interpretato da Ethan Hawke. Nel film veste i panni di un agente temporale governativo che utilizza i viaggi nel tempo per dare la caccia a un misterioso terrorista battezzato dalla stampa Fizzle Bomber. Il film si categorizza come thriller fantascientifico, in quanto il film avrà a che fare con viaggi spazio temporali, paradossi, vite parallele, tenendo però la forma narrativa del genere thriller. Fino alla seconda metà del film non capiamo bene dove voglia andare a parare la sceneggiatura, in quando ci mostra l’agente temporale, senza nome, in un bar.

Ascolterà la storia di John, che racconta la storia di una giovane donna di nome Jane. Ad un certo punto però tutto inizierà ad aver senso, apparentemente, perché dopo le prime certezze o nessi logici, la storia va avanti e lo spettatore inizia a dubitare delle cose viste in precedenza, fino al finale che lo sconvolgerà completamente. Insomma se siete alla ricerca di un thriller un po’ diverso dal solito, che abbraccia la fantascienza ma anche il filone dei thriller psicologici, questo è il film che fa per voi.

The Rover (2014)

David Michod, regista australiano autore di Animal Kingdom, presenta nel 2014 al Festival di Cannes il suo film The Rover, con protagonisti Guy Pearce, Robert Pattison e Scott McNairy. Si tratta di un film a metà tra un thriller ed un road movie. Le prime cose che notiamo dalla visione sono le distese di deserti dell’Australia. Infatti, il film si ambienta in un futuro prossimo post- apocalittico, in cui Eric, un solitario viaggiatore, perde la sua automobile, unico bene che possedeva. A rubargliela è stata una gang del posto, Eric decide di non darsi pace finchè non ritroverà la sua macchina. Ad accompagnarlo ci sarà Rey, un giovane ragazzo, membro della gang, che è stato abbandonato perché ritenuto non in grado di muoversi, avendo una ferita alla gamba.

film thriller da vedere

Il film convince sotto molti aspetti, prima di tutti la mesa in scena e la sceneggiatura. Troviamo un road movie che non perde mai il ritmo, che fino alla fine mantiene attiva l’attenzione dello spettatore. Le interpretazioni sono molto valide, soprattutto quella di Guy Pearce e di Robert Pattinson, che sembra essere risorto dopo aver collaborato con il regista canadese Cronenberg. La fotografia è molto bella, con il contrasto tra il rosso del deserto e il blu della notte, a ricordare cult come Mad Max: Fury Road.

Lo sciacallo – Nightcrawler (2014)

Nightcrawler – Lo sciacallo è un film scritto e diretto da Dan Gilroy al debutto come regista. Interpretato da un immenso Jake Gyllenhaal, il film tratta di “scacalli”, ovvero in gergo giornalistico di quei freelancer che cercano come avvoltoi di catturare la notizia, costi quel che costi. Lou Bloom è proprio uno di questi: poco aver cercato vari lavori senza successo, Lou decide di acquistare una telecamera e andare in giro nella città di Los Angeles in cerca di immagini forti da vendere ai telegiornali. Come un moderno Travis Bicke di Taxi Driver, Lou Bloom si aggira per le strade notturne, dopo aver ottenuto un lavoro che gli permettesse di sopravvivere.

film thriller

Il film è una grande critica al mondo della pubblicità e di come spesso vengono trattate le notizie, ma ci mostra anche un personaggio complesso e senza strupoli, uno sciacallo per l’appunto. Un uomo formatosi da solo, studiando a casa, e con precisi principi etici e morali che lo portano a cercare il successo in qualsiasi modo. Per la preparazione al ruolo, Gyllenhaal perse 10 kg, in modo da interpretare questo uomo scheletrico che non batte quasi mai gli occhi. Grazie all’ottima scrittura, il film ha ricevuto una nomination agli Oscar per la migliore sceneggiatura originale.

