Spencer: recensione del film di Pablo Larraín – Venezia 78

Pablo Larraín torna al Lido con Spencer, un biopic tutt'altro che convenzionale con Kristen Stewart nei panni di Lady Diana

Dopo Jackie nel 2016 ed Ema nel 2019, Pablo Larraín torna al Lido con Spencer, film in concorso a Venezia 78 di cui vi proponiamo la nostra recensione. Fra i film in corsa per il Leone d’Oro di quest’anno, Spencer era senz’altro uno di quelli più attesi. Con Spencer ci si trova di fronte a un biopic che si allontana – e non poco – dalla definizione classica di questo genere. Più che un biopic nel senso tradizionale del termine, il film del regista cileno è una favola oscura o, come recita la didascalia in apertura, “una fiaba tratta da una tragedia vera”. Kristen Stewart è Lady Diana, in un particolare momento della sua vita, un week end cruciale per il suo futuro e per quello degli Windsor. Accanto a lei, nel cast, Timothy Spall, Jack Farthing, Sean Harris e Sally Hawkins.

Prima di passare alla recensione di Spencer, vediamo di seguito la sinossi ufficiale. Il matrimonio della principessa Diana e del principe Carlo è da tempo in crisi. Sebbene le voci di tradimento e divorzio abbondino, in occasione delle feste di Natale nella residenza reale di Sandringham viene decretato un periodo di pace. Si mangia e si beve, si spara e si caccia. Diana conosce il gioco, ma quest’anno le cose saranno molto diverse. Spencer immagina cosa potrebbe essere accaduto durante quei pochi giorni decisivi.

Indice:

Una fiaba tratta da una tragedia vera – Spencer, la recensione

Se le principesse sono le più classiche fra le protagoniste delle fiabe, la sfortunata parabola della Principessa del Galles di fiabesco ha ben poco. Quella di Lady Diana non è stata una fiaba convenzionale nella realtà e non lo è nemmeno nel film di Pablo Larraín. È piuttosto una favola oscura, per certi aspetti gotica e nel film ne seguiamo una delle parti più significative. Spencer si svolge durante un week end nella tenuta di Sandringham in occasione delle festività natalizie. Un fine settimana in cui la Principessa del Galles prende la difficile decisione di smettere i pani di Altezza Reale per tornare ad essere “semplicemente” Diana. Larraín e lo sceneggiatore Steven Knight ci raccontano i tormenti di una donna oppressa dal protocollo reale, chiusa in una gabbia dorata e desiderosa di scappare senza voltarsi indietro.

A Diana stanno strette le formalità e non sopporta più di avere infinite regole da seguire; soffre il suo ruolo istituzionale e quello di moglie di un uomo che la tradisce senza nemmeno sentire il bisogno di nascondersi. L’unico ruolo che non rifiuta e a cui anzi si aggrappa con tutte le forze è quello di madre. Attorno a Diana ruota un universo di figure antagoniste che la trattano come una prigioniera o, nel migliore dei casi, come una bambina da guardare a vista. La controllano e la privano persino della possibilità di esprimersi liberamente; tutti sanno tutto, in ogni momento. E ancora come in una favola gotica, Diana è “perseguitata” da un fantasma, quello di Anna Bolena. Una presenza mai malvagia, fortemente simbolica e che guida la Diana di Larraín nel processo di affracamento da tutto ciò che la soffoca e la opprime.

Diana

Attorno alla figura di Lady Di c’è una vera e propria mitologia, degna dell’icona che anche, e forse soprattutto, suo malgrado è diventata mentre era in vita e, ancor più, dopo la sua morte. Kristen Stewart porta sullo schermo la sua Diana, con un’interpretazione in cui traspaiono lo studio del personaggio e una profonda interiorizzazione dello stesso. Fin dalla primissima sequenza, dove la vediamo guidare alla volta di Sandringham, a colpire sono soprattutto il lavoro sulla voce, l’intonazione e le espressioni del volto. Stewart non imita, diventa Diana e della principessa triste – etichetta abusata, ma calzante – restituisce fragilità, nevrosi e uno slancio vitale sopito ma sempre presente. Ed è proprio Kristen Stewart la spina dorsale di Spencer, in un film in cui tutti gli altri personaggi vivono e hanno ragion d’essere in sua funzione.

Larraín mostra grande cura e attenzione nel tratteggiare le debolezze e i tratti più problematici di Diana; senza nascondere ma con una certa delicatezza. I disturbi alimentari, la grande solitudine, una certa “mania di persecuzione”, il tormento di chi non si sente accettato per quello che è e non è più disposto a indossare una maschera. Interessante anche la riflessione su passato e futuro, portata avanti su due binari. Il primo, più banale, che evidenzia l’anacronismo dei rituali di casa Windsor. Il secondo tutto giocato sulla relazione tra la Diana bambina (nella dimensione del ricordo) e quella adulta. È tramite il legame con l’infanzia, con la casa dove è cresciuta e con un passato sereno che Lady Di ritrova se stessa e la forza di guardare al futuro.

spencer recensione

Spencer. Fabula, Komplizen Film, Shoebox Films

Considerazioni tecniche e conclusioni – Spencer, la recensione

In Spencer, oltre alla prova straordinaria di Kristen Stewart, colpiscono anche l’utilizzo della colonna sonora e una messa in scena davvero impeccabile. Le musiche, prevalentemente brani jazz, sottolineano e accompagnano con puntualità e grande forza gli stati d’animo della protagonista. Si può dire che la colonna sonora sia sintonizzata sulle frequenze delle emozioni di Diana e del suo sentire e questo aggiunge un indubbio valore ai meccanismi narrativi. La cura è massima nelle scenografie, con particolare attenzione ai dettagli degli spazi sfarzosi e perfetti della tenuta di Sandringham. Lo stesso discorso vale anche per gli abiti che Kristen Stewart sfoggia con malinconico splendore nel corso di tutto il film.

Avviandoci alla conclusione della nostra recensione di Spencer, possiamo affermare con tranquillità che nel complesso il film incontra e non delude le grandi aspettative. Non tutto, però, convince e Spencer soffre di una certa superficialità nel trattamento di alcuni aspetti. Uno su tutti l’eccessiva stilizzazione nella rappresentazione degli Windsor e del loro protocollo; stilizzazione che finisce per non giovare nemmeno alla figura e alla memoria della Diana reale. Jack Farthing è un Principe Carlo tutto sommato dimenticabile, fatta eccezione per una potentissima sequenza di dialogo fra lui e Kristen Stewart. Carlo e Diana hanno uno scambio piuttosto acceso, ma non parlano la stessa lingua; si interrompono, non si ascoltano e ognuno ha davanti a sé un muro che è barriera invalicabile. In Italia Spencer non ha ancora una data di uscita fissata; arriverà invece nelle sale statunitensi il prossimo 5 novembre 2021.

 

Spencer

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Kristen Stewart è davvero straordinaria nei panni di Diana Spencer
  • Colonna sonora, fotografia e scenografia

Lati negativi

  • Eccessiva stilizzazione dei personaggi secondari e delle dinamiche di casa Windsor

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