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Sorry For Your Loss: recensione della serie su Facebook Watch

Uno sguardo alla serie con Elizabeth Olsen disponibile su Facebook

Sorry For Your Loss recensione. Con l’ingresso di Netflix nella MPAA (Motion Picture Association of America) il mondo del cinema cambia radicalmente. Sembra ormai universalmente accettata l’idea di poter vedere contenuti, attraverso un servizio di streaming, dal proprio divano e sul proprio tablet. Con la recente vittoria di tre premi Oscar del film di Alfonso Cuarón, Roma, la strada verso l’omogenea considerazione dello streaming sembra esser cosa fatta. Per le serie TV, però, questo discorso è già stato preso in esame moltissimo tempo fa. Netflix e Amazon, fra le tante, hanno prodotto serie pluripremiate e di grandissimo impatto. Cosa poteva innovare e rinnovare il mondo della serialità televisiva e dello streaming?

La risposta è il nuovo servizio video on demand del re dei social: Facebook Watch. Se in passato la macchina da presa ha raccontato di Facebook (The Social Network, di David Fincher), adesso è lo stesso Facebook a piazzarsi idealmente dietro la mdp per portare contenuti direttamente sulle sue pagine. Abbiamo visto uno dei contenuti più interessanti tra quelli proposti, Sorry For Your Loss, e vogliamo parlarvene in questa recensione. La serie, con protagonista Elizabeth Olsen, tratta temi delicati e particolari quali le perdite, la consapevolezza e la rinascita, il farsi forza. Nel corso di questo articolo, senza spoiler, vi parleremo di questa prima stagione!

Sorry For Your Loss: recensione

La storia ruota attorno alle vicende della protagonista, interpretata da Elizabeth Olsen. Leigh Shaw è una giovane donna che soffre per aver perso il marito, tre mesi prima dell’inizio della storia narrata. Leigh è in caduta libera, il dramma le ha sconvolto l’esistenza e adesso sembra impossibile, per lei, provare a rialzarsi e a riprendere in mano la sua vita. La donna va avanti a fatica tra un lavoro insoddisfacente e una vita sociale ormai crollata. Per l’elaborazione del lutto si affida, pur a fatica, a gruppi d’ascolto che però sembrano non riuscire a farle ritrovare quel pizzico di forza. Ad aiutarla ci sono i forti legami con sua madre e sua sorella: due donne dai caratteri molto diversi da quello della protagonista, ma tutte legate da legami strettissimi. Inoltre, il rapporto con il fratello del marito defunto continua ad essere forte, tra alti e bassi.

Tutto ciò che le sta attorno sembra non riuscire ad aiutarla. Leigh allontana tutto e tutti, chiusa nella sua bolla di sofferenza, e nessuno sembra riuscire a comprendere il suo dolore. Ogni oggetto, ogni frase ed elemento del presente le rievoca il passato, oltre al volto e alle parole di Matt. La storia di dipana così attraverso l’instabile realtà, l’oggi drammatico e i ricordi della relazione tra la donna e il suo amato. Pian piano i costanti flashback rendono noti a tutti alcuni dettagli in più sulla loro relazione e sulle loro personalità. La stessa Leigh, scavando nel passato, mossa dal dolore, rievocherà ricordi che aveva riposto in un angolo della propria memoria. Ma la sofferenza e il ricordo portano la donna a scavare talmente tanto nel profondo da arrivare a comprendere che forse non conosceva bene ogni singolo aspetto della vita del marito.

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Step by step – Sorry For Your Loss: recensione

Sorry For Your Loss è un prodotto particolare, quasi quanto lo stesso Facebook Watch, ma allo stesso tempo semplice e di pura sincerità. Incontriamo Leigh, conosciamo pian piano lei, la sua storia, la sua vita e le persone che la circondano. E lo facciamo con naturalezza, attraverso il quotidiano. Certo, i flashback, che tagliano la scena e ci portano nel passato, non fanno parte della sua vita presente ma sono anch’essi parte di un quotidiano infernale. La sorpresa sta nel non scadere nella retorica e nel mero sentimentalismo comandato dal dolore, cosa che ci si aspetterebbe da un prodotto del genere e con queste tematiche. La realtà viene ritratta con realismo, eliminando ogni elemento superfluo e lasciandoci osservare gli step di una giovane vedova. Lasciandoci osservare il tempo che scorre. Tempo che va avanti come il resto del mondo attorno a lei, lasciandola inesorabilmente indietro.