Gone girl (2014)

Gone girl è l’ultimo film del famoso regista David Fincher, che nella sua carriera ha più volte dimostrato di essere capace a dirigere ottimi film thriller. Oggi, vi consigliamo l’ultima fatica da lui diretta, con protagonisti una leggendaria Rosamund Pike ed un improbabile Ben Affleck. Già da questi presupposti possiamo confermare che il regista americano abbia una dote nel saper dirigere gli attori, trasformando la Pike in una donna carica di mistero e Affleck in un marito vittima degli eventi. Il film gira intorno ad un caso matrimoniale: un giorno, mentre torna a casa dal lavoro, Nick Dunne scopre che sua moglie Amy è scomparsa. Questo sarà l’incipit per un vortice di eventi che porteranno a comprendere il complesso rapporto che c’è tra i due e di come il loro matrimonio fosse solo all’apparenza normale e canonico.

film thriller

Fincher riesce magistralmente a raccontare una storia in un modo originale e con lo stile di un sapiente regista di thriller. Infatti, la storia si compone a puzzle, man mano che si va avanti gli indizi porteranno maggiori spiegazioni per il caso finché ad un certo punto si scoprirà la vera ragione della scomparsa della moglie. Fincher riflette oltre che sul matrimonio anche sul ruolo del mass media e di come siano spesso fonte di disinformazione, in un mondo in cui qualunque cosa accada, non si ha mai il controllo di essa.

La cura dal benessere (2016) 

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Il regista di questo film del 2016 è Gore Verbinski, conosciuto dal pubblico per il fortunato horror The Ring, che porterà anche due sequel. La storia la conosciamo tutti, è quella della cassetta maledetta parodiata da Scary Movie. Dopo il successo avuto, il regista si da all’avventura, dirigendo tutta la saga di Pirati dei Caraibi. Recentemente è tornato sugli schermi prima con The Lone Ranger, ottimo western, e poi con questo La cura dal benessere. Interpretato da  Dane DeHaan, Jason Isaacs e Mia Goth, il film è un mix tra thriller, horror e film fantascientifico. La struttura però  quella del thriller psicologico: Lockhart è un giovane e ambizioso broker di Wall Street che fa parte di un’agenzia pronta ad una fusione con un’altra. Il capo però, Roland Pembroke, sembra essersi trasferito in svizzera presso un centro di benessere e non vuole più tornare indietro e firmare.

Così Lockhart viene mandato personalmente in Svizzera per convincere il boss. Quello che troverà sarà uno strano centro idilliaco, che si presenta come la guarigione di tutti i mali ma nasconde qualcosa che Lockhart percepisce. Così il film si sviluppa come un potente thriller, con una regia e fotografia sensazionale, e una sceneggiatura coraggiosa, fuori dagli schemi, come può esserlo un thriller di Roman Polanski. In effetti, nel film, molti sono gli omaggi a capolavori come Rosemary’s Baby, Shining e ad altri cult come lo stesso The Ring o Don’t Look Now – A Venezia, un Dicembre rosso shocking. Molti hanno criticato il finale e la svolta che il film prende ad un certo punto della pellicola. Noi di FilmPost vi invitiamo comunque a dare un’occasione alla pellicola, che sicuramente trova il modo di distinguersi all’interno di un panorama affollato come quello dei film thriller.

Personal shopper (2016)

Presentato in concorso al festival di Cannes e vincitore del Prix de la mise en scène, Personal Shopper è un film del 2016, diretto da Olivier Assayas e interpretato da Kristen Stewart. La trama è molto semplice: Maureen è una ragazza statunitense che vive come personal shopper a Parigi. La sua vita viene scossa dalla morte del fratello, e dopo di questa, Maureen sente di avere una connessione con lui post mortem, come se potesse ancora comunicare con lui. A prova di questo ci saranno diversi eventi nella proprietà di Maureen ed una serie di messaggi al suo cellulare.

personal shopper

Personal shopper, CG Cinéma, Vortex Sutra, Detailfilm, Sirena Film, Arte France Cinéma, Arte Deutschland/WDR, Canal+, Ciné+

Questa pellicola tratta temi come la perdita, la sanità mentale e lo spiritismo, e lo fa in un modo unico. Durante tutta la visione il senso di inquietudine e tensione è presente e lo spettatore è sia spaventato da ciò che sta vedendo ma anche interessato e attratto da un mondo che pare inspiegabile anche dalla logica e dalla scienza. Sono temi come questi che al cinema e soprattutto con un genere come il thriller funzionano, perché fanno a investigare su concetti misteriosi e a volte incomprensibili, che lasciano il segno nella mente del pubblico.

