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Teen spirit – A un passo dal sogno: recensione del film con Elle Fanning

Una giovane piena di talento ma dal carattere dififcile troverà il modo per ottenere successo?

Teen Spirit – A un passo dal sogno recensione. Il film racconta la storia di un’adolescente che cerca di sfondare nel mondo della musica, cavalcando così l’onda travolgente del fenomeno dei talent show. Elle Fanning veste i panni di Violet, una timida e giovane ragazza che sogna di diventare una cantante famosa. In un percorso che parte necessariamente dal basso, accompagnata da un improbabile manager, la giovane parteciperà alle selezioni finali del programma britannico Teen Star. L’ aspirante pop star dovrà mettere in gioco molto più del suo innato talento per conquistare la vetta del concorso. In palio, fama, gloria e ricchi contratti discografici. Se siete curiosi di sapere cosa ne pensiamo noi di Filmpost proseguite a leggere la nostra recensione su Teen Spirit – A un passo dal sogno.

Indice

Teen Spirit – A un passo dal sogno la recensione

La vita scorre lenta sull’isola di Wight dove una sedicenne di nome Violet dal carattere riservato e scontroso sogna di diventare una pop star. La giovane inizia a muovere i primi passi nella musica in pub sperduti di periferia, con un pubblico poco numeroso e di basso livello. Violet vive con sua madre in condizioni economiche abbastanza precarie. La madre, mentre i debiti di accumulano, aspetta il ritorno del marito, la figlia invece sogna la fuga e un futuro migliore. Il canto, oltre a essere una liberazione dalla quotidianità, le permette di guadagnare anche qualche soldo extra per la famiglia. Il sogno di diventare una cantante famosa diventa realtà quando si iscrive alle selezioni per un talent show di risonanza internazionale: Teen Star. Con l’aiuto di un improbabile insegnante e manager di nome Victor, ex cantante lirico, Violet inizia il suo percorso e si porta a un passo dal sogno.Teen Spirit recensione

Teen Spirit – A un passo dal sogno, breve analisi

I produttori del pluripremiato La La Land tentano di bissare il successo ottenuto con il film di Chazelle mettendo tutto nelle mani di Elle Fanning. Si può affermare senza paura di essere smentiti che Teen Spirit ha il sapore della solita minestra riscaldata. Come sempre avviene in film di questo genere c’è un protagonista più o meno carismatico che parte dal basso, aiutato da improbabili figure dal passato comunque glorioso. Violet è un’adolescente di origine polacca, riservata, scorbutica e vestita più da maschiaccio che da pop star. Inizia a cantare nei pub dove nessuno la apprezza più di tanto, tranne un ubriacone che dorme in macchina di nome Victor, ex cantante lirico. Insieme i due iniziano la scalata al successo, in una serie di circostanze abbastanza scontate e prevedibili.

Come potete aver ben inteso leggendo queste poche righe il principale tallone D’Achille è, a nostro parere, il plot narrativo. Per quanto riguarda i personaggi invece possiamo dire che sono tendenzialmente egocentrici e cinici, protagonisti compresi. Più volte Victor rimarca un interesse spassionato per soldi e percentuali, conta più il suo ruolo di manager che il futuro della piccola star. Dal lato suo Violet recita troppo spesso la parte della bambina immatura che non accetta sconfitte. In diversi momenti del film sembra che più della gloria e della fama contino i contratti discografici, vero fulcro trainante di tutta la storia.

Teen Spirit – a un passo dal sogno: considerazioni finali

Teen spirit non eccelle neanche sotto il punto di vista tecnico, mantenendosi nella mediocrità. La fotografia di scena evolve con il susseguirsi degli eventi. Inizialmente abbondano primi piani ed inquadrature strette con composizioni al limite del claustrofobico. Questi elementi, assieme a una fotografia dark e dai colori spenti, caratterizzano principalmente la prima metà del film, quando il successo è ancora una strada lunga ed in salita. Le luci della ribalta ed inquadrature di più ampio respiro dominano invece la parte finale anche se, in generale, la fotografia di Teen Spirit rimane abbastanza cupa e giocata molto sulle ombre e luci artificiali. Il film nei suoi 92 minuti di durata funziona come distrazione dalle nostre attività quotidiane. Non raggiunge vette elevate sotto nessun punto di vista, la sceneggiatura pecca di orignilità, dandoci l’idea di qualcosa di stantio e stucchevole.

Sul lato tecnico Teen Spirit si mantiene nella mediocrità, senza infamia e senza lode, come del resto tutto il film. La storia ed i personaggi sono comunque godibili, il ritmo piuttosto scorrevole senza particolari picchi di noia, la colonna sonora piacevole ma non esagerata. Nulla a che vedere quindi con un Whiplash, una vera perla all’interno medesimo genere.Teen Spirit sembra invece più un film che vuole raccontare una storia ma senza alcuna pretesa di strafare o sbalordire il pubblico. Un lavoro mediocre per un risultato mediocre a cui ci sentiamo di dare comunque la sufficienza dato che svolge quantomeno una funzione di discreto intrattenimento senza annoiare. Non adatto a chi non ama il genere ed il mondo dei talent show.

Teen Spirit - A un passo dal sogno

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • Scorrevole e con un buon ritmo

Lati negativi

  • Piatto
  • Prevedibile
  • Alcuni personaggi risultano appena abbozzati

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