Andiamo avanti per piccoli passi anche noi, così come fa Leigh. Seguiamo l’evoluzione dei personaggi e della storia attraverso i dieci episodi da 30 minuti, durata ideale per esprimere il concetto di ‘“piccoli step’. Si dinamizza e si comprime tutto, alzando leggermente il ritmo e rendendo meno pesante il dramma uniforme che potrebbe stancare molti spettatori. La Los Angeles che vediamo è una città vista nella sua intimità e negli interni delle sue case, delle sue famiglie. Proprio l’intimità è il tratto fondamentale di una serie che punta moltissimo sui dialoghi e sul confronto, sulle sensazioni e sulle emozioni generate dalle parole, dagli oggetti. Una scrittura arguta e la caratterizzazione di personaggi carismatici, permettono alla serie di concedersi anche dei momenti di relax e di agire su alcune sottotrame utili all’impianto narrativo di base.

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La solitudine del malessere – Sorry For Your Loss: recensione

Proprio la costruzione delle molteplici narrazioni attorno alla protagonista aiuta tutti, noi compresi, ad andare avanti e a farci appassionare. Emergono i drammi della sorella, quelli nel lavoro e nelle relazioni interpersonali. Ma ciò che salta all’occhio da subito è il titolo della serie. “Sorry for your loss” è il più comune dei messaggi di condoglianze e sembra essere ciò che, al contrario delle aspettative, fa sprofondare Leigh nel profondo della sofferenza. Tutti, comprese le persone più care e vicine, vivono all’esterno del suo dolore ed emerge l’impossibilità di comprendere la situazione altrui. E tutti, davvero tutti, i personaggi hanno una situazione particolare, una sofferenza, da raccontare. Tutti coltivano un malessere che, anche quando sembra passato, torna a infierire e a fare maledettamente male.

Ti dicono che non è la fine del mondo, solo perché non è la fine del LORO mondo.

L’ottima regia si sofferma sugli oggetti, sui volti (tanti i primi piani, soprattutto sul volto della Olsen) e sui singoli momenti, portandoli a parlare e a comunicare ciò che nascondono le tante parole pronunciate. La serie è un tuffo rischioso tra gli argomenti delicati della depressione, del lutto, del senso di colpa. Questi si fondono con quelli del malessere dei rimpianti, dei rimorsi e delle incomprensioni, dei limiti della conoscenza, della conoscenza degli stati d’animo altrui. E ciò viene portato sullo schermo dalla prova strabiliante di Elizabeth Olsen: l’attrice nota per il suo ruolo negli Avengers, offre l’interpretazione più intensa della sua carriera e mostra un espressività unica e un talento incredibile, capace di farci provare emozioni che non proviamo in prima persona. Non togliamo, però, i meriti ad un intero cast di primaria importanza nel quale spiccano performance di pari intensità e grande impatto.

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Considerazioni finali – Sorry For Your Loss: recensione

La morte, la perdita e la sofferenza. La voglia di ricominciare, dopo tutto, anche a costo di spingersi verso un sano egoismo. Ma soprattutto essere migliori, imparare e migliorare per se e per gli altri. La serie creata da Kit Steinkellner ci fa riflettere su tutti questi argomenti e ci pone davanti a delle situazioni che riescono a toccare nel profondo tutti: ognuno, indipendentemente dalle diversità del caso, può capire cosa vuol dire l’elaborazione del lutto. Noi, come la protagonista, impariamo e cresciamo. Riflettiamo e ci poniamo delle domande. Ma sappiamo trovare le risposte? Probabilmente no, però non ci resta che lavorare su noi stessi e sulla volontà di perdonare e di chiedere scusa. La volontà che Sorry For Your Loss ci trasmette. Come la voglia di non dar mai nulla per scontato e vivere, soprattutto viversi e compiere, anche a malincuore, delle scelte importanti.

La regia dinamica e l’eccezionale montaggio che ci fa viaggiare avanti e indietro nel tempo, riescono a rendere visivamente giustizia alle tematiche di una serie scritta con esperienza e saggezza. Se Sorry For Your Loss fosse una una serie Netflix, NBC, Showtime o HBO, staremmo già parlando di Emmy e Golden Globe. Ma è un prodotto Facebook Watch e, almeno per ora, passa in secondo piano. L’annuncio di una seconda stagione fa sperare in una nuova campagna di diffusione di una delle serie più intelligenti degli ultimi anni, che merita di certo maggiore considerazione pubblica. Una piccola perla dello streaming online da recuperare a tutti i costi, oltre che un ottimo avvio per il servizio on demand di Facebook!

Sorry For Your Loss

Voto - 8.5

8.5

Lati positivi

  • La sceneggiatura: ogni episodio è scritto con arguzia e intelligenza
  • La trattazione delle tematiche: ogni argomento è gestito con precisione e non si finisce mai nella retorica
  • Elizabeth Olsen: performance di un’intensità straordinaria

Lati negativi

  • Il peso del dramma: il tema rende uniforme la narrazione che potrebbe arrivare a stancare

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