Elle (2016)

Nel 2016 esce nelle sale questo stupendo thriller, con protagonista Isabelle Huppert. Per la sua ottima interpretazione, la Huppert ha vinto ha vinto il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico ed il premio alla migliore attrice della National Society of Film Critics. Il regista, Paul Verhoeven, racconta una storia complicata e ricca di mistero: una sera, nella propria abitazione, una donna viene violentata da uno sconosciuto che ha fatto irruzione. Questo evento sarà portante per la trama perché tutto girerà intorno alla scoperta del colpevole. Una delle cose più interessanti è la reazione della donna coinvolta che, invece che essere sconvolta e affranta, rimane fredda e concentrata nelle indagini personali sul molestatore.

Elle

Elle, SBS Productions, SBS Films, Twenty Twenty Vision Filmproduktion, Entre Chien et Loup, France 2 Cinéma

La donna ha un passato complicato, lavora in un azienda di videogiochi ed è divorziata. Lo stupro porta la donna ad appassionarsi all’assassino tanto da instaurare un strano rapporto di amore e odio. La grandezza di questo film è il fatto che riesca a unire diversi generi e registri, in un film che sembra un incrocio tra i drammi borghesi di Haneke e un thriller di genere. Per quanto riguarda la regia, Verhoeven torna a dirigere un grande film, ogni inquadratura è costruita per un motivo e il film va avanti con un ritmo molto calzante, passando da momenti di terrore a momenti comici.

Animali Notturni (2016)

Tom Ford, dopo l’ottimo A single man, dirige un thriller a ritmo serrato e coinvolgente: stiamo parlando di Animali Notturni. Interpretato da Jake Gyllenhaal e Amy Adams, il film è tratto dal romanzo Tony and Susan di Austin Wright, che tratta di un dramma coniugale. Susan, una gallerista, è turbata un romanzo che le viene mandato. Lo scrittore è l’ex marito Edward, che sembra aver scritto un violento thriller sulla loro storia amorosa. Sarà questa l’opportunità per far emergere la sua vendetta e i suoi sentimenti nascosti mentre per Susan sarà un trauma, attaccata dai rimorsi delle sue gesta passate.

animali notturni

Animali notturni, Fade to Black Films

Uno dei lati più originali del film è sicuramente l’intreccio tra finzione e realtà, ovvero la realtà del romanzo e quella della vita reale. In tutto ciò, flashback e fantasie si mischiano per dar vita ad una storia tormentata, fatta da rimpianti e vendette. L’amore che c’era stato ora è messo in scena attraverso un’opera di finzione, che all’interno nasconde tutti i lati positivi e negativi della vita coniugale. Il film fu presentato alla Mostra internazionale del Cinema nel 2016 dove il regista Tom Ford vinse il Leone d’Argento. Oltre a ciò, Micheal Shannon ottenne una nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista.

Contrattempo (2016)

Un film diventato di culto tra gli appassionati del genere thriller e che ha anche avuto un remake tutto italiano. Contrattempo di Oriol Paulo è uno dei film spagnoli più sorprendenti degli ultimi anni, che ha stupito i suoi spettatori grazie a un intrigante puzzle narrativo coronato da un memorabile colpo di scena finale. Il manager di successo Adrian Doria è stato accusato dell’omicidio della sua amante, Laura Vidal, e le prove contro di lui sono schiaccianti. Per aiutarlo viene assunta l’avvocatessa Virginia Goodman, esperta nella preparazione a deposizioni e processi impegnativi. Prima di un’importante testimonianza, i due avranno solo poche ore per ripercorrere gli eventi che hanno portato alla morte di Laura e trovare una versione valida che scagioni Adrian.

film thriller da vedere

Contratiempo. Think Studio, Atresmedia Cine, Colosé Producciones, Nostromo Pictures

Contrattempo è un gioco cinematografico davvero intrigante, che sfida i suoi spettatori a diventare abili detective presentando numerosi flashback, cambiamenti di prospettiva, piccoli ma importanti dettagli e personaggi che non sono mai quello che sembrano. Una pellicola travolgente, sostenuta da buone interpretazioni e da una fotografia gelida e affascinante. Contrattempo è uno dei migliori film thriller europei da vedere degli ultimi anni.

