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Underwater: recensione del film con Kristen Stewart

L'horror con di William Eubank ci spinge ne terrificanti meandri dell'oceano

Il nuovo film diretto da William Eubank (The Signal, 2014) è un thriller horror d’azione ambientato in una base sottomarina. Stiamo parlando di Underwater, pellicola interpretata da Vincent Cassel e Kristen Stewart di cui vi proponiamo la nostra recensione. Ci troviamo in una stazione per trivellatrici sul fondale dell’oceano ad una profondità di circa 7 miglia. Dopo un improvviso terremoto la struttura viene danneggiata in maniera irreversibile ed i ricercatori al loro interno devono cercare di fuggire per raggiungere così la superficie. L’impresa non è da poco dal momento che delle terribili e misteriose presenze sembrano complicare ulteriormente lo scenario.

Underwater è un claustrofobico thriller horror stile survival che cerca di immergerci nell’azione fin dai primi minuti. Per circa un’ora e mezza i protagonisti saranno impegnati in una continua e frenetica lotta per la sopravvivenza senza sosta. Se siete curiosi di conoscere qualcosa di più sul nuovo thriller horror Underwater proseguite di seguito con la nostra recensione. Buona lettura.

Indice

Underwater, la recensione

Una base per trivellazioni situata sul fondale dell’oceano viene irreversibilmente danneggiata da quello che sembra essere un terremoto. A causa di una perdita provocata dall’evento, l’acqua ad alta pressione inizia ad entrare nella base distruggendo pian piano tutto. La giovane Norah Price (Kristen Stewart) riesce temporaneamente a mettersi in salvo assieme ad altri ricercatori e al capitano Lucien (Vincent Cassel). Il gruppo così formato si getta alla disperata e frenetica ricerca di capsule di salvataggio per poter  raggiungere la superficie.

Tuttavia la catastrofe naturale che si è abbattuta sulla base sottomarina sembra non essere l’unico problema. Degli strani rumori e presenze animalesche sul fondale oceanico lasciano presagire che ci sia un qualcosa di ancora peggiore. La scalata alla superficie per la salvezza sembra essere più lontano che mai. Armati di tute subacquee, torce e qualche arma i ricercatori superstiti dovranno giocare d’astuzia e di squadra se vogliono salvarsi la pelle.Underwater recensione

Underwater, la recensione: il film in breve

Underwater è un thriller horror che entra nel vivo dell’azione fin dai primi minuti di girato. Un film che sacrifica intenzionalmente trama e personaggi per intrattenere lo spettatore con scene ad alta tensione. O almeno questo sarebbe l’intento del regista William Eubank. Un po’ come accadeva anche in Gravity di Cuaròn i protagonisti affrontano una realtà mutevole in uno scenario catastrofico dove l’unica cosa che conta è abbandonare la nave e mettersi in salvo. Ambientato all’interno di bui ed angusti corridoi e nel profondo degli abissi, Underwater è un film volutamente snervante e claustrofobico.

I protagonisti affrontano innumerevoli pericoli muovendosi in un mondo sempre più cupo e spaventoso. Ma lo scenario catastrofico alla Poseidon non è l’unico nodo del film. Underwater prova infatti a cercare di sorprendere lo spettatore anche con un elemento orrorifico; senza tanta fantasia e probabilmente convinzione William Eubank popola l’immaginario mondo sottomarino del suo film con creature tanto mostruose quanto banali. Si aggiunge dunque un altro ostacolo che cambia ulteriormente le regole in gioco.

Aspetti tecnici

Oltre ad avere personaggi piatti ed un background praticamente inesistente, l’azione di Underwater è anche stucchevole e confusionaria.  Ma la cosa che più ci ha sorpreso è l’incredibile prevedibilità di qualsiasi evento che accade nel film. Dal jumpscare telefonato al destino dei vari personaggi tutto è facilmente e noiosamente scontato. La sceneggiatura, schiava della formula con cui è stata pensata la pellicola, ci porta sempre da un punto A ad un punto B per poi passare al successivo C. A pensarci bene, di positivo rimane ben poco in un film in cui il trailer ha già svelato tutta la sostanza e potenzialità della storia stessa.

Ci è molto piaciuta la gestione delle luci e colori di scena ed anche alcune scenografie veramente suggestive e ben realizzate. Troppa computer grafica evidente in molte delle scene di azione per un film che sarebbe meglio vedere in versione videoludica piuttosto che su grande schermo. Ma l’aspetto peggiore sono probabilmente le creature che popolano gli oceani di Underwater; si tratta di una sorta di sintesi copiativa di vari mostri apparsi in altri film horror, senza uno straccio di background che ne giustifichi quantomeno l’esistenza.

Underwater, la recensione: conclusioni

Veniamo finalmente alle ultime battute di questa nostra recensione su Underwater. Leggendo queste poche righe avrete percepito tutta la nostra amarezza nei confronti di un film veramente deludente. L’ultima fatica di William Eubank è un film con un’azione stucchevole, ripetitiva e prevedibile e personaggi davvero troppo piatti per essere anche minimamente interessanti. Un film schiavo del suo stesso schema da survival horror con una tensione che cala progressivamente invece di aumentare. Paradossalmente, infatti, le scene migliori sono proprio quelle iniziali.

Alcuni aspetti tecnici positivi non riscattano assolutamente un film che nasce e muore senza un’anima, o meglio senza un’identità specifica. Una storia che non propone nulla di nuovo e che antepone l’azione a qualsiasi cosa penalizzando tutto il film. Underwater non è di certo tra i film che consigliamo maggiormente in queste settimane, ma vedere per credere: fateci sapere nei commenti cosa ne pensate!

Underwater

Voto - 4.5

4.5

Lati positivi

  • Scenografia e luci

Lati negativi

  • Prevedibile e lineare
  • Personaggi piatti
  • A tratti noioso
  • Azione confusa
  • CGI troppo evidente
  • Mostri poco caratterizzati

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