The Boys 3: recensione della serie di Amazon Prime Video

I Ragazzi sono tornati, ma non come speravamo

I supereroi sono entrati nell’immaginario collettivo come uomini e donne incredibili, dotati di poteri dai più svariati, ma sempre al servizio dei più deboli. Col passare degli anni, prima nei fumetti e poi nel cinema e nella televisione, gli eroi dai mantelli svolazzanti sono diventati dei veri e propri simboli per raccontare storie tra le più umane.
The Boys
, tratto dall’omonima opera di Garth Ennis e disegnata da Darick Robertson del 2006
, mischia le carte in tavola, portando sul piccolo schermo un lucido ritratto della società, delle aziende dal fatturato plurimiliardario e dalla spaccatura creata da supereroi meschini e inebriati dal proprio potere, ma anche di come le persone si affidano fin troppo in fretta ad una facciata, perdonando qualsiasi passo falso o bassa morale del proprio idolo.
La terza stagione di The Boys è disponibile dal 3 giugno con i primi tre episodi, i restanti usciranno a cadenza settimanale su Amazon Prime Video. In anteprima, vi presentiamo la recensione dei primi sei episodi.

Indice

Da grandi poteri derivano grandi iniquità – The Boys, la recensione

Se si scava nel profondo di The Boys, più in profondità rispetto alla classica lotta tra bene e male, ci si ritrova davanti ad un incipit lineare quanto efficace. Il potere deve essere ridistribuito, perché così tante responsabilità messe nelle mani di pochi selezionati elementi non portano a nulla di buono.
È questo che spinge il gruppo guidato da Butcher a confrontarsi contro dei supereroi che di eroico hanno ben poco. Supereroi che sono spinti da una bassa etica morale, ma soprattutto protetti da un’azienda che farebbe qualsiasi cosa per mantenere la facciata intonsa. È un equilibrio malsano che mantiene la Vought intatta.

The Boys

The Boys. Sony Pictures Television Distribuiton, Amazon Studios.

I supereroi agiscono seguendo i loro più bassi istinti, inebriati dalla miscela dei loro poteri e la sicurezza di esseri intoccabili, superiori e protetti da un’azienda che pensa solo al profitto. Su questo si sono basate le prime due stagioni di The Boys, su un cinismo che si allontana di poco dalla realtà da cui prende ispirazione, ma a cui aggiunge una buona dose di sangue, teste volanti e morti violente.
Da questo The Boys cerca di fare un salto di qualità, aggiungendo al già colmo tavolo di intrecci narrativi un nuovo punto di vista: e se fosse possibile acquisire dei superpoteri per un tempo limitato? Anche chi denuncia le dinamiche tossiche della Vought, saprebbe resistere alla tentazione di un potere così grande con tutto quello che ne deriva? 

Un circolo vizioso – The Boys, la recensione

Da qui parte la terza stagione di The Boys, dalla possibilità – tramite una variante del Compound V – di poter acquisire per 24 ore un superpotere. Una proposta pensata per le divisione bellica della Vought, ma che cade nelle mani di Butcher che ne inizia ben presto a vederne le potenzialità.
Questa stagione doveva, almeno sulla sceneggiatura, far sfumare la linea tracciata tra i Seven e il gruppo di protagonisti, mostrare le debolezze di quest’ultimi e i possibili sviluppi se i superpoteri possono essere facilmente acquisiti, con tutte le difficoltà del caso. Prima tra tutte una dipendenza dall’adrenalina e dalle potenzialità latenti rivelate dal siero.

Sulla carta, questo nuovo incipit narrativo è un’evoluzione che ci si aspettava da una serie che vuole scavare nell’animo umano e nella sua ipocrisia, e che tenta di mettere a nudo come il potere può cambiare le persone, cosa sono spinte a fare pur di continuare a star seduti nei vertici.
La realizzazione, purtroppo, soffre di molteplici problemi riassumibili in una condotta negligente. La sceneggiatura si focalizza su dinamiche già note e, al tempo stesso, soffre del non saper sfruttare numerosi personaggi; il forte impatto visivo che ha caratterizzato le precedenti puntate si ripete in un circolo vizioso che non riesce ad uscire dai limiti che la serie stessa si è imposta.