Unsane (2017)

Steven Soderbergh dirige Unsane uno dei film thriller da vedere. Soderbergh è un regista innovativo e ogni volta che torna sullo schermo stupisce. In questo film, il regista americano sperimenta con il genere thriller. La trama non è nulla di nuovo: Sawyer Valentini, interpretata da Claire Foy, fugge da Boston perché crede di essere seguita da uno stalker. Questa sua ossessione la porta a iscriversi anche a qualche sedute presso un ospedale psichiatrico. Una volta dentro però, farà fatica ad uscirne. La regia e la fotografia in questo film sono particolarissime, considerato un dettaglio importante: tutto è stato ripreso attraverso un Iphone. Addirittura le riprese sono durate solo una settimana, e sono state fatte in segreto.

Un esperimento bellissimo, che fa riflettere anche sulle nuove tecnologie e le loro potenzialità. Questo film può essere prezioso soprattutto a chi sogna di entrare nel mondo del cinema e affrontare la realizzazione di un film. Steven Soderbergh è senza dubbio pieno di talento, ma se è riuscito a girare un thriller del genere, anche noi abbiamo una possibilità di fare un bel film.

Good time (2017)

I semi sconosciuti fratelli Benny e Josh Safdie dirigono Robert Pattinson in un thriller pazzo e senza fiato, intitolato Good Time. La storia è quella di due fratelli, uno dei quali è interpretato da uno dei due fratelli registi, che lottano per rimanere insieme e vivere una vita migliore. Questo è il velo di trama che emerge, ma la narrazione sarà tutta un’altra cosa. Gli eventi che accadono e le persone che si incontrano non hanno fine, uno dopo l’altro si susseguono senza dare pace né ai protagonisti ne allo spettatore, che arriva alla fine del film senza neanche accorgersi.

È uno di quei film rari, in cui funziona quasi tutto. Non è perfetto, ma la fotografia accesa e allucinata, i personaggi totalmente pazzi e le azione che faranno rendono il film indimenticabile. Troviamo un Robert Pattinson sfatto, con i capelli decolorati, ben lontano dal look con cui si è fatto conoscere. I fratelli Safdie sono dei cinefili e lo dimostrano fin dalla copertina, un bellissimo omaggio a Fuori Orario, film del mitico Martin Scorsese.

Good Time

Good Time, Elara Pictures, Rhea Films

Scappa – Get Out (2017)

Jordan Peele dimostra con questo debutto alla regia di essere un interessante regista oltre che un bravo attore. Non è facile costruire un film thriller che sfoci nell’horror, nella commedia e nella denuncia razziale. Ebbene, il regista americano riesce benissimo a unire tutti questi fattori e dirigere un ottimo film che mantiene la tensione alta dall’inizio alla fine del racconto. Il film ha ottenuto anche molti consensi della critica, aggiudicandosi anche l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale. È molto interessante come Peele mostra la società odierna, ancora pericolosamente pregna di pregiudizio e razzismo, sebbene in superficie sembri aperta e liberale. In un certo senso, il film ha come influenza e base La notte dei morti viventi del maestra dell’horror George A. Romero sia per l’approccio al genere sia per la grande satira e critica che fa all’America perbenista.

GET out

Get Out, Blumhouse Productions, QC Entertainment

Per quanto riguarda la storia in sé, il film parla di una coppia che decide di passare in weekend a casa della famiglia della ragazza. Chris è un giovane fotografo afroamericano, quando viene invitato a casa dei parenti di Rose scopre che si tratta di una famiglia di neuroscienziati. Tutto appare nella norma e la famiglia sembra cordiale, ma più passa il tempo più Chris si accorge che c’è qualcosa che non va.

Il gioco di Gerald (2017)

I romanzi di Stephen King hanno avuto da sempre uno stretto legame con il cinema. Gli adattamenti cinematografici delle opere del famoso scrittore sono ormai innumerevoli; tuttavia sono pochi quelli veramente soddisfacenti e ottimamente realizzati. In questo piccolo gruppo di pellicole si trova senz’altro Il gioco di Gerald, tratto dall’omonimo romanzo di King del 1992 e diretto dal talentuoso Mike Flanagan (The Haunting of Hill House, Doctor Sleep). La trama si concentra su Jessie (Carla Gugino), ritrovatasi intrappolata a seguito di un gioco erotico finito male con suo marito Gerald. Questo infatti ha un infarto mentre la donna è ammanettata al letto della loro isolata casa al lago. Sola, impossibilitata a muoversi e impaurita, Jessie inizia ad avere allucinazioni e a vagare nei suoi ricordi, in cui si nasconde un terribile segreto. Nel frattempo un’inquietante figura sembra aleggiare in quel luogo isolato.

