Recensioni

Star Wars – Gli ultimi Jedi: il ritorno della saga

Seppur con un solo giorno di anticipo “Star Wars – Gli ultimi Jedi”, VIII capitolo della famosa saga stellare, è stato solo per Film Post e ad altri fortunati al quale è stato concesso l’onore di assistere all’anteprima del nuovo film di Guerre Stellari (aka Star Wars). E la guerra c’è stata anche per noi che abbiamo partecipato a questa imperdibile proiezione stampa, tra l’accaparrarsi i posti migliori e il santo gadget di fine film qualche vittima è stata fatta. Schiacciati, calpestati, insultati e, si, anche addentati… ma vittoriosi!

E dopo tutto ciò, eccoci qui pronti con la recensione dell’ episodio VIII di una delle saghe più amate di sempre, “Star Wars – Gli ultimi Jedi“!

Dopo le varie diatribe sulla chiarezza o meno del titolo tradotto in italiano dell’episodio VIII, alla fine “Gli ultimi Jedi” è arrivato nelle sale. La persona che sta scrivendo questo articolo è estremamente di parte, nonché tra le poche ad aver apprezzato il VII capitolo della saga “Star Wars – Il risveglio della forza” ma non ditelo a nessuno; nonostante ciò bisogna saper essere oggettivi a volte nella vita. Per questo motivo ci limiteremo a garantire che un fandom contenuto al tasso del 70%.

Le melodie di John “Gionnino” Williams riecheggiano possentemente in tutta la sala all’apparire di quella scritta gialla, la quale causa lacrime e singhiozzi tra gli spettatori presenti. Il silenzio, però, durante la proiezione è quasi religioso.

Il film parte ricollegandosi in tempo reale ai fatti dell’episodio VII. Assistiamo infatti all’inizio di un attacco ai danni del Primo Ordine da parte della Resistenza, guidata dal generale Leia Organa (la recentemente scomparsa Carrie Fisher). Nel mentre della battaglia, ci viene mostrata anche Rey nell’atto di porgere la spada laser a Luke Skywalker, raggiunto al termine del capitolo precedente. Con quest’ultimo, ella intraprenderà faticosamente un training per imparare a gestire questo grande potere a lungo sopito in lei e che adesso sembra bramare la libertà.

Questi 150 minuti sono gestiti piuttosto bene, alcuni vuoti lasciati nell’episodio precedente vengono colmati mentre di altri vengono concessi più indizi per la loro risoluzione. In questo capitolo di Star Wars viene concesso un po’ più di spazio al rapporto tra Rey e Kylo Reno (Ben Solo), quest’ultimo considerato debole nonostante cerchi di liberarsi di tutti gli ostacoli che rendono impetuosa e duratura la sua incessante lotta interna tra luce e oscurità.

*ATTENZIONE: il seguente paragrafo contiene informazione che potrebbero essere considerate dal lettore come spoiler, si consiglia quindi di non proseguire la lettura se ritenuto un fattore importante.*

Comparto tecnico:

Rian Johnson si mostra abile alla regia, riuscendo a mantenere il tipico ritmo alla Star Wars. Anche le immagini mantengono quei colori un po’ opacizzati che ricordano i precedenti film, nonostante in tre scene finali la taratura del colore cambia giocando sul contrasto e la luminosità.

Una è la scena dello scontro sul pianeta ricoperto di sale il quale questo, di un bianco candido, crea un forte contrasto luminoso e appariscente quando impronte o solchi vari lasciano trasparire il vero suolo del pianeta, di un intenso rosso terracotta. Un’altra è quella dell’ultimo tramonto di Luke Skywalker, il quale dopo aver compiuto un grande sforzo per consentire ai compagni ribelli di salvarsi, rivolge lo sguardo stanco vero un sorprendente cielo infuocato che vede protagonisti due luminescenti soli, il tutto crea un bellissimo contrasto con i suoi occhi chiari che vengono invasi da una permeante pace.

Infine non è da sottovalutare gli ultimissimi secondi finali, che vedono come protagonista un bambino incontrato nel corso del film. Questo rivolge lo sguardo verso il cielo notturno colmo di stelle, i suoi occhi sono lucenti quasi quanto queste ultime, un ulteriore piacevole contrasto è quello che si crea tra la figura del bambino vestito di colori molto chiari con il cielo blu.

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I pro e i contro:

Veniamo alla parte ardua. La questione è semplice, la Disney purtroppo si è comprati i diritti di Star Wars, cosa ci possiamo fare noi? Un bel niente. I tempi avanzano, i gusti degli spettatori diventano sempre più difficili da conquistare data per grande offerta di contenuti e i produttori lottano con questi fattori sacrificando spesso la qualità dei prodotti. Anche in questo film la presenza di Walt si sente, sparando nei primi 20 minuti ca del film una battuta o una gag ogni circa 2. La questione va scemando col proseguire della durata, ciò non toglie che il troppo storpia. Tolta questa invadenza molesta che si discosta di un po’ dall’atmosfera originale dei film di Star Wars, il film procede per gradi in maniera piacevole. Come detto precedentemente, alcuni dei molti dubbi lasciati nel primo film vengono risolti, per altri vengono dati più indizi alla loro risoluzione prossima.

Dunque, alla fine, posso esprimermi dicendo che con questo VIII episodio probabilmente anche i più scettici potranno ravvedersi un minimo. Cercando magari di ampliare il loro sguardo verso quello che sembra essere un progetto ben più grande di quello mostratoci fin’ora.

MAY THE FORCE BE WITH YOU.

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