TheBoys

The Boys. Sony Pictures Television Distribuiton, Amazon Studios.

Una terza stagione lontana dalle altre- The Boys, la recensione

The Boys ha nel suo arco numerosi punti di forza: una buona idea di partenza, uno sviluppo crescente che ha come centro un’azienda e delle dinamiche mediali facilmente riconoscibili perché sono poco lontane dalle strutture mediali che ci intrattengono quotidianamente, dei protagonisti umani quanto eccessivi e un forte impatto visivo che attinge dallo splatter più sanguinolento. Sono questi gli elementi che hanno fatto di The Boys un prodotto seriale così seguito, ma sono gli stessi elementi che nella terza stagione restano invariati.

Butcher odia il Patriota e cerca di interrompere il suo percorso in tutti i modi; il Patriota continua ad essere l’epicentro dell’egoismo e della cattiveria travestita da bravo ragazzo alla quale viene perdonato tutto.
I restanti personaggi fanno da contorno a quello di cui The Boys ha sempre parlato: i supereroi tentano in tutti i modi di non essere sostituiti da nuovi eroi, cercando freneticamente l’approvazione del pubblico. è il caso di The Deep, la parodia meglio riuscita di Aquaman, ma anche di A-Train che da quando non può più usare la sua velocità, ripiega cercando di conquistare il pubblico nero sfruttando mosse di marketing al limite del razzismo.  

Tutto quello che ci si aspettava e poco altro- The Boys, la recensione

Le storyline secondarie sfumano verso una poca utilità per la trama nel suo insieme. La maggior parte dei Seven non è pervenuta per tutte e sei le puntate, mentre Butcher e Hughie sono gli unici personaggi tra i protagonisti a svolgere una vera – quanto lenta – funzione per portare avanti la storia.
Anche il V24 e tutte le sue implicazioni sono poco sfruttate, così come l’introduzione di quello che sembrava essere – dai trailer e dalla pubblicità di questa nuova stagione, ma anche dal risvolto narrativo stesso – il vero punto di svolta, il Soldatino (interpretato da Jensen Ackels) che è l’unica minaccia per il Patriota. Così come gli altri supereroi, il Soldatino è presentato al pubblico con una facciata ben congeniata che nasconde un lato omofobo, sessista ed egocentrico. I punti in comune con il Patriota sono molti, ma anche questi poco approfonditi.

The Boys

The Boys. Sony Pictures Television Distribuiton, Amazon Studios.

Queste nuove sei puntate sono quello che ci si poteva aspettare, ma senza guizzi o novità di nessun tipo.
Lo splatter è sempre presente, così come i volti smembrati, le frequente scene di sesso estreme e le morti sempre più fantasiose coronate da litri di sangue che tingono le scene. Il tutto condito da dinamiche aziendali che fanno amaramente sorridere. L’esempio perfetto è una sequenza ambientata in un parco tematico costruito sfruttando l’immagine di Queen Maeve e del suo orientamento sessuale, parco addobbato da numerosi oggetti arcobaleno e mascotte de il Patriota che passeggia tra le attrazioni, un’ambientazione che si scontra con una fiera delle armi gentilmente finanziata dalla Vought.

In conclusione – The Boys, la recensione

Questi primi sei episodi rendono la terza stagione di The Boys pigra, il corrispettivo seriale dell’abusata frase “è intelligente, ma non si applica”. Tutti i pregi che hanno fatto della serie dei suoi marchi di fabbrica, si sono ritorti contro la serie stessa. L’impatto visivo è il medesimo delle scorse stagioni, non si raggiunge nessuna vetta narrativa o visiva, neppure sull’uso smodato di sangue finto e di morti eclatanti.

Le sei puntate vanno avanti per inerzia, stabilendo solamente dei tasselli che verranno ripresi nella quarta stagione già annunciata per l’estate del prossimo anno. Una scelta che sembra essere stata presa per pure ragioni di marketing, per far durare di più una serie che ha conquistato critica e pubblico, piuttosto che dettata dalla volontà di continuare a raccontare una storia che ha ancora molto da dire.

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The Boys

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Il cinismo che contraddistingue la serie
  • L'impatto visivo

Lati negativi

  • Le dinamiche sono identiche a quelle delle scorse stagioni
  • storyline secondarie poco sfruttate

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