film thriller

Gerald’s Game. Intrepid Pictures

Adattare per il grande schermo (o meglio piccolo, per Netflix) gli elementi onirici e psicologici del romanzo di King non era semplice, ma Flanagan riesce nell’impresa. L’introspezione psicologica della protagonista è perfettamente resa sullo schermo ed accompagnata da una suspense sempre crescente, valorizzata da ottime atmosfere ipnotiche e oniriche. Flanagan traspone perfettamente anche il discorso sulla condizione delle donne, spesso ancora vittime di una sottomissione operata dagli uomini. Il gioco di Gerald è dunque uno dei migliori adattamenti di un’opera kinghiana ed è valorizzato soprattutto dalla performance sorprendente di Carla Gugino, probabilmente la migliore della sua carriera.

I segreti di Wind River (2017)

Uno dei film thriller da vedere del 2017 è senza dubbio I segreti di Wind River, film diretto da Taylor Sheridan. Con questa pellicola, Sheridan conclude la sua interessante trilogia sulla moderna frontiera americana, che comprende altre apprezzabili opere quali Sicario ed Hell or High Water, da lui scritte. Il talento di Sheridan in Wind River è stato premiato con il plauso della critica al Sundance Film Festival e il riconoscimento alla miglior regia nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes. Il film è ambientato in un piccolo centro del Wyoming, caratterizzato da un clima rigido e poco ospitale. Un cacciatore, interpretato da Jeremy Renner, scopre il cadavere di una ragazza, figlio di un suo amico nativo americano. Per indagare sull’accaduto viene inviata una giovane agente dell’FBI (Elizabeth Olsen), poco esperta sulla realtà di quei luoghi freddi dimenticati. I due faranno squadra e porteranno alla luce una terribile verità.

film thriller

Wind River. Acacia Filmed Entertainment, Film 44, Savvy Media Holdings, Thunder Road Pictures, Voltage Pictures

I segreti di Wind River è un thriller potente e doloroso, intessuto di un’atmosfera quasi western in cui i personaggi sono però cupi e principalmente privi di speranze. Sheridan trasforma l’indagine sull’omicidio in un’analisi priva di edulcorazioni su una realtà in cui l’elemento selvaggio della natura ha preso possesso anche dell’uomo. Animali e uomini sono essenzialmente uguali in quei luoghi ricchi di disperazione, dove la lotta alla sopravvivenza è rappresentata realisticamente dall’occhio registico e dalla scrittura di Sheridan. I segreti di Wind River è dunque un thriller da non perdere, lento nel suo andamento ma in grado di tenere incollato allo schermo lo spettatore grazie a uno sguardo realistico e pessimistico e a sequenze potenti e d’impatto.

Il colpevole – The Guilty (2018)

Nel 2018 un piccolo thriller danese ha conquistato all’unanimità critica e pubblico internazionali, ponendosi sulla scena cinematografica come uno degli esordi registici più interessanti degli ultimi anni. L’opera è Il colpevole – The Guilty, diretta da Gustav Moller. Il film si svolge interamente all’interno di un centralino del numero unico per le emergenze danese. Il protagonista è Asger Holm, un agente di polizia confinato al ruolo di centralinista, dopo un grave errore commesso mentre era in servizio. Alla vigilia del processo decisivo per la sua carriera, Asger sta svolgendo l’ennesima giornata di lavoro, quando all’improvviso riceve la telefonata di una donna che afferma di essere stata rapita. Asger decide di dedicarsi completamente a questo caso, a costo di infrangere le regole, travolto da un improvviso desiderio di redenzione. Le sue buone intenzioni e la sua impulsività tuttavia si scontreranno con un caso molto più complicato di come appare in superficie.

film thriller

Den skyldige. Nordisk Film Spring New Danish Screen

Il colpevole è un thriller “al telefono” che riesce a costruire magistralmente la tensione grazie a pochissimi elementi: un’unica ambientazione e un protagonista psicologicamente tormentato. Girato in tempo reale, il film riesce in meno di novanta minuti a non tralasciare nulla: in questa lotta contro il tempo si susseguono avvincenti colpi di scena a un progressivo svelarsi di colpe e segreti che affliggono il protagonista e la vittima della storia. Degna di nota la prova attoriale di Jakob Cedergren. Dal film è stato realizzato un ottimo remake americano, The Guilty, con protagonista Jake Gyllenhaal e disponibile su Netflix.

