Man vs Bee: recensione della serie Netflix con Rowan Atkinson

L'ostinata battaglia tra un uomo e un'ape solitaria porterà a situazioni disastrose ed estreme

Man vs Bee recensione. La serie segna il ritorno dell’attore Rowan Atkinson, amato interprete di Mr Bean. Dopo alcuni film comici in cui interpretava l’agente speciale Johnny English che portava a compimento le sue missioni, sempre in maniera disastrosa, torna con una serie comedy. Anni dopo l’attore inglese ha messo da parte lo smoking elegante per vestire i panni di un normalissimo uomo di mezza età che cerca un lavoro. Tutto quello che succede in Man vs Bee può ricordare le situazioni vissute da Mr. Bean con le sue problematiche, le sue ossessioni e il suo comportamento tanto assurdo quanto divertente.

Il suo personaggio in questa nuova serie Netflix è altrettanto esilarante – anche se a volte si perde dietro a cliches e schemi comici visti e rivisti –  e in parte problematico. Approdata il 24 giugno su Netflix è nata da un’idea dello stesso Rowan Atkinson, la serie riporta indietro gli affezionati al volto familiare dell’attore che riesce sempre a far ridere. Ha però alcuni  problemi che sarebbero stati molto facili da evitare. Scopriamone di più in Man vs Bee la recensione.

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Man vs Bee, HouseSitter Productions

Indice: 

 

La trama – Man vs Bee recensione 

La serie racconta la storia di Trevor, un uomo di mezza età in cerca di un lavoro. Ha divorziato dalla moglie e cerca di ricostruire il rapporto con la figlia, verso il quale nutre un tenero affetto paterno. Per rimettersi in carreggiata trova lavoro presso un’agenzia di house-sitting: deve prendersi cura della casa di persone che si assentano per un periodo di tempo. Il primo incarico è per la casa di una ricca coppia collezionista e imprenditrice di opere d’arte. La casa è iper-tecnologica con la cucina che si apre attraverso gli infrarossi, il rubinetto che eroga acqua calda o fredda in base ai movimenti delle mani. 

Nonostante ci sia un esaustivo manuale con i codici che sbloccano e bloccano l’allarme e le stanze della case che custodiscono preziosi artefatti, Trevor avrà qualche difficoltà. Il problema principale è rappresentato da un’ostentata ape. L’insetto si è intrufolato nella stanza e creerà delle situazioni sempre più paradossali quasi sfidando Trevor che prenderà la sua cattura una missione da portare a compimento prima del ritorno dei padroni di casa: riuscirà nel compito?

È solo un’ape” – Man vs Bee recensione

Lo diceva anche Kate Sharma in Bridgerton alla vista di un Anthony spaventatissimo dall’insetto. Qui il contesto è ben diverso perché la situazione assume dei contorni decisamente surreali, episodio dopo episodio. Come tutti gli esseri umani infastiditi dal ronzio dell’ape, Trevor cerca di scacciarla. Prova a farla uscire dalle finestre, cerca di attirarla sul pane con il burro d’arachidi, la intrappola in un vaso, ma fallisce miseramente ad ogni sua disperato tentativo. Tutto questo lo porta a distruggere lentamente la casa, o almeno a fare qualche danno che all’inizio riesce a sistemare. Quando l’ex moglie lo chiama lui giustifica il tutto dicendo che c’è un’ape; quando il giudice del tribunale- in un foreshadowing ad inizio serie – gli elenca i crimini commessi lui si giustifica dicendo che c’era un’ape. 

La cosa più logica sarebbe stata quella di ignorare l’insetto e andare avanti, ma no Trevor la trasforma in una sua ossessione. Si potrebbe addirittura definire la sua Moby Dick che lo spinge all’estremo e non gli permette di vedere le cose con lucidità. Questo suo atteggiamento però è probabilmente legato ad una caratterizzazione del personaggio che la serie non si premura di rendere nota. La moglie lo esorta a non soffermarsi sulle piccole cose, quasi a far capire che è un suo tratto distintivo. Risulta spontaneo chiedersi perché non si è scelto di approfondire questo aspetto invece di concentrare l’intera narrazione sull’agognata ricerca dell’acerrima nemica? 

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Man vs Bee, HouseSitter Productions

Una commedia tiepida – Man vs Bee recensione 

La risposta alla domanda è semplice: Man vs Bee doveva far ridere e analizzare un personaggio, scavare nei suoi comportamenti non fa ridere. Quello che fa divertire è vederlo alle prese con l’allarme che non si sblocca, vederlo distruggere un prezioso quadro o scivolare dal camino ricoperto di fuliggine e più ancora non arrendersi mai davanti al fallimento. Fanno ridere la sue espressioni facciali che passano dal determinato sornione convinto di averla vinta a quelle sconvolte e frustrate per aver fallito l’ennesima volta. Il problema di tutto questo è che si fa pur ridere ma è una risata breve che lascia il tempo che trova. Lo schema poi è tremendamente ripetitivo è anzi un crescendo che va in una direzione che può avere un unico esito e anche disastroso. 

Per non parlare di scene che potevano essere evitate, insomma tutte figlie di una comicità tiepida che non convince. La trama stessa lascia poi alcuni dubbi legati all’ape stessa che sembra aver preso a sua volta di mira Trevor, in una sorta di lotta personale che è anche Bee vs Man e non solo il contrario. Interessante – ma anche qui non esplorato – il parallelismo che si può fare con l’ape – un bombo solitario – e lo stesso Trevor, quasi ad indicare che i due non sono poi così diversi. Insomma Man vs Bee è un prodotto che sicuramente fa ridere, ma se si cerca un’ironia più sottile che centri il bersaglio non è questo il prodotto da guardare. Chi è invece nostalgico delle buffe espressioni di Rowan Atkinson si accomodi pure e si goda la visione breve ed intensa – solo 9 episodi da massimo 15 minuti. 

Man vs Bee

Voto - 5.5

5.5

Voto

Lati positivi

  • Rowan Atkinson non delude mai nei panni dei suoi personaggi
  • Alcune gag sono oggettivamente divertenti

Lati negativi

  • Mancato approfondimento del suo personaggio
  • La comicità comincia a scadere nei cliches e nelle ripetizioni
  • Mancato chiarimento sul rapporto tra l’ape e il protagonista

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