Searching (2018)

Negli ultimi anni si è diffuso un interessante esperimento cinematografico che ha dato frutti più o meno interessanti. L’idea, portata avanti da pellicole di genere come Unfriended, è quella di un film girato interamente dal punto di vista di computer o smartphone. Gli attori dunque si muovono nel raggio di ripresa di questi dispositivi e ciò che noi vediamo corrisponde a quello che si vedrebbe sullo schermo di un pc o di un cellulare. Un film che ha saputo sfruttare ottimamente questa tecnica è senz’altro Searching, esordio cinematografico del regista Aneesh Chaganty. La storia si concentra sulla scomparsa di Margot Kim, un’adolescente americana ma di origini coreane. Suo padre David si attiva immediatamente per trovarla, collaborando direttamente con la detective assegnata al caso. Esplorando il computer di Margot e la sua cronologia web, David scopre di non conoscere davvero sua figlia.

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Searching. Screen Gems

Searching è un thriller originale e sperimentale, che crea un un nuovo linguaggio cinematografico sfruttando le nuove tecnologie e al tempo stesso riflettendo su di esse. In particolare il film mette in scena una delle paure più attuali per un genitore, quella di scoprire una vita segreta di un proprio figlio nel web. Searching inoltre riesce benissimo ad ancorare la narrazione alle tecnologie, lavorando ottimamente anche sulla costruzione della tensione e dei colpi di scena. Il film è dunque un’opera indipendente coraggiosa e interessante e un thriller teso e incalzante assolutamente da non perdere.

Widows – Eredità criminale (2018)

Nel 2018 Steve McQueen (Shame, 12 anni schiavo) ha diretto un thriller davvero interessante, in cui il sottogenere dell’heist movie viene elevato grazie alla sua mano autoriale e alla sceneggiatura di Gillian Flynn (Gone Girl). Il film è Widows – Eredità criminale, tra le cui grandi qualità c’è un cast stellare: Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Cynthia Erivo, Colin Farrell, Brian Tyree Henry, Daniel Kaluuya, Robert Duvall e Liam Neeson. La storia è quella di Veronica Rawlins, sposata con Harry, il quale muore in seguito a un colpo perpetrato nei confronti del gangster Jamal Manning. Insieme a lui muore anche la sua banda e tutti i soldi finiscono bruciati. Per questo motivo Jamal chiede a Veronica di risarcirlo per il grave danno subito. La donna, dopo aver trovato gli appunti di un colpo che Harry stava preparando, decide di realizzare una rapina coinvolgendo le altre vedove della banda.

film thriller

Widows. Regency Enterprises, See-Saw Films, Film4, New Regency Pictures, River Road Entertainment

Widows è un film in cui McQueen, con l’aiuto della Flynn, unisce a regola d’arte intrattenimento e autorialità, realizzando un thriller d’alta fattura. Grandi sequenze d’azione si mescolano a temi politici e non mancano tinte pulp e inaspettati colpi di scena a condire il tutto. Ma non solo: Widows nasconde nella trama di genere una forte storia di emancipazione femminile, avvalorata da grandi interpretazioni come quelle di Viola Davis ed Elizabeth Debicki. Molto spesso dimenticato, Widows è in realtà un crime thriller da non perdere, in cui il genere solitamente commerciale e maschile dell’heist movie si trasforma sotto la mano di un autore e si fa portatore di importanti temi attuali grazie all’intervento di una grande scrittrice.

I see you (2019)

Tra i migliori film thriller da vedere non può mancare qualche opera poco conosciuta, in grado di riservare però grandi sorprese. Un esempio è I see you, film diretto da Adam Randall e disponibile su Amazon Prime Video. La pellicola è essenzialmente un thriller-horror, ma nasconde al suo interno diversi linguaggi e generi cinematografici perfettamente incastrati tra loro. La trama del film si concentra sulla famiglia Harper, i cui equilibri sono particolarmente precari a causa di vari eventi. Il tradimento di Jackie nei confronti di Greg ha aperto una profonda crepa nel nucleo familiare, composto anche dal figlio Connor. In questa crisi Greg deve anche occuparsi, in quanto poliziotto, di un misterioso caso che riguarda la scomparsa di due bambini. Ma non è tutto: una inquietante presenza maligna sembra aleggiare in casa Harper, spostando oggetti e destabilizzando i suoi abitanti.

film thriller

I see you. Bankside Films, Head Gear Films, Quickfire Films, Zodiac Features

I see you è un’esperienza cinematografica veramente curiosa e intrigante, che desidera volutamente ingannare il suo spettatore. Il film mette in scena diverse trame apparentemente slegate tra loro e costruisce inizialmente un’atmosfera horror efficace e al tempo stesso ingannevole. Colpi di scena e cambiamenti dei punti di vista sopraggiungono infatti a capovolgere il tutto, mettendo in discussione quanto raccontato precedentemente. I see you è un thriller da non perdere, grazie a regia e sceneggiatura ottime che intrecciano magistralmente generi e trame diverse per creare una storia dai mille colpi di scena.

Cena con delitto – Knives Out (2019)

Il romanziere di successo Harlan Thrombey (Christopher Plummer) viene trovato morto, in circostanze misteriose, la mattina dopo la festa del suo compleanno. Ad affiancare la polizia nelle indagini, viene assoldato il celebre ed eccentrico detective Benoit Blanc (Daniel Craig), il quale intuisce che il caso possa essere un omicidio. A finire sotto indagine è la numerosa famiglia Thrombey, ricca di personaggi fuori dal comune, ognuno con validi motivi per eliminare Harlan. Dove si nasconde la verità in una famiglia in cui tutti sono sospettati?

film thriller

Knives Out. Media Rights Capital, T-Street

Rian Johnson (Looper, Star Wars: Gli ultimi Jedi) rinfresca in modo geniale la formula whodunit di Agatha Christie, realizzando un thriller a tinte comedy. Una scrittura e regia brillanti che aggiornano il canone della regina del giallo, delineando un neo Poirot irresistibile e personaggi davvero comici e sfaccettati. Cena con delitto è un giallo dal gusto vintage, ma squisitamente moderno, che non manca di coinvolgere lo spettatore nel mistero principale. Inoltre è un film imperdibile, soprattutto per il suo grande e talentuoso cast: Daniel Craig, Chris Evans, Ana De Armas, Jamie Lee Curtis, Michael Shannon, Don Johnson, Toni Collette, Christopher Plummer e molti altri. 

L’inganno perfetto (2019)

Roy (Ian McKellen) e Betty (Helen Mirren) sono due anziani che si incontrano per un appuntamento al buio, dopo essersi conosciuti in chat. Tra i due scatta subito un’intesa, grazie anche alla rivelazione di qualche piccola bugia che si erano raccontati in chat. Non tutti i segreti però sono stati svelati: Roy, infatti, è un truffatore incallito, specializzato nel prendere di mira investitori inesperti e vedove facoltose. L’interesse di Roy per Betty è mosso dal ricco patrimonio della donna, che sembra ignara del piano che l’uomo ha ideato per derubarla. La sfacciata sicurezza di Roy si scontrerà però con una vendetta che ha radici nel passato.

film thriller da vedere

The Good Liar. New Line Cinema, Bron Creative, 1000 Eyes

Bill Condon, dopo Demoni e dei e Mr. Holmes, torna a dirigere Ian McKellen in un interessante thriller della terza età, affiancandogli un altro mostro della recitazione, la strepitosa Helen Mirren. I due interpreti si sfidano in un gioco a due, destreggiandosi tra numerosi colpi di scena, depistaggi narrativi, incursioni di altri generi e ribaltamenti di prospettive. Le performance impeccabili degli attori vengono messe al servizio di una particolare storia di vendetta, che non mancherà di stupire una volta giunti all’ultimo atto. L’inganno perfetto è un esperimento interessante, che rivela come una storia thriller può adattarsi anche a personaggi molto maturi.

L’uomo invisibile (2020)

Intrappolata in una relazione violenta e malsana con uno scienziato ricco e carismatico, Cecilia (Elisabeth Moss) riesce a fuggire elaborando, con non poche difficoltà, un piano che la porta a farle perdere le sue tracce. Una volta al sicuro, Cecilia scopre che il suo ex si è suicidato, liberandola per sempre dall’incubo. Da quel momento tuttavia iniziano a verificarsi strani eventi, che portano la mente della donna a vacillare. Cecilia arriva a convincersi che il suo ex non è morto ed è riuscito a rendersi invisibile per perseguitarla. L’obiettivo della donna sarà fermarlo prima che possa fare del male ai suoi cari.

film thriller

The Invisible Man. Blumhouse Productions, Goalpost Pictures, Nervous Tick

Il famoso mostro della Universal, nato fra le pagine di H.G. Wells, rielaborato in un thriller-horror ricco di suspense e dal sapore contemporaneo. Questo è L’uomo invisibile, diretto da Leigh Whannell (Insidious 3) e prodotto dalla Blumhouse. Il film è un reboot degno di nota, in cui Whannell cambia registro e punto di vista della storia, aggiornandoli ai giorni nostri e a temi caldi come la violenza domestica e lo stalking. Un gran lavoro sulla tensione viene svolto nella pellicola, grazie a una regia che sa generare terrore negli spazi vuoti, nell’invisibile, senza ricorrere continuamente a numerosi jumpscares. Una grande lezione sulla creazione dell’inquietudine e uno dei thriller-horror più importanti degli ultimi anni.

Oxygène (2021)

In un futuro non precisato, una donna si risveglia all’interno di una capsula, senza conoscere la sua identità né perché si trovi in quello spazio stretto e angusto. Riuscitasi a mettere in contatto con il computer di bordo, scopre di essere una scienziata di nome Elizabeth Hansen. Il luogo in cui si trova è invece una camera criogenica. Ma perché si trova lì dentro? Qual è la sua storia? La ricerca della verità sarà una vera e propria lotta contro il tempo: a causa di un guasto, la riserva di ossigeno della capsula si sta esaurendo.

film thriller

Oxygène. Gateway Films, Wild Bunch, Echo Lake Entertainment

Il film di Alexandre Aja, con protagonista Mélanie Laurent, è un classico thriller ambientato in un unico luogo, ma contaminato con il genere della fantascienza. Tenere viva la tensione in una pellicola di questo genere non è semplice, ma Aja riesce a movimentare sempre la vicenda grazie a una sapiente regia e a una narrazione stratificata in grado di svelarsi gradualmente nel modo giusto. Oxygène non fallisce neanche nel costruire un’efficace atmosfera claustrofobica e asfittica, in cui si inserisce anche la freddezza di un intelligenza artificiale di kubrickiana memoria. Oxygène è dunque un thriller sci-fi claustrofobico e citazionista, da non perdere per una visione tesa e ricca di sorprese.

Ultima notte a Soho (2021)

Eloise (Thomasin McKenzie) è una giovane ragazza che vive in Cornovaglia con la nonna. La sua infanzia non è stata felice, non avendo conosciuto il padre e avendo perso la madre in seguito a un suicidio. Il forte legame con la madre ha portato Eloise a sviluppare una forte passione per la moda. Il desiderio di diventare stilista la porta a Londra, per studiare al London College of Fashion. La gioia e l’entusiasmo di scoprire la città si scontra però con una realtà ricca di personaggi cattivi o pericolosi. Tuttavia Eloise riesce a trovare il modo per fuggire da tutto questo; quando sogna, di notte, si ritrova magicamente nella Londra degli anni Sessanta nei panni della cantante Sandie (Anya Taylor-Joy). Questo sogno è destinato a trasformarsi in incubo, quando Eloise si ritrova a scavare nella vita di Sandie.

film thriller

Last Night in Soho. Complete Fiction, Film4, Working Title Films

Un thriller psicologico a tinte horror: questo è principalmente Ultima notte a Soho, l’esordio in un genere completamente nuovo per l’apprezzato Edgar Wright. Il regista di Baby Driver trasporta lo spettatore nella Swinging London con una pregevole ricostruzione d’epoca, ma svelando tutto il marcio che si nasconde sotto l’idealizzazione di quel periodo. Ultima notte a Soho è un film sorprendente, che conferma il talento di Wright anche nella gestione di trame e atmosfere dark e oniriche. L’esperimento del regista funziona a meraviglia, inoltre, grazie all’aiuto di un giovane cast impeccabile e di una colonna sonora irresistibile. Uno dei migliori thriller da vedere del 2021.

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